lunedì 28 ottobre 2013

Processo Giardinetto: prossima udienza nel 2014

Il 3 ottobre 2013 si è tenuta presso il Palazzo di Giustizia di Lucera l'udienza penale per il caso "Giardinetto". Essendo cambiato il collegio giudicante si è proceduto alla rinnovazione dell'istruttoria dibattimentale. Pertanto, il Tribunale ha aggiornato le parti alla prossima udienza del 9 gennaio 2014 per il nuovo ascolto del CTU e dei consulenti tecnici del P.M., di una delle parti civili costituite (l'associazione Salute e Territorio Onlus seguita dall'avvocato Pasquale Sarcone) e degli imputati. Il PM ha chiesto, all'esito del loro ascolto sui rispettivi elaborati peritali concernenti il sito di Giardinetto, un confronto tra le stesse posizioni. Le parti civili, tra le quali Codici, il Comune di Troia ed altre, si sono associate a tale richiesta. Per ora, nessuna bonifica!

Ecco il commento a caldo da facebook dell'associazione Salute e Territorio:
"Stamattina abbiamo vissuto una situazione surreale presso il Tribunale di Lucera. Abbiamo assistito all'ennesimo rinvio e l'ennesima messa in scena di una giustizia intrappolata dalle procedure e dalla burocrazia. Ancora un cambio dell'organo collegiale giudicante e ancora una serie di richieste, che a noi sono sembrate confuse e caotiche, da parte del pubblico ministero e dell'avvocato di difesa. In aula non era presente, anche se pare essere stato citato, il consulente tecnico di ufficio mentre sono intervenuti inutilmente, perché non ascoltati, il consulente tecnico di parte del PM e alcuni testimoni tra ex operai, impiegati e funzionari dell'asl. Prossima udienza, che continua a trascinare nel tempo questa vicenda, il 9 gennaio 2014. Verrà convocato nuovamente il consulente tecnico di ufficio, in consulente tecnico di parte e i consulenti della difesa con l'eventualità di possibile confronto tra i primi due. Il PM ha anche avanzato richiesta di ripetere, qualora dall'ascolto dei periti si rendesse necessario, le indagine condotte dal CTU in altro periodo dell'anno e cioè non a conclusione di una stagione particolarmente secca come è stata quella dell'estate di due anni fa ormai. E intanto si continua a dimenticare che i rifiuti sono ancora là!".

lunedì 21 ottobre 2013

L’Europa detta le regole per lo shale gas

La nuova direttiva sulla valutazione d’impatto ambientale votata ieri a Bruxelles evidenzia che il Parlamento europeo è possibilista rispetto all’esplorazione e allo sfruttamento di gas non convenzionali, che sfruttano l’invasiva tecnica della “fratturazione idraulica”. Ma in tutta l’Ue i gruppi “No Fracking” spingono per una definitiva messa al bando della pratica, come ha già fatto la Francia nel 2011. Leggi tutto sul blog di Pietro Dommarco.

giovedì 17 ottobre 2013

Passano da Foggia le grandi infrastrutture energetiche europee come la TAP


Un recente articolo di Pietro Dommarco fa il punto della situazione sui PCI, i Progetti d'Interesse Comunitario che l'Unione ha intenzione di finanziare entro il 2020 per costruire una rete europea di infrastrutture energetiche.
Tra le opere che interessano la Puglia ed in particolare la provincia di Foggia vi è un collegamento Foggia - Villanova, Villanova - Montenegro tramite cavo sottomarino. Mentre pare si siano perse le tracce del progetto di un elettrodotto Manfredonia-Albania (di cui già documentato nel blog 3 Santi all'Inferno). Resta, invece, la TAP, la porzione del mega gasdotto intercontinentale che va dall'Albania alla costa italiana (Salento), per poi proseguire col cosiddetto "gasdotto dei terremoti", il tubo Brindisi-Minerbio, che passa anche da Biccari in provincia di Foggia (su cui è stato già scritto qui). In generale, la Daunia, oltre ad essere terra di passaggio di grandi "vie" come quella del gas, è anche punto di partenza e snodo fondamentale di nuovi elettrodotti nazionali che sfruttano il potenziale prodotto dall'avanzata interminabile dell'eolico.

Per leggere l'articolo completo di Pietro Dommarco su Altreconomia: qui.

Ecco i nomi del nuovo comitato regionale VIA 2013-2016

E' stata pubblicata sul BURP il decreto dell'assessore all'ambiente, che costituisce il nuovo comitato VIA-VIS-AIA per il periodo di 2013-2016 della Regione Puglia coi nomi degli esperti che entreranno a far parte:


1 Presidente Dirigente del Servizio Ecologia (attualmente L'ing. Antonello Antonicelli)
2 Componente Arch. CLEMENTE Antonio Alberto (Infrastrutture)
3 Componente Dott. MASTRORILLO Salvatore (Gestione dei rifiuti)
4 Componente Dott.ssa FIDELIBUS Maria Dolores (Gestione delle acque)
5 Componente Ing. TRULLI Ettore (Impianti industriali, dinamiche di diffusione degli inquinanti e relativa modellistica)
6 Componente Dott. BRIZZI Giulio (Scienze marine)
7 Componente Ing. CONVERSANO Claudio (Urbanistica)
8 Componente Arch. DIOMEDE Paola (Paesaggio)
9 Componente Dott.ssa CATELANI Teresa (Scienze naturali)
10 Componente Dott. GIANDONATO Pietro (Scienze geologiche)
11 Componente Dott. TRAMUTOLA Giovanni (Scienze forestali)
12 Componente Dott. DE GENNARO Gianluigi (Scienze ambientali)
13 Componente Dott. MANIGRASSI Damiano Antonio Paolo (Chimica)
14 Componente Dott. CARDELLA Guido (Igiene ed epidemiologia ambientale)
15 Componente Avv. COLONNA Vincenzo (Giuridico-legali)
16 Componente Ing. FARENGA Tommaso (Valutazioni economico-ambientali)
17 Componente Ing. PACE Francesca (Rappresentante dell’Assessorato regionale alla Qualità del Territorio)
18 Componente Avv. BRUNO Vito (Rappresentante della Provincia di Barletta-Andria-Trani)
19 Componente Dott. D’ATTOLI Giovanni (Rappresentante della Provincia di Foggia)
20. Daniela Di Carne (Autorità di Bacino)
21. Vito Perrino (ARPA)
Segretario Sig.ra Carmela Mafrica (Funzionario amministrativo P.O.)

venerdì 11 ottobre 2013

Sant'Agata di Puglia. Bandiera Arancione con inceneritore in arrivo.


I comitati non lo vogliono e fanno appello al presidente del Touring Club italiano, Franco Iseppi. Finora nessuna risposta.
Ma quale Bandiera Arancione per Sant'Agata di Puglia? I comuni che hanno ricevuto il marchio di qualità ambientale come "Entroterra Italiano d'Eccellenza" da parte del Touring Club italiano dovrebbero tutelare e valorizzare il loro paessagio, fonte di qualità della vita e di ricchezza. Invece, il Comune di Sant'Agata di Puglia ha dato il consenso, in cambio di centomila euro, al progetto della più grande centrale a biomasse di tutta la Puglia. Un impianto grande il doppio dell'inceneritore già realizzato vicino Borgo Tressanti (Manfredonia), e che brucerà per il 30% agromasse, prevalentemente paglia, a filiera corta, mentre per la parte restante importerà materiale combustibile da fuori regione, e non solo. La proponente si chiama AgriTRE (Tozzi Renewable Energy), società ravennate nota alla recente cronaca provinciale per l'annuncio dei licenziamenti nel suo storico stabilimento nella zona industriale di Foggia. Meno nota per i suoi accaparramenti di terre (land-grabbing) in Africa, dal Senegal al Madagascar, dove – come riporta un dossier pubblicato sul sito www.ReCommon.org – ha acquisito centinaia di migliaia di ettari per produrre biocarburante.

Da oltre tre anni una fitta rete di associazioni quali Rifiuti Zero, LIPU, Terra Nostra, Legambiente, ISDE (Medici per l'Ambiente) e vari comitati locali "No Inc" si oppongono alla realizzazione di questo ennesimo scempio ambientale in una provincia come quella di Foggia, che ha già dato in termini di servitù energetica al resto del Paese. Cionostante, l'inceneritore è stato autorizzato da Ente provinciale e Regione in via definitiva nel maggio 2013, e sta per essere ora costruito all'ingresso di Sant'Agata di Puglia nei pressi di un'altra centrale turbogas già esistente. Con buona pace del paesaggio, adesso dalla cosiddetta Loggia delle Puglie sarà possibile osservare un panorama di ciminiere fumanti che rischiano di annerire ogni sorta di bandiera.

mercoledì 2 ottobre 2013

Arrivederci Grillaio. Il falchetto migratore torna in Africa

Tra minacce e nuove aree di nidificazione la LIPU lo segue e tutela nella Daunia.

Da quasi un decennio il falco Grillaio, specie di interesse comunitario, sta lentamente e spontaneamente colonizzando il Tavoliere pugliese ricalcando la situazione “gemella” della Piana di Gela, in Sicilia. Simili dinamiche sono state contestualmente registrate in piccole zone di Puglia, Basilicata, Molise, della Pianura Padana e del Lazio. A differenza delle grandi colonie nidificanti nei centri storici delle Murge Pugliesi e Materane, in Capitanata il Grillaio si è insediato con piccole colonie, spesso di poche coppie, su masserie e strutture rurali, spesso abbandonate, raramente in centri abitati, molte volte con rapaci notturni, pipistrelli ed altri migratori di notevole interesse come la Ghiandaia marina. Qui l’ambiente d’elezione è costituito da distese cerealicole, meglio se con presenza di pascoli, utilizzate per cacciare grossi insetti, integrando la dieta con piccoli vertebrati. Queste aree sono strategiche soprattutto dopo la mietitura, quando le stoppie permettono ambienti idonei per cacciare, proprio mentre nascono i piccoli e fino a fine agosto e settembre, quando inizierà il viaggio di migliaia di km per tornare in Africa. La bruciatura delle stoppie, è quindi un fattore negativo anche per questa specie. Da Serracapriola ad Ascoli Satriano, dal Manfredoniano a Lucera, fino al Cerignolano: al 2013 oltre 300 coppie distribuite su oltre 60 siti di nidificazione. Verosimilmente questa naturale espansione proseguirà, se non ci saranno fattori limitanti. Quasi 10 anni di monitoraggi su 350.000 ettari della piana di Capitanata, hanno permesso alla LIPU di rilevare una aspetto importante: circa il 90 % dei siti di nidificazione è costituito da strutture rurali di interesse culturale o da beni storico-archeologici: Masserie, Poste, Poderi, Casini, Abbazie. Mirabili esempi di antica edilizia rurale ma che stanno cadendo tristemente in malora, vandalizzati, depredati di infissi, effigi, tegole dei tetti, accelerandone il decadimento. Di recente si è aggiunto il disastroso fenomeno dell’abbattimento dei tetti, se non dell’intera struttura, per evitarne la tassazione ! In altri casi queste bellezze architettoniche sono fagocitate senza ritegno da centrali eoliche e fotovoltaiche o minacciate da altre speculazioni territoriali che demoliscono il contesto identitario e rubano territorio ai falchi. Incredibilmente, nelle relazioni ambientali firmate da “esperti” a corredo di questi progetti il Grillaio e altri valori sono “fantasmi”, con buona pace delle valutazioni degli uffici preposti. Un esempio è l’area di insediamento dell’inceneritore tra Tressanti e Mezzanone che ospitava circa 10 coppie già al 2005. Ignorate! La LIPU ha contrastato innumerevoli progetti energetici cercando di scongiurare la distruzione di tante zone. Con appropriate istruttorie ha promosso la tutela di importanti aree attraverso la istituzione o ampliamento di aree protette o altri vincoli. E’ intervenuta nell’ambito del PSR (Piano di Sviluppo Rurale) per orientarlo verso una agricoltura di qualità e più equilibrata. “Speriamo che questa azione pluriennale condotta dalla LIPU possa trasferire la problematica dal silenzio delle campagne ai tavoli istituzionali – afferma Cripezzi della LIPU Pugliese-. Si rischiano gravi danni per la Natura ma anche per i monumenti rurali e il paesaggio agro-pastorale. Bisogna evitare che questi manufatti, Masserie, Poste, ecc) cadano definitivamente a pezzi e che il territorio rurale diventi ricettacolo per l’insediamento di ogni sorta di bruttura urbanistica o industriale”. In tal senso il Grillaio diventa “guardiano” della storia, simbolico custode di un paesaggio rurale e di testimonianze della passata civiltà contadina: proteggerlo significa tutelare anche questi siti. Questo intenso lavoro è stato oggetto di pubblicazioni approdate in consessi scientifici o di taglio divulgativo. Una di queste, realizzata grazie al Centro Servizi Volontariato Daunia, è scaricabile in formato digitale su www.lipucapitanata.it . LIPU – Sezione prov.le Foggia 30.9.2013 Post correlati su 3 Santi all'Inferno: http://noinceneritoretressanti.blogspot.it/2013/01/il-falchetto-di-federico-ii-nidifichera.html p.s. Intanto, la LIPU di Capitanata informa che anche nel 2013 si svolgerà la visita presso la Riserva Naturale delle Saline di Margherita di Savoia, la più grande zona umida dell'italia meridionale. L'appuntamento è previsto per la mattina di domenica 6 ottobre, con raduno alle ore 9 presso il Centro percorsi Cultura-Natura - Via Africa Orientale, 50 a Margherita di Savoia, muniti di mezzo di trasporto. La visita è gratuita.