martedì 25 febbraio 2014

VIDEO DEL SEMINARIO MED FOOD ANTICANCER

In occasione della ‘Giornata Mondiale contro il cancro’ la ASL FG ha organizzato il seminario ‘Med Food Anticancer program: La Dieta mediterranea per la prevenzione dei tumori’. L’incontro, promosso dal Servizio di Igiene degli Alimenti e della Nutrizione della ASL FG in collaborazione con il Comune di Foggia, si è tenuto il 4 febbraio a Foggia presso la sala consiliare di Palazzo di Città. Attesa la partecipazione, del professor Jeremiah Stamler, professore emerito di Medicina Preventiva alla Northwestern University di Chicago e del dottor Michele Conversano, Presidente Nazionale della Società italiana di igiene e Medicina Preventiva. All’incontro – moderato da Michele Panunzio, Direttore Servizio di igiene degli alimenti e della nutrizione-ASL Foggia Sud – hanno preso parte anche Elena Gentile, Assessore regionale alle Politiche della salute, il sindaco Gianni Mongelli, Franco Carella, Direttore del Dipartimento di prevenzione-ASL FG.
http://www.comune.foggia.it/portfolio/seminario-med-food-anticancer/

domenica 23 febbraio 2014

FACCIAMO IL PUNTO SULLE ROYALTIES DEL GAS PER IL SUBAPPENNINO

Gianni Lannes ritorna sulla questione delle royalties del metano. Sbloccati i primi fondi regionali solo nel 2013, ma ci sarebbero ancora risorse governativeda trasferire alla Puglia.

Con un nuovo articolo sul suo blog Su la Testa! Gianni Lannes ritorna ad incalzare sulla questione che spettano da decenni ai Comuni per le attività estrattive di gas naturale (comunemente detto "metano") che hanno luogo nei propri territori. La quasi totalità dei Comuni pugliesi interessati dall'estrazione di questi idrocarburi si trova in provincia di Foggia.

Gli articoli di Lannes già da diversi anni denunciano il mancato pagamento di questi contributi ai Comuni, sottoforma di oneri di infrastrutturazione ma anche di compensazioni ambientali. Qualcosa si mosso solo nell'ottobre 2013 quando il sindaco di Biccari Mignogna ha posto in essere la questione delle royalties, che restano sulla carta o meramente simboliche nel gran parte dei casi. Anche con riferimento all'eolico con un'intervista su Preappenino Oggi in cui si denuncia il misero guadagno per le casse di alcuni Comuni, a fronte dell'impatto paesaggistico, come Troia, a causa di convenzioni tutte a favore dei privati (ne parleremo altrove più approfonditamente su questo blog) ...

Biccari, Mignogna: "Mai chiesti prima recupero fondi su idrocarburi".

Successivamente, l'assessore regionale al bilancio, il foggiano Di Gioa, ha annunciato una delibera di giunta regionale (http://www.regione.puglia.it/index.php?page=delibere&opz=view&id=11030) per lo sblocco di 7 milioni ai Comuni foggiani. Ecco il comunicato stampa del dicembre 2013 per intero:
Foggia, ripartizione comuni royalties metano Regione Puglia
„Comunicato Stampa

La Giunta Regionale, anche a seguito dell’iniziativa dell'assessore al Bilancio Leonardo Di Gioia, che ha reperito nel bilancio le risorse occorrenti, ha varato, su proposta dell’assessore allo Sviluppo Economico Loredana Capone, una delibera che definisce la ripartizione e le linee guida per l’utilizzo delle somme derivanti dall’estrazione di idrocarburi nel Preappennino Dauno.

“Un provvedimento importante su un tema cruciale per il nostro Preappennino” commenta Leonardo Di Gioia “Le somme che vengono finalmente restituite al territorio dopo essere finite per anni nei residui inutilizzati del bilancio, possono avere un impatto importante per la loro destinazione.

Realizzare o completare l’infrastrutturazione materiale ed immateriale delle aree di insediamento produttivo migliora l’attrattiva di quei Comuni per gli investimenti e genera dinamiche virtuose per lo sviluppo economico ed occupazionale. Sono lieto” conclude Di Gioia “di avere contribuito all’adozione di questa delibera. Anche questi atti, attesi per un quinquennio, confermano l’apertura di una fase nuova nei rapporti fra la Regione e la Capitanata.”

Le risorse di cui si parla sono quelle previste dal Decreto Legislativo 625/96, destinate a finanziare la realizzazione dei metanodotti e delle altre infrastrutture collegate alla coltivazione dei giacimenti di idrocarburi presenti sul territorio e, una volta esaurita queste necessità, da impiegare per opere pubbliche al servizio di attività produttive. Le somme raccolte nel periodo 2008/2012, come da tabella qui sotto, ammontano a quasi sette milioni di euro, così ripartiti:

ALBERONA 373.671,80 | ASCOLI SATRIANO 767.393,82 | BICCARI 1.696.911,70 | CANDELA 696.023,36 | DELICETO 2.477.361,38 | SANT'AGATA DI PUGLIA 83.624,04 | VOLTURINO 808.897,76 | TOTALE: 6.903.886,86

Queste risorse verranno assegnate sulla base di accordi di programma da realizzare con i sette Comuni interessati in merito ai progetti che presenteranno singolarmente o in forma associata. Le tipologie di opere realizzabili si differenziano a seconda che si tratti di aree con insediamento produttivo superiore o inferiore al 75%.

Nel primo caso saranno ammissibili, recita il testo della delibera, interventi di ammodernamento e rifunzionalizzazione delle infrastrutture esistenti (con esclusione degli interventi di manutenzione), realizzazione di reti tecnologiche (reti energetiche, reti per la fornitura di acqua industriale, infrastrutture per la sicurezza, infrastrutture ICT); interventi di completamento infrastrutturale dell’intera area, interventi per il miglioramento delle condizioni di accessibilità degli agglomerati per gli insediamenti produttivi alle reti di trasporto nazionali.

Nel secondo, invece, interventi di completamento delle aree strettamente connesse alle imprese insediate finalizzati alla completa operatività delle infrastrutture primarie, interventi di ammodernamento e rifunzionalizzazione delle infrastrutture esistenti strettamente connesse alle imprese insediate (con esclusione degli interventi di manutenzione), realizzazione di reti tecnologiche (reti energetiche, reti per la fornitura di acqua industriale, infrastrutture per la sicurezza, infrastrutture ICT), interventi di infrastrutturazione di nuove aree e per il miglioramento delle condizioni di accessibilità degli agglomerati per gli insediamenti produttivi alle reti di trasporto nazionali.

Nella stessa delibera è previsto un primo stanziamento per l’esercizio 2013 di 700mila euro per consentire il rimborso ai Comuni dei costi sostenuti per dotarsi delle progettazioni necessarie. Tutte le attività saranno gestite dall'Assessorato allo Sviluppo Economico.“

Dunque, i fondi regionali sono stati stanziati e sarebbe in progettazione da parte dei Comuni il loro utilizzo. Ma resta da capire che cosa ne è del fondo governativi, di cui parla per l'appunto il giornalista Gianni Lannes. Questi fondo dovrebbe, a nostro avviso, essere concesso direttamente ai Comuni (come avviene in urbanistica per gli "oneri di urbanizzazione"), non per progetti ed infrastrutturazioni che, alla fine, risulterebbero funzionali agli stessi interventi di sfruttamento dei giacimenti. Bensì, per progetti di compensazione ambientale (offsetting) miranti alla riduzione dell'inquinamento e al monitoraggio dello stesso, che non è mai stato effettuato e che potrebbe essere inaspettatamente rilevante soprattutto su alcune componenti come le falde acquifere (ricordiamo che i Monti Dauni "eccellono" nelle statistiche dell'atlante provinciale dei tumori, e non se ne conosce il motivo).

Ps.: Mentre in Norvegia grazie alle royalties del petrolio si viagga solo con mezzi di trasporto rinnavabili, nel Subaappenino dauno le strade sono disconnesse e sgarrupate.

venerdì 21 febbraio 2014

Il regalo agli inquinatori sulle bonifiche è legge. Vergogna!

Se sei un semplice cittadino paghi la TARES e ti arriva Equitalia se non puoi pagare. Se hai devastato interi territori lo Stato ti paga profumatamente per i tuoi profitti. Il Destinazione Italia passa al Senato senza le modifiche richieste da movimenti e comuni dei Siti inquinati. Ora segnalazione alla Commissione Europea e battaglia sui singoli accordi di programma per le inaccettabili norme contenute nel decreto. In Puglia Manfredonia, Bari, Brindisi e Taranto.

E' ufficiale: da mercoledì chi inquina in Italia deve essere premiato. Dopo il passaggio in Senato è diventata legge dello Stato l'incredibile norma contenuta nel Decreto Destinazione Italia volta a regalare nei Siti di Interesse Nazionale per le Bonifiche miliardi di euro ai privati, anche ai peggiori inquinatori, pure se rei confessi e condannati in via definitiva.

La modifica apportata dalla maggioranza alla Camera non ha risolto nulla perché pone solo un limite all'uso delle risorse pubbliche da parte del privato che dovrà usare il denaro ricevuto solo per coprire le spese degli investimenti in nuovi impianti e non per le bonifiche che dovrebbero rimanere a suo carico. A parte il fatto che in ogni caso gli inquinatori più incalliti, responsabili delle devastazioni del paese e dei danni alla salute per i cittadini, si vedono premiati con il sostegno ai loro profitti, realisticamente sarà ben difficile assicurare il rispetto di tale previsione, visto che ogni giorno il Ministero dell'Ambiente non riesce neanche a far avanzare le procedure amministrative più importanti.

Inoltre resta in tutta la sua gravità il problema del condono mascherato contenuto nella norma, che prevede che una volta firmato l'accordo di programma che destina il denaro al privato la scoperta di una situazione più grave di inquinamento rispetto a quella finora accertata non potrebbe più essere messa a carico del privato inquinatore. E' una situazione comunissima nelle aree inquinate, da Brescia a Bussi a Taranto, dove nuove analisi puntualmente fanno scoprire contaminazioni più estese.

Infine resta la norma che fa diventare di interesse pubblico qualsiasi nuovo impianto proposto dal privato nell'area inquinata (anche inceneritori, raffinerie ecc.) con lo Stato che finanzierà sia con denaro a fondo perduto sia con credito d'imposta per la parte restante, interventi che condannano definitivamente ad un triste destino di devastazione aumentando la pressione antropica sui siti. Queste sono aree che invece dovrebbero rinascere con interventi di riqualificazione ambientale e che dovrebbero essere invece portate a nuova vita come accaduto in Germania e in altri paesi con azioni ben diverse,come la realizzazione di parchi tematici, aree verdi, ecomusei.

I prossimi passi delle lotte saranno presto condivisi con movimenti ed associazioni. In ogni caso provvederemo a denunciare alla Commissione Europea quanto accaduto per farne un caso nella comunità. Apriremo uno scontro sui singoli accordi di programma che dovessero essere approvati nelle singole aree nei prossimi mesi. La lotta è solo all'inizio.


Forum Italiano Movimenti per l'Acqua
CNSC - Coordinamento Nazionale Siti Contaminati
Associazione A Sud
Stop Biocidio Lazio
Stop Biocidio Abruzzo

REGISTRO TUMORI FG: I COMUNI POSSONO CHIEDERE I DATI

Finalmente possiamo mettere un punto fisso alla polemica strumentale sulla salute del popolo daunio. Una polemica tutta interna alle fazioni del PD e della partitocrazia che ha lottizzato la sanità, portandola allo sfascio e ridimensionando ospedali di fondamentale importanza territoriale nella nostra provincia (Manfredonia, Cerignola, Lucera, San Severo) al fine apparente di costruire un unico polo universitario ai Riuniti di Foggia, che si presenta oggi come nient'altro che un'operazione di stampo più che altro edilizio in quanto manca il personale per i nuovi reparti che sorgeranno, mentre si svuotano i reparti degli altri ospedali mandando a casa il personale.

Nella polemica è intervenuto anche il sindaco di Rocchetta Sant'Antonio accusando gli artefici della polemica di guastare l'immagine promozionale del territori dei Monti Dauni, col semplice fatto di parlare di questo temo scottante. Ebbene, Rocchetta Sant'Antonio è probabilmente il Comune pugliese più vicino all'inceneritore Fenice. Questo non è un fatto? Dov'era questo sindaco quando Sant'Agata di Puglia ha dato il nullaosta per la più grande centrale a biomasse della Regione?

Da una parte l'AIRTUM per bocca del suo segretario, Emanuele Crocetti, smentisce il dirigente ASL di Cerignola Rocco Dalessandro. L’associazione italiana registro tumori, si apprende dal sito internet, si occupa di “consentire il confronto tra i dati epidemiologici riguardanti i tumori nelle diverse aree geografiche del Paese, di sorvegliare e valutare la patologia oncologica in termini di mortalità, incidenza e sopravvivenza, di studiarne l’andamento temporale e di comparare i risultati così ottenuti con quelli osservati a livello internazionale”. Ed è proprio all’AIRTUM che Rocco Dalessandro si è appellato per non diffondere tutte le tabelle richieste, spiegando che “se dovessero divenire pubbliche prima della validazione ministeriale, l’AIRTUM potrebbe invalidare tutto il lavoro”. Queste invece le dichiarazione del segretario nazionale ad un giornale locale: “Questo passaggio non rientra nei nostri protocolli, anzi ci sono molti enti che richiedono l’accreditamento all’associazione dopo aver pubblicato altrove le percentuali sulla incidenza e mortalità tumorale”.

Dall'altra il direttore generale della ASL Foggia Attilio Manfrini, secondo cui il registro dei tumori della provincia di Foggia "non si pubblica perché non c’è nessuna emergenza da dover soddisfare, anzi, se c’è qualcuno che agita allarmismo allora è pregato di fornire anche le sue fonti. Inoltre, se il consiglio comunale di Cerignola, da cui è partita questa storia, vuole entrare in possesso delle tabelle può tranquillamente riunirsi e fare richiesta agli uffici dell’oncologico di Bari, dov’è conservato il rapporto epidemiologico del foggiano”.

Importante anche l'intervento di Salvatore Onorati: “Se esistono dei dati certi, allora si pubblichino senza alcun timore, perché è proprio sui numeri che si costruisce una seria politica sanitaria in provincia di Foggia e non con le chiacchiere sui giornali o su Facebook”. Il presidente dell’Ordine dei Medici provinciale prosegue: “E’ normale che una questione così importante per il nostro territorio sia affrontata in quel modo nel consiglio comunale di Cerignola?”. Una domanda che ci sentiamo di rilanciare. La questione, infatti, interessa tutta la provincia ed i Comuni dovrebbero piuttosto agire uniti.

mercoledì 19 febbraio 2014

LA CENTRALE A BIOMASSE A FOGGIA NON S'HA DA FARE

"Troppe anomalie nell'iter. Valutiamo alternative sostenibili"

Ha ricevuto una proroga negli ultimi giorni l’autorizzazione regionale per la centrale a biomasse, che adesso non avrà più ostacoli per sorgere nell’agro di Foggia, a Rignano Garganico Scalo, nei pressi dell’ex zuccherificio Eridania, con scadenza entro il 2016, e non più entro novembre di quest’anno.

Un impianto presentato come centrale elettrica a biomasse solide "a filiera corta" da 13 Mw, di poco inferiore all’inceneritore ETA fra i borghi Mezzanone e Tressanti di proprietà Marcegaglia, anche questo presentato inizialmente come “biomassa”. L’investimento di quasi 60 milioni di euro, a lungo sospeso per la ricerca di capitali, sarà affrontato ora dal gruppo francese Belenergia, che qualche anno fa ha venduto la Bartin Recycling, tra i gruppi leader Oltralpe nel recupero di materiali ferrosi, alla VEOLIA (multinazionale che si occupa di nucleare ed inceneritori), per concentrarsi nel settore delle energie rinnovabili anche in Italia. “Per questo maxi-investimento - si legge in un comunicato sul Sole 24Ore - la Belenergia è entrata in affari con Stilo, società controllata dalla famiglia Percassi, immobiliaristi di Bergamo (proprietaria dell'Atalanta Calcio), rilevando il 70% di Enterra, la spa proprietaria del sito e titolare dell'autorizzazione unica ottenuta, a novembre 2011, dall'ufficio energia e reti energetiche della Regione Puglia”. Nel comunicato, datato dicembre 2013, si legge inoltre: “Le opere edili necessarie per caratterizzare il sito – interamente bonificato dopo la precedete utilizzazione produttiva - andranno avanti contemporaneamente all'arrivo, previsto in queste settimane, delle caldaie che bruceranno gli scarti, e la cui tecnologia, ormai matura perché collaudata da anni, è tutta made in Germany”.

Ciononostante, presso lo stabilimento abbandonato sono stati staccati da alcuni mesi i cartelli del cantiere. Inoltre, nelle dichiarazioni della società ci sono alcune imprecisioni, come quando si parla dei due bruciatori in arrivo come se si trattasse di ordinarie caldaie quando in realtà è previsto un vero e proprio forno industriale da “termovalorizzatore”, che – racconta la società - sarebbe tuttora “in fabbricazione”. Per non parlare dei lavori ingenti di risistemazione dell’area, che non si presenta immediatamente disponibile al nuovo cantiere per la presenza di diversi ettari di vasconi e di altre opere del vecchio zuccherificio. Anche se l’autorizzazione unica per gli impianti da fonti rinnovabili sostituisce ogni permesso, compreso quello a costruire rilasciato dall’amministrazione territorialmente competente, il Comune di Foggia non dovrebbe a rigor di logica rilasciare comunque un nullaosta per i lavori preliminari alla realizzazione del sito?

Nell’iter autorizzativo restano diversi i punti ancora da chiarire. In primis, si menziona un parere sconosciuto della Provincia di Foggia che avrebbe dovuto scendere nel dettaglio delle emissioni inquinanti ed odorifere, che nel caso di alcune tipologie di combustibile adottate (sansa, vinacce e legna d’ulivo) restano molto elevate e sottoposte al Dlgs 133/2005 (stessa norma degli inceneritori di rifiuti). La società stessa dichiara che la filiera è ancora tutta da creare a partire "potenziali fornitori in Puglia ed in Basilicata", laddove invece il regolamento regionale sugli impianti a biomasse pone - molto chiaramente - il requisito della disponibilità, prima dell’autorizzazione, di accordi di filiera come una condizione non facoltativa, bensì esclusiva. Nel rinnovo delle autorizzazioni si parla di fideiussioni originarie, anche queste obbligatorie, non idonee, e sostituite in corsa. Ancora, il Movimento5Stelle aveva attraverso le sue denunce portato all’apertuta di un fascicolo in Procura a Foggia, subito chiuso per mancanza di condotte criminose. Ma restano, comunque, i dubbi circa l’assenza presso il Comune di diversi atti (tra cui la convenzione di 75.000 euro all’anno che Foggia - comune in fascia C, cioè la peggiore con obbligo risanamento, secondo il Piano Regionale di Qualità dell'Aria - percepirà come compensazioni ambientali) e sul preoccupante stato della falda acquifera che, come risulta da relazioni geologiche comunali mai approfondite in sede di conferenza dei servizi, mostrerebbe valori fuori norma (e che dire delle terre e rocce di scavo che dovrebbero essere smaltite come rifiuti speciali in casi limite?). In pratica, mentre, in seguito allo smantellamento del settore della bieticoltura in Italia, analoghi zuccherifici dell’Eridania sparsi per la Penisola sono stati sottoposti ad appropriati piani di caratterizzazione e di bonifica, a Foggia è stata effettuata soltanto una dismissione parziale ed una messa in sicurezza superficiale liimitata alle coperture d’amianto sui vecchi capannoni della lavorazione.

L'impressione, anche dopo la visione del piano di fattibilità di sole 10 facciate presentato dalla Enterra SPA, è che questo business non convince. Perchè allora non valutare alternative ragionevoli a impatto zero? La politica e le istituzioni, Comune e Regione, potrebbero rivolgere un tale invito alla Belenergia, subentrata in possesso di suoli dal grande valore strategico grazie al collegamento con la ferrovia hanno, considerata anche l'esperienza del gruppo Bartel nell’industria del recupero dei metalli – un settore purtroppo spesso sommerso specialmente in Capitanata e contraddistinto da traffici illeciti transfrontalieri verso i Balcani e la Cina. La stessa “vision” presente nel DoSAP (documento strategico sulle aree produttive) del Capoluogo dauno s'incentrava su di una riqualificazione ambientale del sito Eridania, facendo riferimento ai fondi messi a disposizione dall’Europa e in gran parte non sfruttati al Sud. La commissione UE vede nel riciclo e nel recupero di risorse il vero volano della ripresa economica, per battere la concorrenza manufatturiera dei Paesi in via di sviluppo a partire proprio dalla disponibilità di ‘materie prime seconde’, nonché producendo reale e duratura occupazione. Purtroppo, la provincia di Foggia rappresenta un terra sativa solo per investimenti mordi e fuggi ed alieni dalla vocazione sostenibile per eccellenza del territorio. Il rischio è quello di fare la fine della Pianura Padana, dove il livello di inquinamento dell'aria a causa di inceneritori e centrali (come dimostrano le recenti foto scattate dalla NASA che hanno fatto il giro della rete) impedisce lo sviluppo di un'agricoltura e di un'industria “food” di qualità.

martedì 18 febbraio 2014

In edicola "A caccia di risorse" con una nostra piccola collaborazione


Insieme al numero di febbraio della rivista Internazionale in edicola a 3 euro trovate l’inserto “A Caccia di Risorse”, realizzato da Re:common, Mani Tese, CeVi e Contratto mondiale sull’acqua.

Un libricino che, come segnala chiaramente il titolo, racconta della folle corsa all’accaparramento delle risorse, siano esse l’acqua, il petrolio o le terre, in atto sul nostro martoriato Pianeta. Re:Common in particolare ha curato la parte sul land grabbing, raccontando un caso monitorato dall’associazione in Madagascar, nel quale è evidente anche il coinvolgimento di un’azienda italiana, la Tozzi, azienda che è stata autorizzata dalla Regione Puglia a realizzare una centrale a biomasse di 25 MW sul "Balcone delle Puglie", Sant'Agata. A proposito, non può mancare una citazione meritata al nostro blog e a quello dei nostri amici di Terni.

domenica 16 febbraio 2014

INCENERITORE MARCEGAGLIA: ENNESIMO PLACET SUL PERMESSO DI COSTRUIRE

Manfredonia – PERMESSO di costruire rilasciato dal Comune di Manfredonia al sig. Roberto Garavaglia – in qualità di legale rappresentante della “E.T.A. – Energie Tecnologie Ambiente S.p.A.”, con sede legale in Crotone (MI) – per l’esecuzione di lavori in variante al Permesso di Costruire n. 230 di reg. del 5 agosto 2005 e variante n. 269 di reg. del 15 settembre 2009 relativo alla costruzione, tramite accordo di programma, di un impianto per la produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili ed alla realizzazione delle opere di urbanizzazione consistenti nella esecuzione del parcheggio pubblico e verde (Aree a standards da cedere al Comune) in località “Contrada Paglia”.

Termine di ultimazione del PdC: “entro il 27 gennaio 2015″.

Come scritto nell’atto (sotto riportato in versione integrale), il richiedente ha avuto titolo per richiedere il suddetto PdC – su particelle in Manfredonia località “Contrada Paglia” per un totale mq.268.660 – nella qualità di proprietario delle aree e dopo trascrizione della convenzione Edilizia (atti del 2004).

DICHIARAZIONI OSSERVATORIO RIFIUTI ZERO CERIGNOLA. “Si tratta del rilascio da parte del Comune di Manfredonia di una variante al permesso di costruire in seguito all’istanza formulata dalla E.T.A. in data 16 novembre 2012. Già l’attuale PdC del 2009 costituiva di per sé il rinnovo di un altro rilasciato prima (2005,ndr), quando ancora si parlava di un progetto di centrale a biomasse (impianto da fonti rinnovabili) e non un impianto di smaltimento di rifiuti. C’è tutta una serie di punti meritevoli di approfondimenti”, dicono in una nota i referenti dell’Osservatorio Rifiuti Zero Cerignola in esclusiva a Stato.

“Alcuni esempi? La variante – secondo i referenti dell’Osservatorio rifiuti – precisa che non potranno essere apportate modifiche in corso d’opera senza il consenso del Comune, ma la richiesta della E.T.A. seguirebbe le modifiche in corso d’opera (as built) apportate nell’estate 2012 ancora in attesa di valutazione da parte della Regione Puglia. A proposito si dice che l’ultimazione dei lavori è sottoposta all’autorizzazione provinciale ai sensi del Dlgs 152/2006 (Testo Unico Ambientale), ma la Provincia di Foggia – da nostra raccolta dati – avrebbe declinato ogni sua competenza residua sull’impianto ai sensi della legge regionale 40/2007, chiamando in causa unicamente la Regione”.

“Inoltre, la stessa Provincia di Foggia ha sì rilasciato un nuovo nullaosta all’impianto, ma solo per quanto riguarda la viabilità, senza entrare in faccende squisitamente ambientali (che restano di competenza specifica del servizio ecologia regionale in sede VIA/AIA): questo nullaosta riguarderebbe quella strada di collegamento tra l’impianto di trasformazione delle ecoballe – Cogeam, gestito da Progetto Ambiente – e l’inceneritore della E.T.A., che non sarebbe stata tenuta presente nel parere favorevole di compatibilità ambientale della Regione; questa modifica non concerne, però, solo questioni urbanistiche (di competenza comunale), ma influenza per l’appunto la stessa VIA regionale che non prevedeva il passaggio del CDR o CSS (il combustile) attraverso la viabilità pubblica della strada provinciale”.

“In definitiva, senza nascondere le difficoltà di valutare di primo acchito un atto di tale complessità senza i relativi allegati a disposizione ed i pareri regionali, è evidente che questa variante porterebbe con sé problematiche depositatesi ormai da troppo tempo, che la Regione Puglia, la quale col recente nuovo piano regionale ha dichiarato di aderire alla filosofia rifiuti zero, non può più permettersi di ignorare”.

ALLEGATI
Permesso di costruire 24/2014

FONTE: Stato Quotidiano

sabato 15 febbraio 2014

La speculazione sul registro tumori dei cittadini foggiani e le anticipazioni "inufficiali"

E' partita all'inizio del 2014 dal consiglio comunale di Cerignola una polemica nata dalle strumentalizzazioni politiche del manifesto disagio della cittadinanza, che lamenta "almeno un caso per famiglia". Proprio come nelle testimonianze provenienti da Terzigno e dalla "terra dei fuochi" in Campania. Solo che qui le fonti ufficiali non parlano di un fenomeno ecomafioso locale, ma solo di propaggini degli affari dei casalesi a Foggia (dichiarazioni per "sentito dire" del pentito Sandokan, che non sonoi state sottoposte ad approfondimento), dell'operazione Chernobyl e prim'ancora della NCO di Don Raffaele. La gente ne parla, ma mancano le denunce formali.
A far scoppiare la polemica è stata Elena Gentile con un post su facebook in cui minaccia di denunciare chiunque parli di eccesso di tumori nella sua città, che sarebbe quella con la percentuale più bassa della provincia.
A ruota Dalessandro, dirigente dell'ospedale di Cerignola, in collaborazione col capo della ASL Attilio Manfrini, entrambi in quota PD, fanno uscire in concomitanza con il consiglio comunale dei dati, subito smentiti perché parziali e non ancora vidimati dall'epidemiologo dell'ASL Fernando Palma che si è occupato di redigerli. La speculazione politica, ciononostante, è andata avanti nei giorni successivi, entrando nel merito di quelle sole due schede che qualcuno è arrivato a spacciare per il registro tumori della Provincia di Foggia vera e propria. Queste polemiche fanno più male del cancro, possiamo dirlo o ci denunciate tutti?

LINK al botta e risposta: http://www.marchiodoc.it/2.0/index.php?option=com_content&view=article&id=4443:tumori-la-asl-blocca-i-dati-tilt-cerignola-foggia-san-severo&catid=48:homepage-notizia-principale

Il commento dell'Osservatorio rifiuti zero di Cerignola su facebook:
Non c'è da meravigliarsi che questo comunicato del dirigente ASL Rocco Dalessandro (Partito Democratico) sia farraginoso e pieno di errori, metodologici ed ideologici. Innanzitutto, si parla delle media totale dei decessi in provincia: all'incirca, il 40% dei decessi è dovuto a problemi cardiovascolari, il 30% a neoplasie, ovvero tre persone su dieci muoiono di cancro, in linea con la media nazionale. Tanto più che se consideriamo la media d'insorgenza dei tumori nella popolazione fra i 15 e i 64 anni Cerignola risulterebbe quinta fra i 61 comuni della provincia.
Sono dati del 2009, come dice lo stesso Dalessandro, ottenuti con tecniche di rilevamento ormai superate. Uno scienziato, dunque, li citerebbe con cautela, mai per farne un manifesto politico, tanto più che la provincia di Foggia insieme a quella di Bari è l'unica che non ha ancora fornito i dati per istituire il registro provinciale! Quanto ai nuovi dati, Dalessandro si limita a dire: "“Da quanto so è in cantiere un secondo monitoraggio che interessa il triennio 2010-2012, ma da notizie ufficiose apprendo che le percentuali rimangono stabili." Notizie ufficiose? "Anteprima"?
Ma andiamo avanti. Non si parla dei tumori infantili, che sono la spia dell'inquinamento, né delle malattie rare ed autoimmuni (queste, a differenza delle neoplasie, non si registrano con il codice di esenzione 048 - criterio che comunque non è esaustivo): esse, più che i tumori, a Cerignola sono diventate piucchemai "frequenti", e forse perché siamo sottoposti ad ogni tipo di azzardo chimico. Il diabete poi? E' la prima malattia ambientale, per non parlare delle intolleranze alimentati come la celiachia ... Sulle cause, però, siamo tutti d'accordo: discariche ed inceneritori (ma anche l'alimentazione e l'agroindustria). Allora - ci chiediamo -, perché i "decisori" non fanno niente per bonificare le vecchie discariche (quella vicino San Ferdinando per esempio all'interno della quale ci sarebbero rifiuti tossici, come ha denunciato durante l'ultimo consiglio comunale un vecchio ex operaio dell'ASIA)? Anzi, perché si lasciano costruiscere nuovi inceneritori ed un mega sesto lotto alla discarica di Forcone-Cafiero? Perchè non si monitora la qualità dell'aria in Comune? Perchè?


In pratica, anche per Dalessandro le cause principali sarebbero discariche ed inceneritori. Ma se siamo tutti d'accordo allora perché ci facciamo la guerra e la politica continua ad autorizzare questi impianti nocivi?

giovedì 6 febbraio 2014

Tutta la verità sul Decreto Terra dei Fuochi

Com'è già successo a Cutro, Manfredonia ed altri luoghi in Italia, si pensa al "trucchetto biomassa" per eco-compatibilizzare terreni da bonificare. Ma perché?

Il decreto contiene anche le misure "Ammazza Taranto": Approvata nuova legge sanatoria su ILVA. Infrazione europea sempre più grave
Il comunicato stampa di Peacelink

BONIFICHE ITALIA: NASCE IL COORDINAMENTO NAZIONALE SITI CONTAMINATI (CNSC)

Bonifiche in Italia: nasce il Coordinamento Nazionale Siti Contaminati (CNSC) per riunire comitati e associazioni impegnati sul fronte dell'inquinamento.
Il blog 3 Santi all'Inferno aderisce alla piattaforma per la provincia di Foggia: focus su Enichem e Saibi.


Ecco la piattaforma: primo obiettivo fermare l'art.4 del Decreto Destinazione Italia che regala i soldi delle bonifiche agli inquinatori.


FOGGIA - In Italia oltre 15.000 siti sono potenzialmente contaminati e milioni di cittadini sono esposti a sostanze pericolose e tossiche rilasciate nell'ambiente negli ultimi decenni. Petrolchimici, discariche tossiche, raffinerie, industrie chimiche hanno devastato il paese e continuano a farlo visto che gran parte dei siti non è stato neanche messo in sicurezza. Proprio in questi giorni, invece di promuovere norme utili a far pagare fino in fondo agli inquinatori il recupero delle aree, il parlamento è impegnato ad esaminare il Decreto Destinazione Italia che contiene un vero e proprio regalo ai responsabili delle peggiori situazioni di inquinamento in Italia.

"Nel decreto Destinazione Italia c'è un articolo sulle bonifiche dei siti inquinati che prevede una nuova modalità per la firma di accordi di programma per la reindustrializzazione che somiglia tanto ad una sanatoria per i responsabili della contaminazione. Ma in Italia vale ancora il principio 'Chi inquina paga' o no?". È questo il duro commento del Coordinamento Nazionale Siti Contaminati, una rete di associazioni, comitati e movimenti che operano a livello nazionale e locale per il risanamento dei siti inquinati da bonificare, sull'articolo 4 del decreto in discussione in questi giorni alla Camera dei deputati.

"In base a quanto previsto dal decreto - continua il Coordinamento - gli inquinatori che firmano l'accordo di programma col ministero dell'ambiente e con quello dello sviluppo economico vengono esentati da ogni altro obbligo di bonifica sul sito oggetto dell'accordo. Il Decreto, infatti, consente di stringere accordi di programma anche con i proprietari dei terreni responsabili dell'inquinamento, se avvenuto entro il 2007, ovvero praticamente tutti i siti inquinati censiti in Italia. Tali accordi potranno anche prevedere la sola massa in sicurezza e non la bonifica, grazie a finanziamenti pubblici, in pieno contrasto con il principio “Chi inquina paga”. Una volta sancito l'accordo gli inquinatori non avranno più nulla da temere qualora la situazione di inquinamento ambientale risulti più grave del previsto, ad esempio con nuove indagini. L'accordo equivarrà ad un vero e proprio condono tombale, pagato dagli stessi cittadini inquinati. Il Decreto è ora in discussione in Parlamento per la conversione in legge e chiediamo che questo articolo venga cancellato.”

Nei Siti di Bonifica Nazionale e in quelli di scala regionale e locale sono impegnati da anni comitati, associazioni e movimenti. Ora è nata una Rete con una piattaforma comune, che chiede un immediato intervento per garantire la qualità ambientale e la tutela della salute degli abitanti nei nostri territori: il Coordinamento Nazionale Siti Contaminati (CNSC).

Questo cammino è iniziato il 22 ottobre 2011, quando all’Università di Chieti - Pescara si sono incontrate alcune Associazioni, Wwf Abruzzo e Medicina Democratica, continuando a Colleferro (RM) con il convegno nazionale organizzato da Retuvasa (la Rete per la Tutela della Valle del Sacco) e con nuove presenze (23-25 novembre 2012). Il documento che vogliamo sottoporre alle altre realtà operanti sul territorio nazionale è stato messo a punto nel nostro ultimo incontro, durante il Convegno “Puliamo l’Italia” della fondazione Micheletti (Brescia, 14 e 15 ottobre 2013). Una maggiore forza comunicativa e operativa è essenziale per contrastare finalmente con decisione lo stato di degrado ambientale e sanitario a cui sono sottoposte numerose aree della penisola.

Il Coordinamento promuove la partecipazione attiva delle cittadinanze dei SIN (Siti di Interesse Nazionale) e dei SIR (Siti di Interesse Regionale) contro ogni forma di azione nociva sui nostri territori. Intende agire insieme ai movimenti in difesa dei beni comuni e contro il consumo del suolo. Utilizzerà una piattaforma WEB per condividere conoscenze, dati e iniziative tra associazioni, comitati e singoli cittadini (progetto “SINFORMA”; altri progetti di informazione indipendente e partecipata come “Cittadini Reattivi” o “Ecosin”).

Affinché il tema delle bonifiche venga affrontato in modo organico e rigoroso, vuole anche confrontarsi con tutti i livelli istituzionali, a partire dal Governo e dal Parlamento.


Prime adesioni:

Rete per la Tutela della Valle del Sacco (Lazio)
Associazione Antimafie Rita Atria (Abruzzo e Sicilia)
Peacelink nodo d’Abruzzo
Coordinamento Comitati Ambientalisti Lombardia
Comitato permanente esposti amianto e ambiente (Sicilia)
Forum Abruzzese Movimenti per l'Acqua
ISDE
Legambiente Nazionale
Legambiente Lombardia
Raggio Verde (Lazio)
WWF provincia di Crotone
Peacelink nodo di Taranto
Associazione ONLUS Nosmog (Trieste)
Peacelink nodo di Cremona
AIEA Associazione Italiana Esposti Amianto
Comitato sardo Gettiamo le Basi
Comitati spezzini (La Spezia)
Blog 3 Santi all'Inferno (Puglia)



Invitiamo le realtà territoriali, Comitati, Associazioni, Coordinamenti a unirsi a noi, leggendo la piattaforma all'url: http://www.industriaeambiente.it/convegno_sin/allegati/Piattaforma_Associazioni-Comitati_SIN.pdf

PER ADERIRE al CNSC, compilare il form che si apre cliccando su questo link.

mercoledì 5 febbraio 2014

Progetto ArkeoInTour. Archeologia industriale al Sud

Latitudine Sud è un progetto indipendente di 4 blogger accomunati dall' amore per la propria terra e dalla voglia di riscattarla da facili luoghi comuni. L'idea è far conoscere il Sud per la sua storia, la sua cultura, le sue tradizioni senza cadere nella rete delle ovvietà e dell' ironia, percorrendo itinerari inattesi...
oltre i luoghi comuni. Latitudine Sud, oltre ad essere un blog è anche un'associazione di promozione culturale senza scopo di lucro.
Per sostenerlo: http://www.starteed.com/projects/2138

I furti di legna sul Gargano e le ecomafie

A Rignano Garganico Scalo (Borgo Eridania, in agro di Foggia) potrebbe essere realizzata una centrale a biomasse da alimentarsi a sansa vergine e sfalci di potatura. Com'è successo già in Calabria, il fenomeno ecomafioso del disboscamento abusivo potrebbe essere incentivato dalla domanda di questi "termovalorizzatori", e bisognerebbe rafforzare la vigilanza dei parchi e delle aree verdi da parte di Guardia di Finanza e Forestale.