venerdì 17 gennaio 2014

Che fine ha fatto l'osservatorio tumori a Cerignola?

L’"Osservatorio per la Salute del Territorio" è stato un organismo costituito nel 2011 dal Comune di Cerignola. Presieduto dall’assessore alla Sanità, Michele Romano, composto inizialmente da medici, insegnanti, rappresentanti di movimenti politici e della società civile: il dottor Romualdo Aucello, il dottor Agostino Specchio, il dottor Giuseppe Mancino (uscito subito per divergenze), il dottor Guido Neri, la dottoressa Lucia Lenoci, la signora Tonia Lorusso (Fidas), l’avvocato Nicola Netti, il signor L. Russo e la giornalista Federica Libertino.

La sua prima azione era stata la richiesta RICHIESTA al dottor Vito Gregorio Colacicco, direttore sanitario della Asl Fg, dei dati riguardanti il numero di persone colpite dal cancro negli ultimi cinque anni a Cerignola. L’organismo era stato creato con l’obiettivo di sensibilizzare l’opinione pubblica sull’aumento esponenziale, registrato negli ultimi anni, delle patologie oncologiche nel nostro territorio e muoversi di conseguenza con iniziative ad hoc.
(LINK: http://www.statoquotidiano.it/07/05/2011/osservatorio-salute-chiede-dati-sui-tumori-a-colacicco-asl/48083/).

«Non è stato fatto niente fino ad oggi, ci si è mossi in maniera disordinata e approssimativa - spiegava Michele Romano nell'ottobre 2011 - puntando il dito contro la ASL- perché i dati richiesti non ci sono stati consegnati. Gli unici dati sono del 2007 e mostrano un dato paradossale: le zone pianeggianti, come Cerignola, sono meno colpite da tumori rispetto a quelle montane, come il Subappennino Dauno».
(LINK: http://www.marchiodoc.it/2.0/index.php?option=com_content&view=article&id=2218:osservatorio-salute-qnon-abbiamo-prodotto-niente-percheq-&catid=48:homepage-notizia-principale).

Il solito tentativo velleitario della politica che si ferma davanti alla realtà e l'urgenza dei problemi?

Registro Tumori al 2013 in Puglia: A che punto siamo?

"A partire dall'anno 2013, il Registro Tumori rappresenta un'attività istituzionale delle Aziende ed Enti del Sistema Sanitario della Regione Puglia". Questa la striminzita nota con cui la Regione Puglia ha divulgato alcuni mesi fa il provvedimento pubblicato nel Bollettino Ufficiale della Regione Puglia n.108 del 6 luglio 2013, accompagnata dai soliti comunicati stampa dai titoli roboanti in cui i politici bontemponi del Consiglio regionale esprimono soddisfazione per il traguardo raggiunto. Ma, in realtà, che cosa è stato fatto? Veramente, si può affermare: "E' nato il registro tumori regionale."?

Effettivamente, no. Che il registro tumori sia diventato un'"attività istituzionale" delle ASL non significa altro che questo. Fino ad oggi la preliminare attività di raccolta dati ("progetti di start up") era svolta praticamente con fondi extra (senza una dotazione finanziaria vera e propria) da referenti pro tempore provinciali interni alle ASL, senza un coordinamento regionale - prestato oggi dall'I.R.C.C.S. Ospedale Oncologico Giovanni Paolo II di Bari - e senza la disponibilità delle figure professionali competenti anche a livello locale. Per il 2013 il budget regionale a disposizione è stato di soli 500 mila euro.

E' indispensabile, adesso - si legge ancora nel provvedimento -, che le modalità organizzative, gestionali, funzionali del Registro Tumori Puglia debbano essere disegnate in funzione dell’obiettivo strategico ed imprescindibile dell’accreditamento da parte dell'Associazione Italiana Registri Tumori. Attualmente, sono accreditati soltanto i registri tumori delle province di Taranto e Lecce, mentre le sezioni di Foggia e Bari non hanno nemmeno ancora consegnato i dati. Più che traguardo allora, si dovrebbe parlare dell'inizio di un percorso.

Quanto ancora dovremmo aspettare per sapere?

martedì 14 gennaio 2014

PUNTATA DI PRISMA SULLA DISCARICA DI GIARDINETTO

PUNTATA DI PRISMA SU INCENERITORI E BIOMASSE A FOGGIA CON STEFANO MONTANARI

Questa puntata di Prisma, trasmissione della giornalista Rosalia Marcantonio, andata in onda il 21 dicembre su Teleblu, è stata realizzata con l'aiuto di questo blog, anche se non è citato come fonte. La giornalista è riuscita ad ottenere un'intervista skype col dottor Stefano Montanari, scopritore delle nanoparticelle e già consulente del Comune di Cerignola contro l'inceneritore di Borgo Tressanti, in agro di Manfredonia. Fra gli intervistati anche il prof. Massimo Monteleone dell'Università di Foggia, consulente Enterra per quanto concerne il piano di compensazioni ambientali.

Bisogna precisare che la sola centrale di Carapelle è ancora in fase autorizzativa presso la Provincia, mentre le altre due, quell'AgriTRE (Tozzi) a Sant'Agata di Puglia e, per l'appunto, l'Enterra a Foggia-Rignano Garganico Scalo (ex zuccherificio di Eridania) sono in possesso di tutte le autorizzazioni ed i lavori di costruzione potrebbero cominciare presto.


E' possibile leggere tutti gli articoli sull'inceneritore di agromasse a Borgo Eridania
cliccando qui.

sabato 11 gennaio 2014

Processo Giardinetto: rinviato al 20 marzo 2014

Si è tenuta ieri, presso il Tribunale di Foggia - Articolazione Territoriale di Lucera, l’udienza penale riguardante il caso della discarica di Giardinetto. Tra i vari reati perseguiti, vi sono quelli del disastro ambientale ed abbandono di rifiuti pericolosi. Nel corso dell’udienza, sono stati ascoltati il perito del Tribunale, Ing. Masi ed il Consulente Tecnico della Procura, dott. Scapicchio. Inoltre, sono state acquisite le relazioni peritali dei consulenti delle difese degli imputati dopo che è avvenuto il loro ascolto in aula nel contraddittorio delle parti. È stato altresì acquisito l’interrogatorio reso da parte dell’imputato De Munari. Il processo è stato rinviato al 20.03.2014, per l’ascolto dei testimoni delle difese degli imputati e di 6 testimoni delle parti civili, tra le quali sono costituite l’associazione CODICI delegazione di Foggia con l’avv. Elviro Benvenuto, l’associazione LUDICO con l’avv. Cristina De Sario, l’associazione Salute e territorio, l’associazione Lega ambiente ed il Comune di Troia con l’avv. Pasquale Sarcone ed altre.

Cliccando sulla tag giardinetto è possibile leggere tutti i relativi post su questo blog, tra cui il link ad una puntata della trasmissione TV Prisma di Rosalia Marcantonio andata in onda in data odierna, 11 gennaio 2014, su Teleblu.

venerdì 10 gennaio 2014

DIOSSINA NEL LATTE PRODOTTO NEI PRESSI DELL'INCENERITORE MARCEGAGLIA?


Riportiamo una notizia che riguarda da vicino anche l'inceneritore del Gruppo Marcegaglia a Massafra, "gemello (dal punto di vista delle tecnologie in uso) dell'impianto attualmente in fase di test fra i borghi Mezzanone e Tressanti, in agro di Manfredonia. Casualmente, anche nei pressi del "termovalorizzatore" foggiano esiste un'azienda agricola che gestisce un allevamento, la quale ha già annunciato però di non voler cessare la produzione anche se situata a poche centinaia di metri dalla nuova ciminiera. Che dire? Quel latte potrebbe essere la nostra "prova" del delitto, dunque? Che fine hanno fatti i campionatori in continuo della diossina che erano stati previsti sui tetti delle abitazioni più prossime all'impianto e poi eliminati dalle prescrizioni autorizzative? Non sarebbe il caso di installarne uno proprio lì, sulle stalle? Pensate che questa notizia possa interessare anche la ASL di Foggia?

http://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/homepage/massafra-diossina-nel-latte-bovino-no684073


Latte alla diossina. La contaminazione forse per i parti

giovedì 2 gennaio 2014

Nuove evidenze e video sulle centrali a biomasse

Le ultime notizie arrivano dall'Agenzia Europea per l'Ambiente, che recentemente ha invitato a guardare con maggiore precauzione l'opportunità di sostituire in un rapporto di "uno ad uno" le fonti fossili (carbone e metano) con centrali a biomassa, soprattutto se legnosa (come saranno appunto quella di Sant'Agata di Puglia, da alimentarsi a paglia, e quella di Foggia-Borgo Eridania, prevalentemente a sansa vergine ma anche a scarti di potatura). Questo lo sapevamo bene già dal 2007 grazie al Piano di tutela ambientale del Trentino redatto dall'Università di Trento. Le caldaie e gli impianti a bio combustibili non devono necessariamente sostituire le stufe a metano, ma questa possibilità va valutata di caso in caso: "La realizzazione di impianti di teleriscaldamento alimentato con cippato, principalmente derivante da scarti di attività industriali (segherie, falegnamerie...) o agricole (residui di potature, ramaglie..) porta ad una riduzione delle emissioni se ubicati in zone non servite dal metano ed installati in sostituzione di apparecchi privati obsoleti. Se ne dovranno valutare gli effettivi vantaggi in zone gia servite dalla rete del gas, in particolare per le emissioni di PM10 e SO2." (Come ha finalmente stabilito a ottobre 2013 IARC, l'agenzia che si occupa della ricerca di sostanze potenzialmente cancerogene per l'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), non solo l'inquinamento in generale, ma anche le polveri sottili sono adesso inserite nella lista nera per gli esseri umani.)
A proposito, gli ultimi post del blog di Federico Valerio dell'Istituto Tumori di Genova:
http://federico-valerio.blogspot.it/2013/12/bio-combustibili-legnosi-il-modello.html
http://federico-valerio.blogspot.it/2013/12/la-qualita-dellaria-bene-comune.html
http://federico-valerio.blogspot.it/2013/08/centrali-biomasse-tutte-illegali.html
http://federico-valerio.blogspot.it/2013/12/il-crescente-uso-di-biocombustibili.html

Infatti, in una risposta della Commissione Europea ad un'interrogazione parlamentare di Andrea Zanoni, datata 30 maggio 2013, si parla di una "persistente violazione degli articoli 13 e 23 della direttiva 2008/50/CE" da parte dell'Italia.

Una seconda novità è costituita da una recente sentenza del TAR Marche, secondo cui anche le centrali a biomassa inferiori ad 1 MW devono essere sottoposte a procedura di assoggettabilità a VIA, stabilendo la precedenza del principio di precauzione rispetto a quello meramente quantitativo della soglia dimensionale. http://gruppodinterventogiuridicoweb.wordpress.com/2013/12/13/le-centrali-a-biomasse-vanno-assoggettate-a-procedura-di-valutazione-di-impatto-ambientale/ (attenzione il titolo dell'articolo non è corretto, perché parla di procedura VIA anziché - come si evince dalla sentenza - di assoggettabilità alla VIA, dunque di una fase preliminare del procedimento).

Un'altra novità positiva è rappresentata dal Decreto Biometano del dicembre 2013 che spinge l’uso del biometano, soprattutto se ottenuto da rifiuti e sottoprodotti ed in impianti piccoli. Le prospettive più interessanti sono per l'uso nei trasporti come biocarburante, al posto della combustione cogenerativa in caldaia. In futuro, avremo anche in Italia distributori rurali di biometano da trazione gestiti da cooperative agricole?

Per concludere, una videolezione a cura di Energ-Etica.