domenica 12 ottobre 2014

Conferenza stampa sulla bonifica della SAIBI a Margherita

Dovranno terminare entro il mese di luglio del 2015 i lavori di bonifica e messa in sicurezza dell’area ex Saibi. Una scadenza perentoria per non perdere i finanziamenti regionali destinati a questo intervento che si trascina ormai da otto anni (il progetto preliminare risale al 2006). Ad annunciarlo il sindaco, Paolo Marrano, nel corso dell’incontro pubblico, ospitato nell’auditorium del Liceo Scientifico, dal titolo “Bonifica ex Saibi: la sicurezza prima di tutto”. E sul tema della sicurezza si è incentrato l’intervento dell’ingegnere Lorenzo Bonomo, progettista e direttore dei lavori che ha illustrato gli interventi che saranno realizzati entro luglio del prossimo anno, per rendere l’area di 16mila metri quadrati dell’ex Saibi un parco pubblico.

L’intento dell’incontro con la cittadinanza “è stato quello di diffondere tranquillità nella popolazione” ha spiegato ancora il sindaco. Si interverrà nella massima sicurezza, gli ha fatto eco il direttore dei lavori, ingegner Bonomo, a cominciare dall’operazione di smontaggio delle torri e del manufatto presente ancora sul terreno della ex Saibi. Il sottosuolo dell’area interessata dalla bonifica sarà tombato, mentre la parte superficiale verrà coperta con un capping impermeabile, così da evitare che l’acqua piovana possa infiltrarsi nella falda sottostante.

In conclusione dell’incontro il sindaco ha annunciato di aver chiesto alla Regione Puglia di allargare le caratterizzazioni (ossia, l'analisi a campione dei suoli) ai terreni circostanti all’area interessata dalla bonifica e che queste, in mancanza di fondi regionali, saranno effettuate grazie ad un progetto della Provincia Bat.

L'incontro pubblico era stato annunciato precedentemente alcuni giorni prima con una nota della società Teorema che sta effettuando i lavori (bat.ilquotidianoitaliano.it/dalla-provincia/2014/10/news/margherita-di-savoia-bonifica-ex-saibi-conclusa-a-luglio-2015-47494.html/). Ma in realtà l'appuntamento con data e luogo è stato diffuso dal Comune soltanto alcune ore prima (impossibile saperlo, dunque, come già accaduto in passato...), cosicché piuttosto che di un incontro pubblico si è trattato dell'ennesima conferenza stampa monodirezionale e senza il contraddittorio annunciato, che dovrebbe venire in sede istituzionale. La bonifica dei terreni, la loro eventuale rimozione in qualità di rifiuto speciale, resta una "promessa".

INCENERITORE, MOVIMENTI "SOSPETTI" SUL CANALE E TEST INFINITI

Necessario fare urgentemente il punto della situazione e delle numerose deroghe passate senza informativa della popolazione. Movimento terre e rifiuti sospetto e chiusura di un canale di bonifica.

Agli inizi di settembre scorso sono avvenuti dei lavori di movimento terra all’interno e all’esterno del perimetro dell’impianto, come avevano denunciato il video su facebook di Isabella Antonacci [CLICCA QUI PER VEDERE]. In particolare, il comitato paventa la copertura di un canale del reticolo degli affluenti del Torrente Carapelle nei pressi dei Canali Pescia e Peluso, canali sottoposti a vincolo nonché insistenti in un’area ad elevata pericolosità idrogeologica. Vige in tale area il divieto di interventi modificativi nelle cosiddette fasce di rispetto di 150 metri da entrambi i margini lungo tutto il canale.
Si è proceduto ad inoltrare una richiesta di informazioni all'AdB (Autorità di Bacino), ente a difesa del patrimonio idrico, del suolo e del sottosuolo, finalizzata a richiedere chiarimenti sulla natura delle attività in atto e se per tali operazioni avessero le autorizzazioni. Segnalazione in tal senso è stata effettuata ai Carabinieri del NOE, al Servizio Ecologia della Regione, al Prefetto di Foggia e al sindaco di Manfredonia.

Inoltre, il comitato rende noto che si è aperto un nuovo contenzioso fra la Regione e la società ETA gestore dell’inceneritore, riguardo alla richiesta dell’Autorizzazione Unica inviata all’Ufficio Reti, Energia Infrastrutture regionale, preliminare per ottenere gli incentivi alla produzione elettrica nella parte relativa alle biomasse bruciate (0-20%). Vi sono state due note della Regione nelle quali si invita ETA a fornire documentazione integrativa per ottenere l’autorizzazione richiesta, a norma dell’art. 12 dlgs n. 387/2003. ETA, dal canto suo, non ritiene vi siano “modifiche” al progetto autorizzato e si rivolge con un ricorso al TAR, che si esprime con due ordinanze di sospensione delle richieste della Regione, pur accertando il corretto comportamento dell’ufficio competente. Ora si è in una fase aperta, in cui si dovrà individuare la documentazione mancante ed indire una Conferenza di Servizi fra gli enti partecipanti. Il Comitato ha fatto richiesta di copia delle note citate all’Ufficio regionale competente.

Attualmente l’inceneritore continua a "fumare" con discontinuità, soprattutto di notte. Il comitato di Cerignola ha presentato una nuova richiesta di informazioni all'ARPA sede di Foggia al fine di sapere quali siano gli accordi intercorsi con la società proprietaria dell’impianto per questo prolungamento dei test oltre il termine precedentemente previsto dalle autorizzazioni.

Il comitato reitera, infine, la richiesta all’ufficio dell'ex Genio Civile per ottenere copia della concessione ad emungere acqua dal sottosuolo, anche considerato il fatto che l’inceneritore è situato in una zona a conclamata scarsità idrica, e che in prossimità dell’area del nuovo pozzo è sospeso il rilascio di concessioni per usi irrigui.



Comitato contro l’inceneritore nei pressi di B. Tressanti - Cerignola