domenica 29 dicembre 2013

Solidarietà al movimento NO TRIV in Irpinia

Il Forum Pugliese Acqua Bene Comune vuole esprimere solidarietà alle popolazioni irpine per la difesa dei loro territori dagli interessi dei petrolieri.

Un quarto della provincia di Avellino sarebbe sacrificata alla logica di trivellare un territorio sismico con vocazione all'agricoltura, alla pastorizia e alla tutela del paesaggio.

L'Irpinia è il centro imbrifero più importante del Mezzogiorno d'Italia da cui attingono acqua potabile quattro regioni (tra cui la Puglia), la città di Napoli e circa dieci milioni di cittadini residenti.

In particolare, per quanto riguarda la nostra regione, le fonti del fiume Sele (nel comune di Caposele) e quelle del fiume Calore (nel comune di Cassano Irpino) sono convogliate nella galleria Pavoncelli che eroga nove mila litri al secondo alle popolazioni pugliesi.

Con le autorizzazioni a trivellare in un territorio di 64 km quadrati, si rischia di replicare ciò che si verifica in Basilicata, con la massiccia presenza di pozzi petroliferi e il conseguente inquinamento delle falde acquifere.

http://irpinianotriv.blogspot.it/

lunedì 23 dicembre 2013

Processo Chernobyl. Fanghi tossici dalla Campania a Foggia e Lucera

La Campania e il foggiano come Chernobyl, comincia così un articolo segnalato dal blog del Gargano, Amara Terra Mia, e raggiungibili qui: http://www.today.it/cronaca/processo-chernobyl-altre-terre-dei-fuochi.html. Chernobyl, un "processo morente" quello che si sta celebrando a Santa Maria di Capua Vetere, la cui prossima udienza è fissata per il 30 gennaio 2014. La direttrice che porta i rifiuti da Salerno verso Foggia (Posta Pioppi) e Lucera (contrada Vado Leone), alimentata da due ditte la FRA.MA. di Ceppaloni (BN) e la So.Ri.Eco.. di Castelnuovo di Conza (SA), quest'ultima già processata insieme nel 2008 dalla sezione distaccata di Apricena del tribunale di Lucera (qualcosa si trova con google).

sabato 21 dicembre 2013

LA LIPU VUOL VEDERCI CHIARO SULLA DISCARICA DI GROTTELINE

SPINAZZOLA LA LEGA PER LA TUTELA DEGLI UCCELLI AVANZA RICHIESTE DI BLOCCO DELLA DISCARICA CHE LA REGIONE VUOLE REALIZZARE A «GROTTELLINE»
«Quante ombre su quella richiesta»

Dalla relazione della Lipu spuntano le immagini di allagamenti nelle cave risalenti ad oltre vent’anni fa

di Cosimo Forina

Sull’immondezzaio che si vuole costruire a “Grottelline” nel territorio di Spinazzola dato in realizzazione e gestione da Nichi Vendola all’Ati Tradeco-Gogeam per circa vent’anni, la Lipu associazione per la tutela degli uccelli rapaci e dei loro ambienti, con Enzo Cripezzi coordinatore della Puglia unitamente al Centro Studi e Documentazione “Torre di Nebbia” presidente Piero Castoro e all’associazione “Altura” presidente nazionale Stefano Allavena, ha presentato nuove osservazioni. Ventiquattro cartelle in cui si smontano tutte le aspettative dell’Ati (Columella per la Tradeco, al 51 per cento nella Gogeam il gruppo Marcegaglia SpA e 49 per cento Cisa SpA) e aggiungono altre ombre sull’operato di questi anni. Sotto la lente di ingrandimento finisce l’iter seguito dagli uffici della Regione, senza mancare di accendere riflettori anche sul Comune di Spinazzola in particolare sull’ufficio tecnico. Dubbi vengono sollevati sulla validità di tutti gli atti fin qui prodotti che hanno portato alla nuova procedura VIA che mira a canalizzare l’acqua solo nella parte in cui si è creato un lago all’interno delle cava. Poiché, si sostiene, la VIA risulta essere scaduta. A corredo delle osservazioni Enzo Cripezzi ha inserito diverse fotografie scattate a Grottelline. Ed in particolare alcune risalenti al 1992 relative al catalogo dello scultore Giampiero Carlesso, da cui si evince che l’allagamento delle cave già era presente altre un ventennio fa, mentre ora tutti sembrano sorpresi, tanto alla Regione come al Comune di Spinazzola.

La prima autorizzazione della Regione alla realizzazione della discarica, viene ricostruito, venne pubblicata sul Burp del 24 marzo del 2005, la data si evince dall’atto dirigenziale del 17 gennaio 2007. Nel 2005 era vigente la LR11/2001 che prevedeva che il parere del VIApositiva aveva efficacia per un tempo non superiore ai tre anni e se i lavori non partivano le procedure dovevano essere rifatte. Ed invece, inspiegabilmente si afferma nelle osservazioni, non solo non si è riproposto nei tempi dovuti l’iter necessario ad una nuova approvazione ma si è proceduto a dire di si a diverse varianti del progetto. Con il primo assenso era anche previsto un impianto di trattamento delle prime piogge che a Grottelline non è stato mai realizzato. Nel merito viene trattata nelle osservazioni, ancora, tutta la situazione idraulica e idrogeologica dell’area destinata ad immondezzaio: i corsi d’acqua presenti ed ignorati, la mancata Valutazione di Incidenza obbligatoria per interventi che possono avere influenza anche esterna al sito Rete Natura 2000 e sulle specie presenti nel SIC/ZPS “Alta Murgia”. Le incertezze sulla legittimità poi si spostano sull’Autorizzazione Paesaggistica rilasciata. Sull’ampliamento delle superfici, sulla mancata valutazione delle masserie adiacenti al sito e tanto altro ancora. Non mancano di certo le chicche dopo le fotografie delle cave allagate da sempre, come quelle relativi ai cartelli stradali presenti nella zona adiacente le cave che limitano il transito ad automezzi con portata di peso superiore a 12 tonnellate. Questo a dimostrare che tutti non potevano non sapere della condizione idrogeologica dell’area interessata all’immondezzaio. E poi, dalla Lipu si sono domandati: «a quale emergenza rifiuti ci si riferisce, a distanza di nove anni, per giustificare l’opera?»

Il 13 giugno 2013 la Lipu aveva avanzato altre richieste di chiarimenti relative alle tante anomalie procedurali e carenze valutative di tutto il procedimento per la realizzazione dell’impianto di Spinazzola. Ma dalla Regione si è scelto di mantenere la consegna del silenzio. Fatto salvo riproporre l’immondezzaio di Grottelline nuovamente nel nuovo Piano Rifiuti Regionale proposto dell’assessore Lorenzo Nicastro, approvato, ma con paletti imposti per la questione di Spinazzola da parte delle opposizioni con Ignazio Zullo e per la maggioranza da Fabio Amati e Ruggiero Mennea. L’unica risposta ricevuta ai suoi primi quesiti dalla Lipu quella dell’autorità di Bacino della Basilicata. «Si sono evidenziate numerosi omissioni, carenze valutative, problemi procedurali». Poi giù, nelle osservazioni, una serie di nuovi quesiti diretti tra gli altri a Nichi Vendola nel suo ruolo di presidente e Commissario delegato per l’emergenza ambientale, agli assessori Angela Barbanente e Lorenzo Nicastro, al dirigente del servizio ecologia Antonello Antonicelli, a quello dell’ufficio VIA-VAS Caterina Di Bitonto. Al Commissario Delegato viene chiesto se in assenza della definizione della VIA a distanza di 10 anni è ancora valido il contratto con l’Ati assegnataria, visto che il capitolato d’oneri approvato dallo stesso Vendola prevedeva che solo «dopo l’aggiudicazione si addivverà alla sottoscrizione del relativo contratto la cui efficacia sarà comunque subordinata all’esito positivo della procedura VIA. E come è possibile ad oggi utilizzare il finanziamento previsto per l’intervento attraverso il POR Puglia 2000-2006 stante l’impossibilità di rendicontare la spesa relativa all’intervento non ancora realizzato e non realizzabile in tempi brevi». E per ultimo, viste le tante varianti sull’immondezzaio di Spinazzola: «se sia possibile modificare le caratteristiche dell’impianto risultato vincitore in base al Bando del 13 dicembre 2003». Ai dirigenti del Servizio Ecologia e dell’Ufficio VIA-VAS viene chiesto: «se non sia il caso di procedere all’eventuale annullamento in autotutela nel caso si confermino aspetti procedurali illegittimi». Ed ancora in ogni caso: la necessità della risottoposizione a VIA e valutazione di Incidenza dell’intero progetto e non solo della sistemazione idraulica richiesta dall’Ati Tradeco-Cogeam. Come anche la produzione di studi adeguati a valutare gli impatti e la valutazione di tutte le problematiche non valutate nelle determine VIA favorevoli nei precedenti procedimenti. La Lipu altresì chiede di esprimere agli stessi dirigenti: «parere negativo in merito alla sistemazione idraulica dell’ultima procedura alla luce delle sue osservazioni». Ai dirigenti del servizio Assetto e Territorio e dell’Ufficio Attuazione Paesaggistica si chiede: «di sottoporre ad autorizzazione l’intero progetto dell’Ati-Tradeco-Cogeam e non solo la sistemazione idraulica». Non è escluso che ci sia un magistrato a Trani o Bari che voglia veder chiaro sulla storia infinita di Grottelline.

(Gazzetta del Mezzogiorno - Gazzetta del Nordbarese, 20 dicembre 2013)

venerdì 20 dicembre 2013

Diritto di accesso alle informazioni ambientali ex Dlgs. 192/05

Il diritto di accesso alle informazioni contenute in un documento, reperibile presso una Pubblica Amministraziome (PA), è regolamentato dalla L. 241 del 1990 (art. 22 e seguenti), che espressamente riconosce tale diritto non a tutti i cittadini, ma solo a chi è detentore di un interesse concreto ed attuale alla consultazione del documento stesso.
Occorre però sottolineare che l'accessibiltà delle informazioni in materia ambientale è regolamentata anche diversamente e con meno restrizioni rispetto alla 241/90. Infatti il nuovo D. Lgs. 195 del 2005 ("Attuazione della direttiva 2003/4/CE sull'accesso del pubblico all'informazione ambientale") trae origine dall'art. 14, c. 3 della legge 349 del 1986 ("Istituzione del Ministero dell'ambiente e norme in materia di danno ambientale"), che consente a chiunque di conoscere il contenuto degli atti riguardanti un'informazione di carattere ambientale disponibile presso la PA.

In tutti i casi in cui la PA neghi l'informazione al cittadino, questi ha il diritto di essere informato:
del rifiuto entro i termini suddetti (ovvero 30 giorni dalla presentazione della richiesta di accesso);
delle motivazioni sottostanti il rifiuto; della possibilità di ricorre presso il Tribunale Amministrativo Regionale (T.A.R.) o presso il Difensore Civico detto anche Ombudsman (art. 7 D.Lgs. 195/05). La Regione Puglia non ha un Ombudsman.

L'informazione ambientale ha un contenuto preciso e determinato che il D. Lgs. 195 indica all'art. 2, comma 1, lett. (a) come: "qualsiasi informazione disponibile in forma scritta, visiva, sonora, elettronica od in qualunque altra forma materiale concernente:

- lo stato degli elementi dell'ambiente, quali l'aria, l'atmosfera, l'acqua, il suolo, il territorio, i siti naturali, compresi gli igrotopi, le zone costiere e marine, la diversità biologica ed i suoi elementi costitutivi, compresi gli organismi geneticamente modificati, e, inoltre, le interazioni tra questi elementi;
- fattori quali le sostanze, l'energia, il rumore, le radiazioni od i rifiuti, anche quelli radioattivi, le emissioni, gli scarichi ed altri rilasci nell'ambiente, che incidono o possono incidere sugli elementi dell'ambiente, individuati al numero 1);
- le misure, anche amministrative, quali le politiche, le disposizioni legislative, i piani, i programmi, gli accordi ambientali e ogni altro atto, anche di natura amministrativa, nonchè le attività che incidono o possono incidere sugli elementi e sui fattori dell'ambiente di cui ai numeri 1) e 2), e le misure o le attivitè finalizzate a proteggere i suddetti elementi;
- le relazioni sull'attuazione della legislazione ambientale;
- le analisi costi-benefici ed altre analisi ed ipotesi economiche, usate nell'ambito delle misure e delle attività di cui al numero 3);
- lo stato della salute e della sicurezza umana, compresa la contaminazione della catena alimentare, le condizioni della vita umana, il paesaggio, i siti e gli edifici d'interesse culturale, per quanto influenzabili dallo stato degli elementi dell'ambiente di cui al punto 1) o, attraverso tali elementi, da qualsiasi fattore di cui ai punti 2) e 3)."

Sul sito dell'ISPRA è disponibile una elenco di FAQ.

domenica 15 dicembre 2013

In Molise il primo Comune per la socializzazione di Cassa Depositi e Prestiti


Ogni tanto bisogna parlare su questo blog, anche se apparentemente ciò non ha che fare con l'ambiente (cosa oggi non riguarda l'ecologia?), di amministrazioni e di collettività che hanno il coraggio di remare controcorrente. Una di queste, è quella Montefalco nel Sannio, in Molise, giusto ai confini con la nostra Daunia.

Una goccia può diventare un mare
di Marco Bersani (Attac Italia)

Montefalcone nel Sannio è un piccolo Comune in provincia di Campobasso. È il primo ente locale ad aver approvato la delibera proposta dalla campagna per la socializzazione di Cassa Depositi e Prestiti. Nei prossimi giorni altri 36 piccoli Comuni della zona faranno altrettanto, innescando un meccanismo virtuoso che speriamo si diffonda presto presso tutti gli enti locali del paese.

Non sfugge a nessuno come sia proprio sul terreno dei Comuni che si giocherà nei prossimi mesi uno degli scontri più importanti fra un modello neoliberale teso all'autoriproduzione di se stesso e volto alla privatizzazione di ogni bene pubblico e la possibilità di mettere in campo un altro modello sociale, basato sulla riappropriazione dei beni comuni e della democrazia, a partire da quella di prossimità.

I Comuni dispongono della gran parte del "tesoretto" su cui i grandi capitali finanziari tenteranno di mettere le mani, sia esso rappresentato dal territorio, dal patrimonio pubblico e demaniale o dai servizi pubblici locali. Sapientemente strangolati da un patto di stabilità che, dopo aver loro sottratto occupazione e capacità di investimento, oggi gli enti locali vedono intaccata le stessa possibilità di funzionamento ordinario, fino a metterne in discussione ruolo e funzione pubblica.

Trappola del debito, spendine review, drastico taglio dei trasferimenti sono diversi nomi per un unico obiettivo: cancellare dalla cartina gli enti locali, come luogo della democrazia territoriale e come ente in diretto contatto con le comunità locali di riferimento. La svendita di tutto ciò che appartiene alle comunità locali trova un importante alleato in Cassa Depositi e Prestiti che, da quando è stata trasformata in società per azioni con l'ingresso delle fondazioni bancarie, ha rivolto l'utilizzo dell'enorme massa di denaro proveniente dal risparmio postale - oltre 240 miliardi di euro - ad un unico obiettivo: la spoliazione dei beni comuni. Per questo troviamo Cdp dietro i finanziamenti di molte delle grandi opere che devastano il territorio; per questo assistiamo a Cdp che si propone come partner ideale dei Comuni nella svendita del patrimonio pubblico e per favorire le fusioni tra le grandi mutiutility dei servizi pubblici locali.

Ma è venuto il momento di invertire la rotta e di chiedere agli enti locali di schierarsi una volta per tutte, non accettando più di essere gli ultimi terminali delle politiche monetariste europee e nazionali e scegliendo di divenire i primi rappresentanti di un territorio e delle popolazioni che lo abitano. A questo scopo, la campagna per la socializzazione di Cassa Depositi e Prestiti ha preparato una delibera da sottoporre a tutti i Consigli Comunali del paese: un testo che, affrontando il ruolo richiesto agli enti locali di fronte ad una crisi sempre più drammatica, chiede espressamente quattro cose:

a) una forte opposizione a tutti i processi di privatizzazione in corso nell'ambito dei servizi pubblici locali
b) la realizzazione dell'esito referendario del giugno 2011 sulla riappropriazione sociale dell'acqua e dei beni comuni
c) una drastica revisione del patto di stabilità, escludendo dallo stesso tutti gli investimenti finalizzati alla realizzazione di servizi essenziali per le comunità relativi ai beni comuni e al welfare locale
d) la trasformazione di Cassa Depositi e Prestiti in ente di diritto pubblico volto al sostegno a tassi calmierati degli investimenti degli enti locali.

Un piccolo Comune ha attraversato il guado: è una goccia, senza la quale nessun mare diventa possibile.

venerdì 13 dicembre 2013

Il Ministro Orlando sull'inceneritore Fenice di San Nicola di Melfi

http://www.beppegrillo.it/movimento/parlamento/attivitaproduttive/2013/12/il-ministro-orlando-non-chiude-linceneritore-fenice.html

Il PD respinge l'emendamento M5S-PdL sulle bonifiche

Manovra, primo asse tra Forza Italia e grillini
Gli azzurri votano, per la prima volta, un emendamento dei Cinque Stelle, che viene comunque respinto


In mattinata c’era stata un’intesa temporanea col Pd, sulla legge elettorale. Nel pomeriggio, l’asse con Forza Italia. L’intesa «momentanea» tra M5S e berlusconiani si è creato sulla Legge di Stabilità in commissione Bilancio della Camera: i deputati di Fi hanno votato per la prima volta per un emendamento dei deputati «pentastellati», che comunque è stato respinto. L’emendamento tagliava investimenti al settore aeronautico in favore di programmi per siti da bonificare.

«NESSUN ASSE» - Nuovi scenari? Per il capogruppo in Commissione, Rocco Palese, non bisogna forzare l’interpretazione: «Non c’è nessun asse politico con il Movimento 5 Stelle, abbiamo votato quell’emendamento perché non si poteva fare altrimenti e siamo molto arrabbiati con il governo e la maggioranza per non averlo appoggiato», ha detto.

TERRITORI INQUINATI - «L’emendamento - ha spiegato Palese - assegna 40 milioni di euro al finanziamento dello screening di prevenzione delle malattie tumorali a cui vanno incontro le popolazioni che insistono su territori fortemente inquinati come Taranto o la terra dei fuochi, io sono anche un medico, non avrei mai potuto oppormi a una misura del genere». «La proposta scaturisce infatti - continua l’esponente di Forza Italia - dal `progetto sentieri´, un’indagine epidemiologica condotta per di più dal ministero della Salute con l’appoggio dell’Istituto superiore di sanità».

12 dicembre 2013
Corriere della Sera

lunedì 9 dicembre 2013

APPROVATO IMPIANTO EOLICO A BORGO TRESSANTI


Un giorno era la "Reale Riserva", area protetta dei re di Borbone, prima ancora di Federico II von Hohenstaufen, che in questi territori, paludosi prima della bonifica, praticava il suo sport preferito, la caccia con il falchetto.

Poi, negli anni settanta lo scempio: la distruzione delle mura federiciane, della pineta, della vecchia chiesa di San Giuseppe e del convento.

Oggi terra di inceneritori ... e di eolico. Il territorio di Cerignola, poco ventoso, era rimasto fino ad oggi quasi indenne dall'invasione dell'eolico selvaggio, nonostante l'incombere di numerosi progetti anche in aree dall'elevato pregio naturalistico come la diga di Capacciotti. In data 3 dicembre 2013 la Provincia di Foggia ha dato parere favorevole di VIA (Valutazione d'Impatto Ambientale) alla società NAONIS WIND per l'installazione di ben 11 pale alla località Posta Crusta a Borgo Tressanti, e adesso si aspetta soltanto la formalizzazione del provvedimento con l'Autorizzazione Unica da parte della Regione. Questo potrebbe essere solo il primo di una lunga serie di provvedimenti autorizzativi, com'è già successo del resto nelle vicine Orta Nova e Stornara.

Un secondo parco eolico, nella stessa zona ai confini fra Stornara, Orta Nova e Cerignola, è stato sottoposto a procedura di V.I.A. dalla società Inergia, con pubblicazione dell'avviso pubblico sul Bollettino Ufficiale della Regione Puglia del 16 gennaio 2014.

DA LEGGERE ANCHE IL DOSSIER DELLA LIPU: http://noinceneritoretressanti.blogspot.it/2011/08/dossier-il-falco-grillaio-natura-e.html

mercoledì 4 dicembre 2013

VIDEO | INONDATI I TERRENI DELL'INCENERITORE DI CARAPELLE. E IL VITICONE?

La zona di località Bonassisa a Carapelle, nei pressi dei borghi Tressanti (frazione di Cerignola) e Mezzanone (frazione di Manfredonia) è allagata dopo le ultime pioggie. Qui la società Caviro di Faenza ha presentato un progetto per la realizzazione di una "centrale a biomassa". Il sito è noto per le sue caratteristiche di alto rischio idrogeologico.

Stessa, e forse ancora più grave situazione, potrebbe verificarsi in località Viticone (che prende il nome dall'omonimo torrente), a Sant'Agata di Puglia, zona dove la società TRE (Gruppo Tozzi) è stata autorizzata da Provincia e Regione a costruire uno dei più grandi inceneritori di agromasse in Italia? Il Viticone è una zona che i tecnici definiscono di "piena bicentenaria". Basta cercare il termine su google per capire l'entità del pericolo.

Per finire, anche l'impianto ETA-Gruppo Marcegaglia a Manfredonia, meglio noto come l'inceneritore di Borgo Tressanti, è circondato da torrenti e canali, fra cui lo stesso Carapelle.

Ecco, invece, che cosa è successo sulla linea ferroviaria Foggia-Potenza per via dello straripamento del Cervaro, vicino al Parco del Bosco Incoronata: http://www.sanmarcoinlamis.eu/notizie/ultime-notizie/8596-il-maltempo-scatena-il-finimondo-vicino-foggia-deraglia-pure-il-treno-da-potenza

Dopo Sant'Agata di Puglia, TRE (Tozzi) ci prova a Terni con la biomassa

Comunicato Stampa: Riparte il secondo inceneritore “Terni Biomassa”. Il silenzio assordante dell’amministrazione, altro che Rifiuti zero.

La Terni Biomassa, della Tozzi Holding di Ravenna, ha iniziato i lavori di “manutenzione ordinaria” della centrale a biomasse ex Printer a Maratta che si concluderanno nel 2014. Con una normale comunicazione di inizio lavori infatti l’impresa sta mettendo mano all’impianto (con tecnologia di combustione a pirolisi), e parti di esso vengono smontate. Tutto normale se non fosse che anche stavolta sta a noi denunciare quest’ennesimo assalto al territorio mentre l’amministrazione, maggioranza, opposizione, tace solerte. Non una parola, non una comunicazione, né tantomeno una presa di posizione del Sindaco. Forse sono tutti troppo impegnati in congressi e campagne elettorali, o forse temono di rovinarsela rendendo pubblico l’inizio dei lavori di un secondo inceneritore.
Altro che delibera Rifiuti Zero e dichiarazioni più o meno formali di intenti, questa città ha bisogno che l’amministrazione si ponga come elemento di opposizione e contrarietà reale ad ogni impianto di incenerimento. Non quindi come fatto con la farsa del Piano d’Ambito che rimanda semplicemente il ricorso all’incenerimento dei rifiuti urbani al 2015, e intanto prevede il CSS, ma azioni politiche chiare che rendano manifesta una intenzione.
Intanto sul piano autorizzativo non giace in Provincia alcuna comunicazione in merito a modifiche impiantistiche tali da rendere necessaria la convocazione di una Conferenza di Servizi, così ci ha confermato l’assessore Bellini la scorsa settimana. Insomma, a Terni sarà normale (come lo è stato in passato) avere due impianti di incenerimento attigui, a distanza di cinquecento metri l’uno dall’altro, senza che l’aggravio delle condizioni ambientali e di esposizione agli inquinanti nelle aree a massima ricaduta sia presa in considerazione. Borgo Rivo, Colleluna Villa Palma, zona Fiori che riceveranno le polveri emesse da due inceneritori dovranno dormire sonni tranquilli?
E’ quindi evidente che le procedure autorizzative, in assenza di una politica di reale valutazione di incidenza su salute e ambiente, non sono altro che dei “giri a vuoto” poiché di fatto sono dalla norma finalizzate all’individuazione della migliore soluzione per garantire i profitti, mascherando questo con prescrizioni tecniche e non già alla tutela dell’ambiente e della salute. Altrimenti non avrebbe possibilità alcuna di darsi la presenza di due inceneritori nella stessa area di una sola città e con le caratteristiche orografiche e produttive di Terni. E proprio a tal proposito chi ha avuto responsabilità politiche nel settore ambiente della giunta provinciale passata dovrà spiegarci il perché di una autorizzazione così generosa, data nel 2009 e valida fino al 2019 ad un impianto a quel tempo chiuso perché tecnicamente ed economicamente inefficiente. Uno strano regalo ad una società in fallimento, Tecnocentro, che si è rivelato un vero affare per Tozzi e la sua Terni Biomassa. Da questa poi ci aspettiamo qualche sorpresa, non è infatti un soggetto improvvisato ma una holding che ha nelle così dette “rinnovabili” grandi investimenti e profitti. Una holding che dalla Puglia al Madagascar è in grado di mettere sotto scacco interi territori e chi li abita. Dalla mega centrale a biomasse di Capitanata in provincia di Foggia, in cui ha coinvolto direttamente le associazioni contadine sotto l’ombrello della “green economy”, all’Africa dove coltiva milioni di ettari a jatropha, per estrarre olio combustibile da bruciare nelle centrali in Italia.
Comitato No Inceneritori Terni

giovedì 21 novembre 2013

UN ALTRO SPETTRO SI AGGIRA PER LE ACQUE DEL GOLFO. L'EX ISOSAR

Non bastavano le pale! Dopo l'eolico offshore, un'altra proposta industriale minaccia il Golfo di Manfredonia.
Si tratta del deposito costiero di GPL Energas, ex Isosar.


Non bastavano le pale! Dopo l'eolico offshore, un'altra proposta industriale interessa il Golfo di Manfredonia. Si tratta del progetto di un deposito costiero di GPL a sud di Siponto, incredibilmente vicino ad una Zona Umida fra le più importanti d'Europa.

Come si legge sull'avviso pubblicato quasi un mese fa sul bollettino regionale e all'albo pretorio comunale, il progetto, localizzato nel comune di Manfredonia in località “Santo Spiriticchio”, prevede la realizzazione di un deposito costiero di GPL con annessi gasdotto interrato di collegamento al terminale marittimo di lunghezza pari a 10 Km (5 km su terraferma e 5 km su parte sottomarina) e raccordo ferroviario di circa 1,5 Km con la vicina stazione delle FS di Frattarolo. L’area industriale interessata dalla realizzazione ricade in zone SIC e ZPS “Valloni e steppe Pedegarganiche”.

Tuttavia, non si tratta di un progetto inedito, ma della riproposizione di uno vecchio ripescato dal cassetto della società napoletana Energas SpA, la ex Isosar SRL, di cui molti si ricorderanno anche per i comunicati stampa dell'associazione Bianca Lancia circa quindici anni fa.

Nel 2001 una sentenza del TAR Puglia aveva ribaltato tutti i pareri di diniego ministeriali e regionali, insieme alla costituzione in giudizio dell'associazione ambientalista LIPU, mettendo in evidenza come la zona individuata sarebbe irreversibilmente modificata ed il suo valore ambientale irreparabilmente compromesso in ragione della pressoché completa edificazione a destinazione industriale in conformità alle prescrizioni del PRG del Comune di Manfredonia. Inoltre, sembra che anche l’archiviazione della procedura di infrazione 2001/4156, assunta dalla C.E. nel giugno 2012, di fatto legittimerebbe l’insediamento.

Adesso sul progetto saranno chiamate ad esperimere pareri decisivi in sede ministeriale di valutazione l'amministrazione di Manfredonia, la Regione Puglia e la Sovrintendenza. Gli enti competenti e la cittadinanza possono esprimere le proprie osservazioni entro 60 giorni a partire dalla data di pubblicazione del progetto sul sito del Ministero dell'Ambiente nella giornata di ieri, 20/11/2013. Tale pubblicazione giunge in seguito ad una nostra sollecitazione inviata la scorsa settimana al webmaster del Ministero.

In base alle direttive europee VIA/VAS e alla Convenzione di Aarhus sul diritto all'informazione, alla partecipazione e alla giustizia ambientale, la popolazione dev'essere tenuta al corrente sin dall'inizio di quei progetti che possono avere un impatto rilevante sull'ecosistema. Che ciò avvenga con scarsa puntualità e 'pubblicità' è qualcosa che non deve meravigliarci, piuttosto indignarci.


Giuseppe Dimunno – blog 3 Santi all'Inferno (http://noinceneritoretressanti.blogspot.com)

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LINK:
Il Comunicato Stampa della LIPU, che ha chiesto al Ministero dell'Ambiente l'annullamento dell'avviso ed una nuova pubblicazione.

Pagina del progetto sul sito ministeriale.

L'interrogazione parlamentare di Giuseppe D'Ambrosio del M5S.

sabato 16 novembre 2013

LO STATO DI ECCEZIONE, L'INCENERITORE ETA-MARCEGAGLIA A FOGGIA.

INCENERITORE ETA A FOGGIA. “LA REGIONE PUGLIA INFORMI LA CITTADINANZA”.

Modifiche in corso d'opera non ancora autorizzate ed emergenza rifiuti sempre più concreta. Nessuna chiarezza sulla provenienza del combustibile e sulla durata dei test. -- Un "Leviatano", che sospende il Codice dell'Ambiente, ripiombando la vicenda di Borgo Tressanti in una dittatura dell'emergenza.


L'ACCESSO AGLI ATTI - E' stata inviata all'assessorato regionale all'ecologia una nuova richiesta di accesso agli atti sull'inceneritore ETA-Marcegaglia nei pressi dei borghi Tressanti e Mezzanone, in agro di Manfredonia, come testimoniato anche dal blog 3 Santi all' Inferno.

MODIFICHE "AS BUILT" - Dall'estate del 2013, infatti, sono in corso test che prevedono l'accensione della ciminiera, ma non c'è stata alcuna comunicazione ufficiale che spieghi alla cittadinanza quello che sta accadendo oppure se ci siano stati, durante l'esercizio provvisorio, degli incidenti. La fase dei collaudi funzionali – al termine dei quali è atteso il rilascio di un certificato di verifica da parte della Regione Puglia (ai sensi dell'art. 4 c. 8 del Dlgs. 133/2005) – dovrebbe durare sei mesi, prorogabili a fronte di un parere dell'ARPA con ulteriori sei. Risulterebbero ancora non autorizzate dagli uffici VIA ed AIA le modifiche in corso d'opera, che erano state apportate dalla società in fase di esecuzione, ben più di un anno fa (E.T.A. SpA ha poi formalizzato successivamente l'istanza nel settembre 2012).

ESCLUSA CERIGNOLA - Né sarebbero tuttora consultabili presso alcuni degli enti di competenza, come quello di Cerignola da sempre contrario alla realizzazione dell'opera i relativi elaborati progettuali ed allegati, depositati invece, presso il Comune di Manfredonia, la Provincia, la Regione Puglia e l'ARPA (FOCUS di "Stato Quotidiano"). Si tratta di documenti essenziali per valutare la “sostanzialità” di tali modifiche, nonché la necessità o meno di una nuova procedura di compatibilità ambientale complessiva; non solo, molte di queste modifiche avallano motivi già al centro del ricorso amministrativo presentato nel 2011 dal Comune di Cerignola contro la Regione Puglia ed ancora in attesa di giudizio.

IL COMBUSTIBILE - La richiesta di accesso agli atti si concentra anche sulla provenienza del combustibile utilizzato negli ultimi mesi, quegli stessi rifiuti, con cui l'impianto è stato diverse volte acceso. Il Servizio Rifiuti e Bonifiche della Regione Puglia ha risposto, declinando la propria "competenza" in merito al quesito.
Le discariche di Cerignola e di Deliceto sarebbero già in grado, secondo un'ordinanza dell'ufficio stralcio, cosiddetto dallo stesso commissario delegato all'emergenza rifiuti, Nichi Vendola, di produrre frazione secca combustibile idonea all'incenerimento nel forno sito nelle campagne foggiane, mentre la discarica di passo Breccioso a Foggia, ancora in attesa di aggiornamento circa la propria autorizzazione, è stata tempo fa al centro di sperimentazioni da parte del Politecnico di Bari per produrre ecoballe (con risultati dubbi)! D'altro canto, secondo fonti ufficiali, l'AMIU Bari dovrà far sapere entro pochi giorni alla Regione come intende chiudere il ciclo dei rifiuti solidi della città di Bari. Intanto, l'attuale attività di collaudo in corso presso l'inceneritore potrebbe sostituirsi di fatto all'attività ordinaria, anche dato il rischio, sempre più incombente negli ultimi giorni, di una crisi rifiuti a causa dell'esaurimento delle discariche di Foggia e provincia, nonché della raccolta differenziata al palo.
Dubitare licitum est! Foggia diventerà una colonia di rifiuti?

Se non verrà data una risposta urgente a questi interrogativi è possibile il ricorso ad una diffida, per evitare il perdurare di uno “stato d'eccezione” relativo alle modifiche in sospeso, nonché il funzionamento dell'impianto, senza informazione alcuna da parte della cittadinanza: un'istanza complementare verrà inviata al Comune di Manfredonia per ottenere il certificato di fine lavori. Si attendono le risposte entro Natale.


AGGIORNAMENTO GENNAIO 2014: Le attività di verifica a caldo (il collaudo vero e proprio e non i semplici test) sarebbero già iniziate, secondo indiscrezioni, mentre la Regione Puglia ha interpellato in data 16 dicembre il Settore Ambiente della Provincia di Foggia, ma a quanto pare non i Comuni coinvolti, ad esprimere parere in merito.

Giuseppe Dimunno – blog 3 Santi all'Inferno (http://noinceneritoretressanti.blogspot.com)

lunedì 28 ottobre 2013

Processo Giardinetto: prossima udienza nel 2014

Il 3 ottobre 2013 si è tenuta presso il Palazzo di Giustizia di Lucera l'udienza penale per il caso "Giardinetto". Essendo cambiato il collegio giudicante si è proceduto alla rinnovazione dell'istruttoria dibattimentale. Pertanto, il Tribunale ha aggiornato le parti alla prossima udienza del 9 gennaio 2014 per il nuovo ascolto del CTU e dei consulenti tecnici del P.M., di una delle parti civili costituite (l'associazione Salute e Territorio Onlus seguita dall'avvocato Pasquale Sarcone) e degli imputati. Il PM ha chiesto, all'esito del loro ascolto sui rispettivi elaborati peritali concernenti il sito di Giardinetto, un confronto tra le stesse posizioni. Le parti civili, tra le quali Codici, il Comune di Troia ed altre, si sono associate a tale richiesta. Per ora, nessuna bonifica!

Ecco il commento a caldo da facebook dell'associazione Salute e Territorio:
"Stamattina abbiamo vissuto una situazione surreale presso il Tribunale di Lucera. Abbiamo assistito all'ennesimo rinvio e l'ennesima messa in scena di una giustizia intrappolata dalle procedure e dalla burocrazia. Ancora un cambio dell'organo collegiale giudicante e ancora una serie di richieste, che a noi sono sembrate confuse e caotiche, da parte del pubblico ministero e dell'avvocato di difesa. In aula non era presente, anche se pare essere stato citato, il consulente tecnico di ufficio mentre sono intervenuti inutilmente, perché non ascoltati, il consulente tecnico di parte del PM e alcuni testimoni tra ex operai, impiegati e funzionari dell'asl. Prossima udienza, che continua a trascinare nel tempo questa vicenda, il 9 gennaio 2014. Verrà convocato nuovamente il consulente tecnico di ufficio, in consulente tecnico di parte e i consulenti della difesa con l'eventualità di possibile confronto tra i primi due. Il PM ha anche avanzato richiesta di ripetere, qualora dall'ascolto dei periti si rendesse necessario, le indagine condotte dal CTU in altro periodo dell'anno e cioè non a conclusione di una stagione particolarmente secca come è stata quella dell'estate di due anni fa ormai. E intanto si continua a dimenticare che i rifiuti sono ancora là!".

lunedì 21 ottobre 2013

L’Europa detta le regole per lo shale gas

La nuova direttiva sulla valutazione d’impatto ambientale votata ieri a Bruxelles evidenzia che il Parlamento europeo è possibilista rispetto all’esplorazione e allo sfruttamento di gas non convenzionali, che sfruttano l’invasiva tecnica della “fratturazione idraulica”. Ma in tutta l’Ue i gruppi “No Fracking” spingono per una definitiva messa al bando della pratica, come ha già fatto la Francia nel 2011. Leggi tutto sul blog di Pietro Dommarco.

giovedì 17 ottobre 2013

Passano da Foggia le grandi infrastrutture energetiche europee come la TAP


Un recente articolo di Pietro Dommarco fa il punto della situazione sui PCI, i Progetti d'Interesse Comunitario che l'Unione ha intenzione di finanziare entro il 2020 per costruire una rete europea di infrastrutture energetiche.
Tra le opere che interessano la Puglia ed in particolare la provincia di Foggia vi è un collegamento Foggia - Villanova, Villanova - Montenegro tramite cavo sottomarino. Mentre pare si siano perse le tracce del progetto di un elettrodotto Manfredonia-Albania (di cui già documentato nel blog 3 Santi all'Inferno). Resta, invece, la TAP, la porzione del mega gasdotto intercontinentale che va dall'Albania alla costa italiana (Salento), per poi proseguire col cosiddetto "gasdotto dei terremoti", il tubo Brindisi-Minerbio, che passa anche da Biccari in provincia di Foggia (su cui è stato già scritto qui). In generale, la Daunia, oltre ad essere terra di passaggio di grandi "vie" come quella del gas, è anche punto di partenza e snodo fondamentale di nuovi elettrodotti nazionali che sfruttano il potenziale prodotto dall'avanzata interminabile dell'eolico.

Per leggere l'articolo completo di Pietro Dommarco su Altreconomia: qui.

Ecco i nomi del nuovo comitato regionale VIA 2013-2016

E' stata pubblicata sul BURP il decreto dell'assessore all'ambiente, che costituisce il nuovo comitato VIA-VIS-AIA per il periodo di 2013-2016 della Regione Puglia coi nomi degli esperti che entreranno a far parte:


1 Presidente Dirigente del Servizio Ecologia (attualmente L'ing. Antonello Antonicelli)
2 Componente Arch. CLEMENTE Antonio Alberto (Infrastrutture)
3 Componente Dott. MASTRORILLO Salvatore (Gestione dei rifiuti)
4 Componente Dott.ssa FIDELIBUS Maria Dolores (Gestione delle acque)
5 Componente Ing. TRULLI Ettore (Impianti industriali, dinamiche di diffusione degli inquinanti e relativa modellistica)
6 Componente Dott. BRIZZI Giulio (Scienze marine)
7 Componente Ing. CONVERSANO Claudio (Urbanistica)
8 Componente Arch. DIOMEDE Paola (Paesaggio)
9 Componente Dott.ssa CATELANI Teresa (Scienze naturali)
10 Componente Dott. GIANDONATO Pietro (Scienze geologiche)
11 Componente Dott. TRAMUTOLA Giovanni (Scienze forestali)
12 Componente Dott. DE GENNARO Gianluigi (Scienze ambientali)
13 Componente Dott. MANIGRASSI Damiano Antonio Paolo (Chimica)
14 Componente Dott. CARDELLA Guido (Igiene ed epidemiologia ambientale)
15 Componente Avv. COLONNA Vincenzo (Giuridico-legali)
16 Componente Ing. FARENGA Tommaso (Valutazioni economico-ambientali)
17 Componente Ing. PACE Francesca (Rappresentante dell’Assessorato regionale alla Qualità del Territorio)
18 Componente Avv. BRUNO Vito (Rappresentante della Provincia di Barletta-Andria-Trani)
19 Componente Dott. D’ATTOLI Giovanni (Rappresentante della Provincia di Foggia)
20. Daniela Di Carne (Autorità di Bacino)
21. Vito Perrino (ARPA)
Segretario Sig.ra Carmela Mafrica (Funzionario amministrativo P.O.)

venerdì 11 ottobre 2013

Sant'Agata di Puglia. Bandiera Arancione con inceneritore in arrivo.


I comitati non lo vogliono e fanno appello al presidente del Touring Club italiano, Franco Iseppi. Finora nessuna risposta.
Ma quale Bandiera Arancione per Sant'Agata di Puglia? I comuni che hanno ricevuto il marchio di qualità ambientale come "Entroterra Italiano d'Eccellenza" da parte del Touring Club italiano dovrebbero tutelare e valorizzare il loro paessagio, fonte di qualità della vita e di ricchezza. Invece, il Comune di Sant'Agata di Puglia ha dato il consenso, in cambio di centomila euro, al progetto della più grande centrale a biomasse di tutta la Puglia. Un impianto grande il doppio dell'inceneritore già realizzato vicino Borgo Tressanti (Manfredonia), e che brucerà per il 30% agromasse, prevalentemente paglia, a filiera corta, mentre per la parte restante importerà materiale combustibile da fuori regione, e non solo. La proponente si chiama AgriTRE (Tozzi Renewable Energy), società ravennate nota alla recente cronaca provinciale per l'annuncio dei licenziamenti nel suo storico stabilimento nella zona industriale di Foggia. Meno nota per i suoi accaparramenti di terre (land-grabbing) in Africa, dal Senegal al Madagascar, dove – come riporta un dossier pubblicato sul sito www.ReCommon.org – ha acquisito centinaia di migliaia di ettari per produrre biocarburante.

Da oltre tre anni una fitta rete di associazioni quali Rifiuti Zero, LIPU, Terra Nostra, Legambiente, ISDE (Medici per l'Ambiente) e vari comitati locali "No Inc" si oppongono alla realizzazione di questo ennesimo scempio ambientale in una provincia come quella di Foggia, che ha già dato in termini di servitù energetica al resto del Paese. Cionostante, l'inceneritore è stato autorizzato da Ente provinciale e Regione in via definitiva nel maggio 2013, e sta per essere ora costruito all'ingresso di Sant'Agata di Puglia nei pressi di un'altra centrale turbogas già esistente. Con buona pace del paesaggio, adesso dalla cosiddetta Loggia delle Puglie sarà possibile osservare un panorama di ciminiere fumanti che rischiano di annerire ogni sorta di bandiera.

mercoledì 2 ottobre 2013

Arrivederci Grillaio. Il falchetto migratore torna in Africa

Tra minacce e nuove aree di nidificazione la LIPU lo segue e tutela nella Daunia.

Da quasi un decennio il falco Grillaio, specie di interesse comunitario, sta lentamente e spontaneamente colonizzando il Tavoliere pugliese ricalcando la situazione “gemella” della Piana di Gela, in Sicilia. Simili dinamiche sono state contestualmente registrate in piccole zone di Puglia, Basilicata, Molise, della Pianura Padana e del Lazio. A differenza delle grandi colonie nidificanti nei centri storici delle Murge Pugliesi e Materane, in Capitanata il Grillaio si è insediato con piccole colonie, spesso di poche coppie, su masserie e strutture rurali, spesso abbandonate, raramente in centri abitati, molte volte con rapaci notturni, pipistrelli ed altri migratori di notevole interesse come la Ghiandaia marina. Qui l’ambiente d’elezione è costituito da distese cerealicole, meglio se con presenza di pascoli, utilizzate per cacciare grossi insetti, integrando la dieta con piccoli vertebrati. Queste aree sono strategiche soprattutto dopo la mietitura, quando le stoppie permettono ambienti idonei per cacciare, proprio mentre nascono i piccoli e fino a fine agosto e settembre, quando inizierà il viaggio di migliaia di km per tornare in Africa. La bruciatura delle stoppie, è quindi un fattore negativo anche per questa specie. Da Serracapriola ad Ascoli Satriano, dal Manfredoniano a Lucera, fino al Cerignolano: al 2013 oltre 300 coppie distribuite su oltre 60 siti di nidificazione. Verosimilmente questa naturale espansione proseguirà, se non ci saranno fattori limitanti. Quasi 10 anni di monitoraggi su 350.000 ettari della piana di Capitanata, hanno permesso alla LIPU di rilevare una aspetto importante: circa il 90 % dei siti di nidificazione è costituito da strutture rurali di interesse culturale o da beni storico-archeologici: Masserie, Poste, Poderi, Casini, Abbazie. Mirabili esempi di antica edilizia rurale ma che stanno cadendo tristemente in malora, vandalizzati, depredati di infissi, effigi, tegole dei tetti, accelerandone il decadimento. Di recente si è aggiunto il disastroso fenomeno dell’abbattimento dei tetti, se non dell’intera struttura, per evitarne la tassazione ! In altri casi queste bellezze architettoniche sono fagocitate senza ritegno da centrali eoliche e fotovoltaiche o minacciate da altre speculazioni territoriali che demoliscono il contesto identitario e rubano territorio ai falchi. Incredibilmente, nelle relazioni ambientali firmate da “esperti” a corredo di questi progetti il Grillaio e altri valori sono “fantasmi”, con buona pace delle valutazioni degli uffici preposti. Un esempio è l’area di insediamento dell’inceneritore tra Tressanti e Mezzanone che ospitava circa 10 coppie già al 2005. Ignorate! La LIPU ha contrastato innumerevoli progetti energetici cercando di scongiurare la distruzione di tante zone. Con appropriate istruttorie ha promosso la tutela di importanti aree attraverso la istituzione o ampliamento di aree protette o altri vincoli. E’ intervenuta nell’ambito del PSR (Piano di Sviluppo Rurale) per orientarlo verso una agricoltura di qualità e più equilibrata. “Speriamo che questa azione pluriennale condotta dalla LIPU possa trasferire la problematica dal silenzio delle campagne ai tavoli istituzionali – afferma Cripezzi della LIPU Pugliese-. Si rischiano gravi danni per la Natura ma anche per i monumenti rurali e il paesaggio agro-pastorale. Bisogna evitare che questi manufatti, Masserie, Poste, ecc) cadano definitivamente a pezzi e che il territorio rurale diventi ricettacolo per l’insediamento di ogni sorta di bruttura urbanistica o industriale”. In tal senso il Grillaio diventa “guardiano” della storia, simbolico custode di un paesaggio rurale e di testimonianze della passata civiltà contadina: proteggerlo significa tutelare anche questi siti. Questo intenso lavoro è stato oggetto di pubblicazioni approdate in consessi scientifici o di taglio divulgativo. Una di queste, realizzata grazie al Centro Servizi Volontariato Daunia, è scaricabile in formato digitale su www.lipucapitanata.it . LIPU – Sezione prov.le Foggia 30.9.2013 Post correlati su 3 Santi all'Inferno: http://noinceneritoretressanti.blogspot.it/2013/01/il-falchetto-di-federico-ii-nidifichera.html p.s. Intanto, la LIPU di Capitanata informa che anche nel 2013 si svolgerà la visita presso la Riserva Naturale delle Saline di Margherita di Savoia, la più grande zona umida dell'italia meridionale. L'appuntamento è previsto per la mattina di domenica 6 ottobre, con raduno alle ore 9 presso il Centro percorsi Cultura-Natura - Via Africa Orientale, 50 a Margherita di Savoia, muniti di mezzo di trasporto. La visita è gratuita.

giovedì 26 settembre 2013

Ilva, l’Ue contro il governo italiano (battuto da 3 cittadini e da 270 lettere)

http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/09/26/ilva-lue-contro-il-governo-italiano-battuto-da-3-cittadini-e-da-270-lettere/724597/ E' ora di nazionalizzare l'ILVA.

Qui SIN Manfredonia: La vera discarica è il mare!

Entro il 10 ottobre si terrà presso il sito Syndial (ex Enichem) un tavolo tecnico fra società, enti locali, autorità ministeriale e ISPRA (Istituto Superiore per la Prevenzione e la Ricerca Ambientale). Come si legge in una nota stampa di Michele Apollonio, pubblicata sull'edizione locale della Gazzetta del Mezzogiorno, la decisione è stata presa al termine di una conferenza di servizi al Ministero dell'Ambiente, presieduta dalla funzionaria Giuliana Gasparrini. Si inaugura così, con le parole del sindaco di Manfredonia Angelo Riccardi, il nuovo corso di "verità e trasparenza" sui fatti del petrolchimico del golfo. "Non mi fido di Syndial", sarebbe la frase ripetuta più di frequente da parte del primo cittadino sipontino, che ci tiene a sottolineare l'urgenza di questa problematica di salute pubblica. Da par suo, Maria Grazia Angrisani dell'ISPRA ha ricordato come già dal 2007 l'ente governativo ha più volte ribadito la necessità di adeguare le metodologie, avendo chiesto e mai ricevuto i relativi elaborati progettuali: secondo ISPRA, in definitiva, è mancato "un propedeutico studio idrogeologico dell'area". Lo stesso ing. Giovanni Dattoli, dirigente del servizio ambiente della Provincia di Foggia, ha affermato di essersi opposto al progetto di emungimento di acqua dalla falda.
Ma il grande buco nero nell'agenda istituzionale della bonifica resta ancora lo studio delle aree a mare, nonostante le tracce di inquinamento riscontrato nella recente campagna di monitoraggio sulla pesca sostenibile dalla stazione meteo-oceanografica CNR ISMAR (l'istituto centrale ISMAR di Venezia, peraltro, si era detto pronto a mettere a disposizione il proprio know e le proprie tecnologie SkyTem Aps per lo studio della struttura geologica delle aree interessate dagli inquinamenti nell'area di Manfredonia: http://www.ismar.cnr.it/eventi-e-notizie/notizie/la-bonifica-enichem-va-in-europa). In pratica, mancherebbe ancora una risposta del Ministero rispetto alla necessità da parte della Syndial di predisporre un apposito progetto di bonifica. Infatti, pare che la bonifica delle aree a mare, se pur elencate tra i tre siti contaminati (insieme alle discariche di Siponto e al sito vero e proprio dello stabilimento a Macchia), sia prevista dalla legge istitutiva (n. 426/1998) e dal decreto di perimetrazione (provvisoria - è bene sottolinearlo) del ministero dell'ambiente (datato 10 febbraio 2000) del SIN "Manfredonia", ma non si è mai proceduto alla successiva caratterizzazione dettagliata del fondale il cui areale potenziale si estende per circa 3 km di arenile antistante lo stabilimento e per un totale di 8,6 km quadrati.


Come ha affermato anche il dottor Franco Carella, dirigente del dipartimento di prevenzione della ASL FG nonché ex parlamentare DS, "il mare è la via diretta che influisce sulla salute dell'uomo" - chiaro riferimento alla sentenza di assoluzione del 'Processo Anic' -, riferendosi anch'egli allo studio, senza conclusioni, effettuato nel 2008 dall'ISPRA. E' il caso di dire, misteri italiani. Intanto, si è costituita a Mantova la rete dei comuni italiani SIN. “Da oggi mi sento meno solo”, è stata la dichiarazione del sindaco Riccardi, intervenendo al primo appuntamento di una rete spontanea che si è creata tra le città che vivono criticità ambientali e sanitarie per le mancate bonifiche. La bonifica nel sito Syndial (ex Enichem) continua ad essere un tema complesso, spinoso, sottovalutato da chi avrebbe dovuto portare a termine i compiti affidati, ma sul quale l’Amministrazione Comunale si batte senza sosta. Il colloquio avvenuto a Roma tra il Sindaco Riccardi e il Ministro dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, Andrea Orlando, al quale era seguita una missiva con cui Orlando invitava la Syndial ad intervenire per la rimozione e lo smaltimento dei rifiuti presenti nella discarica “ex pista Vigili del Fuoco”, detta anche “Marchesi”, non frena ma rilancia e moltiplica le idee e le iniziative per giungere a soluzioni celeri e definitive. Quest’oggi, mercoledì 25 settembre 2013, Angelo Riccardi ha preso parte ad un incontro svoltosi a Mantova e che ha visto la presenza di larga parte dei Sindaci delle 187 città incluse nella lista dei Siti di Interesse Nazionale (SIN). Sta nascendo una rete dei Comuni e quello di oggi è un esordio con il botto perché è stata numerosa la presenza fisica di Sindaci e Assessori in quel del Teatro Bibiena. Quasi inaspettata, viste le distanze chilometriche che separano tra loro tutte le città interessate. Un esordio col botto anche perché si è passati subito alle vie di fatto ed è stato già preparato un documento che a stretto giro verrà sottoposto all’attenzione del Governo, dei Ministeri competenti e delle Commissioni Parlamentari. Angelo Riccardi è intervenuto e la sua considerazione iniziale su quanta motivazione e determinazione abbia notato in tutti i colleghi primi cittadini potrebbe essere uno slogan per questa rete spontanea che si sta creando tra i Comuni SIN: “Da oggi mi sento meno solo!”, “Noi Sindaci siamo rimasti l’ultimo baluardo della democrazia. Possiamo essere protagonisti di un cambiamento vero, se lo vorremo”.


LEGGI ANCHE: COMPLETATA CARATTERIZZAZIONE SIN MANFREDONIA? (24/08/2014)

Inquinamento Fenice-EDF: SEMPRE PIU' GRAVE!

Le ultime tabelle ARPAB dei monitoraggi falde acquifere riferite al mese di maggio 2013, mostrano una situazione peggiore rispetto a quella di marzo. Non solo. Delle circa 70 sostanze monitorate in precedenza, mancano all’appello la metà. Senza alcuna motivazione ufficiale da parte di ARPAB, le nuove tabelle si riducono ad un solo foglietto. Un dato è certo: LA MESSA IN SICUREZZA NON FUNZIONA ED I VALORI DEI METALLI PESANTI PEGGIORANO. EPPURE L’INCENERITORE CONTINUA A FUNZIONARE. Non ci è dato sapere quale sia la reale portata dell’inquinamento delle falde. Sulle diossine ci sono solo le rassicurazioni di chi le produce ed un campionamento effettuato da ARPA Puglia un anno fa. Campionamento ottenuto bussando alla porta dell’inceneritore. Il ministro Orlando, il presidente della Regione De Filippo, il presidente della provincia Lacorazza, la magistratura, il Prefetto, il Sindaco di Melfi, sono tutti a conoscenza della situazione (anche i pinguini dell’antartico la conoscono). L’ASP si limita a telefonare all’INAIL per sapere se ci sono denunce da parte di lavoratori che possano essersi ammalati a causa di Fenice-EDF ritenendo di aver assolto al proprio compito. Le associazioni che rappresentano il mondo agricolo ed il loro assessore Benedetto, tacciono. L’inquinamento è prodotto dall’inceneritore, ma è pur vero che c’è chi continua a dargli la possibilità di farlo. Perché??? 13 luglio 2013 COMUNICATO STAMPA CONGIUNTO Comitato Diritto alla Salute - Associazione Ambiente e legalità

mercoledì 25 settembre 2013

LIPU: Eolico mortifica Paesaggi e Natura di Io non ho paura‏

L’eolico mortifica anche i capolavori del cinema italiano. Piantagioni eoliche sopprimono l’identità della Nazione oltre a Natura e Paesaggio. All’indomani della 70a edizione della Mostra del Cinema di Venezia, al Sud ricorrono 10 anni di un capolavoro cinematografico che, però, è scandalosamente omaggiato con la cancellazione dell’anima territoriale che ne fu ispirazione: alla devastazione di paesaggi, natura e storia perpetrati dell’eolico si aggiunge quella della cultura. 2003, nasce “Io non ho paura”, tratto dall’omonimo romanzo di Ammaniti. Una storia ambientata nel 1978, in un immaginario, minuscolo borgo pugliese e tradotta con gli occhi di un bambino. Il piccolo Michele di 10 anni, tra sentimenti ed emozioni, è alle prese con le angosce di un segreto più grande di lui: il rapimento di un suo coetaneo. Sullo sfondo è miscelata la drammaticità e la crudeltà degli adulti. Con l’abilità di un grande regista, Gabriele Salvatores, proprio il Paesaggio e la Natura dei luoghi diventano essi stessi personaggi di una narrazione coinvolgente, perché l’ambiente “racconta cose che i personaggi in carne e ossa non esprimono” come lo stesso regista ha affermato in proposito. “Le immagini di grandi spazi, dosate con musiche suggestive, parlano anch’esse – afferma Enzo Cripezzi della LIPU di Puglia e Basilicata - e raccontano di un sud assolato e luminoso, naturale, dominato dall’oro dei campi di grano estivi. Il contorno di Nibbi reali e altri animali selvatici contribuisce incantare lo spettatore”. (a questo link sul canale youtube della LIPU di Capitanata, un estratto del film insieme a un assaggio della colonizzazione eolica) Per le riprese, Salvatores aveva scelto i mosaici paesaggistici che lo avevano catturato e ispirato ai piedi del Vulture melfese, tra Basilicata e Puglia. Campagne dorate, panorami ben conservati, infiniti, il vulcano del Vulture sullo sfondo, masserie e testimonianze della civiltà rurale. Era il luogo ideale per la location di una grande pellicola, con riprese ad altezza del grano e degli occhi dei bambini. Il film si affermava, anche all’estero, come una delle pellicole più belle del cinema italiano. “Io non ho paura” veniva premiato dalla critica ma anche con riconoscimenti e nomination per regia, fotografia, sceneggiatura. Fino ad essere riconosciuto “Opera di Interesse Nazionale” dal Ministero per i Beni Culturali e Ambientali e poi essere candidato a rappresentare l’Italia agli Oscar. “Questi territori sono stati umiliati, subiscono un'aggressione sempre più estesa- continua Cripezzi - la valle dell’Ofanto con le campagne di Melfi e Candela dominate dal massiccio del Vulture, sono state vergognosamente amputate della loro bellezza grazie a una politica miserabile. Il versante pugliese incancrenito, quello lucano, in vista del Castello Federiciano che diede i natali alle costituzioni di Melfi, squallidamente condannato da altre decine e decine di megatorri in costruzione. E cosi non è risparmiata nemmeno la grandiosità del Vulture, assediata da cortine di pale enormi dopo migliaia di ettari già confiscati, assoggettati e degradati sul piano paesaggistico, naturale e storico nel Mezzogiorno”. Quindi, territori sempre più ampi, a perdita d’occhio, sottratti anche alla memoria e alla identità di un Paese incapace di riconoscere le vere ricchezze, con istituzioni complici di una colossale speculazione territoriale. Ironia della sorte, il confine appulo-lucano tra le pendici del Vulture Ofantino e la valle Bradanica viene proposto come meta rappresentativa di questa location cinematografica. Schizofrenicamente, da una parte si promuovono “Apulia Film Commission” e “Lucana Film Commission” per favorire l’industria del cinema al Sud, dall’altra si distruggono i beni più preziosi, funzionali, tra l’altro, all’ispirazione di opere cinematografiche ! Ed è solo un esempio: gli scenari del Sud hanno conferito pregio a molte altre pellicole famose ma inesorabilmente l’eolico, con le sue dimensioni sproporzionate e invasive, con il suo carattere degradante, sta ingoiando i territori del Mezzogiorno nell’indifferenza più irresponsabile. “Ancora una volta, l’ennesima – conclude Cripezzi –, pretendiamo uno stop immediato all’inaccettabile foraggiamento finanziario dello Stato per queste ulteriori mattanze territoriali, inutili e perfino dannose anche per la stessa lotta ai gas serra, come dimostrato con alternative inoppugnabili. In un momento di crisi come questo è ancor più imperdonabile, qualunque decisore politico dotato di buon senso direbbe BASTA. L’eredità immorale lasciata da centinaia di pale già disseminate è più che sufficiente per riflettere sulle follie compiute”. LIPU - Coordinamento per la Puglia e per la Basilicata - 23.9.2013

Processo Giardinetto: il 3 ottobre una nuova udienza

http://50.116.98.113/~preappen/index.php?option=com_content&view=article&id=116:processo-giardinetto-il-3-ottobre-una-nuova-udienza&catid=4:notizieinfo&Itemid=2

lunedì 23 settembre 2013

VIA al biogas per la Ecoagrimm

E' stata pubblicata sul Bollettino Ufficiale della Regione Puglia del 19 settembre la procedura di Avvio di procedimento di Valutazione di Impatto Ambientale per la società Ecoagrimm di Lucera. L'impianto di compostaggio sito in località Ripatetta, al confine col territorio comunale di Foggia, ha depositato presso l’Autorità competente - Provincia di Foggia - Settore Ambiente - in Via Telesforo,25 71122 Foggia - la richiesta di VIA corredata di progetto definitivo e copia in formato elettronico degli allegati. La richiesta riguarda nello specifico un impianto di biogas (“Impianto di digestione anaerobica di matrici organiche selezionate con produzione di energia elettrica”) della potenzialità di 190.000 ton/anno in ingresso, e con una produzione di circa 38 Mwe/anno di energia elettrica e 87.000 ton/anno di digestato compostabile per la produzione di fertilizzante organico. I principali elaborati del progetto, lo studio di impatto ambientale nonché tutta la documentazione istruttoria, come previsto all’art. 24 del D.Lgs. 152/06 e ss.mm.ii., sono pubblicati - recita l'avviso sul BURP - sul sito web della Provincia di Foggia. Tali atti sono consultabili entro il termine di 60 (sessanta) giorni dalla data di pubblicazione del presente avviso presso gli uffici suddetti, per la presentazione in forma scritta di eventuali osservazioni o memorie da far pervenire presso la Provincia di Foggia, anche via PEC.

mercoledì 4 settembre 2013

I parlamentari M5S pugliesi firmano esposto sull'inceneritore Marcegaglia a Manfredonia

Le ulteriori ricerche ed indagini compiute dal "Comitato Contro l'Inceneritore nei pressi di Borgo Tressanti - Cerignola" per impedire che vada in esercizio l'impianto di incenerimento di rifiuti di proprietà E.T.A. spa (Gruppo Marcegaglia) situato in agro di Manfredonia, non si fermano nemmeno ad agosto: inviato l'ennesimo esposto alle procure di Foggia e Bari con nuovi e rilevanti elementi di opposizione. Il prefetto di Foggia, il settore ecologia della regione e la Commissione europea per l'Ambiente sono gli altri destinatari della denuncia. Questa volta a supportate le rimostranze del Comitato, sottoscrivendo0 l'esposto, si sono aggiunti nove parlamentari pugliesi (6 deputati e 3 senatori) del Movimento 5 Stelle. La vicenda assume ora i contorni di una battaglia di civiltà fra la volontà generale di salvaguardia della salute e del territorio, e la difesa di un progetto agevolato dalla precedente amministrazione di Manfredonia, diretta dall'ex sindaco Paolo Campo, e mantenuto dall'attuale amministrazione della stessa città guidata dal sindaco Angelo Riccardi; avallato dallaregione puglia, la quale non trova di meglio che pensare ad incenerire i rifiuti piuttosto che innalzare la percentuale di raccolta differenziata così come prescrive prioritariamente la legge. Ad avviso di questo Comitato, nel procedimento sonostate compiute anomalie, violazioni ed irregolarità amministrative per le quali si chiede alla magistratura l'accertamento di eventuali reati. Ricordiamo che anche il Comune di Cerignola si è ufficialmente espresso contrario a questo progetto sin dal 2007 culminato nel Ricorso Straordinario al Presidente della Repubblica (art. 8 DPR 1199/1971) depositato l'11 febbraio 2011, in conseguenza del quale siamo ancora in attesa del parere del Consiglio di Stato. I nuovi argomenti di controversia sono sinteticamente sotto riportati: 1. mancato coinvolgimento delle Soprintendenze territoriali paesaggistiche e archeologiche nel procedimento di Valutazione di Impatto Ambientale (VIA), laddove lastessa ETA ritiene tale impatto paesaggistico di tipo MEDIO, facilmente comprensibile vista la natura pianeggiante del territorio, che rende visibile l'impianto da molto lontano; nello stesso procedimento, sono stati ignorati altri Enti previsti dalla normativa; in più, non è stata tenuta in considerazione la vocazione di tipicità e biodiversità agricola dell'area, mortificando gli sforzi degli agricoltori più attenti alla qualità dei loroprodotti. 2. Si continua a ritenere l'impianto come alimentato da fonti rinnovabili, ma a fronte di una nostra richiesta al Gestore dei Servizi Elettrici (GSE) fatta nel 2011 a conferma di tale qualifica, nella relativa risposta lo stesso concludeva con:"Nel caso specifico, l'impianto non ha conseguito la qualifica di impianto alimentato da fonti rinnovabili". Per questioni sofisticatamente tecniche l'UfficioEcologia regionale ritiene che la suddetta qualifica e pertinente; abbiamo ribattuto alle argomentazioni edotte dalla regione in maniera puntualee contraria. Attenzione, la perdita della qualifica di impianto da fonti rinnovabili, fa traballare il progetto sin dalla sua presentazione, poiché il cambio di destinazione d'uso da agricola a industriale nell'area sucui sorge l'impianto, è stata rilasciata anche in considerazione di tale qualifica. 3. Ritorniamo ancora sulla idonea collocazione geografica del progetto in considerazione della scarsità idrica dell'area su cui si estende l'impianto, già fitta di pozzi per l'emungimento di acqua per uso irriguo/potabile. Nelle mappe non si evince pozzo per l'approvvigionamento di acqua da parte dell'impianto di produzionedi CDR adiacente all'inceneritore in questione, di proprietà CO.GE.AM. È prevedibile che vi sia un pozzo non segnalato e che questo sia troppo ravvicinato rispetto al punto di emungimento necessario all'inceneritore, pericolosamente vicino il limite dei 200mt valutaticome distanza accettabile per non correre il rischio di "sovra sfruttamento" e di "abbassamento del livelloattuale delle falde". A testimonianza della difficoltà di reperibilità di acqua dal sottosuolo, nell'area interna al sito dell'impianto è stato ricavato un nuovo pozzo anziché sfruttare uno già esistente. Ulteriore conferma arriva dal Piano Tutela delle acque regionale (PTA), per cui alcune particelle comprese nei terreni interni al perimetro dell'impianto, ricadono in aree sottoposte a stress per eccesso di prelievo, dove è sospeso il rilasciodi concessioni per usi irrigui, industriali e civili on potabili. E queste sono a ridosso del nuovo pozzo ricavato.. A tutto questo si aggiunga che la ditta proponente compie delle modifiche al sistema di filtrazione per il trattamento dell'acqua emunta dal pozzo, ritenendo tali modifiche non sostanziali. Informativa arrivata al Comune di Cerignola il 19-07-2012, alla quale risponde l'assessore all'Ambiente, Stefano Palladino, con una richiesta di chiarimenti all'Ufficio Ecologia dellaregione sulla sostanzialità delle modifiche succitate. Non sappiamo se e come la regione ha risposto. Per i dubbi che sorgono sulla questione acqua sopradescritti, abbiamo chiesto per due volte alla Struttura Tecnica Provinciale di Foggia (ex Genio Civile), l'autorizzazione all'utilizzo delle acque sotterraneeai sensi dell'art. 4 L.R. 18/1999. E in entrambi i casi non è stata fornita risposta. Abbiamo provveduto a denunciare questo comportamento all'interno dell'esposto. Inoltre, sottovalutato appare l'aspetto idrogeologico dell'area interessata, dal momento che la stessaviene attraversata dai Canali Pescia e Peluso, le cui fasce di rispetto, dove non sono consentite qualsivoglia tipo di costruzioni, in alcuni punti sono sovrastate dal perimetro dell'impianto. 4. Le acque pluviometriche, a nostro avviso, non sono trattate secondo il PTA regionale. A detta di ETA, tutte le acque delle superfici di scolo degli edifici non sono contaminate e possono essere riciclate o smaltite nei pozzi disperdenti ricavati all'interno dei terreni dell'impianto. Ma è proprio un documento fornito da ETA sulla ricaduta al suolo dei microinquinanti ad informare che la massima concentrazione di PCDD/F, CADMIO E MERCURIO le abbiamo in prossimità dell'impianto, quindi, anche sugli edifici. L'intero sistema di separazione e depurazione delleacque appare poco chiaro e manchevole in diversi aspetti. Il problema assume importanza fondamentale per la salvaguardia delle falde acquifere e di conseguenza, per effetto dell'irrigazione dei campi, del cibo che mangiamo, poiché nella vasca finale, in caso di troppo pieno, l'acqua verrà smaltita nei pozzi disperdenti, e dunque, nel sottosuolo. È appena opportuno ricordare quello che sta avvenendo a poche decine di km da noi, inceneritore Fenice a San Nicola di Melfi, dove gli inquinanti in falda raggiungono livelli anche fino a centinaia divolte oltre il limite consentito. 5. Siamo tornati sulla mortificazione dell'agricolturadi qualità, pregio e tipicità del luogo, nonostante le proteste di aziende agricole e dei dott. agronomi e forestali; sul mancato rispetto delle norme a tutela della biodiversità e dell'agricoltura contenute nel dlgs 228/2001 e nella legge 57/2001 ; sull'assenza nelle Conferenze di Servizi antecedenti l'AIA del settore Agricoltura della regione Puglia, sebbene la legge regionale 36/2009 preveda di rilevare siti non idonei al recupero/smaltimento dei rifiuti, proprio per proteggere l'agricoltura di qualità. 6. Da alcune mappe sui Percorsi Antichi in nostro possesso, è tracciato un percorso, potenzialmente soggetto a vincolo archeologico, che si sovrappone al sito dell'impianto. Abbiamo chiesto chiarimenti alla Soprintendenza Archeologica regionale con sede a Taranto, senza ricevere risposte. Mentre la Soprintendenza ai Beni Paesaggistici con sede a Bari, ha confermato di nonaver ricevuto il progetto dell'impianto, né di aver mai partecipato all'iter autorizzativo. Il mancato coinvolgimento di tutte le Amministrazioni/Enti nel procedimento autorizzativo (art. 23, comma 2 del dlgs 152/2006) pregiudica la stima preventiva, integrata e partecipata di tutti i Beni materiali e immateriali che questo processo comporta.

giovedì 22 agosto 2013

Bonifica Enichem: interviene il Ministero dell'Ambiente nei confronti dell'azienda

http://www.statoquotidiano.it/13/08/2013/bonifica-discarica-marchesi-orlando-scrive-a-syndial-intervenire-con-urgenza/157738/

Fracking a Foggia? Interrogazione parlamentare del M5S


I senatori del Movimento 5 Stelle presentano interrogazione scritta ai Ministri dello Sviluppo Economico e dell’Ambiente.

Un paio di mesi fa la dottoressa D’Orsogna ha scoperto che tra Foggia e Lucera è stata usata l’invasiva e pericolosa tecnica del fracking, tecnica fortemente sospettata di causare terremoti ed inquinamento delle falde acquifere usata per spremere al massimo i pozzi di gas e petrolio.
Scrive la D’Orsogna che i tecnici dell’Eni “… affermano di avere “rivitalizzato” un pozzo di gas già sfruttato in passato usando nuovissime tecniche di fratturazione idraulica che incluono l’uso di fluidi “energizzanti” a base di zirconati. Il campo scelto e’ quello di Roseto-Montestillo, nei pressi di Lucera e la concessione è la Tertiveri. E’ stato necessario usare “elevatissime pressioni di pompaggio” e hanno avuto problemi con i proppanti, che servono a mantenere aperte le fessure dopo le operazioni di fracking. Alla fine pero’ sono arrivati ad “ottimi guadagni” in produttivita’ e allo stesso tempo hanno ridotto il quantitativo dei fluidi di perforazione. Purtroppo l’unico sito da cui la notizia e’ reperibile e’ quello della “Society of Petroleum Engineers” e i dettagli sono pochi” conclude la professoressa sul suo blog.

Possibile causa di terremoti Non si capisce perchè dai siti dei Ministeri non ci sia traccia dell’uso di queste tecniche, accusate di aver provocato grandi terremoti come ad esempio quello dell’Emilia!

L'iter dell'interrogazione del senatore Buccarella online: http://banchedati.camera.it/sindacatoispettivo_17/showXhtml.Asp?idAtto=1735&stile=7&highLight=1&paroleContenute=%27SENATO%27

lunedì 24 giugno 2013

Gianni Lannes: "In arrivo dossier Vendola-Marcegaglia"

Gianni Lannes ha pubblicato nel mese di giugno 2013 tre articoli sul suo blog Su la Testa!, linkati qui sotto, in cui si sostiene la sostanziale nullità di tutto l'iter che ha portato all'autorizzazione dell'inceneritore ETA-Gruppo Marcegaglia nelle campagne fra Manfredonia e Cerignola (Borgo Tressanti), in provincia di Foggia. Il cuore dell'argomentazione sostenuta da Lannes da anni ormai è che l'accordo di programmma (con cui la Regione Puglia ha dichiarato la pubblica utilità della variante urbanistica dei suoli dell'inceneritore da agricoli ad industriali, baipassando il PRG comunale) sia stato promosso dalle controparti (Enti pubblici e impresa) senza, ovvero prima, di avere una formale disponibilità dei suoli, bensì solo dal giorno 8 ottobre 2004 (come risulta dalla visura catastale storica, non allegata agli articoli sopra menzionati). Tale accordo di programma tra Regione Puglia e Comune di Manfredonia, si ricorda, è stato sottoscritto in data 24 giugno 2003 ed approvato definitivamente dall'ufficio urbanistica regionale con firma del presidente pugliese Raffaele Fitto il 25 febbraio 2004. Questi i nuovi post: 1) PUGLIA: LA MAFIA DI COLLETTI BIANCHI E INCENERITORI DI RIFIUTI MARCEGAGLIA 2) INCENERITORE DI RIFIUTI: LE CARTE TRUCCATE DEL CLAN MARCEGAGLIA E DELLA POLITICA 3) INCENERITORI DI RIFIUTI: LE ILLEGALITA' DI FITTO, VENDOLA & MARCEGAGLIA Altra novità contenuta in questi articoli è quando si parla della complessa figura di Paride De Masi, il quale sarebbe stato per un periodo successivo al 2005 presidente del CDA di ETA, a quanto risulta dalla scansione di un atto notarile presente nel secondo dei post del blog. Lo stesso De Masi sarebbe coinvolto in altri affari relativi a "biomasse" in Puglia, precisamente a Casarano nel Salento (progetto Heliantos). Infine, nel terzo degli articoli di Gianni Lannes si annuncia l'imminente arrivo di un dossier a firma del giornalista, oltre che di un esposto che sarebbe possibile sottoscrivere scrivendo al blog.

domenica 23 giugno 2013

Frase di Bertrand Russell

Il nostro mondo ha fatto germogliare uno strambo concetto di sicurezza ed un senso distorto della moralità. Le armi sono protette come tesori e i bambini sono esposti all'incenerimento (Our world has sprouted a weird concept of security and a warped sense of morality. Weapons are sheltered like treasures and children are exposed to incineration.).
Bertrand RUSSELL, matematico e filosofo.

Altra proroga ai CIP6 col "Decreto Fare". Tace l'Europarlamento

Un regalo agli inceneritori costruiti negli ultimi otto anni: http://qualenergia.it/articoli/20130622-decreto-fare-rispunta-la-robin-tax-e-c-%C3%A8-un-regalo-agli-inceneritori Tutto ciò mentre sono ancora pendenti le interrogazioni dell'europarlamentare Sonia Alfano, per cui Bruxelles non ha ancora - incomprensibilmente - riconosciuto ufficialmente il segreto di Pulcinella dell'immondizia italiana in Europa: i CIP6 sono aiuti di stato concessi alla potente lobby dei "termovalorizzatori"!

AGGIORNAMENTO 2014:
Il Ministro dello Sviluppo Economico, Flavio Zanonato, ha firmato il 31 gennaio il decreto sulle nuove modalità di determinazione del cosiddetto CEC, ossia il parametro rappresentativo del costo evitato di combustibile che viene utilizzato per definire la remunerazione dell’energia elettrica prodotta dagli impianti in convenzione Cip 6/92, alleggerendo di fatto il loro peso in bolletta. (http://www.qualenergia.it/articoli/20140204-decreto-cip-6-meno-peso-bolletta-ma-resta-il-regalo-agli-inceneritori)


Per approfondire: http://noinceneritoretressanti.blogspot.it/2011/12/linterrogazione-di-sonia-alfano-sui.html

mercoledì 19 giugno 2013

Autorizzato in via definitiva l'inceneritore a Sant'Agata

Articolo di Lannes: http://sulatestagiannilannes.blogspot.it/2013/06/puglia-altri-inceneritori-di-rifiuti.html Autorizzazione Unica sul sito dell'assessorato allo sviluppo economico della Regione Puglia: http://www.sistema.puglia.it/SistemaPuglia/AutorizzazioneUnica?id=32322 Tutti i post di questo blog sulla centrale di Sant'Agata sono disponibili cliccando sotto sull'etichetta "Sant'Agata di Puglia". L'impianto si è già aggiudicato gli incentivi verdi sulla base delle aste ministeriali: http://www.gse.it/it/salastampa/news/Pages/Graduatorie-registri-e-aste.aspx Molto spesso, però, questi impianti, specialmente se di grossa taglia come questo (che è il più grande previsto in Puglia, ben due volte quello ETA-Marcegaglia a Manfredonia-Borgo Tressanti) sono in deficit di materia prima, per cui devono attingerla fuori regione. Ti può interessare anche: SCANDALO CENTRALE BIOMASSE: IN MANETTE DARIO SCOTTI

mercoledì 8 maggio 2013

Carapelle, si costituisce comitato per diffida al Comune

Si è costituito in data 11 aprile 2013 il comitato spontaneo di volontariato denominato “Comitato NO centrale a Biomasse a Carapelle”, di cui è stata eletta presidente la dott.ssa Veronica Di Gaetano. I componenti del comitato si oppongono alla realizzazione di un impianto di produzione energia a biomasse, proprietà di Carapelle Energia S.r.l. situato in Località Bonassisa. Tale opposizione nasce da alcuni presupposti fondamentali quali la salvaguardia della salubrità dell’ambiente locale, la presenza di valenze ambientali peculiari riconosciute a livello regionale ed europeo, l’intento, espresso da sempre dal Comune, di utilizzare le risorse nel rispetto di uno sviluppo sostenibile anche al fine di mantenere inalterate le caratteristiche di naturalità presenti e l’appartenenza dei cittadini ad un territorio con un patrimonio naturale insostituibile, che va mantenuto e preservato per le generazioni future. Per contrastare la messa in opera della centrale a biomasse, il comitato si propone di agire: - informando capillarmente la popolazione; - garantendo la partecipazione di chiunque voglia aderire al comitato stesso; - promuovendo la sensibilità delle comunità vicine e degli organi istituzionali preposti; - seguendo costantemente le procedure inerenti il progetto e l’eventuale messa in esercizio dell’impianto; - riservandosi di utilizzare le vie ritenute più idonee per il perseguimento dei fini prefissati. In linea con quanto espresso nell’assemblea costituente, i soci promotori del comitato in collaborazione con l’associazione “Polidream-Assoutenti” sez. di Foggia (responsabile avv. Ida Carta) e l’associazione di promozione culturale “Experia” di Carapelle (presidente dott.ssa Maria Rosa Ciavarella), hanno presentato una diffida ai dirigenti del Comune di Carapelle, della Provincia di Foggia, settore ambiente, e dell’Assessorato all’ambiente della Regione Puglia. Nella premessa alla diffida si evince che: «la responsabilità dirigenziale costituisce responsabilità pubblica insieme alla responsabilità civile, penale, amministrativa di cui all’art. 28 della Costituzione. L’impianto si colloca a meno di 5 km dall’inceneritore di rifiuti ETA spa (Gruppo Marcegaglia), in fase di ultimazione. La provincia di Foggia ha già due centrali termoelettriche a gas naturale (San Severo e Candela)». Notevoli sono anche le considerazioni esposte nel documento presentato dal comitato: «Le decisioni delle amministrazioni in indirizzo sembrano aver gravemente trascurato elementi di nota, riconosciuta e rilevante importanza scientifica a proposito dei danni alla salute umana derivanti dalle centrali a biomasse. Oltre che alle emissioni di inquinanti convenzionali quali ossido di carbonio, polveri totali sospese e ossidi di azoto, occorre porre attenzione ad inquinanti meno convenzionali che si producono con la combustione di biomasse quali polveri sottili, formaldeide, benzene, idrocarburi policiclici aromatici, diossine. E’ noto che gli inquinanti possono depositarsi sulle produzioni agricole, impedendo l’attribuzione dei marchi di qualità. Le biomasse che qui si intendono utilizzare come combustibile, con tutte le conseguenze nefaste sopra riportate, hanno già un uso antico e naturale, rispettose dell’ambiente, con risparmio per gli agricoltori nell’uso di fitofarmaci e fertilizzanti chimici. I residui di distillazione vinacce quali ammendanti distribuito sui terreni agricoli o come componenti di fertilizzanti naturali; materiale per l’alimentazione del bestiame; utilizzo in campo farmaceutico e cosmetico. Le buone pratiche conducono ad un risparmio di risorse non rinnovabili, con grande giovamento per l’intero ecosistema. Gli impianti previsti determinano un’alta concentrazione in un’area relativamente ristretta. Si dovrebbe, pertanto, ricorrere ad una VAS (Valutazione Ambientale Strategica) indispensabile quando l’impatto da valutare riguarda più strutture su un territorio e non il singolo insediamento. L’iter di questo progetto ha già incontrato l’avversione di Comuni confinanti territorialmente o prossimi all’impianto, quali Orta Nova, Stornarella, Ordona, Cerignola, parte dei consiglieri di Stornara». La diffida in definitiva invita i dirigenti cui è indirizzata: «alla immediata sospensione, in via di autotutela, di ogni decisione preordinata alla realizzazione del citato impianto di produzione di energia da impianto a biomasse, in linea con i principi costituzionali; a prendere atto che in mancanza di provvedimenti urgenti e certi lo scrivente Comitato non mancherà di valutare l’avvio diretto e/o la promozione da parte di terzi di ogni azione legale utile, a protezione della salute, del patrimonio, dell’ambiente, nonché del risarcimento dei danni subiti». Per informazioni: zeroprivilegicarapelle@gmail.com

giovedì 11 aprile 2013

TERRA BRUCIATA - Documentario sul landgrabbing in Congo

S’intitola “Terra bruciata” ed è on-line dall’8 febbraio scorso. È il documentario prodotto da Terranuova Onlus nell’ambito della campagna EuropAfrica, dedicato a quella che viene definita la “nuova frontiera della colonizzazione” in Africa- dove 24 milioni di ettari di terra sono vittime del land grabbing- e in questo caso specifico nella Repubblica Democratica del Congo.

domenica 24 marzo 2013

Caro Antonello Summa, il cancro non è una ruota che gira

Per la cura del cancro la scienza medica si sta attrezzando, così come si stanno attrezzando nel loro piccolo centinaia di migliaia di cittadini italiani nella prevenzione "primaria", cioé nell'evitare la costruzione di nuove fonti di inquinamento (come gli inceneritori) che sono per il 90% alla base dei tumori infantili. Per l'indifferenza generale della faremo l'impossibile. Il cancro non è incurabile, ma non è nemmeno una fatalità che può colpire con la stessa probabilità me o te! La sua incidenza dipende da scelte e cause ben precise. «Lettera aperta da un malato (ex?) di cancro». Il cancro ha ucciso Antonio Manganelli Il cancro ha ucciso Pietro Mennea. Il cancro e' una malattia terribile., non è un raffredore e nemmeno una polmonite .... Il cancro ti distrugge il corpo. Il cancro ti toglie il fiato, ti spegne i pensieri. Il cancro, però, non è incurabile. Vivo da oltre 7 anni con il mio cancro. Prima i polmoni, poi il cervello sono stati attaccati, lesionati, indeboliti... curati! Ho incrociato sulla mia strada medici bravissimi, persone straordinarie. Mi hanno insegnato cose ignote sul mio corpo. Mi hanno curato con professionalità e umanità. Mi hanno sorretto e hanno sorriso con me dell'arresto della proliferazione della malattia.. Ancor più, mi hanno insegnato che non devo permettere al cancro di mortificare la mia dignità di essere umano e di soffocare la mia speranza di continuare a vivere suo dispetto.Di opporgli la voglia di essere ed esistere. Sono qui! Con la mia famiglia, con i miei amici, con il mio lavoro, con le mie passioni! Sono qui anche perché ho continuato a voler esserci. Perché ho combattuto e combatto la disperazione e la depressione. Perché sorrido di ciò che faccio. Perché ho imparato a vivere nel mio straordinario presente. Dopo oltre 7 anni, sono diventato 'esemplare' per coloro che, purtroppo, sono afflitti dalla mia stessa malattia e che , per fortuna, guardando me sperano che si può e si deve continuare a vivere. Si può e si deve continuare ad amare. Si può e si deve continuare ad essere.. Sappiatelo anche voi giornalisti che Antonio Manganelli e Pietro Mennea, Mariangela Melato hanno combattuto contro una malattia da cui migliaia di persone sono guarite, anche totalmente. Per favore non tagliate le gambe alla speranza..... Abbiate cura di ricordarvene quando scriverete della morte di altri così illustri concittadini provocata dal cancro, perché leggere un aggettivo definitivo qual è 'incurabile' può uccidere la speranza di altri che quella battaglia la stanno combattendo. Grazie per l'attenzione e buona vita Antonello Summa Ex segretario del PD di Cerignola.

martedì 19 febbraio 2013

A febbraio la II conferenza di servizi sull'inceneritore a Carapelle

Foggia – CONFERENZA di sevizi/inchiesta pubblica relativamente all’impianto di Biomasse a Carapelle, in provincia di Foggia. L’incontro è fissato in Provincia a Foggia – settore ambiente – per il 28 febbraio 2013, ore 10:00.

lunedì 4 febbraio 2013

MA L'INCENERITORE DI BORGO TRESSANTI E' ACCESO?

“Ma l'inceneritore di Borgo Tressanti è acceso?”, è la domanda che si pongono retoricamente il blog 3 Santi all'Inferno e gli Amici di Beppe Grillo di Cerignola. Polemica contro la facile arrendevolezza dell'amministrazione comunale di Cerignola, che non ha richiesto i nuovi documenti. Su internet circolano già le foto dei primi fumi tossici che sbucano dalla ciminiera, senza nessun controllo che sia una centralina della qualità dell'aria o i campionatori di diossina sulle case sparse in quel di Posta Angeloni, ai confini con l'agro di Manfredonia, dove sorge il “forno Marcegaglia”. Ma non chiedetelo al sindaco di Cerignola o all'assessore all'ambiente, non lo sanno! Il Sindaco di Manfredonia Angelo Riccardi nemmeno. E' come se non esistessero ... Ma il Comune di Cerignola non doveva essere avvisato dell'accensione, come sostiene l'assessore Stefano Palladino in base all'AIA (autorizzazione integrata ambientale)? Inoltre, sappiamo che nel luglio 2012 sono state fatte delle modifiche all'impianto e alla relativa autorizzazione, che il Comune di Cerignola ha impugnato dinanzi al Consiglio di Stato, perché non valida a vista dell'avvocato di Acerra Tommaso Esposito, dei comitati spontanei e dei consulenti del Comune di Cerignola. Il Comune di Cerignola, infatti, non avrebbe gli atti necessari, e nemmeno li avrebbe richiesti alla Regione Puglia o al Comune di Manfredonia. Se i fatti stanno così, consigliamo all'amministrazione comunale di fare i compiti a casa prima del consiglio comunale di oggi (martedì) 5 febbraio. Le chiacchiere stanno a zero! In realtà, il Comune di Cerignola ha aderito alla strategia rifiuti zero, ma la SIA FG4 avrebbe visto, negli scorsi mesi, lo stanziamento in suo favore di fondi regionali, per acquistare un tritovagliatore per produrre 'frazione secca combustibile' da inviare nel cancrovalorizzatorie vicino a Borgo Tressanti. Perché l'amministrazione comunale e l'amministratore unico della ex municipalizzata di Cerignola non relazionano? Perché nessuno dice che stanno approvando un altro inceneritore nei pressi di Borgo Tressanti, precisamente alla località Bonassisa, in agro di Carapelle? Anche in questo caso, questo consiglio comunale aveva deliberato nel 2010 un netto “NO”, contemporaneamente all'adesione unanime alla Strategia Rifiuti Zero. Se vogliamo ascoltare qualcosa di sensato al consiglio comunale, allora facciamo parlare l'Osservatorio Rifiuti Zero, che ha indirizzato ieri una lettera al consiglio comunale con una serie di punti che interesserebbero il Comune per portare avanti la causa della salvaguardia del territorio e della salute. Se l'AIA dell'inceneritore è stata modificata, bisogna annullare tutte le autorizzazioni. Cerignola, 5 febbraio 2013 Amici di Beppe Grillo Cerignola http://amicidibeppegrillocerignola.blogspot.it/ Blog “3 Santi all'Inferno” http://noinceneritoretressanti.blogspot.com/

venerdì 1 febbraio 2013

Esposto del Movimento 5 Stelle sulle "biomasse" a Foggia

Al Sig. Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di FOGGIA Al Sig. Presidente della Regione Puglia Al dr. Giuseppe Rubino Dirigente Settore Industria della Regione Puglia (raccomandata A/R; via pec ufficio.energia@pec.rupar.puglia.it, settore.industria@regione.puglia.it* non pec, energiaereti@regione.puglia.it* non pec) BARI Al Sig. Sindaco FOGGIA Al Dirigente Ufficio Protocollo (via pec) Al Dirigente Ufficio Controllo del Territorio Al Comandante Polizia Municipale del Comune di Al sig. Prefetto di FOGGIA Agli organi di informazione LORO SEDI OGGETTO: Autorizzazione e realizzazione di due inceneritori in località Rignano Garganico Scalo (Borgo Eridania) e Posta da Piedi (nei pressi di Borgo La Rocca) nel Comune di Foggia. I sottoscritti cittadini del Movimento Cinque Stelle Foggia PREMESSO CHE 1. Con atto Dirigenziale n. 298 del 15 novembre 2011 del Servizio Energia, Reti e Infrastrutture Materiali per lo Sviluppo, pubblicato sul Bollettino Ufficiale della Regione Puglia in data 24.11.2011, veniva rilasciata ad ENTERRA Spa l'Autorizzazione Unica ai sensi dei commi 3 e 4-bis di cui all'articolo 12 del Dlgs 387/2003 relativa alla costruzione ed all'esercizio di un impianto, delle opere di connessione nonché delle infrastrutture indispensabili per la produzione di energia elettrica da fonte rinnovabile alimentata da biomassa vegetale della potenza elettrica di 13 MWe (Mega Watt elettrici) da realizzarsi nel Comune di Foggia in località "Rignano Garganico Scalo", in zona ricompresa all'interno del sito dismesso dell'ex zuccherificio di Borgo Eridania. Il progetto ENTERRA è – dunque – in possesso di un'Autorizzazione Unica (procedura semplificata standard per gli impianti FER) in base al DLgs n. 387/2003 come recepito dalla Puglia con la D.G.R. n. 35/2007. Come si legge chiaramente all'art. 8 della stessa Autorizzazione Unica rilasciata al progetto ENTERRA: "Il termine di inizio dei lavori è di mesi sei dal rilascio dell’Autorizzazione, quello per il completamento dell’impianto è di mesi trenta dall’inizio dei lavori, salvo proroghe per casi di forza maggiore da richiedersi almeno quindici giorni prima della scadenza. Il collaudo deve essere effettuato entro sei mesi dal completamento dell’impianto". 2. Con atto Dirigenziale n. 1426 del 23 novembre 2007 del Settore Industria, pubblicato sul Bollettino Ufficiale della Regione Puglia in data 21312.2007, veniva rilasciata alla Società ECOENERGIA S.r.l. con sede legale in Foggia in Via Conte Appiano n. 60, Partita IVA 03449990716, di seguito indicata Società, ai sensi del comma 3 di cui all’art. 12 del D.Lgs. 387 del 29.12.2003 e della D.G.R. n.716/2005 e n. 35 /2007, l’Autorizzazione Unica alla: costruzione ed all’esercizio di un impianto di produzione di energia elettrica da fonte rinnovabile “biomassa”, costituito da 2 moduli da 10 MW ognuno, per una potenza elettrica complessiva di 20 MW, da realizzare in località “Posta da Piedi” del Comune di Foggia (FG). Anche il progetto ECOENERGIA è in possesso di un'Autorizzazione Unica (procedura semplificata standard per gli impianti F.E.R.) in base al DLgs n. 387/2003, similmente al progetto ENTERRA. Come si legge chiaramente all'art. 5 della stessa Autorizzazione Unica rilasciata al progetto ECOENERGIA: “ La Società dovrà dare inizio ai lavori entro un anno dalla data di pubblicazione sul BURP del presente provvedimento e dovrà terminarli entro il termine di anni due dall’inizio dei lavori. I termini di inizio e di ultimazione potranno essere prorogati per un termine massimo di anni due nel caso di comprovate cause di forza maggiore”. CONSIDERATO CHE 1. La prima della due autorizzazioni uniche, relativa all'impianti di Borgo Eridania, è stata rettificata con DETERMINAZIONE DEL DIRIGENTE SERVIZIO ENERGIA, RETI E INFRASTRUTTURE MATERIALI PER LO SVILUPPO 21 giugno 2012, n. 58, pubblicata sul BURP del 28-06-2012 (“Autorizzazione Unica ai sensi dei commi 3 e 4-bis di cui all’articolo 12 del Decreto Legislativo n. 387 del 29.12.2003 relativa alla costruzione ed all’esercizio di un impianto, delle opere di connessione nonché delle infrastrutture indispensabili per la produzione di energia elettrica da fonte rinnovabile alimentata da biomassa vegetale della potenza elettrica di 13 MWe da realizzarsi nel Comune di Foggia in località “Rignano Garganico Scalo”. Società: ENTERRA S.p.A. con sede legale in via Portico, 59/61 - 24050 Orio Al Serio (BG) - P. IVA e C.F. 03331590160. Rettifica alla Determinazione Dirigenziale n. 298 del 15 novembre 2011”). 2. La seconda delle due autorizzazioni uniche, relativa all'impianto nei pressi di Borgo La Rocca, ha ottenuto una variante con DETERMINAZIONE DEL DIRIGENTE SERVIZIO ENERGIA RETI E INFRASTRUTTURE MATERIALI PER LO SVILUPPO 18 dicembre 2012, n. 175, pubblicata sul BURP del 17-01-2013 (“Autorizzazione Unica di cui alla D.D. n. 1426 del 23.11.2007 per la costruzione e l’esercizio di un impianto di produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili di potenza totale di 20 MWe (40,6 MWt) alimentato ad oli vegetali, nella località “Posta da Piedi” del Comune di Foggia variante relativa ad adeguamenti tecnologici e delle opere di connessione alla rete di Trasmissione Nazionale consistenti, nell’allacciamento all’ampliamento della Stazione Elettrica 380/150 kV di Foggia autorizzato giusta D.D. n. 203 del 10.09.2010; Istanza presentata dalla Società Ecoenergia Srl. con sede in Foggia alla via Conte Appiano, 60.”). Come si ribadisce nettamente all'art. 5 della stessa Autorizzazione Unica
rilasciata al progetto ECOENERGIA: “La presente variante alla D.D. n. 1426 del 23.11.2007 di Autorizzazione Unica avrà: • durata di mesi 16 (sedici), per le opere a carico della Società, a partire dalla data del rilascio della presente autorizzazione • durata illimitata, per le opere a carico della Società distributrice dell’energia.”: mentre all'art. 8: ”Il termine di inizio dei lavori, per la parte inerente la variante progettuale, è di mesi sei dal rilascio dell’Autorizzazione, quello per il completamento dell’impianto è di mesi sedici dal rilascio della presente autorizzazione. Il collaudo deve essere effettuato entro sei mesi dal completamento dell’impianto.” RILEVATO CHE Sui siti interessati da entrambi i progetti non risulta agli scriventi principio di attività cantierali di alcun tipo nei sei mesi successivi alle delibere autorizzative originarie (nel primo caso, neppure alla successiva Rettifica del 28.06.2012), a parte l'affissione dei cartelli. Chiedono al sig. Procuratore della Repubblica nel caso ravvisi nelle condotte innanzi descritte eventuali reati penali, che chiunque se ne sia eventualmente reso responsabile venga perseguito e condannato. In merito ad una eventuale insorgenza di fatti penalmente rilevabili, si chiede altresì di essere avvisati ai sensi dell’art. 408 co.2, c.p.p. nell’ipotesi di richiesta di archiviazione, nonché di proroga delle indagini preliminari ed i sottoscritti dichiarano di opporsi sin da ora alla definizione dell’eventuale istaurando procedimento con il decreto penale di condanna. Chiedono al sig. Prefetto di voler eventualmente intervenire a nome del Governo che rappresenta in questo territorio, ravvisandone l’opportunità a suo giudizio e per quanto di sua competenza, esercitando tutte le prerogative di vigilanza e controllo previste dalla legge, perché i delicati temi trattati nella presente concernono l’ambiente e la salute dei cittadini e coinvolgono la popolazione tutta della Provincia di Foggia. Chiedono al sig. Sindaco ed ai Dirigenti comunali in indirizzo in primis, la verifica da parte delle autorità competenti (polizia municipale, ufficio del territorio, ecc.) dello stato di effettivo inizio lavori sui siti interessati dai progetti; Chiedono al sig. Presidente della Regione ed al Dirigente del Settore Industria della Regione Puglia in secondo luogo, accertato di fatto il mancato inizio dei lavori da parte delle società proponenti entro i sei mesi successivi all'Autorizzazione Unica, di constatare il decadimento de jure di tali Autorizzazioni Uniche da parte del DIRIGENTE SERVIZIO ENERGIA, RETI E INFRASTRUTTURE MATERIALI PER LO SVILUPPO e di dichiarare i titoli autorizzativi regionali attualmente a tutti gli effetti NULLI, ovvero non più validi. Ciò evidentemente in base agli articoli sopra menzionati delle stesse Autorizzazioni Uniche regionali, che prevedono termini perentori sia per l’inizio dei lavori sia per il loro completamento (così come naturalmente per il collaudo) – salvo proroghe per casi di forza maggiore, delle quali non vi sarebbe traccia evidente ad avviso dei sottoscritti firmatari.
Focus sull'impianto ENTERRA a Foggia.