mercoledì 8 maggio 2013

Carapelle, si costituisce comitato per diffida al Comune

Si è costituito in data 11 aprile 2013 il comitato spontaneo di volontariato denominato “Comitato NO centrale a Biomasse a Carapelle”, di cui è stata eletta presidente la dott.ssa Veronica Di Gaetano. I componenti del comitato si oppongono alla realizzazione di un impianto di produzione energia a biomasse, proprietà di Carapelle Energia S.r.l. situato in Località Bonassisa. Tale opposizione nasce da alcuni presupposti fondamentali quali la salvaguardia della salubrità dell’ambiente locale, la presenza di valenze ambientali peculiari riconosciute a livello regionale ed europeo, l’intento, espresso da sempre dal Comune, di utilizzare le risorse nel rispetto di uno sviluppo sostenibile anche al fine di mantenere inalterate le caratteristiche di naturalità presenti e l’appartenenza dei cittadini ad un territorio con un patrimonio naturale insostituibile, che va mantenuto e preservato per le generazioni future. Per contrastare la messa in opera della centrale a biomasse, il comitato si propone di agire: - informando capillarmente la popolazione; - garantendo la partecipazione di chiunque voglia aderire al comitato stesso; - promuovendo la sensibilità delle comunità vicine e degli organi istituzionali preposti; - seguendo costantemente le procedure inerenti il progetto e l’eventuale messa in esercizio dell’impianto; - riservandosi di utilizzare le vie ritenute più idonee per il perseguimento dei fini prefissati. In linea con quanto espresso nell’assemblea costituente, i soci promotori del comitato in collaborazione con l’associazione “Polidream-Assoutenti” sez. di Foggia (responsabile avv. Ida Carta) e l’associazione di promozione culturale “Experia” di Carapelle (presidente dott.ssa Maria Rosa Ciavarella), hanno presentato una diffida ai dirigenti del Comune di Carapelle, della Provincia di Foggia, settore ambiente, e dell’Assessorato all’ambiente della Regione Puglia. Nella premessa alla diffida si evince che: «la responsabilità dirigenziale costituisce responsabilità pubblica insieme alla responsabilità civile, penale, amministrativa di cui all’art. 28 della Costituzione. L’impianto si colloca a meno di 5 km dall’inceneritore di rifiuti ETA spa (Gruppo Marcegaglia), in fase di ultimazione. La provincia di Foggia ha già due centrali termoelettriche a gas naturale (San Severo e Candela)». Notevoli sono anche le considerazioni esposte nel documento presentato dal comitato: «Le decisioni delle amministrazioni in indirizzo sembrano aver gravemente trascurato elementi di nota, riconosciuta e rilevante importanza scientifica a proposito dei danni alla salute umana derivanti dalle centrali a biomasse. Oltre che alle emissioni di inquinanti convenzionali quali ossido di carbonio, polveri totali sospese e ossidi di azoto, occorre porre attenzione ad inquinanti meno convenzionali che si producono con la combustione di biomasse quali polveri sottili, formaldeide, benzene, idrocarburi policiclici aromatici, diossine. E’ noto che gli inquinanti possono depositarsi sulle produzioni agricole, impedendo l’attribuzione dei marchi di qualità. Le biomasse che qui si intendono utilizzare come combustibile, con tutte le conseguenze nefaste sopra riportate, hanno già un uso antico e naturale, rispettose dell’ambiente, con risparmio per gli agricoltori nell’uso di fitofarmaci e fertilizzanti chimici. I residui di distillazione vinacce quali ammendanti distribuito sui terreni agricoli o come componenti di fertilizzanti naturali; materiale per l’alimentazione del bestiame; utilizzo in campo farmaceutico e cosmetico. Le buone pratiche conducono ad un risparmio di risorse non rinnovabili, con grande giovamento per l’intero ecosistema. Gli impianti previsti determinano un’alta concentrazione in un’area relativamente ristretta. Si dovrebbe, pertanto, ricorrere ad una VAS (Valutazione Ambientale Strategica) indispensabile quando l’impatto da valutare riguarda più strutture su un territorio e non il singolo insediamento. L’iter di questo progetto ha già incontrato l’avversione di Comuni confinanti territorialmente o prossimi all’impianto, quali Orta Nova, Stornarella, Ordona, Cerignola, parte dei consiglieri di Stornara». La diffida in definitiva invita i dirigenti cui è indirizzata: «alla immediata sospensione, in via di autotutela, di ogni decisione preordinata alla realizzazione del citato impianto di produzione di energia da impianto a biomasse, in linea con i principi costituzionali; a prendere atto che in mancanza di provvedimenti urgenti e certi lo scrivente Comitato non mancherà di valutare l’avvio diretto e/o la promozione da parte di terzi di ogni azione legale utile, a protezione della salute, del patrimonio, dell’ambiente, nonché del risarcimento dei danni subiti». Per informazioni: zeroprivilegicarapelle@gmail.com