martedì 14 aprile 2015

INTERROGAZIONE CONSIGLIERI COMUNALI SU ENTERRA A BORGO ERIDANIA

Foggia - ”Chiediamo di sapere se e quali atti l’Amministrazione comunale intende intraprendere al fine di salvaguardare l’ambiente”. E’ quanto chiedono in una interrogazione i consiglieri comunali Luigi Buonarota, Marcello Sciagura e Vincenzo Rizzi al sindaco di Foggia Franco Landella e al presidente del consiglio comunale Luigi Miranda.

Tuttavia è il caso di fare una precisazione importante, visto che il blog 3 Santi all'Inferno si occupa da tempo di questa tematica: la Enterra non ha presentato alcun ricorso alla Corte Costituzionale, come sta scritto erroneamente nell'interrogazione consiliare, ma si tratta di un'altra società con un progetto diverso - a biomasse liquide e non solide, su zona agricola e non su zona industriale dismessa -, ricorso del quale del resto abbiamo ampiamente riportato a suo tempo sul blog: "Inceneritore di Trinitapoli. Si va alla Corte Costituzionale". Per la centrale a biomasse ENTERRA, dunque, non sono variati i limiti del minimo di 40% di combustibile a filiera corta, indispensabili solo per ottennere un incentivo ulteriore dal GSE e non ai fini autorizzativi (ciò significa che ENTERRA potrà anche rinunciare a questo incentivo in futuro, baipassando ogni vincolo sulla provenienza della biomassa).


”La società ENTERRA S.p.A. con sede in Orio al Serio (Bg), ha presentato in data 05/04/2007 alla regione Puglia ai sensi degli art. 7 ed 8 della legge n° 241/1990,istanza per il rilascio dell’autorizzazione unica per la costruzione di un impianto per la produzione di energia elettrica scaturente dalla combustione di biomasse vegetali solide (sansa vergine, cippato di legno, vinacce e residui di potature) per una quantità di oltre 100.000 t/a, con potenza nominale pari a 15 Mwe,in cui non si prevede, nella prima fase, la cogenerazione da realizzare nel sito del dismesso complesso industriale dell’ex Eridania ubicato in agro di Foggia - località Rignano Garganico Scalo. Collocata nelle immediate vicinanze di una direttrice importante e trafficata come la S.S. 16 tra Foggia e San Severo.

La deliberazione di G.R. n° 35/2007, al punto 2.1 prevede accordi tra il proponente e l’ente locale finalizzati alla valorizzazione e riqualificazione delle aree territoriali interessate, compreso un contributo allo sviluppo e tutte quelle misure atte a compensazione degli “eventuali” impatti dell’impianto e delle criticità ambientali territoriali.

(...) Si evidenzia, come criterio di essenzialità per l’approvazione del progetto da parte della G. C. n° 88/2009il riferimento ai dettami della legge Regionale n° 31/2008 e in particolare all’ art.4, in ragione dell’adozione del proponente della ”filiera corta” per l’approvvigionamento locale della risorsa combustibile, alternativa prescelta per il funzionamento della Centrale.

“(..) La nostra Provincia ha contribuito e continua più di ogni altra a far si che la Puglia al 2012 sia trale prime regioni in Italia (la terza) per la produzione di energia da fonti rinnovabili (fotovoltaico, eolico e biomasse). Inoltre è quella che grazie al suo sacrificio paesaggistico contribuisce prima in Puglia, per oltre il 90%, alla produzione di energia (oltre 2.700 GWh prodotti) da eolico.

La stessa produce inoltre altra energia elettrica con impianti come la centrale dell’EN-Plus (inizio attività 2011), alle porte di S.Severo, a gas a ciclo combinato, con una potenza dichiarata di circa 400 Mwe e 714 Mw termici. La centrale a Candela dell’Edison (inizio attività 2005) anche questa a gas con ciclo combinato e con una potenza dichiarata di quasi 400 Mwe e 1000 Mw termici. Inoltre è stata approvata la realizzazione di un’altra centrale a biomasse nella zona di S. Agata di Puglia, ai confini di Deliceto e Candela, dell’Agitre del gruppo Tozzi della potenza di 25 Mwe e 80 Mw termici bruciando 250.000 t/a di paglia e cippato. L’inceneritore di RSU del gruppo Marcegaglia (non ancora in piena attività) ne brucerà 100.000 t/a.

Tenendo presente che tutti i suddetti impianti sono dei bruciatori cioè inceneritori, tutti producono in diversa maniera e per diversa entità effetti inquinanti e di impatto negativo sull’ambiente e sulla salute.

[n.d.r: quanto esposto in questo capoverso è sbagliato] Il gruppo Enterra ha avversato la normativa regionale 31/2008 nell’art.4 , instaurando ricorso presso la Corte Costituzionale, la quale in data 11/06/2014 con la sentenza 166/2014 ha definito l’art. 4 incostituzionale liberando il gruppo Enterra da eventuali obblighi di reperimento del 40% della biomassa da filiera corta (data anche la consapevolezza di non poter recuperare quella quantità di biomasse sul territorio).

In ultima, ma non meno importante, precisazione l’approvazione in conferenza di servizi nasce da una viziatura, nella stessa, la mancata presenza dell’ufficio all’urbanistica del comune, non ha permesso di evidenziare che l’impianto sarebbe sorto in maniera contigua con un piccolo nucleo abitato contravvenendo alla normativa che prevede per impianti , di classe dimensionale 3, che producono più di 1 Mwe di potenza la realizzazione dell’impianto a minimo 300 metri di distanza dal nuclei abitati (allegato 1 e 2).

Tutti questi assunti uniti all’autosufficienza energetica della provincia di Foggia ci dovrebbe portare a chiedere: A che fine questo ulteriore sacrificio? A vantaggio di chi? A che prezzo per la salute e per l’ambiente?”.

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