lunedì 27 febbraio 2012

SINDACI DELL'ALTO TAVOLIERE, FERMATE LA TRIVELLA A SIGNORELLA

Il comitato spontaneo contro gli inceneritori in Capitanata chiede ai sindaci di Torremaggiore, San Severo e San Paolo di Civitate di rilasciare parere negativo nell'iter in corso presso la Provincia

Spett.le Sindaco,

come forse l'amministrazione ha appreso dai media, a inizio febbraio è stata depositata presso la Provincia di Foggia un'istanza di assoggettabilità ("screening") per la ricerca di idrocarburi liquidi e gassosi da parte della società Vittorito Petroleum Srl.. La località interessata ("Signorella") ricade in Torremaggiore, poco distante dal centro abitato, direzione San Severo, e interessa un'area di 86 km quadrati, dove i carotaggi già autorizzati e eseguiti hanno riscontrato la possibile presenza di un giacimento.

Infatti, nella fase attuale dell'iter d'approvazione sono già previste attività che, in caso di VIA favorevole da parte del comitato provinciale, autorizzerebbero da subito l'installazione di una trivella per effettuare sondaggi petroliferi. Di qui, fino all'installazione di un vero e proprio pozzo per l'emungimento, in poche parole: una piattaforma in terraferma. Da oltre cinquanta anni si svolgono nella zona del Subappenino attività estrattive limitate al gas naturale (il "metano"); ora, pare essere in progetto la metanizzazione anche della zona dell'Alto Tavoliere, sulla cui intera superficie pendono richieste di prospezioni e coltivazioni.

Basta guardare alla Basilicata per rendersi conto che l'olio (a meno che non sia d'oliva!) non porta ricchezza, visto che è la regione più povera e sfruttata d'Italia. Pertanto, chiediamo ai sindaci di Torremaggiore e dell'Alto Tavoliere di indirizzare al più presto al settore ambiente provinciale parere negativo alla procedura autorizzativa e di portare ciò a conoscenza della cittadinanza nel rispetto della Convenzione di Aarhus. In nome di un modello di sviluppo sostenibile e di una transizione verso minori consumi.

Distinti Saluti

Comitato spontaneo contro gli inceneritori in Capitanata
http://noinceneritoretressanti.blogspot.com/

http://noinceneritoretressanti.blogspot.com/2012/02/texas-dauno-torremaggiore-sondaggi.html

Reati ambientali in Basilicata | Video

http://www.olachannel.it/index.php/reati-ambientali-in-basilicata/

3 MARZO IO CI SONO. A 4 anni dalla tragedia di Molfetta

domenica 26 febbraio 2012

AI DISOCCUPATI DI SANT'AGATA LE TERRE DEL VITICONE!

COMUNICATO RIVISTO PER SPOSTAMENTO DELLA DATA
Ai giovani disoccupati le terre promesse dal Comune per l'inceneritore!
Una proposta valida per tutti gli speculatori di ogni dove.


Si terrà martedì 20 marzo presso il Comune di Sant'Agata avrà luogo l'istruttoria pubblica (N.B.: originariamente prevista per il giorno primo marzo)del progetto di inceneritore di "biomasse" che la società AgriTRE (Gruppo Tozzi) vuole realizzare in una zona di assoluto pregio paesaggistico famosa come la "loggia delle Puglie". Si tratterà di una conferenza aperta sottoforma di dibattito fra le amministrazioni, le associazioni e i soggetti interessati (tra cui la stessa azienda proponente) sulla qualità del progetto, che immetterà in atmosfera e non solo una enorme quantità di gas o sostanze non biodegradibili (la diossina) e di nanoparticelle che provocano il cancro.

Dato che questo procedimento è di fatto incominciato con una delibera del Comune di Sant'Agata che per centomila euro dava la propria disponibilità ad ospitare l'impianto sulle terre comunali, l'auspicio è che sia la stessa amministrazione a mettere fine a questo incubo. Quella somma potrebbe essere investita – invece, a mò di una tantum come "compensazione" da parte di una società che sta facendo enormi profitti in Capitanata nel settore delle rinnovabili - senza scopi di lucro: come, ad esempio, promuovendo la creazione di una cooperativa ecosostenibile di agricoltura sociale e bioenergie con quei giovani disoccupati del sud, spesso mistrattati, che sarebbero invece costretti ad emigrare se si affermasse un modello di sviluppo basato sulla servitù energetica e lo sfruttamento del territorio. Per una volta, si tratterebbe realmente di un esproprio motivato dalla pubblica utilità ... Proproniamo, dunque, ai privati che vogliono investire in provincia di riprogettare ecologicamente tali pogetti, di cui lo "stato" dovrebbe farsi promotore (anche alla luce dell'art. 41 della nostra Costituzione)!

Per questi motivi, chiediamo a tutti gli operatori del turismo e dell'agroalimentare di partecipare all'indagine pubblica a Sant'Agata, per affermare la vocazione propria del Subappenino. Lo stesso invito lo rivolgiamo alla politica e alle istituzioni, anche accademiche, in quanto crediamo che sia meno d'interesse una disquizione tecnica sul progetto rispetto al parere degli assessori provinciali rispetto a problematiche come lo sviluppo delle attività produttive, l'esigenza di una pianificazione strategica in materia di rifiuti urbani e speciali e il futuro dell'agroindustria e della sicurezza di ciò che mangiamo, dei ritardi nell'attivazione del registro tumori dauno e pugliese.

Comitato spontaneo contro gli inceneritori in Capitanata
http://noinceneritoretressanti.blogspot.com/2012/02/ai-disoccupati-di-santagata-le-terre.html

giovedì 23 febbraio 2012

I "controlli amichevoli" delle ARPA

Il nuovo governo introduce una norma sospetta per i controlli ambientali con l'art.14 del DL 5/2012.

Gianfranco Amendola scrive: "Invece del potenziamento, con il governo dei Professori è arrivata la “semplificazione” dei controlli. Nel decreto legge n. 5 del 9 febbraio 2012, entrato in vigore il 10 febbraio, - oltre a 2 articoli (23 e 24) di semplificazione della normativa ambientale su cui ci riserviamo un intervento più approfondito -, esiste un ineffabile art. 14, intitolato “Semplificazione dei controlli sulle imprese”, la cui ratio dichiarata è di limitare al massimo i controlli sulle imprese al fine di recare alle stesse “il minore intralcio” possibile.
L’apice, a mio sommesso avviso, si raggiunge quando si stabilisce che i controllori devono adeguarsi al principio di “collaborazione amichevole con i soggetti controllati al fine di prevenire rischi e situazioni di irregolarità”.
Se con questo si voleva dire che i controlli devono essere effettuati con educazione e senza vessare e intimidire i poveri industriali, trattasi, ovviamente, di norma del tutto superflua.
Ma questo non vuol dire “collaborazione amichevole”. I controlli sono controlli e non si può imporre alcuna “collaborazione amichevole” tra controllori e controllati. Né spetta ai controllori dare amichevoli consigli all’industriale su quello che deve fare al fine di prevenire rischi e situazioni di irregolarità. L’industriale, se ha dei dubbi, ha tutti i diritti di pagarsi una consulenza privata o rivolgersi in modo formale e diretto alle istituzioni competenti e di ricevere risposta.
Ma il pubblico controllore, se riscontra reati, deve farne denuncia all’Autorita' Giudiziaria e non può essere invischiato nei problemi del controllato.
Se, a questo punto, ci focalizziamo sul settore dei controlli ambientali (dalle disposizioni dell’art. 14 sono esenti solo i controlli in materia fiscale e finanziaria), appare ancora più evidente la pericolosità di questo stravagante principio.
E’ noto, infatti, che l’organo deputato al controllo tecnico delle violazioni ambientali è l’ARPA.
In proposito, recentemente la Cassazione ha evidenziato che “i funzionari dell’ARPA, preposti al controllo e alla vigilanza ambientale, sono titolari di una posizione di garanzia in relazione all' impedimento dei reati commessi dai terzi e, pertanto, qualora, venuti a conoscenza dell'effettuazione irregolare di operazioni di gestione di rifìuti, omettano di intervenire, sono responsabili ex art. 40, 2° comma, c.p. dell 'illecito smaltimento del rifìuto” (Cass. Pen, sez. 3, c.c. 15 dicembre 2010, n. 3634, Zanello).
Oggi si dice agli stessi funzionari che devono collaborare amichevolmente con i soggetti controllati.
Se, in questo quadro, aggiungiamo che già esiste un altro scellerato principio legislativo in base al quale, per fare cassa, l’ARPA può accettare consulenze a pagamento anche dai soggetti che dovrebbe controllare (ed eventualmente denunciare), diventa ancor più concreto il rischio che la collaborazione “amichevole” possa talvolta essere intesa come collaborazione a pagamento, dove chi paga si assicura l’amichevole collaborazione del controllore ora e per il futuro. E chi vuole capire capisca!"
http://www.lexambiente.it/index.php?option=com_content&view=article&id=7872:ambiente-in-generecontrolli-ambientali&catid=188&Itemid=15

domenica 19 febbraio 2012

Salviamo Zona Misciano a Modugno | Videoinchiesta



L’Associazione socio culturale “Giovani Menti Attive”, in collaborazione con il Comitato cittadino “Pro Ambiente” di Modugno, ha realizzato un video-inchiesta sulle bellezze storico-architettoniche presenti nella Zona Misciano, appendice di Lama Balice, nel territorio compreso fra Bari, Modugno e Bitonto. Il tutto è partito dalle denunce presentate da varie associazioni modugnesi contro la volontà di costruire un inceneritore di proprietà del “Gruppo Marcegaglia spa” della capacità di 90000 tonnellate di CDR e biomasse proprio su questo territorio. Le indagini, portate avanti dal Pm di Bari Dr. Bretone, hanno evidenziato che la zona risulta di «notevole bellezza». Dopo il sequestro dell’area dell’impianto e dopo che numerose testate giornalistiche si interessarono della vicenda, la Soprintendenza dei beni architettonici e paesaggistici, dopo essere stata interessata dal Ministero dei Beni Culturali a seguito di una nota inviata dal Comitato Pro Ambiente, molto dettagliata e corredata da foto inedite contenute nel video della zona, ha espresso parere negativo alla realizzazione dell’impianto di incenerimento nel procedimento relativo al rilascio del parere di compatibilità ambientale. La zona è risultata essere vincolata ai sensi del D.M. 1 Agosto 1985.

Recentemente, con determina dirigenziale n.272 del 21 novembre 2011 la Regione Puglia ha espresso parere negativo al rilascio della Valutazione di Impatto ambientale (VIA) al suddetto impianto del gruppo Marcegaglia. Attualmente vi è un processo in corso relativo alle indagini portate avanti dal Dr. Bretone. Ed è con questo spirito che le due associazioni hanno realizzato questo video che vi preghiamo di divulgare. Le zone di interesse rilevante sono cosi messe in evidenza: il trappeto dell’”Olio Rosso”, il palmento, la via Traiana antica, la torre della “Bella Mora”, gli ipogei, il sepolcreto e Via Monte Peloso. Insomma un viaggio alla scoperta dei nostri tesori e delle ricchezze di un territorio che qualche sciagurato imprenditore ha voluto minare con inusitata solerzia.

Chi voglia saperne di più può rivolgersi a:

Comitato Pro Ambiente C.so Vittorio Emanuele, 87 – 70026 Modugno – www.proambientemodugno.com info: presidenteproambiente@gmail.com - cell. 333 5801473

Associazione socio-culturale “Giovani Menti Attive” via San Pasquale, 9 – 70026 Modugno – www.giovanimentiattive.blogspot.com info: giovanimentiattive@live.it - cell. 3478577981



Questa la documentazione e video riguardanti la zona Misciano:

1/6 Il Palmento – Il passato nascosto di Modugno a Lama Misciano

2/6 Ipogeo I – Il passato nascosto di Modugno a Lama Misciano

3/6 strada romana e torre bella mora – Il passato nascosto di Modugno a Lama Misciano

4/6 Ipogeo II – Il passato nascosto di Modugno a Lama Misciano

5/6 sepolcreto e tomba preistorica – Il passato nascosto di Modugno a Lama Misciano

6/6 strada Montepeloso e Frantoio – Il passato nascosto di Modugno a Lama Misciano

Carlo Vulpio | Lettera a "Il Giornale" su Altamura e Salemi

Perché sciogliere per presunte “infiltrazioni mafiose” il consiglio comunale di Salemi in Sicilia e non, per esempio, quello...

Ecco il testo integrale della lettera aperta di Carlo Vulpio, indirizzata anche al ministro dell’Interno, pubblicata da “il Giornale” il 15 febbraio 2012 in versione rimaneggiata (ma senza tradirne il senso, poiché i tagli sono stati eseguiti per sole ragioni di spazio).



Caro direttore, egregio signor ministro dell’Interno,

conosco bene Sgarbi, conosco Salemi – tanto che Sgarbi nel 2010 mi chiese di andare lì a fare l’assessore nella sua giunta – e conosco benissimo Altamura, 70 mila abitanti, in Puglia, sia perché ci sono nato sia perché – per il mio giornale, il Corriere della Sera – ho avuto modo di occuparmene diverse volte.

Cosa lega Salemi e Altamura? Quello che da oggi potremmo chiamare “il paradosso di Sgarbi”: se il consiglio comunale è quello di Salemi, è da sciogliere per presunte infiltrazioni mafiose, come recita il rapporto di polizia degli ispettori del Viminale; se invece il consiglio comunale è quello di Altamura, un bubbone in metastasi – come vedremo più avanti – esso può continuare a rappresentare il popolo, nonostante le inchieste delle procure antimafia, gli assassinii, gli attentati, le connivenze manifeste.

Non intendo svolgere analisi, ma solo mettere in fila dei fatti, affinché ciascuno possa formarsi una opinione da solo. Prima però devo dire una cosa essenziale. Sgarbi non solo non è mafioso – nemmeno per mentalità -e non ha favorito né la mafia né i mafiosi. Ma ha fatto un tale “pressing” con denunce alla magistratura, alle forze dell’ordine e all’opinione pubblica sul tema del più grande business di stampo mafioso del secolo, l’eolico e il fotovoltaico industriali, da essere diventato, come sindaco di Salemi, il candidato naturale delle ritorsioni mafiose, paramafiose e finto-antimafiose, queste ultime tipiche dei professionisti dell’antimafia.

Veniamo però ad Altamura ed elenchiamo, in 22 schematici punti, i fatti.

1) Questa ricca e operosa città è stata l’epicentro della inchiesta Sanità-Rifiuti, tutt’ora in corso, condotta dalla Direzione distrettuale antimafia di Bari. Inchiesta che ha messo nei guai, tra gli altri, il senatore pd Alberto Tedesco (che, diciamolo subito, rischia di essere l’unico a pagare, affinché tutti gli altri si salvino). Un’inchiesta devastante che tuttavia è stata metodicamente “oscurata” dalle imprese della escort D’Addario. 2) Altamura è la città in cui opera l’azienda di raccolta e smaltimento rifiuti – azienda leader in Puglia – che ha il più grosso appalto della città (e in diverse altre città), coinvolta nell’inchiesta della Dda. 3) Questa azienda ha apertamente sostenuto la campagne elettorali di Tedesco e di Vendola. 4) Questa azienda, con la giunta Vendola, ha realizzato discariche da un capo all’altro della Puglia, in consorzio con il gruppo Marcegaglia, impresa capofila. 5) Un collaboratore di giustizia affiliato al clan del boss ammazzato il 6 settembre 2010 – che si e’ autoaccusato dell’attentato ad Alessio Dipalo, un giornalista indipendente che denunciava il malaffare attraverso l’ascoltatissima Radio Regio -, ha rivelato di averlo fatto nell’interesse dell’azienda in questione allo scopo di “dissuadere” il giornalista. 6) Di Palo è stato minacciato, picchiato, ha subìto un attentato con una bomba, gli hanno incendiato l’auto e – come risulta dagli atti processuali –doveva essere ucciso. 7) I vertici dell’azienda in questione sono stati arrestati e risultano indagati per questi e altri fatti connessi. 8) Per gli stessi fatti e’ stato anche arrestato un comandante dei carabinieri e sono indagati un sottufficiale dei carabinieri, alcuni politici e professionisti, tutti accusati di aver protetto il boss poi ucciso. 9) Negli ultimi quindici anni, in questa città che non è Salemi, sono state uccise 15 persone, e nessuno di questi casi è stato ancora risolto. 10) Dal 2005, in questa città che non è Salemi, sono sparite tre persone, tre casi di “lupara bianca”. 11) Mentre accadeva tutto questo, i politici di destra e di sinistra hanno fatto a gara a querelare Dipalo per diffamazione. 12) I pm di Bari hanno fatto a gara nel chiedere e ottenere il rinvio a giudizio di Dipalo per diffamazione. 13) Il procuratore aggiunto di Bari, Marco Di Napoli, oggi capo della procura di Brindisi, ha addirittura chiuso preventivamente Radio Regio, cosa mai accaduta a una radio libera dal 1976 a oggi (salvo casi legati a fatti di terrorismo). 14) Dipalo intanto, per l’altro pm che conduce l’inchiesta, Desirèe Digeronimo – contro cui si è scagliato Vendola con una lettera pubblica minacciosa e violentissima -, diventa supertestimone dell’inchiesta in corso. Oggi, dice il Rapporto Ossigeno della Federazione nazionale della stampa e dell’Ordine dei giornalisti, Dipalo è primo in classifica tra i giornalisti italiani in grave pericolo. Mentre il fratello di Dipalo, imprenditore taglieggiato, è diventato testimone di giustizia e con la famiglia si trova in una località protetta. 15) Il presidente del consiglio comunale di questa città che non è Salemi, è cugino e fan del boss ucciso. 16) Il sindaco, di centrodestra (ma la situazione non era diversa con il predecessore di centrosinistra), e un assessore di questa città che non è Salemi, erano anche loro fan su Facebook del boss ucciso e lo frequentavano. 17) Gli odierni consiglieri comunali di Sel e Pd, con la sponda di colleghi del PdL, sono gli stessi che hanno chiesto alla questura e al prefetto, con un provvedimento di consiglio comunale (!) di tenere “sotto osservazione” Radio Regio e i giornalisti troppo curiosi (per intimorirli, ovviamente), e oggi fanno “ammuina” e cadono dalle nuvole. 18) Per queste vicende, l’ex sottosegretario agli Interni, Alfredo Mantovano, ha più volte pubblicamente paragonato Altamura a Corleone (senza offesa per Corleone) e ha chiesto dimissioni ai soggetti interessati, i quali, sostiene Mantovano, “non possono stare nelle istituzioni e nemmeno far politica”. 19) Alcuni giorni fa, il gruppo dei Radicali, su questi avvenimenti, ha depositato una durissima interrogazione parlamentare, anche al ministro dell’Interno, chiedendo al ministro della Giustizia di inviare una ispezione alla procura di Bari e di appuntare l’attenzione sulle discariche e sul business dell’eolico e del fotovoltaico industriali, in cui la Puglia è regione “leader” in Italia. 20) La magistratura barese indaga. E va bene. Ma sembra procedere a 10 km all’ora. Evidentemente a Salemi sono così veloci da rischiare di essere sommari. 21) Anche al sottoscritto, e sia detto non per fatto personale, hanno rubato e incendiato l’auto. 22) Chiedo: ce n’è a sufficienza per sciogliere il consiglio comunale di Altamura? O “il paradosso di Sgarbi” da Salemi diventerà più noto di quello di Zenone da Elea?



http://carlovulpio.wordpress.com/2012/02/15/perche-sciogliere-per-presunte-infiltrazioni-mafiose-il-consiglio-comunale-di-salemi-in-sicilia-e-non-per-esempio-quello-di-altamura-in-puglia/

venerdì 17 febbraio 2012

Texas dauno: a Torremaggiore sondaggi petroliferi



E' stato pubblicato sul Bollettino Ufficiale della Regione Puglia del 16 febbraio 2012 un avviso relativo a perforazioni a Torremaggiore, località Signorella (scaricabile qui; pp. 201-210).

Proponente è la Vittorito Petroleum Srl., che intende ricercare (principalmente) gas naturale, cioè "metano", in terraferma.

L'area del probabile giacimento sotterraneo si estende per 82 kmq e ricomprende i territori di Torremaggiore e San Severo.

Come si legge nella sintesi del rapporto ambientale, la campagna di sondaggi petroliferi consiste di:
- esplosivo - carica di dinamite posta in un pozzetto di piccolo diametro;
- vibroseis - massa di varie tonnellate appoggiata al suolo e fatta vibrare;
- massa battente - massa di circa tre tonnellate che viene lasciata cadere sul terreno.

Si prevede l'uso di una torre di perforazione di tipo "rotary".

Fra le criticità elencate dalla stessa proponente, oltre al rischio inondazione e alla subsidenza di vaste aree per via dei numerosi pozzi per l'emungimento d'acqua, vi è il fatto che tutta la zona dell'Alto Tavoliere è zona a "medio-elevata pericolosità sismica".
Attualmente le concessioni ministeriali a terra in Puglia sono concentrate escusivamente in Capitanata. Nella provincia di Foggia sono presenti i seguenti pozzi, che danno luogo a delle "royalties" ridicole che non vanno neppure destinate in progetti di compensazioni ambientali.
Infine, va considerato che il gas estratto nei nostri territori ha alte caratteristiche di "corrosività", che lo rendono inidoneo allo stoccaggio e alla messa in rete per lunghi periodi. Mentre la centrale turbogas a Candela è stata costruita per sfruttare i giacimenti già presenti, qui la sequenza è invertita, nel senso che è possibile (ma non c'è scritto nella richiesta) che il pozzo sia costruito al fine immediato di approvvigionare la centrale turbogas della En Plus (ex "Mirant-Techint") a San Severo, alla località Ratino.

Certo è che - anche a livello geopolitico - il gas è una risorsa sempre più scarsa e che la transizione verso una low-carbon economy non è ancora entrata nella mentalità dei governanti italiani.
DUE DOMANDE:
- Ma la Puglia non doveva concedere la moratoria alle estrazioni petrolifere?
- Visto che le estrazioni di idrocarburi in Puglia risalgono ormai a più di mezzo secolo fa, perché le istituzioni non fanno un'indagine epidemiologica per capire la possibilità di danni alla salute di queste attività sulla popolazioni (il registro tumori, già istituito in Capitanata, ma non ancora attivo)?
"In realta’ i rischi esistono anche per le estrazioni di gas. Un report di Scientific American, dal titolo “Drilling for Natural Gas, Contaminating Water” mostra che negli Stati Uniti, dove i controlli sono di gran lunga piu’ severi e meticolosi che in Italia, si sono registrati circa 1000 casi di contaminazione di sostanze tossiche nei pozzi d’acqua ad uso umano a causa di estrazioni di gas naturale. In vari casi, sono stati trovati benzene, lubrificanti e altri composti chimici nell’acqua teoricamente ‘potabile’". Da un'intervista alla Prof. D'Orsogna sui rischi legati all'estrazione del gas

Visualizza il progetto depositato presso la Provincia

PER APPROFONDIRE:
La situazione dei permessi estrattivi in Italia direttamente sul sito del Ministero per lo Sviluppo Economico
Un interessante reportage di Stefania Divertito

domenica 12 febbraio 2012

Patagonia senza dighe | Documentario italiano sull'acqua

Lucciole per lanterne è la storia di tre donne, di cinque dighe in Patagonia e dell'acqua del Cile. Nel 1981 la dittatura militare di Pinochet vara il Codigo de aguas, un insieme di leggi ultraliberiste che permette la privatizzazione dell'acqua del paese. Dal 2008 la quasi totalità dei fiumi del Cile appartiene a Enel, che rileva anche il megaprogetto idroelettrico HidroAysén, cinque grandi dighe sui fiumi Pascua e Baker nella Patagonia cilena. Un elettrodotto di 2300 km porterà l'energia prodotta alle miniere a nord di Santiago. Abbiamo deciso di usare lo strumento del crowdfunding per finanziare parte del nostro documentario, strumento da alcuni anni molto diffuso nelle produzioni indipendenti. Alla base c'è il desiderio di coinvolgere quante più persone nello sviluppo di un'idea e di contare sul piccolo contributo di ciascuno, creando una rete di sostenitori interessati a che il progetto sia portato a termine perché ne condividono lo spirito. Nel nostro caso, chiediamo a tutti coloro che vogliono adottare la battaglia della difesa della Patagonia, soprattutto in Italia, essendo coinvolta Enel, di contribuire alla realizzazione del documentario e di avvicinarsi, attraverso il nostro lavoro, a quella terra lontana e a tutti coloro che lì vivono e attendono con grande angoscia e rabbia la devastazione che incombe sul loro mondo.

Lucciole per lanterne - Teaser 5 min from luccioleperlanterne on Vimeo.

Il nostro blog: http://luccioleperlanterne.wordpress.com/
Stefano, Mario, Vitti, Sebastian

ECODI: ancora un altro inceneritore a Taranto. Firmato Vendola, Florido, Stefano

Qui, Taranto. Abbiamo fatto 90, facciamo 91. Parola del governatore Vendola, del presidente della Provincia Florido e del primo cittadino Stefano. Con determinazione del dirigente del Servizio Ecologia regionale Antonello Antonicelli del 13 gennaio 2012, pubblicata sul bollettino ufficiale della Regione Puglia (BURP 21 del 09.02.2012), è stato autorizzata la realizzazione di un impianto di stoccaggio ed incenerimento di rifiuti pericolosi e non pericolosi all’interno dell’impianto industriale esistente, sito in Taranto alla località Santa Chiara. Nella determinazione, si legge in part.: "Il medesimo Servizio provinciale aveva accertato che per l’impianto in questione, ricadente al punto A.1.g) dell’all. A1 della L.R. n. 11/2001 e s.m.i. la competenza concernente la V.I.A. è della Regione Puglia, mentre il procedimento relativo al rilascio dell’A.I.A. resta di competenza della Provincia di Taranto che in data 08.02.2011 aveva già tenuto la prima conferenza di servizi." In pratica, l'AIA potrebbe non essere stata ancora rilasciata (vedi documentazione dell'impianto: http://www.provincia.taranto.it/via/dettagli.php?id_elemento=45&i=1&parola_chiave=&data_dal=&data_al=): qui, bisogna ricordare che è facoltà dei comitati, delle associazioni e dei cittadini, in quanto interessati, di chiedere ex L 241/90 di partecipare alle conferenze dei servizi e di richiedere in fase di autorizzazione integrata ambientale all'autorità procedente (in questo caso, la Regione) la prescrizione di espressione del parere del Sindaco, in quanto primo responsabile della salute pubblica, ai sensi degli articoli 216 e 217 del regio decreto del 27 luglio 1934 n. 1265, relative alle industrie insalubrie (cd "autorizzazione sanitaria"). Si tratta di un impianto di stoccaggio ed inc mento di rifiuti pericolosi e non pericolosi (capacità di smaltimento: 8.500 t/anno), che affiancherà un vecchio inceneritore ("ex termovalorizzatore", precisa la determinazione) in funzione dal 1998 e già potenziato in seguito. Nello specifico, l’impianto della Società ECODI s.r.l. serve alla termodistruzione di rifiuti provenienti da strutture sanitarie (ospedali e cliniche), da laboratori, ambulatori e studi medici e dentistici, da attività agricole e dalla raccolta differenziata e non dei rifiuti urbani. A parte gli inceneritori di rifiuti speciali attualmente chiuso Ecocapitanata e il progetto VOMM nel Salento, questo progetto è ora il quinto progetto di inceneritore già autorizzato in Puglia destinato allo smaltimento dei rifiuti urbani: oltre a quelli in accensione della ETA (Gruppo Marcegaglia) a Manfredonia, vicino Borgo Tressanti, e della APPIA Energy (stesso gruppo industriale) a Massafra, quello pubblico di Statte (AMIU "Città di Taranto) e la "nuova CEMENTIR" (progetto di revamping finanziato coi fondi regionali ed europei), che è in realtà un vero e proprio inceneritore prim'ancor che una cementeria autorizzata al "co-incenerimento". Soltanto l'inceneritore Marcegaglia e il vecchio impianto comunale dell'AMIU - quest'ultimo, senza nemmeno recupero energetico, dovrebbe essere in dismissione, anche perché posto all'interno di una zona (Parco delle Gravine) in cui è obbligatoria l'autorizzazione paesaggistica della Soprintendenza - sono presenti nel piano rifiuti provinciale; tutto il resto è in deroga alle normative vigenti.

Secondo l'assessore all'ambiente Lorenzo Nicastro il ciclo dei rifiuti in Puglia (attualmente a meno del 20% di percentuale di raccolta differenziata) può considerarsi sufficientemente "chiuso" o si preferisce continuare a battere tutti i record diventando la regione italiana col maggior numero di impianti di incenerimento di cdr ("ecoballe") e di percentuale di preziosi materiali mandati in fumo? Autorizzare l'ennesimo impianto a bruciare rifiuti urbani, pratica dannosa e costosa, senza valutare che esistono alternative (strategia rifiuti zero), è sintomatico della "patologia" di cui è affetta la gestione dei rifiuti solidi urbani in regione.
(Il cementificio Buzzi-Unicem di Barletta in centro città brucia attualmente 25.000 t/a tra plastiche e pneumatici e ha ottenuto la VIA per arrivare a 80.000, tra cui anche rifiuti urbani - in attesa dell'AIA).

POST SCRIPTUM: Sul BURP 28 del 23.02.2012 è apparsa una precisazione alla precedente determinazione: "L’impianto è conforme al Piano Gestione Rifiuti Speciali della Regione Puglia e ricade in zona industriale C1. La destinazione dell’area risulta idonea allo scopo con distanza congrua da ferrovie, strade, cimiteri ed infrastrutture in genere. I codici CER sono gli stessi già autorizzati con determina della Provincia di Taranto n. 146 del 19-09-2005". Ma, ancora una volta, non si dice nulla sulla conformità al piano dei rifiuti urbani!


NOTIZIE CORRELATE:
CISA e Gruppo Marcegaglia hanno chiesto il raddoppio dell'inceneritore APPIA Energy di Massafra con una seconda linea da altrettante 100,000 t/a:
http://www.regione.puglia.it/index.php?page=burp&opz=getfile&file=48.htm&anno=xliii&num=24
http://www.regione.puglia.it/index.php?page=burp&opz=getfile&file=49.htm&anno=xliii&num=24

PER APPROFONDIRE
La procedura ancora in corso per l'inceneritore "Città di Taranto" AMIU di Statte sul sito della Provincia di Taranto e le nostre contro-osservazioni.
Il piano rifiuti provinciale del tarantino non prevede questo scempio: nuova Cementir, Massafra, Statte e Taranto, ormai la capacità di incenerimento supera la produzione globale dei rifiuti!

AGGIORNAMENTI:
venerdì 24 febbraio 2012 - Replica della Provincia: ""Nessuna inerzia."
gennaio 2014: l'ARPA dice NO!

venerdì 10 febbraio 2012

Nomina esperti in Legge, Chimica ed Urbanistica nel Comitato Reg. VIA

Bol. (BURP) n. 21 del 09-02-2012 DECRETO DELL’ASSESSORE ALLA QUALITA’ DELL’AMBIENTE 1 febbraio 2012, n. 1 L.R. n. 11/2001 e ss.mm.ii. - Nomina esperti in Aspetti giuridico legali, Chimica ed Urbanistica in seno al Comitato Regionale per la V.I.A. - Triennio 2009-2012.- L’ASSESSORE VISTI: - la L.R. n. 11/2001 e ss.mm.ii. “Norme sulla valutazione dell’impatto ambientale”; - l’art. 28, L.R. n. 11/2001 e ss.mm.ii. che prevede le modalità di composizione del Comitato Regionale per la Valutazione Impatto Ambientale (di seguito Comitato V.I.A.); PREMESSO: - che con Decreto dell’Assessore all’Ecologia n. 1 del 04.06.2009 si è provveduto alla costituzione del Comitato Reg.le di V.I.A. per il triennio 2009-2012; - che con SUCCESSIVI DECRETI n. 02 del 25.09.2009, n. 01 dell’01.04.2010, n. 02 del 13.07.2010, n. 03 del 20.10.2010, n. 01 del 07.06.2011, n. 02 del 27.06.2011, n. 03 del 06.07.2011, n. 04 del 09.11.2011 si è provveduto ad integrare e modificare il precitato Decreto n. 01/2009 a seguito della nomina di nuovi componenti; RILEVATO: - che con D.G.R. n. 119 del 25.01.2012 si è proceduto, per le motivazioni esplicitate nello stesso atto, alla nomina fino alla scadenza del triennio 2009-2012, dei componenti del Comitato Reg.le di V.I.A. così come previsto dall’art. 28, comma 2, lettera a), L.R. n. 11/2001 e s.m. e i., esperti in: Aspetti giuridico legali, Chimica ed Urbanistica; - che con la predetta D.G.R. n. 119/2012 si è provveduto ad individuare quale Esperto in aspetti giuridico legali l’avv. Antonio Colavecchio, quale Esperto in Chimica il dott. Damiano Antonio Paolo Manigrassi, quale Esperto in Urbanistica l’arch. Paola Diomede; RITENUTO, pertanto, di dover modificare il decreto dell’Assessore all’Ambiente n. 04 del 09.11.2011 con i nuovi componenti in seno al Comitato di V.I.A. avv. Antonio Colavecchio, dott. Damiano Antonio Paolo Manigrassi, arch. Paola Diomede; DECRETA Art. 1 di nominare, a modifica del decreto dell’Assessore alla Qualità dell’Ambiente n. 04 del 09.11.2011, quali componenti in seno al Comitato V.I.A., in qualità di: - Esperto in Aspetti giuridico legali Avv. Antonio Colavecchio - Esperto in Chimica Dott. Damiano Antonio Paolo Manigrassi - Esperto in Urbanistica Arch. Paola Diomede Art. 2 Il Comitato Reg.le di V.I.A., a seguito di detta nomina, risulta così costituito: _____________________________________________________ 1 Presidente Dirigente del Servizio Ecologia _____________________________________________________ 2 Componente Dirigente Ufficio V.I.A. e Politiche Energetiche _____________________________________________________ 3 Componente Dott. Edoardo ALTOMARE Esperto in Igiene ed epidemiologia ambientale _____________________________________________________ 4 Componente Dott. Guido CARDELLA Rappresentante della Provincia di Taranto _____________________________________________________ 5 Componente Arch. Pasquale Antonio CASIERI Rappresentante della Provincia BAT _____________________________________________________ 6 Componente Dott. Antonio Alberto CLEMENTE Rappresentante della Provincia di Foggia _____________________________________________________ 7 Componente Avv. Antonio COLAVECCHIO Esperto in aspetti giuridico legali _____________________________________________________ 8 Componente Ing. Claudio CONVERSANO Rappresentante della Provincia di Lecce _____________________________________________________ 9 Componente Arch. Stefano DELLI NOCI Esperto in Impianti Tecnologici _____________________________________________________ 10 Componente Arch. Paola DIOMEDE Esperto in Urbanistica _____________________________________________________ 11 Componente Prof. Ing. Vito IACOBELLIS Esperto in infrastrutture _____________________________________________________ 12 Componente Dott.ssa Fabiana LUPARELLI Rappresentante della Provincia di Bari _____________________________________________________ 13 Componente Dott. Damiano Antonio Paolo MANIGRASSI Esperto in Chimica _____________________________________________________ 14 Componente Arch. Giovanni Battista Rappresentante del Ministero per i Beni MATTITECCHIA e le Attività Culturali) _____________________________________________________ 15 Componente Ing. Francesca PACE Rappresentante Assessorato alla Qualità del Territorio _____________________________________________________ 16 Componente Dott.ssa Giuliana RANIERI Esperto in Scienze agronomiche _____________________________________________________ 17 Componente Dott. Alessandro REINA Esperto in Scienze geologiche _____________________________________________________ 18 Componente Dott. Salvatore VALLETTA Esperto in Scienze Ambientale _____________________________________________________ 19 Componente Prof. Giovanni ZURLINI Esperto in Scienze biologiche e naturali _____________________________________________________ 20 Segretario Sig.ra C. Mafrica Funzionario amministrativo P.O. V.I.A _____________________________________________________ Art. 3 Il presente provvedimento, ai sensi dell’art. 5 del richiamato Decreto n. 1 del 04.06.2009, non è soggetto a controllo ai sensi della Legge n. 127/97; Art. 4 Il presente decreto, ai sensi dell’art. 6 del richiamato Decreto n.1 del 04.06.2009, sarà pubblicato sul Bollettino Ufficiale della Regione Puglia. Modugno, lì 01/02/2012 Il funzionario amministrativo P.O. V.I.A. Sig.ra C. Mafrica Il Dirigente del Servizio Ecologia L’Assessore alla Qualità dell’Ambiente Ing. A. Antonicelli Dott. Lorenzo Nicastro http://www.regione.puglia.it/index.php?page=burp&opz=getfile&file=5.htm&anno=xliii&num=21 _____________________________________________________

giovedì 9 febbraio 2012

NO svendita di Matteo Salvatore a ETA del Comune di Manfredonia

Come abbiamo appreso ieri dagli organi di informazione (http://www.statoquotidiano.it/08/02/2012/concerto-matteo-salvatore-16mila-euro-spesa-10-a-carico-eta-gruppo-marcegaglia/68730/), il concerto che si terrà questa sera (ore 21) giovedì 09 febbraio presso il Teatro comunale di Manfredonia intitolato "Il bene mio" per la regia di Cosimo Damiano Damato con l'adattamento di Raffaele Nigro e con la partecipazione di Lucio Dalla verrà per la gran parte finanziato dalla società E.T.A. S.P.A. del Gruppo Marcegaglia, proprietaria dell'inceneritore in accensione nonostante le denunce e il ricorso al Presidente della Repubblica. E' proprio vero che ormai non c'è più rispetto per nessuno, nemmeno per la memoria di un grande poeta popolare come Matteo Salvatore che ha vissuto una vita di stenti, anche per il riconoscimento della sua carriera artistica. Di lui, Italo Calvino disse una volta che le sue parole non erano mai state inventate da nessuno. Oggi le uniche parole possibili sono di sdegno e indignazione. L'amministrazione comunale di Manfredonia non è nuova a questi mercimoni. In questi giorni, in cui a Casal Monferrato il sindaco ha finalmente ascoltato i suoi cittadini rifiutando la transazione nel processo contro la più grande di fabbrica di Eternit d'Europa, a Manfredonia torna a galla un triste vissuto. Perché nessuno dice che il primo cittadino di Manfredonia che trattò il ritiro della costituzione di parte civile della cittadinanza nel processo contro il petrolchimico per 300.000 euro è lo stesso che ha dato il permesso di costruire l'inceneritore ETA a Borgo Tressanti, ponendolo ai confini del territorio comunale come avevano fatto i politici di Monte Sant'Angelo con l'ANIC? Che l'attuale sindaco di Manfredonia è stato fra i più alti resposanbili della gestione del contratto d'area? Questa stessa gente ha svenduto il territorio per quaranta denari e continuerà a farlo anche in futuro con l'attacco delle banche e di Confindustria al diritto al lavoro e all'art. 18. Specialmente in questa parte del Sud, ancora oggi - per parafrasare una frase pronunciata dall'operaio dell'Enichem Agricoltura Nicola Lovecchio, morto di tumore, non solo la salute, ma finanche l'arte è SUBORDINATA al profitto. Pertanto, preferiremmo non dover assistere questa sera allo spettacolo di artisti che obbediscono, piuttosto che alla loro coscienza, al vile danaro, al pari delle amministrazioni comunali di Cerignola e Manfredonia.

mercoledì 8 febbraio 2012

martedì 7 febbraio 2012

Grottaglie è la gallina dalle uova d'oro! MANIFESTO

Contemporaneamente alla vendita dell’85% alla società Linea Group Holding (Lgh), Ecolevante ha presentato allarmanti progetti dai quali risulta chiaro il disegno di ampliare a dismisura l’attività della discarica. La cittadinanza deve essere informata. Anche quella di San Marzano. E sarà informata attraverso l’affissione di questo manifesto, uguale nell’immagine ma differente nel testo a piè di pagina. Diffondete i due manifesti de "La gallina dalle uova d'oro". http://www.vigiliamoperladiscarica.it/

lunedì 6 febbraio 2012

Barilla e gli impianti IPPC non fattibili a Foggia

Bol. n. 10 del 19-01-2012
AMMINISTRAZIONE PROVINCIALE DI FOGGIA


Procedura di verifica assoggettabilità a V.I.A.



La BARILLA G. e R. FRATELLI SPA ha trasmesso all’Ufficio Ambiente della Provincia di Foggia richiesta di attivazione della procedura di verifica di assoggettabilità a Valutazione impatto Ambientale per un impianto IPPC BARILLA ubicato in Foggia S.S. 16 Km 684+300, ai sensi della L.R. 11 del 12 aprile 2001. 11 Dirigente del Settore, preso atto del parere espresso dal Comitato Tecnico per la V.I.A. nella seduta del 22 dicembre 2011, ha determinato, con atto n. 3926 del 29/12/2011 di no assoggettare alla procedura di VIA il progetto di che trattasi.

Convegno Gestione rifiuti: lavoro e ambiente. San Severo, 2 febbraio 2012

Che cos'hanno detto?
SINTESI (CON TRADUZIONE) DEGLI INTERVENTI:
Questo convegno rientra in una serie di convegni organizzati dal PD in Puglia, che confluirà in una conferenza regionale. L'obbiettivo è naturalmente rifiuti zero e posti di lavoro, però se vogliamo arrivarci a San Severo dobbiamo fare questo ... dobbiamo fare un impianto (la nostra proposta), che tratti non solo il compost (impianto anaerobico), ma anche l'indifferenziato. DINO MARINO: Quest'accelerazione sul tema è perché io e il collega Damone (La Puglia Prima di Tutto) c'è una situazione drammatica che riguarda, oltre alla piccola discarica di Deliceto con l'unico impianto di compostaggio funzionante allo stato, le discariche di Foggia che sta venendo parzialmente riconvertita e quella di Cerignola che sopporta tutto il carico - quello previsto a San Nicandro è saltato. Non pensiamo ad una discarica, ma ad un impianto/polo, anche imprenditoriale, complesso articolato e tecnologico. Crediamo che l'impianto dev'essere inserito nella programmazione regionale, quindi con bando pubblico. Nella situazione attuale, ci guadagna solo Bonassisa che gestisce in modo privato la discarica di Deliceto, una truffa, visto che tutto ciò che arriva lì, anche l'umido, finisce in discarica talquale e viene pagato profumatamente ogni singolo grammo. LEGAMBIENTE (PISCITELLI): Il rifiuto indifferenziato dev'essere trattato in impianti presenti nelle zone industriali o al massimo vicino ai centri commerciali, non in campagna (dove non li controlla nessuno e saltano tutti i presidi ambientali ... ). Entro due anni un impianto nella provincia di Foggia si deve fare.

La playlist con tutti gli interventi.

domenica 5 febbraio 2012

La cooperazione UE per l'eolico offshore in Adriatico

http://www.provincia.ra.it/Argomenti/Europa-e-relazioni-internazionali/Cooperazione-Territoriale-Europea/Programma-IPA-Adriatico/Progetto-POWERED

Nel Mille Proroghe c'è spazio per nuovi inceneritori nel 2012

IL VERO PUNTO ARCHIMEDEO DELLA NORMA ITALIANA ED EUROPEA SUI RIFIUTI, LA RIDUZIONE E IL RICICLO


Nel Milleproroghe sta scritto:
"in relazione alla carenza di impianti di recupero energetico dei
rifiuti in ambito nazionale, viene prorogata al 31 dicembre 2012 l'entrata in vigore del divieto di conferimento in discarica di tutti i rifiuti speciali e urbani, con Potere Calorifico Inferiore(pci), superiore a 13.000kj/kg".

Il governo si appresta ad autorizzare nuovi inceneritori. Infatti, semmai la proroga a mettere a discarica rifiuti ad elevato potere energetico, doveva essere giustificata per il mancato raggiungimento degli obiettivi di raccolta differenziata con il riciclo del 65% entro il 2012 dal Decreto n. 22 del 1997 (cosiddetto "Ronchi", dal nome dell'allora ministro dei Verdi). Da quando questa norma (di derivazione europea: "Attuazione delle direttive 91/156/CEE sui rifiuti, 91/689/CEE sui rifiuti pericolosi e 94/62/CE sugli imballaggi e sui rifiuti di imballaggio.") e' stata introdotta in Italia, e' stata presentata come la norma che "obbligava" ad avviare a incenerimento i rifiuti indifferenziati o la parte con potere
calorifico elevato in quanto o non potevano entrare direttamente in
discarica oppure necessitava un trattamento meccanico per togliere la parte
combustibile da avviare a incenerimento/recupero energetico. (Ovviamente questo "automatismo" non e' contenuto nella norma stessa, tant'è che la commissione europea nei giorni scorsi ha ricordato all'Italia - analoghi moniti sono stati rivolti a Polonia, Germania, Cipro e Grecia - di dover aggiornare la Parte IV del vigente Testo Unico sulle Leggi Ambientali, ovvero il DLgs 152/06,
essendo in corso di recepimento nell’ordinamento nazionale del Dlgs 250/10 la Direttiva Europea sulla gestione dei Rifiuti 2008/98/CE, che specifica ulteriormente la gerarchia virtuosa del Decreto Ronchi coi nuovi concetti di preparare al riciclo, riduzione del quantitativo d'avviare a recupero energetico e - soprattutto - "responsabilità estesa del produttore": cioé progettazione industriale e eco-design mirato alla "prevenzione", a monte, cioè nella produzione di manufatti e oggetti di consumo esclusivamente riutilizzabili e biodegradabili-compostabili).

Tale proroga, dunque, non è altro che una "forzatura" abbastanza ridondante di un automatismo già presente nella stessa legge vigente. Il riciclo e la riduzione delle plastiche, unico scarto con elevato potere calorifico, avrebbero permesso - invece - di ottemperare agli obbiettivi.

Per altro, si tratta di una pessima, e strumenntale, interpretazione (spesso usata da parte del COREPLA, ma non solo purtroppo) del divieto di collocazione a discarica dei materiali ad elevato PCI stabilito dal DLgs 36/03, più volte prorogato negli anni scorsi. Ad ogni modo, anche i consorzi obbligatori hanno già avuto il loro "proprio" dal neoministro Corrado Clini ...

Ma, guarda caso, è proprio questo il punto archimedeo usato dal Centro di Ricerca Rifiuti Zero di Capannori per promuovere strategie alternative meno costose e più compatibili con l'ambiente, flessibili e convertibili, e soprattutto più velocemente realizzabili (argomento usato con successo in Sicilia), quali i pretrattamenti a freddo con recupero di materia.

A questo punto, spettaanche a noi rovesciare l'interpretazione della norma.

Tutto questo è descritto con precisione nel documento della Versilia sulla ch iusura dell'inceneritore e la riconversione al TMB (trattamento meccanico-biologico), a firma di Enzo Favoino della Scuola agraria agrario di Monza, lo stesso progetto che stiamo impiegando, oltre ai siciliani, agli amici di Parma e di Pietrasanta (LU), anche noi a Manfredonia (scaricabile qui).

(* Si ringraziano Federico Valerio, Felice Airoldi, Enzo Favoino e Marco Caldiroli, che sono i veri autori di questa nota "recuperata" da una conversazione sulla mailing list della rete nazionale rifiuti zero).

No della Regione Puglia alla "biomassa" Ital Green Energy Srl a Monopoli

DETERMINAZIONE DEL DIRIGENTE SERVIZIO RISCHIO INDUSTRIALE 28 dicembre 2011, n. 21, pubblicata sul Bol. (BURP) n. 13 del 26-01-2012

sabato 4 febbraio 2012

Lettera del WWF Bari sul disastro a Bosco Isola (Lesina)



Carissimi,

vi scrivo per segnalarvi la situazione disastrosa in cui versa il "Bosco Isola" di Lesina (FG), in particolare l'area compresa tra il canale Acquarotta e il relitto della motonave Eden V. In occasione dell'escursione di domenica scorsa organizzata da me e da Rudy Miggiano, abbiamo riscontrato la presenza di numerosi rifiuti sia all'interno del bosco che sul litorale.

Inoltre, sul litorale abbiamo rinvenuto anche diversi resti di tartarughe e la carcassa di un esemplare morto da non molto tempo. Pertanto è stata allertata la capitaneria di porto di Vieste che ha mandato un veterinario sul posto per i rilievi del caso.

Altro punto dolente è lo stato di abbandono in cui versa il relitto della Eden V, che rappresenta a nostro avviso un pericolo sia per l'ambiente che per la salute umana.

Tutto questo ci ha spinti a farci promotori di un'azione di denuncia attraverso una lettera da inviare alle autorità e alle istituzioni competenti. A tal fine abbiamo creato un gruppo su facebook (https://www.facebook.com/groups/333019833387658/doc/333021136720861/) per collaborare alla stesura di un documento condiviso. (In allegato ne trasmetto una bozza)

Prima di procedere ci occorre sapere quali sono la posizione e le conoscenze in possesso del WWF Foggia in primis, per via della competenza territoriale, del WWF Puglia e del WWF Italia. Prima di mobilitarci riteniamo opportuno sapere se siano già state intraprese delle azioni e acquisire maggiori conoscenze anche scientifiche che supportino la nostra iniziativa, soprattutto riguardo al rinvenimento della carcassa di Caretta Caretta. In merito a quest'ultimo aspetto, ci chiediamo se la numerosità dei ritrovamenti possa essere legata, oltre che al peculiare sistema di correnti di quella zona, ad un importante inquinamento del mare.

Con la presente ovviamente chiediamo la Vostra collaborazione, anzi qualora il WWF Foggia avesse già in programma qualche azione saremmo ben lieti di supportarne la realizzazione, perchè "Più siamo, più natura salviamo".


In attesa di un vostro riscontro,

Cari Saluti


Sabino Russi
Socio Attivista WWF Bari




(foto tratte dal gruppo su facebook Il WWF Bari e tutti voi in soccorso a Bosco Isola (Lesina))

Discariche Ferrante a Orta Nova. Manca ancora il piano di caratterizzazione



http://www.box.com/s/ty5eeik2gexd2kuxkreb
Ecco le delibere prese dall'albo pretorio di Orta Nova, recanti data 23 gennaio 2012.
La prima delibera (n.3) annulla il piano di caratterizzazione precedentemente approvato dal Comune, perché varato senza il passaggio della conferenza dei servizi, che deve ancora esserci.
La seconda delibera (n. 4) ufficializza questa volta solo gli "elaborati" allegati alla proposta precedente, sui cui la Regione e tutti i soggetti pubblici interessati e potenzialmente ammissibili a partecipare alla conferenza, saranno chiamati a confrontarsi.

Black hole! anche della memoria?

L'ultima delibera di giunta affissa all'albo pretorio il 9 febbraio:


Il provvedimento iniziale di autorizzazione della discarica.

mercoledì 1 febbraio 2012

La turbogas di Candela aumenta la quantità di calore ceduta alle serre

Qui il dettaglio della domanda. Si possono presentare osservazioni.

Lettera del Comune di Foggia al resto della provincia sugli OGM


>Ogg: PUGLIA LIBERA DA OGM
>
>Buongiorno a voi tutti,
>su indicazione del sindaco, Vi inoltro il materiale relativo alla condivisibile iniziativa dell'associazione S.U.M. sul tema dello sviluppo e l'utilizzo di organismi geneticamente modificati.
>Il Comune di Foggia ha aderito all'iniziativa 'Puglia libera da OGM' e auspchiamo che altrettanto vogliate fare Voi, anche a tutela delle tipicità produttive così importanti per la nostra economia e il nostro ambiente.
>Cordiali saluti
>
>
>Gianni di Bari
>
>
>portavoce del sindaco
>
>
>Città di Foggia
Gli allegati sono scaricabili qui.

A che punto siamo con la raccolta differenziata a Stornarella?

Pubblichiamo un estratto dell'intervento della nostra Marialucia Tummolo, da poco consigliera comunale di Stornarella, in un consiglio comunale in cui sono stati da lei toccati in realtà diversi punti: dall'inceneritore di Borgo Tressanti all'inquinamento della falda acquifera dell'Ofanto ad opera dell'inceneritore di Meldi, passano per il problema della bonifica "integrale" della discarica di rifiuti solidi urbani di Stornarella.
A questo link è possibile visionare il video del consiglio comunale (presto pubblicheremo una versione curata del video su youtube).

Nella relazione tecnica per la gestione del centro Comunale di raccolta e nell’attività di sensibilizzazione ed informazione del Comune di Stornarella è descritta una raccolta differenziata con il sistema porta a porta veramente notevole che rivela una considerevole sensibilità verso la tutela dell’ambiente. In esse sono fortemente e giustamente considerati i benefici economici e ambientali che scaturiscono da una raccolta porta a porta, ma è in contrasto con la proposta progettuale del Bacino FG4, da Lei approvata il 12.07.2011, nr. 18.

Altro che una proposta di raccolta differenziata calibrata alla nostra realtà
, come ha affermato Lei Sig. Sindaco in una sua nota del 10.10.2011, protocollata al n. 6440 dell’Ente. Inoltre il “ Regolamento tipo di gestione del nostro centro Comunale di raccolta “ a pag 8 e 9, si parla, senza possibilità di dubbio, del Comune di Policoro: un mortificante e misero copia e incolla. Questo è l’interesse per il nostro paese.

D’altronde, la proposta progettuale del nostro Bacino, ha predisposto il porta a porta solo per un quartiere del Comune di Cerignola. Un progetto, quello del Bacino FG/4, sotteso da continui riferimenti alla termodistruzione dei rifiuti, che ne diventa l’elemento portante, la finalità ultima.

L’emergenza rifiuti nell’ambito territoriale di Bacino FG/4, è ormai acclarata, infatti i lotti sono praticamente saturi, anche perché trenta Comuni della Capitanata su sessanta, più altri Comuni fuori Provincia, quotidianamente conferiscono i loro rifiuti nel nostro bacino, di cui il 90% sono indifferenziati, peraltro senza contribuire ai costi dello smaltimento.

La Regione Puglia, inoltre, ha imposto il conferimento del CDR del Bacino all’impianto di incenerimento del gruppo ETA, che fa capo alla Marcegaglia, realizzato a Borgo Tressanti. Occorre considerare che l’inceneritore è un impianto che non chiude il ciclo dei rifiuti, ma ne apre un altro ancora più pericoloso, poiché produce ceneri e polveri altamente tossici, per il cui smaltimento occorre a sua volta, una discarica per rifiuti speciali. Praticamente si entra in uno stolto circolo vizioso inutile e dannoso con un impatto tale sulla nostra salute e sulla nostra agricoltura da ipotecarne il futuro. Infatti gli impianti di incenerimento, rientrano fra le industrie insalubri di classe I, in base all’art. 216 Testo Unico delle Leggi Sanitarie ( G.U. nr. 220 del 20.09.1994 ) […]. Ricordiamo che la Legge prevede controlli solo per alcuni di essi, per poche volte all’anno, in regime di autocontrollo del gestore, per le diossine ad es. i controlli sono previsti 3 volte all’anno, con una durata di 8 ore su 24, su 8.000 ore di funzionamento ... Gli inquinanti emessi dagli inceneritori esplicano i loro effetti nocivi sulla salute o perché vengono inalati, o per contatto cutaneo, o perché, ricadendo, inquinano il territorio e quindi i prodotti dell’agricoltura e della zootecnia, contaminando la catena alimentare. Non a caso, il Decreto Legislativo 228 del 18/05/2001 ("Orientamento e modernizzazione del settore agricolo, a norma dell'articolo 7 della legge 5 marzo 2001, n. 57"; http://www.camera.it/parlam/leggi/deleghe/01228dl.htm) stabilisce che non sono idonee ad ospitare inceneritori le zone agricole caratterizzate per qualità e tipicità dei prodotti, e il nostro territorio rientra a pieno titolo tra questi. [...]

La proposta progettuale del Bacino FG/4 disattende persino le direttive Regionali in materia di raccolta differenziata. Difatti la Regione Puglia ha individuato come punto di criticità, che ha decretato l’insuccesso della raccolta differenziata su tutto il territorio Regionale, proprio il mancato servizio del porta a porta. Nell’allegato A del Regolamento per l’applicazione della tariffa di igiene ambientale all’art. 17 comma 2, recita “ gli introiti derivanti dalla vendita di energia elettrica prodotta dalla termodistruzione dei rifiuti, saranno computati a riduzione della parte variabile dei costi del servizio. Alla luce dei danni che un inceneritore produce, è immorale che si strumentalizzi la riduzione delle tariffe come incentivo per fare una raccolta differenziata che servirà da combustibile all’inceneritore. E’ una vera e propria beffa questo invito ad essere virtuosi per produrre combustibile per un impianto che condizionerà pesantemente la nostra salute e la nostra economia. Ci stanno mettendo nelle condizioni di avvelenarci da soli “ e lo chiamano virtuosismo “. La raccolta differenziata non si pratica per un puro virtuosismo, né per farne combustibile. La raccolta differenziata, intanto ha un senso, in quanto dovrebbe essere seguita da una fase di recupero e di riciclaggio. Questo è un mezzo subdolo di utilizzare ciò che la popolazione ritiene cosa buona, e cioè la raccolta differenziata, per fini non solo completamenti estranei ad essa, ma addirittura in pieno contrasto con lo scopo per cui è nata “ questa è una manipolazione psicologica “.

Occorre mettere in ordine la scala dei valori e riportare ai primi posti, la salute e l’economia, di fronte alle quali non si può che smontare l’eterna giustificazione di un porta a porta troppo costoso per realizzarlo.
1-la presenza di un’area di stoccaggio nel nostro territorio;
2-un servizio già disponibile di raccolta differenziata per le attività, che può essere integrata con una raccolta porta a porta;
3- minori costi per il conferimento ridotto di indifferenziata in discarica.
4-eco tassa dall’1.1.2013 che i Comuni che non raggiungeranno il 65% di raccolta differenziata, dovranno versare a favore di quei comuni più virtuosi, sono i presupposti per un servizio di raccolta differenziata porta a porta fattibile.
Si vuole ricordare che la salute rappresenta il terreno comune sul quale si riducono le distanze tra amministratori e cittadinanza, tra maggioranza e minoranza e si chiede perciò ai Consiglieri un voto favorevole per sancire concretamente questa unità di intenti, quale espressione di profonda civiltà e amore per il paese.

(Il testo della relazione è scaricabile per intero qui)