domenica 29 gennaio 2012

La Valle resiste, il Tavoliere non è da meno.

In merito agli arresti compiuti la settimana scorsa in Val di Susa e in tutta Italia, esprimiamo la più profonda disapprovazione verso questa ennesima prova di forza compiuta dallo stato e dal procuratore Caselli, ai danni di una popolazione che cerca solo di difendere il proprio territorio.

La questora di Foggia e l'ex prefetto di Capitanata hanno firmato in accordo con la signorina Emme di Confindustria un piano di sicurezza dell'inceneritore Marcegaglia fra i borghi di Tressanti e Mezzanone, come s'apprende dai verbali della commissione bicamerale d'inchiesta sul ciclo rifiuti (ecomafie), senza renderne mai pubblicamente conto. Intanto, nel Tavoliere centrali e inceneritori si moltiplicano come funghi tossici (due nuovi a Foggia, ai borghi Eridania e La Rocca già in costruzione), che porteranno ad un sicuro raddoppio dell'inquinamento dell'aria in provincia. In questa brutta storia, manca ancora un piano di sicurezza della salute dei cittadini. Chi lo scriverà?

COSTITUZIONE - ARTICOLI UTILI
Art. 17: I cittadini hanno diritto di riunirsi pacificamente e senz'armi.
Per le riunioni, anche in luogo aperto al pubblico, non è richiesto preavviso.
Delle riunioni in luogo pubblico deve essere dato preavviso alle autorità, che possono vietarle soltanto per comprovati motivi di sicurezza o di incolumità pubblica.
Art. 21: Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione.
La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure.
Si può procedere a sequestro soltanto per atto motivato dell'autorità giudiziaria nel caso di delitti, per i quali la legge sulla stampa espressamente lo autorizzi, o nel caso di violazione delle norme che la legge stessa prescriva per l'indicazione dei responsabili.
In tali casi, quando vi sia assoluta urgenza e non sia possibile il tempestivo intervento dell'autorità giudiziaria, il sequestro della stampa periodica può essere eseguito da ufficiali di polizia giudiziaria, che devono immediatamente, e non mai oltre ventiquattro ore, fare denunzia all'autorità giudiziaria. Se questa non lo convalida nelle ventiquattro ore successive, il sequestro s'intende revocato e privo di ogni effetto.
La legge può stabilire, con norme di carattere generale, che siano resi noti i mezzi di finanziamento della stampa periodica.
Sono vietate le pubblicazioni a stampa, gli spettacoli e tutte le altre manifestazioni contrarie al buon costume. La legge stabilisce provvedimenti adeguati a prevenire e a reprimere le violazioni.
Art. 41: L'iniziativa economica privata è libera.
Non può svolgersi in contrasto con l'utilità sociale o in modo da recare danno alla sicurezza, alla libertà, alla dignità umana.
La legge determina i programmi e i controlli opportuni perché l'attività economica pubblica e privata possa essere indirizzata e coordinata a fini sociali.

giovedì 26 gennaio 2012

Comunicato Stampa di Medicina Democratica sull'inceneritore di Manfredonia

25-10-2002 SINDACO, COERENZA !

La vicenda dell’inceneritore di borgo Mezzanone sta facendo emergere ancora una volta l’assenza di una vera politica ambientale e sanitaria locale, effettivamente attenta allo sviluppo sostenibile del territorio. Già l'insediamento di una grande vetreria a due passi dall’abitato ha rappresentato e rappresenta una “ferita” gravissima al territorio e ai suoi cittadini. Ne è riprova il fatto che l'Amnistrazione comunale sollecitò persino l'esonero del progetto dalla "valutazione d’impatto ambientale" (VIA), lo strumento tecnico‑giuridico in grado di accertare la sostenibilità di un impianto insediato, al di fuori d’ogni logica, su di un'area disseminata da discariche non bonificate contenenti ingenti quantità di rifiuti industriali tossici e pericolosi. Purtroppo persistono ancora veri e propri comitati di affari che fanno scempio della democrazia e degli interessi legittimi della popolazione ad avere uno sviluppo sostenibile capace di coniugare occupazione e tutela della salute e dell’ambiente. Questi signori si sono resi protagonisti ancora una volta, come per Porto Marghera, per Brindisi, per l’Enichem di Manfredonia, di una voluta contrapposizione tra lavoro e ambiente, quando invero è possibile costruire migliaia di posti di lavoro, rispettando la vocazione agricola, turistica, e dell’indotto, in grado di assicurare livelli occupazionali stabili e non, come per l’Enichem, di breve durata e con conseguenze nefaste.
Le procedure fin qui seguite per autorizzare l'inceneritore di Borgo Mezzanone mostrano che i problemi ambientali e sanitari sono stati del tutto trascurati. In realtà, si è aperto un contenzioso tra il Comune di Manfredonia e quelli di Foggia in ordine alla ubicazione di una grande piattaforma per il trattamento dei rifiuti solidi urbani: dai rifiuti selezionati per tipologie ed avviati alle diverse forme di riutilizzo residua il"c.d.r.”:, ossia i1 "combustibile da rifiuto" utilizzabile per l'alimentazione degli inceneritori, anche di quello di Borgo Mezzanone.
Altro che generatore d’energia alimentato a biomasse!
Perché la verità è stata taciuta? Perché certi progetti industriali non si portano tempestivamente a conoscenza delle popolazioni che vengono sempre a trovarsi innanzi al fatto compiuto?
Ancora una volta interessi materiali e di pochi, sono anteposti ai valori costituzionalmente garantiti della salute e dell'ambiente. Ma altre domande attendono risposta. E' corretto finanziare con le risorse del "contratto d'area", regalando alle industrie diversi milioni d’euro, impianti dalla bassissima ricaduta occupazionale e, per di più, sottraendo grandi capitali ad iniziative che avrebbero consentito l'insediamento di numerose realtà produttive dal basso impatto ambientale?
Non è il "contratto d'area" lo strumento che si propone di favorire lo sviluppo socio‑economico del territorio in armonia con le sue vocazioni più sentite? Perché mai Manfredonia deve continuare ad essere considerata una Città‑pattumiera con il beneplacito del suo sindaco? A proposito dei quale va denunziato l'atteggiamento poco coerente: non votò qualche mese addietro in Consiglio provinciale una mozione con la quale si decideva una moratoria per la costruzione delle centrali elettriche progettate sul territorio provinciale, tra le quali rientrava anche 1' inceneritore di Borgo Mezzanone ?
Non può il primo cittadino" rammaricarsi ora per il rifiuto delle associazioni ambientaliste e culturali di continuare a far parte di "Agenda 21", l'organismo di partecipazione popolare chiamato a garantire lo sviluppo sostenibile del territorio: le scelte che toccano gli interessi dell'intera popolazione devono essere il più trasparente possibile, così da consentire il pubblico confronto. Una diversa impostazione finisce per risolversi in uno spregiudicato e demagogico tentativo di strumentalizzazione destinato a vanificare un’esperienza ricca di prospettive, proprio perché capace di stimolare concretamente i meccanismi della partecipazione democratica. Le associazioni che sottoscrivono questo documento insieme al Coordinamento per la valorizzazione e la salvaguardia del territorio di Manfredonia, nel denunziare l’estrema gravità dell'accaduto, chiamano tutte le forze politiche cittadine a adoperarsi affinché l'Amministrazione comunale revochi il provvedimento autorizzato dell'impianto di borgo Mezzanone ai cui abitanti, che legittimamente rivendicano il diritto di scegliere liberamente il tipo di sviluppo che intendono dare al proprio territorio, va espressa piena solidarietà in favore della giusta lotta nella quale sono impegnati, che ricorda quella condotta dalla intera popolazione di Manfredonia contro il petrolchimico di Macchia.

mercoledì 25 gennaio 2012

LETTERA APERTA AL SINDACO DI FOGGIA SULL' INCENERITORE A ERIDANIA

Comunicato Stampa - "Sindaco Mongelli, stiamo privatizzando l'aria"
Richiesta Dichiarazione Ufficiale Comune di Foggia

Sindaco Gianni Mongelli, come Lei sa in seguito a puntuale comunicazione da parte del nostro comitato, nel novembre del 2011 l'assessorato allo sviluppo economico della Regione Puglia ha autorizzato nel territorio comunale del capoluogo dauno, presso l'ex zuccherificio di Borgo Eridania (Rignano Scalo), l'ennesima "centrale a biomasse". Da questa realizzazione, il suo Comune ricaverà ogni anno 75.000 euro di compensazioni. Proprio perché pensiamo che la salute non sia una merce, il nostro coordinamento ha già notificato ricorso al TAR, per i molteplici e – a nostro avviso – insormontabili difetti che il progetto porta con sé, oltre al principio in sé che la combustione produce ceneri e gas (nanoparticelle, di cui Lei da ingegnere ambientale conosce la potenziale pericolosità) che nemmeno i moderni filtri possono fermare.

Lei sa anche che non è l'unico impianto in costruzione o già costruito intorno a Foggia (mentre La Fenice di Melfi continua imperterrita la sua attività, si trova in accensione l'impianto fra i borghi Tressanti e Mezzanone, oltre alla turbogas a San Severo e alla puzza proveniente dagli impianti di Lucera). Infatti, proprio due km a sud di Rignano Scalo, sempre a ridosso del torrente Salsola, è già stata costruita un'altra centrale (Ecoenergia Srl.) che produrrà energia elettrica prevalentemente da olio di palma in arrivo dai mercati del sudest asiatico. In entrambi i casi, i permessi (autorizzazioni uniche regionali) sono stati adottati con procedure semplificate grazie alla "pubblica utilità" riconosciuta agli impianti di produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili, ma l'amministrazione comunale e il servizio ambiente hanno espresso consenso.

Le centrali a biomassa (quella all'ex zuccherificio sarà alimentata prevalentemente da sansa vergine, come dichiarato dalla proponente) si distinguono dagli inceneritori di rifiuti urbani, ai quali sono del tutto simili nell'aspetto nonché nella specifiche tecniche (caldaia e ciminiera), soltanto per la diversità dei combustibili adoperati. Tuttavia, nulla esclude - anzi, è una prassi comune, esattamente come già successo nel caso dell'impianto del Gruppo Marcegaglia in agro di Manfredonia -, che una sola autorizzazione della Provincia o della Regione sia sufficiente a variare in un secondo tempo il tipo di materia prima utilizzata, anche in considerazione della scarsità di scarti vegetali e – viceversa, purtroppo – dell'abbondanza della spazzatura che produciamo nelle nostre abitazioni. Per di più (senza nulla togliere ai propositi dell'azienda proponente, che però dichiara la "filiera corta" senza fornire un fondamentale piano di approvvigionamento) non va dimenticato l'uso improprio che è stato fatto in passato di alcuni di questi impianti, come per esempio a Pavia quello del Dottor Scotti, arrestato perché vi bruciava rifiuti speciali e copertoni anziché semplici scarti di lavorazione del riso, mettendo in pericolo la salute della popolazione e dell'ambiente. A ciò si aggiunge, che non è affatto chiaro se l'area dell'ex zuccherificio (soprattutto le vasche di decantazione) sia stata bonificata in profondità o meno, con tutte le conseguenze che potranno conseguire da questa condotta. Infine, la cittadinanza non è mai stata tenuta al corrente.

In attesa di una dichiarazione ufficiale del Comune, forti dei dati degli studi medici e ambientali prodotti dalle agenzie regionali e dalla commissione europea - che permettono di stimare un raddoppio dell'inquinamento per la componente atmosferica in tutta la "Pentapoli foggiana" (oltre al capoluogo, Lucera, Manfredonia, Cerignola e San Severo) e nel centro abitato di Foggia, grazie alla contemporanea attivazione di un numero indefinito di impianti in un'area inviduata dal piano regionale della qualità dell'aria come fascia C, cioè la peggiore con obbligo di risanamento -, invitiamo l'amministrazione comunale ad aderire e promuovere nelle dovute sedi l'azione legale e di informazione portata avanti da questo coordinamento nell'interesse della collettività di Foggia e provincia.


Comitato spontaneo contro gli inceneritori – Coordinamento contro gli inceneritori e le centrali - Provincia di Foggia

martedì 24 gennaio 2012

"Tratturo bene comune ambientale": Lettera all'Ufficio Tratturi sull'inceneritore a Eridania



TRASMESSO VIA PEC

Alla Spettabile Attenzione:
- Ministero per i Beni e le Attività Culturali - Direzione Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici della Puglia
- Soprintendenza per i Beni Archeologici della Puglia - Taranto (e p.c. sede di Foggia)
- Ufficio Parco Tratturi - Regione Puglia (Michele Pesante)

- Agli organi di informazione

LORO SEDI



OGGETTO: Chiarimenti sull'autorizzazione paesaggistica della centrale termoelettrica Enterra Spa e relative opere di connessione con attraversamento
dei tratturi nn. 1 e 49



Con la presente, lo scrivente Comitato Spontaneo contro gli inceneritori - Provincia di Foggia, richiede chiarimenti in merito all'inceneritore di "biomassa" della ENTERRA Spa in costruzione nel comune di Foggia, nei pressi dell'ex zuccherificio di Borgo Eridania (Rignano Scalo Garganico),

PREMESSO che
- DLgs 42/2004 ("CODICE DEI BENI CULTURALI E DEL PAESAGGIO, AI SENSI DELL'ARTICOLO 10 DELLA LEGGE 6 LUGLIO 2002, N. 137")  all'art. 146 sull'"autorizzazione paessagistica" stabilisce, peraltro, al comma 4 che questa "costituisce atto autonomo e presupposto rispetto al permesso di costruire o agli altri titoli legittimanti l'intervento urbanistico-edilizio";

- l'interesse pubblico allo sviluppo delle fonti rinnovabili (qualifica più che opinabile nel caso dell'impianto d'incenerimento in oggetto) e l'interesse dell'iniziativa
economica privata della società proponente non può in alcun modo sovrastare in modo perentorio l'interesse della tutela del paesaggio e dei manufatti ritenuti patrimonio culturale dalla collettività, come rilevato da pronunciamenti in giurisprudenza, come le importanti considerazioni del Giudice Amministrativo nel caso dell'eolico a Sepino (CB), - secondo cui “alla concezione totalizzante dell’interesse paesaggistico, oggetto di recente e condivisibile revisione critica, non può sostituirsi una nuova concezione totalizzante dell’interesse ambientale che ne postuli la tutela ad ogni costo anche mediante lo sviluppo di fonti di energia alternativa idonee ad operare una riduzione delle emissioni di gas ad effetto serra,
ma di grave ed irreversibile impatto paesaggistico ” (TAR Molise, sentenza n. 115/2009) - e come quello della sez. II del TAR Toscana, per cui “la valutazione di impatto
ambientale comporta una valutazione anticipata finalizzata, nel quadro del principio comunitario di precauzione, alla tutela preventiva dell’interesse pubblico ambientale” (sentenza n. 986/2010);

- l'inceneritore di Modugno (presso la zona industriale di Bari) è stato prima posto sotto sequestro dalla Procura della Repubblica (attualmente è in corso un processo presso il Tribunale di Bari), in seguito all'esito favorevole di una Determinazione Dirigenziale affetta da vizi formali e sostanziali, avendo ricevuto in un secondo momento con DETERMINAZIONE DEL DIRIGENTE SERVIZIO ECOLOGIA 21 novembre 2011, n. 272 parere negativo alla procedura di valutazione d'impatto ambientale [perché privo di autorizzazione paesaggistica*], pur avendo cercato l'assessorato regionale all'ambiente di correre ai ripari pochi mesi fa  con la  designazione di un rappresentante della Soprintendenza regionale del Ministero per i Beni e le Attività Culturali all'interno del comitato VIA;

VISTO che
- che l'impianto ha già ricevuto dalla Regione Puglia Autorizzazione Unica ai sensi dei commi 3 e 4-bis di cui all’articolo 12 del DLgs 387/2003 relativa alla costruzione ed all’esercizio della centrale, delle opere di connessione nonché delle infrastrutture, con 
DETERMINAZIONE DEL DIRIGENTE SERVIZIO ENERGIA RETI E INFRASTRUTTURE MATERIALI PER LO SVILUPPO 15 novembre 2011, n. 298 (pubblicata sul BUR Puglia n. 184 del 24.11.2011);

- la Regione Puglia - Servizio Demanio e Patrimonio - Ufficio Parco Tratturi, con nota prot. n.22481 del 30/11/2010, ha già espresso parere favorevole all’attraversamento dei Regio Tratturo “Aquila - Foggia” e del tratturello “Motta Villanova”, subordinato tuttavia all’analogo parere della Sovrintendenza per i Beni Archeologici di Taranto, facendo presente alla società ENTERRA Spa che si procederà al rilascio della determina di concessione demaniale successivamente all’ottenimento dell’ Autorizzazione Unica ai sensi del DLgs 387/2003 comprensiva dell’Autorizzazione Paesaggistica, del rispetto dei vincoli imposti dal PUTT regionale relativa ai Regi Tratturi;

CONSIDERATO che
- su questa questione è in corso alla Camera un'interrogazione scritta al MATTM e al MBAC del 22.12.2001 a cura di Elisabetta Zamparutti (http://banchedati.camera.it/sindacatoispettivo_16/showXhtml.Asp?idAtto=47218&stile=6&highLight=1&paroleContenute=%27INTERROGAZIONE+A+RISPOSTA+SCRITTA%27);

- lo scrivente comitato spontaneo ha notificato ricorso al TAR Puglia per l'annullamento dell'autorizzazione unica dell'impianto, e di conseguenza di tutte le autorizzazioni da essa discendenti, sulla base di motivi molteplici e - a seconda dei ricorrenti - non superabili;

RILEVATO
che
- la Legge Regionale n.29 del 23 dicembre 2003 della Regione Puglia afferma che: "I tratturi, in quanto monumento della storia economica e sociale del territorio pugliese interessato dalle migrazioni stagionali degli armenti e in quanto testimonianza archeologica di insediamenti di varia epoca, vengono conservati al demanio armentizio regionale ... e costituiscono il "Parco dei tratturi della Puglia.";

- i tratturi costituiscono un elemento fondamentale del paesaggio italiano, rivestendo pertanto un ruolo "identitario" forte soprattutto nel Mezzogiorno e in Terra di Capitanata, e che in base all'art. 9 della Costituzione recitante che la Repubblica "Tutela il paesaggio e il patrimonio storico e artistico della Nazione", il "bene" tratturo, candidato a patrimonio dell'Umanità dell'UNESCO dalle Regioni Abruzzo, Molise, Campania e Puglia e cantato da D'annunzio e Pasolini, merita tutt'altro trattameno rispetto a quello attualmente garantito dalle Istituzioni di controllo, e che, secondo noi, dovrebbe essere invece ricompreso dalla Regione nelle aree soggette ai vincoli ambientali e paesaggistici ex L. 431/85 ("Legge Galasso") al pari di altri paesaggi come le lame e le gravine, diffuse in altre zone della Puglia - opportunità che chiediamo alla SS.LL. di prendere in considerazione, in funzione della valorizzazione effettiva di questo bene;

CHIEDE di sapere sulla base di quali valutazioni le SS.LL. ed, in particolare, l'Ufficio Parco Tratturi hanno rilasciato parere favorevole all'intervento e (ciò precisato: non essendo l'autorizzazione da parte della Soprintendenza un semplice atto meccanico conseguente all'autorizzazione unica da parte degli uffici dello sviluppo economico, bensì resta un atto a se stante) di conoscere l'eventuale atto di autorizzazione paesaggistica, qualora emesso o in fase di emissione.

In attesa di un rapido riscontro, si porgono i più vivi rigraziamenti per l'attenzione!

Cordialità
24.01.2012
Comitato Spontaneo contro gli inceneritori – Provincia di Foggia
Leggi anche: http://noinceneritoretressanti.blogspot.com/2011/12/einterrogazione-parlamentare-di.html

La Soprintendenza entra a far parte del comitato VIA della Regione Puglia

Bol. n. 179 del 17-11-2011
DECRETO DELL’ASSESSORE ALLA QUALITA’ DELL’AMBIENTE 9 novembre 2011, n. 4


L.R. n. 11/2001 e ss.mm.ii. - Nomina componente del Comitato Regionale per la Valutazione Impatto Ambientale (V.I.A.) - Designazione rappresentate del il Ministero per i Beni e le Attività Culturali - Direzione Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici della Puglia.


L’ASSESSORE

VISTI:
- la L.R. n. 11/2001 e ss.mm.ii. “Norme sulla valutazione dell’impatto ambientale”;
- l’art. 28, L.R. n. 11/2001 e ss.mm.ii. che prevede le modalità di composizione del Comitato Regionale per la Valutazione Impatto Ambientale (di seguito Comitato V.I.A.);

PREMESSO:
- che con Decreto dell’Assessore all’Ecologia n. 1 del 04.06.2009 si è provveduto alla costituzione del Comitato Reg.le di V.I.A. per il triennio 2009-2012;
- che con SUCCESSIVI DECRETI n. 02 del 25.09.2009, n. 01 dell’01.04.2010, n. 02 del 13.07.2010, n. 03 del 20.10.2010, n. 01 del 07.06.2011, n. 02 del 27.06.2011 e n. 3 del 06.07.2011 si è provveduto ad integrare e modificare il precitato Decreto n. 1/2009 a seguito della nomina di nuovi componenti;

RILEVATO:
- che con nota protocollo del Servizio Ecologia n. 7602 del 22.07.2011, a seguito della decadenza del precedente rappresentante, s’invitava il Ministero per i Beni e le Attività Culturali - Direzione Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici della Puglia - a voler provvedere alla nomina di altro rappresentante in seno al predetto Comitato fino alla scadenza del triennio 2009-2012, così previsto dall’art. 28, comma 2, lettera c), della L.R. n. 11/2001 e ss. mm. ed ii.;

VISTO CHE:
- con nota prot. n. 9793 del 28.10.2011 la predetta Direzione Regionale provvedeva ad individuare, quale proprio rappresentante in seno al Comitato Reg.le di V.I.A., l’arch. Matichecchia Giovanni Battista;

RITENUTO, pertanto, di dover modificare il decreto dell’Assessore all’Ambiente n. 3 del 06.07.2011 con il nuovo componenti in seno al Comitato di V.I.A., l’arch. Matichecchia Giovanni Battista;


DECRETA

Art. 1
Di nominare, a modifica del decreto dell’Assessore alla Qualità dell’Ambiente n. 3 del 06.07.2011, quale componente in seno al Comitato V.I.A., in qualità di rappresentante del Ministero per i Beni e le Attività Culturali - Direzione Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici della Puglia - l’arch. Matichecchia Giovanni Battista.

Art. 2
Il Comitato Reg.le di V.I.A., a seguito di detta nomina, risulta così costituito:

1 Presidente - Dirigente del Servizio Ecologia
2 Componente - Dirigente Ufficio V.I.A. e Politiche Energetiche
3 Componente - Dott. Edoardo ALTOMARE (Esperto in Igiene ed epidemiologia ambientale)
4 Componente - Dott. Guido CARDELLA (Rappresentante della Provincia di Taranto)
5 Componente - Arch. Pasquale Antonio CASIERI (Rappresentante della Provincia BAT)
6 Componente - Dott. Antonio Alberto CLEMENTE (Rappresentante della Provincia di Foggia)
7 Componente - Ing. Claudio CONVERSANO (Rappresentante della Provincia di Lecce)
8 Componente - Arch. Stefano DELLI NOCI (Esperto in Impianti Tecnologici)
9 Componente - Prof. Francesco GABRIELE (Esperto in aspetti giuridico legali)
10 Componente - Arch. Giuseppe FRAGASSO (Esperto in Urbanistica)
11 Componente - Prof. Ing. Vito IACOBELLIS (Esperto in infrastrutture)
12 Componente - Dott.ssa Fabiana LUPARELLI (Rappresentante della Provincia di Bari)
13 Componente - Arch. Giovanni Battista MATTITECCHIA (Rappresentante del Ministero per i Beni e le Attività Culturali)
14 Componente - Ing. Francesca PACE (Rappresentante Assessorato alla Qualità del Territorio)
15 Componente - Dott.ssa Giuliana RANIERI (Esperto in Scienze agronomiche)
16 Componente - Dott. Alessandro REINA (Esperto in Scienze geologiche)
17 Componente - Dott. Salvatore VALLETTA (Esperto in Scienze Ambientale)
18 Componente - Prof. Giovanni ZURLINI (Esperto in Scienze biologiche e naturali)
Segretario - Sig.ra C. Mafrica (Funzionario amministrativo P.O. V.I.A.)

Art. 3
Il presente provvedimento, ai sensi dell’art. 5 del richiamato Decreto n. 1 del 04.06.2009, non è soggetto a controllo ai sensi della Legge n. 127/97;

Art. 4
Il presente decreto, ai sensi dell’art. 6 del richiamato Decreto n.1 del 04.06.2009, sarà pubblicato sul Bollettino Ufficiale della Regione Puglia.

Modugno, lì 09/11/2011

Il funzionario amministrativo P.O. V.I.A.
Sig.ra C. Mafrica

Il Dirigente del L’Assessore alla
Servizio Ecologia Qualità dell’Ambiente
Ing. A. Antonicelli Dott. Lorenzo Nicastro

_________________________
http://www.regione.puglia.it/index.php?page=burp&opz=getfile&file=2.htm&anno=xlii&num=179

Saverio Russo, UniFG: "Il coraggio di coltivare la memoria"

Giovedì 26/01 sitin No Inc (No AgriTRE) alla Provincia di Foggia

NO A TUTTI GLI INCENERITORI - NO ALL'INCENERITORE DELL'AGRITRE SRL A SANT'AGATA DI PUGLIA.
La legge della conservazione della massa è una legge ponderale. Tale teoria è conosciuta anche così:
"in una reazione chimica nulla si crea, nulla si distrugge, tutto ciò che c'era prima si trova anche dopo che la reazione è avvenuta"
L'inceneritore proposto da Agritre srl a Sant'Agata di Puglia se entrerà in funzione, sulla base di uno dei principi fondamentali della chimica trasformerà 200.000 tonnellate di paglia (SOSTANZA NON NOCIVA), che potrebbe arricchire di sostanza organica i terreni della capitanata a rischio desertificazione e sequestrare la CO2 contenuta sotto forma di composti organici per anni all'interno del suolo, in 200.000 tons di sostanze TOSSICHE/NOCIVE. Sarà così messa a rischio ...la nostra salute e il valore del nostro ambiente che subirà, a causa dell'inquinamento dell'aria, del suolo e di conseguenza delle nostre produzioni alimentari, un forte depauperamento con conseguente danno a tutte le attività economiche presenti sul territorio.
Giovedi pomeriggio alle 15.00, insieme al coordinamento contro gli inceneritori e ad alcune delle principali sigle del mondo ambientalista (Legambiente, LIPU e Italia Nostra), saremo presenti con un presidio sotto la sede dell'Assessorato all'Ambiente dove avverrà la valutazione del progetto, ai fini dell'autorizzazione AIA e VIA, per testimoniare alle istituzione e alla stampa che esistiamo e che vogliamo che siano ascoltate sul serio le nostre ragioni.
Tutti quelli che condividono con noi questa battaglia sono invitati caldamente a partecipare. Vi aspettiamo giovedì 26/01 alle 15.00 davanti all'ingresso della Provincia di Foggia in Via Telesforo.
24.01.2012

LA RISPOSTA DELL'ASSESSORE ALL'AMBIENTE STEFANO PECORELLA
La tutela dell’ambiente e della salubrità della vita dei cittadini rappresentano la stella polare che guida l’azione amministrativa dell’assessorato provinciale all’Ambiente, una priorità ineludibile ed assolutamente non barattabile a vantaggio del’interesse di pochi. Ritengo pertanto fondamentale l’apporto della società civile nell’affrontare un’analisi obiettiva delle istanze che ad oggi sono al vaglio della Provincia di Foggia. Il tutto all’insegna della massima trasparenza e della partecipazione diffusa e democratica”.
L’assessore provinciale all’Ambiente, Stefano Pecorella, rassicura così coloro i quali (il locale Comitato Sant'Agata ‘Ambiente e Salute’, in rete con il Circolo ‘Gaia’ di Legambiente - Foggia, la locale sezione L.I.P.U., la sezione di Foggia di Italia Nostra e il Coordinamento contro gli inceneritori di Capitanata) saranno presenti domani, giovedì 26 gennaio, dalle ore 15.30 presso la sede di via Telesforo della Provincia di Foggia per chiedere attenzione nei riguardi delle Osservazioni allo Studio d'impatto ambientale (presentate dagli stessi soggetti) al progetto di realizzazione di un impianto di cogenerazione alimentato a biomasse vegetali solide nel Comune di Sant'Agata di Puglia, in località Viticone.
“Non c’è alcun trucco e nessun inganno - aggiunge l’assessore Pecorella –. Non corrisponde del tutto al vero l’accusa mossa ‘gratuitamente’ all’assessorato all’Ambiente, che ‘non vede, non sente e non parla’. In realtà, i Comitati VIA (Valutazione Impatto Ambientale) ed AIA (Autorizzazioni Integrate Ambientali) non si sono ancora espressi sulla vicenda di Sant’Agata perché si sta provvedendo ad istruire la pratica, procedimento a cui sono direttamente interessate le copiose osservazioni presentante dalle associazioni e che sono state già prese in considerazione. Personalmente ho chiesto ed ottenuto la pubblicazione integrale del progetto sul sito dell’assessorato e la massima trasparenza nelle procedure di VIA, oltre all’indizione di una conferenza pubblica quale strumento di partecipazione delle comunità ai processi decisionali amministrativi. Nulla è stato definitivamente deciso. C’è una sola certezza: il futuro di un territorio va scelto da chi lo vive nel rispetto dell!
a legge, ed è compito delle istituzioni indicare la strada più sicura e perseguibile per coniugare la volontà dei cittadini con le chance di sviluppo. Io - conclude Pecorella - non mi sono mai sottratto al civile confronto e mai lo farò. Le porte delle stanze delle istituzioni devono essere sempre aperte, perché esse sono di proprietà dei cittadini. Ritengo che di tematiche ambientali non si può e non si deve parlare a cuor leggero o per sentito dire, ma esse vanno affrontante con cognizione di causa, maturità e trasparenza. L’apporto che le associazioni vorranno dare a questa causa sarà sempre gradito e ben accolto”.


LE ALTERNATIVE

lunedì 23 gennaio 2012

Raphael Rossi

LETTERA AGLI UOMINI E ALLE DONNE DELLA POLITICA E DELLE ISTITUZIONI

Ecco la lettera del comitato 21 gennaio, promotore della manifestazione di Monopoli:
LETTERA AGLI UOMINI E ALLE DONNE DELLA POLITICA E DELLE ISTITUZIONI

Chi scrive è l’anima turbata e scossa del Comitato Provvisorio 21 gennaio 2012.
Siamo tutti e siamo nessuno. Siamo gli sconfitti, i feriti, gli offesi dalla centrale a carbone di Brindisi, dall’ILVA di Taranto, dall’inceneritore di Foggia.
Siamo i figli di una terra ancora martoriata dalle discariche, che stentano troppo a lasciare il posto a una vera differenziata.
Siamo i combattenti di una terra infestata dai veleni, i difensori di un ambiente aggredito dalle sorpassate trivelle dove le multinazionali del petrolio mercanteggiano al ribasso sugli indennizzi detti eufemisticamente “royalties”.
Ma siamo anche i sognatori attivi di un possibile futuro migliore, quelli che credono nel lavoro che qui in Puglia va avanti da generazioni: quello dei pescatori, degli agricoltori, degli allevatori, degli operatori turistici, dei rappresentanti di cultura e spettacolo, che da anni hanno chiesto per il nostro territorio un modello di sviluppo ecosostenibile, basato sul rispetto dell’ambiente e sull’impiego dei propri talenti.
Un impegno che nel corso degli anni si è fatto strada. Oggi la Puglia ha incrementato, pur tra qualche contraddizione, l’impiego delle fonti rinnovabili e produce, da sola, il 160% del proprio fabbisogno energetico.
Qui un altro modello di sviluppo non solo è possibile. E’ già in costruzione.
Siamo per un modello di sviluppo che sia sostenibile.
Siamo per stili di vita che non sia tornare ad andare in bicicletta, ma risparmiare sui consumi, utilizzare le risorse responsabilmente, rispettare il pianeta Terra come l’unico che abbiamo…
Siamo per un piano energetico che sia democratico, scelto, cioè dal popolo in una nazione in cui gli esiti di un’azione plebiscitaria qual è un referendum siano “diktat”per chi ci rappresenta in Parlamento.

Oggi, 21 gennaio 2012, migliaia di persone scendono in Piazza per chiedere che, in tempi brevi si arrivi all’emendamento e approvazione di una legge nazionale, di cui qui, oggi, avanziamo una proposta scritta, che vieti le trivellazioni petrolifere e che rimetta al centro dell’agenda politica una discussione, seria, reale e concreta su come il nostro Paese decida di comporre il proprio portafoglio energetico.
Chiediamo che si vada dritti verso la stipula di accordi transfrontalieri con i paesi mediterranei per evitare la beffa di piattaforme petrolifere appena oltre le 12 miglia.
Chiediamo che si aprano i giusti procedimenti, a livello europeo, per evitare che la scelta petrolifera ci possa venire imposta dall’alto, senza che i rappresentanti di un territorio possano dire la propria in maniera vincolante.

Oggi, 21 gennaio 2012, è l’ultimo momento per percorrere la strada del cambiamento. E proprio oggi dobbiamo percorrerla tutti.
Ma da oggi, 21 gennaio 2012, non saranno ammessi più errori o tentennamenti. Noi semplici cittadini, impegnati nei mille rivoli della solidarietà e dell’impegno sociale vi chiediamo di essere degni rappresentanti delle istanze più nobili, non complici pedine nello scacchiere delle onnipotenti oligarchie economiche mondiali.
Vogliamo sentire la vostra passione per il nostro lavoro che non c’è, per il nostro pane e le nostre case, la nostra terra e il nostro mare.

Nessuno, neanche lo Stato, può ignorare il parere di una moltitudine di persone, della maggior parte delle regioni adriatiche, espresso non solo attraverso una manifestazione di massa ma anche attraverso richieste chiare, approfondite e specifiche.

L’era del petrolio è in declino, ma non è finita. Non possiamo ignorarlo, anzi, dobbiamo sottolinearlo. La questione energetica è un grande punto interrogativo che campeggia pesantemente sulla testa nostra, ma soprattutto dei nostri figli.
Vogliamo essere protagonisti di questo percorso.
Un percorso che è partito da lontano, che passa oggi di qui, e che speriamo riesca ad arrivare lontano.
Dietro tutte le associazioni qui presenti, dai più esigenti e agguerriti comitati ambientalisti ai più concilianti e solidali gruppi di volontariato, c’è un unico afflato che ci anima, riassunto luminosamente da un importante documento della nostra storia non molto recente:
Le gioie e le speranze, le tristezze e le angosce degli uomini di oggi, dei poveri soprattutto, e di tutti coloro che soffrono, sono pure le gioie e le speranze, le tristezze e le angosce di coloro che si impegnano nel volontariato di ogni tipo con generosità e gratuità e nulla vi è di genuinamente umano che non trovi eco nel loro cuore. (Gaudium et Spes - Documento del Concilio Ecumenico Vaticano II, 1965)

Biomasse: incredibile sentenza in un’incredibile Toscana

http://www.senzasoste.it/interventi/biomasse-incredibile-sentenza-in-un-incredibile-toscana

domenica 22 gennaio 2012

Decreto Liberalizzazioni: spunta l'art. sulle scorie nucleari

Nel Decreto Liberalizzazioni vi è un pericoloso articolo 25 sulla accelerazione e "liberalizzazione" delle attività nucleari di smantellamento, che sembrerebbe fatto apposta per autorizzare i nuovi depositi nucleari nei siti a rischio.

Monte Sant'Angelo. Progetto di costituzione di un Consorzio Agro-Forestale

Venerdì 20 gennaio si è tenuto a Monte Sant'Angelo un incontro con la cittadinanza per presentare il “Progetto di costituzione di un Consorzio Agro-Forestale”. All’incontro hanno partecipato rappresentanti regionali, associazioni di categoria e l'assessore regionale all'agricoltura Dario Stefano, che su facebook scrive: "sono alla riunione di presentazione della proposta di costituzione del Consorzio Agro-Forestale ai sensi dell’art. 5 D.Lgs 227/2001, organizzata presso l’Auditorium delle Clarisse in Piazza Galganis a Monte San’Angelo (FG). una buona opportunità per recuperare all'immenso patrimonio forestale e boschivo pugliese possa tornare ad essere motivo di sviluppo economico e non solo elemento identitario." Speriamo che si prenda in considerazione il compostaggio e non solo la combustione dell'agromassa d'origine forestale, visto che l'Università di Foggia - è ormai risaputo - ha le migliori competenze in Europa in materia.

sabato 21 gennaio 2012

Parere di compatibilità ambientale - Aggiornamento del progetto relativo al permesso di ricerca di idrocarburi “d494 B.R.-EL” al largo delle coste della Regione Puglia (Isole Tremiti), proposto dalla Petroceltic Italia S.r.l.

http://www.regione.puglia.it/index.php?page=burp&opz=getfile&file=5.htm&anno=xliii&num=4&fb_source=message

Don Ciotti di LIBERA al congresso nazionale 2011 di Legambiente a Bari

Il tubo Brindisi-Minerbio passerà da Biccari

Da Nord a Sud, un mega gasdotto, “Rete Adriatica”, progettato dalla Snam, attraverserà 10 regioni dello Stivale, da Massafra in Puglia a Minerbio (Bologna), tre parchi nazionali, uno regionale e 21 aree protette dalla Ue, oltre a gran parte dell'Appenino: per questo ribattezzato come Il gasdotto dei terremoti. Uno dei cinque tronconi dell'opera, già autorizzato, è il tratto pugliese da Massafra (Taranto) a Biccari, nella provincia altamente sismica di Foggia. Ma senza la TAP questa grande opera potrebbe diventare "inutile" (in fondo, quale grande opera italiana non lo è ... ?). La TAP (conosciuto con l'acronimo inglese di TAP, Trans-Adriatic Pipeline) è un progetto volto alla costruzione di un nuovo gasdotto che connetterà Italia e Grecia attraverso l'Albania, permettendo l'afflusso di gas naturale proveniente dalla zona del Caucaso, del Mar Caspio (Azerbaigian) e, potenzialmente, del Medio Oriente. Gli azionisti attuali del progetto sono la norvegese Statoil (20%), l'inglese BP (20%) l'azera SOCAR (20%), la belga Fluxys (16%), la francese Total (10%), la svizzera Axpo Holding (5%) e la tedesca Eon-Rhurgas (9%). Ma la popolazione si oppone. Primo a "saltare", si fa per dire, è stato il progetto del rigassificatore prima a Trinitapoli poi a Brindisi (non a caso, si tratta di un impianto la cui esplosione rischierebbe di radere al suolo la città, perché situtato direttamente nel porto). Infine, la nascita di un comitato spontaneo NO TAP, con l'adesione di alcuni sindaci salentini, che si oppone all'approdo del megagasdotto in Italia, sta dando filo a da torcere a quel leitmotiv geopolitico che sta alla base della realizzazione dell'opera, il cui scopo conclamato è rendere il Belpaese un "hub" energetico. Tutte le informazioni sul sito del Comitato No Tubo Un esempio illuminante su come si blocca un'infrastruttura strategica in Italia

Se TRE (Tozzi), Bonassisa e AFORIS (Confindustria) ci fanno l'educazione ambientale con l'UniFG, oltre alle centrali

16.12.2011


Il C.E.D.E. nasce dall’idea di un intervento di recupero e restyling di un fabbricato presente nell’area industriale di Foggia, dalla collaborazione fra Università degli Studi di Foggia, i Laboratori Bonassisa, AFORIS Impresa Sociale ed un primo gruppo qualificato di partner industriali (Tekna, Tozzi Renewable Energy, M.Energy, A.D.T.M.).

Il C.E.D.E, candidato nel’ambito del Bando Regionale “Carbon Tax” (contenimento di gas serra, in attuazione del protocollo di Kyoto), è uno spazio espositivo, informativo, formativo ed educativo sulle fonti energetiche rinnovabili - F.E.R. (generatori eolici, pannelli fotovoltaici e termici, solar cooling, biomasse) nonché polo d’eccellenza territoriale, in campo energetico per l’innovazione tecnico-scientifica attraverso attività di sperimentazione, valutazione e collaudo.

Alla conferenza stampa, presieduta dal prof. Pasquale Pazienza, Assessore alle Politiche energetiche della Provincia di Foggia, parteciperanno il Rettore dell’Università degli Studi di Foggia, Prof. Giuliano Volpe, il Delegato alle Politiche Ambientali, il prof. Massimo Monteleone, il Direttore di BLab Srl, dott. Leonardo Boschetti ed il Direttore Generale di AFORIS Impresa Sociale prof. Gian Maria Gasperi.

Interverranno, oltre ai già citati partner industriali, i rappresentanti di Confindustria Foggia, Associazione Nazionale Produttori Energie Rinnovabili (APER), Associazione Nazionale Energia del Vento (ANEV) del Distretto Produttivo Pugliese “La Nuova Energia”, del Distretto Produttivo Pugliese dell’Ambiente e del Riutilizzo (DIPAR) e del Distretto Produttivo dell’Edilizia Sostenibile (DES), che sostengono il progetto.

FONTE: Sito UniFG

Chi valuterà la centrale di Sant'Agata? I nomi del comitato VIA provinciale

La lista dei componenti del locale comitato di valutazione d'impatto ambientale è presente in questo documento all'albo pretorio della Provincia di Foggia:
http://www.box.com/s/qdk5qu9braprvejae12j

- Prof. Ettore TRULLI (esperto infrastrutture)
- Andrea TROTTA (esperto in impianti tecnologici)
- Luigi TROSO (esperto in urbanistica)
- Prof. Orazio LA MARCA (esperto in scienze ambientali)
- Maria Iole NATALICCHIO (esperta in scienze biologiche e n.)
- Donato FATIGATO (esperto geologico)
- Clelia ALTIERI (esperta agronoma)
- Fernando PALMA (esperto in igiene e epidemiologia ambientale)*
- Sergio CANGELLI (esperto in aspetti giuridico-legali)
- Maurizio QUINTO (esperto in chimica)


* Fernando Palma è anche il responsabile dell'istituendo registro tumori provinciale.

COLLEGAMENTI:
VIA a centrale fotovoltaico a Troia, Capone: “revoca deleghe alle Province”

domenica 15 gennaio 2012

Osservazioni urgenti sulla discarica consortile di Cerignola

Domani Comunicato Stampa

Oltre il ponte

Sentenza del CdS inceneritore SOLVIC a Canosa (Tufarelle)

CONSIGLIO DI STATO Sez. V, 20 Marzo 2007 (C.c. 11.4.2006), Sentenza n. 1345


PUBBLICA AMMINISTRAZIONE - URBANISTICA E EDILIZIA - Area interessata ad un intervento edilizio - Deliberazione del Consiglio Comunale sulla localizzazione - Atto provvedimentale di contenuto potenzialmente lesivo - Configurazione - Fattispecie. Una deliberazione del Consiglio Comunale, determinata in considerazione di pareri istruttori, dai quali si evince la necessità della localizzazione di un'area interessata all’intervento edilizio costituisce a tutti gli effetti atto provvedimentale, di contenuto potenzialmente lesivo, collegabile all’esercizio dell’espressione di una precisa volontà politica. Fattispecie: diniego espresso dal Consiglio Comunale all'approvazione degli atti relativi alla realizzazione di una centrale termoelettrica alimentata da combustibile derivato da rifiuti e biomasse. Pres. Iannotta - Est. Corradino - Comune di Canosa di Puglia (Avv.ti Amatucci, Giotta e Paccione) c. Solvic s.r.l. (Avv. Paparella) (riunisce ed annulla T.A.R. per la Puglia, Bari, Sezione II, n. 1958/02, pubblicata in data 16 aprile 2002 e n. 3605/03, pubblicata in data 29/09/2003). CONSIGLIO DI STATO Sez. V, 20 Marzo 2007 (C.c. 11.4.2006), Sentenza n. 1345

URBANISTICA E EDILIZIA - RIFIUTI - Realizzazione di una centrale termoelettrica alimentata da combustibile derivato da rifiuti e biomasse - Valutazione delle problematiche ambientali attinenti alla zona - Acquisizione di ulteriori elementi d’ufficio - Legittimità - Fattispecie: autoannullamento e rigetto della concessione edilizia. E' legittima la richiesta dell’Amministrazione, di acquisire d’ufficio, prima di deliberare in ordine alla localizzazione di una centrale termoelettrica, una relazione tecnica sugli effetti della coesistenza di tale opera con gli impianti per rifiuti speciali già realizzati nella medesima zona, al fine di potersi più compiutamente soddisfare l’esigenza per il Comune di esaminare e valutare le problematiche ambientali attinenti alla zona oggetto d'intervento. Fattispecie: procedimento di autoannullamento della concessione edilizia e conseguente rigetto dell'istanza di concessione edilizia. Pres. Iannotta - Est. Corradino - Comune di Canosa di Puglia (Avv.ti Amatucci, Giotta e Paccione) c. Solvic s.r.l. (Avv. Paparella) (riunisce ed annulla T.A.R. per la Puglia, Bari, Sezione II, n. 1958/02, pubblicata in data 16 aprile 2002 e n. 3605/03, del 29 settembre 2003). CONSIGLIO DI STATO Sez. V, 20 Marzo 2007 (C.c. 11.4.2006), Sentenza n. 1345

http://www.ambientediritto.it/sentenze/2007/CDS/Cds%202007%20n.1345.htm


Comunicato stampa del WWF Canosa

Foglio di lavoro: due biomassa sul Salsola

(nella foto il sito dell'impianto Ecoenergia Srl)

Stiamo parlando di due inceneritori di agromasse approvati a poche centinaia di metri di distanza, a nord e sud del torrente Salsola, in agro di Foggia.


Abbiamo scritto una lettera al GSE per sapere di che tipo di incentivi beneficeranno:


ENTERRA (Borgo Eridania)
La scheda specifica dell'impianto è in quest'altra pagina del blog.


__________________________________________________

ECONERGIA Srl. (Posta da Piedi)
(il parere della ASL)
(il parere CONTRARIO dell'ARPA)
Parte della documentazione da scaricare (in realtà, per legge questa dovrebbe essere integralmente disponibile sul sito della Regione Puglia)
QUI
.

Sentite che cosa dice Stefano Montanari, nanodiagnosta, sulla centrale a biomasse della API a Strongoli in Calabria, che insieme alla società foggiana Carburol (ingegnere Pietro Gentile, ex direttore della Fiera di Foggia), è proprietaria del progetto Ecoenergia Srl.

PER APPROFONDIRE:
Presentazione di Patrizia Gentilini (ISDE - Medici per l'Ambiente) sulle centrali a biomasse:
http://www.box.net/shared/o8c8chgx5bxz1u4syl6t
Scarica la relazione di Stefano Montanari sull'inceneritore Marcegaglia, commissionata dal Comune di Cerignola
Qualità dell'aria in provincia di Foggia
Servizio pubblico: i cinque impianti intorno a Foggia
Documento di Aforis
(Sopra - nella foto -Gian Maria Gasperi, Michele Losappio e Eliseo Zanasi durante la presentazione dello studio per la valorizzazione delle biomasse in Capitanata, finanziato da Confindustria: http://www.fg.camcom.it/page_581.htm

venerdì 13 gennaio 2012

Luca Mercalli parla di inceneritori e il neonato piange

Cerignola | Rifiuti zero a metà. Ma passiamo ai fatti!

Questa è una delibera rifiuti zero, ma a metà.
Abbiamo fornito noi il modello di delibera,
dando la nostra disponibilità a costituire l'osservatorio
rifiuti zero, ma alla fine l'amministrazione comunale di Cerignola ha preferito deliberare, durante un consiglio di giunta di fine dicembre 2011, una mozione consiliare dell'opposizione presentata demagogicamente dalle opposizioni consiliari, in seguito ad una nostra duegiorni sulla strategia rifiuti zero con Alessio Ciacci organizzata nel novembre 2010.

Inoltre, resta ancora in sospeso la questione dei due inceneritori, quello a Borgo Tressanti, ma in agro di Manfredonia sul quale conosciamo le ambiguità del sindaco, e quello attualmente fermo nella zona industriale del comune; ed anche della gestione della discarica comunale-consortile, visto che il consorzio ormai ex ATO FG4 ha mandato un contributo alla redazione del piano rifiuti regionale in cui prevale il concetto di "termovalorizzazione".

Il testo protocollato da noi (qui: versione integrale) ne prevede nove:
1.di intraprendere il percorso verso il traguardo dei “Rifiuti Zero” entro il 2020 stabilendo per il 2012 il raggiungimento del 65% di raccolta differenziata e per il 2014 il 75%;
2.di istituire entro il 2012 un sistema tariffario basato sulla effettiva quantità di rifiuti prodotti dalle utenze domestiche e non domestiche;
3.di realizzare entro il 2012 un centro comunale per la riparazione e il riuso dove beni durevoli e imballaggi possano essere reimmessi nei cicli di utilizzo ricorrendo eventualmente anche all’apporto di cooperative sociali e al mondo del volontariato;
4.di applicare, anche con appositi corsi di formazione-informazione rivolti al personale dell’ente ed anche ai dipendenti dell’azienda di gestione del servizio raccolta e smaltimento dei rifiuti, gli adempimenti previsti dal DM 08/05/2003 al fine di ridurre gli sprechi e di favorire lo sviluppo di un mercato per il ricorso a beni e servizi basati su materiali riciclati;
5.per quanto riguarda il conferimento della frazione residua dei rifiuti di dare mandato alla Giunta Municipale affinché intraprenda tutti gli sforzi per minimizzarne i flussi di rifiuti, favorendo, anche in ambito di programmazione sovracomunale la realizzazione di impianti “a freddo” in grado di recuperare ancora materiali contenuti nei residui ed in grado di orientare costanti iniziative di riduzione volte a “sostituire” oggetti e beni non riciclabili o compostabili.
6.di dare mandato alla Giunta Municipale di adoperarsi nei confronti degli Enti Competenti affinché i rifiuti-residui prodotti sul territorio comunale non vengano avviati ad incenerimento (la cui logica contrasta con l’obiettivo rifiuti zero) o avviati “tal quali” a discarica;
7.di istituire l’ “Osservatorio verso Rifiuti Zero” che abbia il compito di monitorare in continuo il percorso verso Rifiuti Zero indicando criticità e soluzioni per rendere il suddetto percorso verificabile, partecipato e costantemente in grado di aggiornarsi anche alla luce dell’evolversi del quadro nazionale ed internazionale;
8.di dare mandato alla Giunta di indicare i componenti dell’Osservatorio verso Rifiuti Zero;
9.di dare atto che i membri del suddetto Osservatorio, che dovranno riunirsi almeno due volte all’anno, non percepiranno alcun compenso. Potrà essere riconosciuto per i membri fuori sede un rimborso spese opportunamente documentato.

Pertanto, riteniamo doveroso chiedere una serie di integrazioni fattuali a questa delibera, insieme ad un cronoprogramma per l'avvio dell'osservatorio rifiuti zero (presente nella deliberazione), che resta il vero "cuore" della delibera
Per esempio, come ha fatto Napoli, l'installazione di attrezzature per la riduzione volumetrica, per la vendita di prodotti alla spina negli esercizi commerciali della grande distribuzione; introduzione del vuoto a rendere per tutti i confezionamenti in vetro; incentivo all'uso di stoviglie biodegradabili e all'uso di pannolini lavabili e delle mense a rifiuti zero; imballaggi in plastica biodegradabile; istituzione di un sistema tariffario basato sulla effettiva quantità di rifiuti prodotti; realizzazione di un centro comunale per la riparazione e il riuso di beni durevoli; compostaggio domestico e di prossimità; istituzione dell'Osservatorio Rifiuti Zero per il monitoraggio del percorso verso rifiuti zero con due membri delle associazioni e dei comitati, oltre alle associazioni di categoria agricole, imprenditori, ecc.. Visto che l'appetito vien mangiando, grazie a queste prime mosse, speriamo diventi possibile avviarsi con convinzione con i dieci passi verso i rifiuti zero.

Delibera-vergogna: Il Comune di Cerignola ricorre al TAR contro il referendum dei sannicandresi




La città di Cerignola si è sempre distinta per la sua solidarietà (sempre abusata da politica e istituzioni, offrendo la sua disponibilità), eccessiva da parte dei politici locali (in cambio di "compensazioni" personali), per ospitare rifiuti provenienti da fuori bacino e da tutta la Puglia.

Con questa delibera, invece, la città di Cerignola si espone al ridicolo, ricorrendo al TAR per imporre a Sannicandro di ritirare la delibera del consiglio comunale garganico, con cui l'amministrazione locale ha detto no alla discarica, anche in base ad un referendum popolare di quattro mila cittadini contrari su una popolazione di poco più di diecimila anime. Inoltre, tale delibera poggia sulla pianificazione regionale che prevede tre discariche in provincia (Deliceto, Foggia e Cerignola) e San Nicandro e nella zona nord della provincia e del Gargano solo microimpiantistica (centro di selezione e preselezioni, compostaggio ed biostabilizzatore per l'indifferenziato), ma nessuna discarica come si vuole far credere. Forse, si crede - sbagliando - che il TAR stia ai capricci di una classe politica locale marcia, che ha appaltato il ciclo dei rifiuti ad una serie di aziende con curricula processuali rilevanti.

E' una vergogna che il Comune di Cerignola, che è sempre stato incapace di far valere i suoi diritti e il suo modello di sviluppo basato sull'agricoltura di qualità, faccia atto d'ingerenza nelle politiche ambientali altrui e imponga meschinamente (e supinamente!) la propria volontà alla popolazione sannicandrese, che ha votato il referendum. Volontà sovradeterminata, perché in realtà al consiglio comunale di Cerignola non interessa avere una nuova discarica a Sannincandro, in concorrenza con quella locale, fonte indiretta di finanziamento.

E' una vergogna quella di "chiedere e ottenere" la presenza dell'assessore provinciale all'ambiente Stefano Pecorella durante l'assise comunale a Cerignola, solo per fare aprire una nuova buco, quando questo potrebbe essere incaricato di combattere a livello provinciale l'inceneritore, oppure di non firmare più ordinanze di deroga che per far confluire tutti i comuni della provincia a Cerignola e di risolvere, innanzitutto, le situazioni delle discariche di Vieste, Foggia e Deliceto che sono alla base del collasso di Forcone-Cafiero. Perché non chiedergli, invece, di imporre alti standard di qualità della raccolta differenziata in una provincia che resta appesa all'asticella del 10%, cioè di fare il suo mero dovere?

E' un'ignominia per la collettività di Cerignola, che deve anche finanziare un ricorso al TAR che serve interessi chiaramente personalistici (ma non c'era la crisi a pesare sui bilanci degli enti locali?). Abbiate almeno la decenza di pagarlo con le vostre tasche, cari politici della casta foggiana!

E' un atto ignobile forzare per la realizzazione a San Nicandro una discarica in deroga al piano regionale, con la scusante di dar sollievo a Cerignola. Qui, dopo il quinto lotto in ultimazione, è già stata presentatata la richiesta per un mega sesto lotto che renderà Cerignola la rifiutopoli della Capitanata per i prossimi 20 anni, senza informare la comunità locale. E non sarà l'ultimo, se continua così.

Intanto, se il ricorso dovesse andare storto, Apricena - dopo la battaglia dell'inceneritore - è fra le papabili per la discarica.
http://www.box.com/files#/files/0/f/189962224/Delibera_Vergogna_Ricorso_al_TAR_Cerignola_Vs_Sannincandro

giovedì 12 gennaio 2012

Niente erogazione incentivi dal GSE per l'inceneritore Marcegaglia

(scarica le immagini, per visualizzarle)

Secondo il GSE, l'impianto ETA-Manfredonia del Gruppo Marcegaglia non ha diritto alla tariffa incentivante dei certificati verdi, essendo alimentato da rifiuti e non da fonti rinnovabili.
Resta, invece, insoluta la questione dei CIP6, in seguito all'interrogazione di Sonia Alfano al parlamento europeo.

Chiesto il sequestro della viabilità interna all'inceneritore ETA

11.01.2012
Depositato in procura un nuovo esposto per chiedere il sequestro della strada interna di collegamento fra i due impianti per la produzione delle ecoballe e dell'inceneritore, in quanto presumibilmente priva di autorizzazione. Secondo il comitato spontaneo, ci sono gli estremi per il reato di occupazione di suolo pubblico e per chiamare in causa le competenze di controllo dell'assessore provinciale all'urbanistica Domenico Farina.
(Nella prima, a differenza che nell'immagine sottostante, non è visibile la strada)

La strada, della quale si chiede di accertare proprietà ed effettivo possesso, è quella sita tra i due dimpianti, rispettivamente di produzione di combustibile derivato dai rifiuti o "cdr" (Co.Ge.Am.) e del termodistruttore (E.T.A.), entrambi facenti capo al Gruppo Marcegaglia; la strada di viabilità interna, alla quale si accede attraverso la pubblica viabilità, si affaccia liberamente sulla SP 80 (Orta Nova- Borgo Inacaquata).

La situazione è paradossale, in quanto non si comprende la natura pubblica (comunale o provinciale) o privata, a servizio di una delle due società del Gruppo Marcegaglia.
Dalla documentazione prodotta dall'ufficio urbanistica del Comune di Manfredonia, si dedurrebbe il configurarsi del primo dei due casi sopraelencati (strada da cedere al Comune di Manfredonia come "standard", cioè come suolo pubblico, anche se a servizio dell'impianto); ma di tale circostanza non vi è alcun riscontro adeguato nelle autorizzazioni ambientali rilasciate dalla Regione Puglia e nelle relative conferenze dei servizi tenutesi sin dal 2009 e su questo si chiede di eseguire approfondimenti.


Di fatti, nella "DETERMINAZIONE DEL DIRIGENTE SERVIZIO ECOLOGIA 12 marzo 2009, n. 129" (pubblicata sul Bollettino Ufficiale della Regione Puglia n.70 del 2009; rintracciabile sul web tramite motori di ricerca), si legge:

"Per quanto concerne gli effetti sul traffico, la localizzazione dell’impianto in adiacenza all’esistente consente di evitare che il trasporto dal sito di produzione alla centrale interessi la viabilità pubblica. Di conseguenza non è ipotizzabile un’ interferenza cumulata significativa dei due impianti sul traffico lungo la viabilità limitrofa.[...] Il CDR sarà trasportato dall’ adiacente impianto di produzione da automezzi dedicati attraverso il cancello collocato sul lato ovest della centrale termoelettrica senza interessare la viabilità pubblica" (grassetto nostro).

In pratica, come ribadito più volte in questo stesso parere favorevole della procedura di Valutazione d'Impatto Ambientale dell'impianto della ETA, il passaggio del rifiuto trattato e imballato nell'impianto di produzione di CDR CoGeAm dovrebbe avvenire "senza interessare la viabilità pubblica", pur essendo i due impianti certamente adiancenti, ma non contigui.

Scarica l'esposto

domenica 8 gennaio 2012

Puglia ed energie rinnovabili: alcune considerazioni sul triennio 2008-2010

http://www.viadalvento.org/impatti/analisi-energetica-delleolico/puglia-ed-energie-rinnovabili-alcune-considerazioni-sul-triennio-2008-2010/

Lettera della LIPU Puglia al Governo sulle fonti rinnovabili


Numerose associazioni ambientaliste hanno sottoscritto un documento che è stato inviato a numerosi ministri in previsione degli attesi provvedimenti di attuazione del dlgs 28 - 2011, in particolare di quello che riguarderà gli incentivi per gli impianti eolici.

"Anche se condividiamo la sostanza della riforma - si legge nella lettera - che sostituisce i certificati verdi con le aste al ribasso per gli impianti di potenza superiore ai 5 MW e la ridefinizione degli incentivi negli altri casi, restiamo preoccupati per il proliferare di giganteschi impianti eolici nei luoghi più belli e integri d'Italia e temiamo che i tempi e le scelte adottate possano essere inadeguati all'urgenza e alla gravità della situazione. Noi crediamo che, nell'attuale congiuntura economica, la modifica del sistema incentivante debba obbligatoriamente tener conto di alcuni fattori:

- Anche se non riguardano la materia fiscale, gli incentivi alle fonti rinnovabili sono a carico dei contribuenti italiani e delle imprese nazionali nella loro veste di consumatori-utenti: è opportuno dunque che rispondano a criteri di equità e congruità.

- nel caso dell'eolico e del fotovoltaico gli incentivi, rappresentano un enorme fiume di danaro proveniente dai contribuenti italiani, che prende la via dei paesi produttori e delle multinazionali".

- l'eccesso d'incentivi a queste due fonti ha penalizzato, nei fatti, la promozione di altre fonti, come quelle termiche, a prevalente tecnologia e produzione italiana e sottraggono necessari finanziamenti alla ricerca scientifica sulle rinnovabili per arrivare alla microgenerazione a vantaggio delle popolazioni e non alle grandi centrali che mantengono un regime di oligopolio.

- l'incentivazione agli impianti eolici in Italia è stata fino a oggi la più alta del mondo. Solo per questa ragione è stato conveniente impiantare oltre 5000 torri per una potenza complessiva di 6.000 MW, non certo per la loro produttività. Infatti, la ventosità in Italia si attesta in media sulle 1500 ore/anno ben al di sotto delle 2000 ore/anno ritenute utili per una produzione competitiva. Vi è quindi il rischio palese d'innumerevoli impianti già autorizzati o con pareri ambientali emessi (per quanto opinabili) che rischiano di essere realizzati per ulteriori, quanto ben poco utili, 6000 MW.

- La cronaca giudiziaria ha evidenziato inchieste per speculazioni e malaffare relative a impianti eolici su tutto il territorio nazionale e in particolare nel mezzogiorno. Le Regioni, cui spettava la facoltà d'intervenire con misure urbanistico-territoriali dopo le tardive Linee Guida nazionali in materia, del settembre 2010, sostanzialmente non hanno adottato misure importanti su questo piano, mentre la mole oceanica di progetti già presentati rivendica diritti acquisiti in ordine a qualsivoglia, eventuale approccio in tal senso.

- La speculazione avviene anche a spese del patrimonio culturale collettivo del paesaggio italiano, proprio nei siti dove esso è giunto integro fino ai nostri giorni: sui crinali appenninici, sulle colline, nei luoghi isolati di grande valore naturalistico, dove transitano gli uccelli migratori o si riproducono le specie faunistiche ormai rarissime.

- In molti casi, gli impianti eolici danneggiano pesantemente un altro tipo di green-economy come quella agrituristica o della valorizzazione culturale dei territori che si basa, invece, sulla conservazione e tutela della natura e del paesaggio italico, beni primari che, ci permettiamo di far notare, non potranno mai essere delocalizzati altrove, parte imprescindibile di un auspicabile rilancio della nostra economia, nella misura in cui sarà salvaguardato ciò che ne rimane.

Il Presidente della Repubblica ha esplicitamente parlato, appena pochi giorni fa, di "momento di straordinaria difficoltà" e ha affermato che "siamo arrivati giusto in tempo per evitare sviluppi in senso catastrofico della situazione". Noi sappiamo che il Governo spagnolo, di recente, dovendo affrontare l'analoga emergenza finanziaria, ha rinunciato agli eccessi di prodigalità del proprio sistema incentivante dell'energie rinnovabili con effetti retroattivi, validi cioè anche per gli impianti già in attività. La situazione dei costi di tale sistema in Italia è attualmente ancora più grave di quella spagnola di allora: le ultime stime di fonte AEEG prevedono un esborso annuo, a regime nel 2020, tra i 10 e i 12 miliardi di euro. Considerando anche gli altri oneri da sostenere (in particolare l'adeguamento della rete di distribuzione e la necessità di mantenere gli impianti tradizionali in funzione di back-up degli impianti di produzione non programmabile), stiamo parlando di una cifra abnorme, a carico degli utenti e a vantaggio di una cerchia ristretta di soggetti e società, proprio mentre attraversiamo una crisi economico-finanziaria drammatica.

Se consideriamo l'obiettivo per cui gli incentivi sono stati introdotti, ovvero l'obbligo comunitario del 20/20/20, occorre prendere atto che l'installazione di impianti fotovoltaici ed eolici nel triennio 2009- 2011 procede a un ritmo ben superiore a quello previsto dal Piano di Azione Nazionale per le Energie Rinnovabili ovvero 12.000 MW di eolico e 8.000 MW di fotovoltaico installati al 2020.

La decisione, assunta quest'anno dal Governo, di aumentare a ben 23.000 MW, entro il 2016 (quindi con 4 anni di anticipo sulle scadenze del 2020), la potenza installata fotovoltaica (con impianti che noi vorremmo vedere collocati esclusivamente nelle aree industriali e sopra ai tetti degli edifici recenti e non su suolo agricolo o in zone di pregio) dovrebbe ragionevolmente compensare la necessità d'installare altri impianti eolici di vertiginosa altezza, che rappresentano la nostra massima preoccupazione dal punto di vista ambientale, paesaggistico e culturale. Gli impianti eolici hanno già causato danni irreparabili in molte zone del mezzogiorno e delle isole e adesso minacciano anche le zone naturalisticamente pregiate del centro-nord.

Tranne sparute eccezioni, per anni la politica si è sottratta a un'oggettiva valutazione di questa sconcertante situazione. Ora confidiamo in questo Governo e nella competenza del Ministro dell'Ambiente Corrado Clini, che ha affermato di recente: "Dobbiamo affrontare la tematica ... tenendo conto che da un lato bisogna assicurare la massima utilizzazione di queste fonti e dall'altra il rispetto degli usi bilanciati del territorio." e "... nel nostro Paese abbiamo sicuramente problemi sull'eolico perché bisogna anche paragonare il valore economico e ambientale della generazione dell'elettricità da eolico con quello della protezione del paesaggio, prezioso per la nostra economia. Qui dobbiamo essere molto cauti e considerare, anche in questo caso, la possibilità di evoluzioni tecnologiche di energia eolica con minor impatto sul paesaggio."

Sono affermazioni che condividiamo e di cui vorremmo vedere attuato il senso nell'atteso provvedimento. Ribadiamo che non siamo contrari all'energie rinnovabili, né vogliamo penalizzarne l'uso ragionevole; ma ci opponiamo alle devastazioni che spesso le centrali producono sul paesaggio, "bene comune "che rinnovabile non è; In particolare riteniamo necessario che:

- Si attui, preventivamente, un censimento degli impianti già installati e di quelli già autorizzati su tutto il territorio nazionale.

- Nel frattempo si proceda a una moratoria, così come sollecitato anche dal Tavolo della domanda di Confindustria nella lettera al Ministero dello Sviluppo Economico dello scorso ottobre, nella quale si parlava, senza mezzi termini, di "rischi di collasso" per il sistema elettrico e della necessità di evitare "una grave debacle per il sistema elettrico ed il sistema industriale italiano".

- Sia ridotta la soglia degli certificati verdi emessi annualmente, in base a quanto previsto dall'art.148 della Legge finanziaria 2008 che prevede che "il valore di riferimento (fissato da quell'anno a 180 euro al MWh) e i coefficienti.... possono essere aggiornati, ogni tre anni, con Decreto del Ministro dello Sviluppo Economico..."

- L'installazione di potenziale fotovoltaico eccedente il valore obiettivo proposto all'Unione (8.000 MW, mentre siamo già a quasi 12.000 MW in esercizio) vada a detrazione della quota prevista dal PAN per l'eolico.

- Le quote di potenziale eolico da installare annualmente tramite il sistema delle aste al ribasso venga definito dal Governo nazionale, e non delegato alle Amministrazioni periferiche, più facilmente condizionabili dagli enormi interessi in gioco. In ogni caso ribadiamo l'assoluta opportunità e legittimità di tagliare gli incentivi a questa tecnologia, allocabile in aree sempre meno ventose, in ragione del nuovo apporto energetico da fotovoltaico. Altresì, il sistema per gli impianti inferiori a 5 MW deve essere ulteriormente reso garantista poiché tale potenza è di per sé non trascurabile quando si parla d'impianti da

fonte rinnovabile. Ne sia un esempio la drammatica deregolamentazione degli impianti eolici e fotovoltaici da 1MW che imperversano in Puglia e Basilicata.

- Per analoghi motivi, la definizione delle quote regionali di burden sharing prevedano anche delle quote massime per regione, oltre le quali gli incentivi pubblici non dovrebbero essere più assegnati.

- Si affronti il tema della decarbonizzazione del nostro sistema Paese,

partendo da un approccio multidisciplinare, scevro da ideologie preconcette, concertato e soprattutto basato sul maggior valore aggiunto in termini di risultato nella lotta ai gas serra".

Altura

Amici della terra

Comitato nazionale del Paesaggio Comitato per la Bellezza

Italia Nostra

LIPU

Mountain Wilderness

Movimento Azzurro

Terra Celeste

VAS (Verdi Ambiente e Società)

il Presidente Stefano Allavena

la Presidente Rosa Filippini

il Presidente Carlo Ripa Di Meana,

il Presidente Vittorio Emiliani,

la Presidente Alessandra Mottola Molfino, il Presidente Fulvio Mamone Capria

il Presidente Carlo Alberto Pinelli,

il Presidente Dante Fasciolo

la Presidente Luisa Bonesio

il Presidente Sen. Guido Pollice

Elenco comitati ed associazioni territoriali che sottoscrivono il documento

Comitato Nazionale contro Fotovoltaico ed Eolico nelle Aree Verdi.

Appennino Tosco emiliano-romagnolo e aree limitrofe: Associazione Ornitologi dell'Emilia Romagna (ASOER) Comitato Ariacheta (San Godenzo FI)

Comitato Alta valle del Sillaro (BO)

Comitato Monte Faggiola (Firenzuola FI)

Comitato interregionale salvaguardia Appennino tosco-emiliano-ligure (CISATEL) Comitato Prato Barbieri (Bettola PC)

Comitato Tutela Paesaggio di Piacenza

Comitato di Sparvo (Castiglione dei Pepoli BO)

Comitato per il territorio delle Quattro Province (PC, AL, GE, PV)

Comitato Difendiamo la Garfagnana (Casola MS - Minucciano LU)

Comitato Salviamo Biancarda e Poggio Tre Vescovi (Verghereto FC, Casteldelci RN, Badia Tedalda AR)

Comitato in difesa del paesaggio di Camugnano (BO)

Comitato Monte dei Cucchi - La Faggeta (San Benedetto val di Sambro BO)

Comitato Bruscoli - La Faggeta (Firenzuola FI)

Comitato La luna sul monte (Pontremoli MS)

Comitato per la valorizzazione e lo sviluppo sostenibile dell'Appennino pistoiese

Comitato Passo delle Pianazze - Case Ini (Farini PC - Bardi PR)

Maremma

Comitato GEO - Ambiente & Territorio Monterotondo Marittimo Comitato contro il Mega progetto Poggio Malconsiglio (Riparbella Pisa)

Alpi liguri:

Comitato Pro M. Armetta, M. Dubasso (Alto CN) Comitato popolare Sciancui (Ormea CN) Comitato Mindino Libero (Garessio CN) Associazione Cuneobirding

Marche:

Comitato No Megaeolico (PU)

Comitato per la difesa del monte Mezzano (Sassoferrato AN) Associazione Sibilla Appenninica

Molise:

Comitato pro-tempore La rete contro l'eolico selvaggio e i rifiuti del Molise (136 comitati e associazioni molisane)

Tuscia:

Rete di Salvaguardia del Territorio

Associazione Alleanza per l'Ambiente - Terra e Natura

Basilicata:

Organizzazione lucana ambientalista (OLA)

Comitato Ambiente Paesaggio Sicurezza e Salute (Lavello PZ) Città plurale Matera

Enzo Cripezzi - LIPU Puglia

Confconsumatori Puglia è per gli inceneritori

ULTIMO AGGIORNAMENTO MARZO 2012:
Dopo la bocciatura della Regione e fallito il penoso ricorso al TAR Lazio della ConfConsumatori, il gruppo Marcegaglia uscendo allo scoperto ha promosso ricorso al TAR Puglia contro il parere negativo della Regione, accusando chi si oppone di "ostruzionismo".

Se la prima volta sull'inceneritore SOLVIC di Canosa poteva essere una "svista", diciamo così perdonabile, quando l'associazione dei consumatori aveva fatto ricorso al Consiglio di stato contro la sentenza del TAR che annullava l'autorizzazione dell'insediamento in contrada Tufarelle, la seconda volta è chiara l'intento diabolico ... Ebbene, a distanza di qualche anno, ancora una volta la Confconsumatori promuove un'azione mirata a chiedere al Ministero dei Beni Culturali di "togliere" il vincolo paesaggistico (legge Galasso) dalle aree di Lama Misciano su cui sorge il cantiere dell'inceneritore Ecoenergia del Gruppo Marcegaglia a Bari-Modugno: cosa inconsueta, assurda e impossibile.

L'inceneritore di Modugno è stato posto sotto sequestro dalla Procura della Repubblica, subito dopo l'inizio del cantiere, per tutta una serie di inottemperanze di nullaosta (oltre alla soprintendenza, anche l'ENAC) e vizi formali e sotanziali nelle autorizzazioni regionali, che sono attualmente all'attenzione del tribunale di Bari un processo. Inoltre, i vincoli paesaggistici non si possono così semplicemente eliminare, anche perché protetti dall'art. 9 della Costituzione che tutela il paesaggio. Recentemente, è arrivato il parere sfavorevole alla procedura di verifica ambientale, motivato proprio su questo aspetto, più che su altri aspetti come gli impatti sanitari ritenuti in regola dalla Regione Puglia.

Ma, soprattutto, le associazioni dei consumatori dovrebbero promuovere stili di vita e consumo consapevoli e criticare in base a ciò l'incenerimento dei rifiuti che si basa su principi diametralmente opposti, quella della produzione di sempre più rifiuti e i cospicui incentivi CIP& (pagati col 6/7% della bolletta della corrente degli italiani) alle rinnovabili, assorbiti per la gran parte dalle "fonti assimilate" (inceneritori, cementifici, ecc.)!

Qui i contatti delle sedi regionali della Confconsumatori:
http://www.istitutopuglieseconsumo.it/pagina_confconsumatori.htm


Invitiamo tutti a scrivere al più presto una mail di richiesta di chiarimenti alle segreterie regionale e nazionale e all'Istituto Pugliese Consumo:
confconsumatoripuglia@yahoo.it, segreteria@confconsumatori.it, info@istitutopuglieseconsumo.it
IL COMUNICATO STAMPA DI CONFCONSUMATORI
Modugno (Puglia). Termovalorizzatore, i consumatori chiedono risposte
Corriere del Mezzogiorno - Bari 2/7/2011


Appare «incredibile e deprecabile che il ministero per i Beni culturali abbia lasciato trascorrere quattro mesi senza minimamente pronunciarsi su una questione di assoluta rilevanza per la nostra Regione, dimostrando così totale disinteresse per le sorti del sistema dei rifiuti pugliesi». Lo afferma in una nota il presidente di Confconsumatori Puglia, Antonio Pinto, che accusa il ministero di «aver ignorato i termini per rispondere al ricorso inerente il termovalorizzatore di Modugno, dimostrando assoluto disinteresse per il sistema dei rifiuti pugliesi». La Confconsumatori, pertanto, «agirà in tutte le sedi opportune per ottenere una pronuncia doverosa e rispettosa dei cittadini che consenta di prevenire situazioni come quelle a cui assistiamo in questi giorni nella vicina Campania». La Confconsumatori nel febbraio di quest'anno ha notificato, assistita dall'avvocato Tommaso di Gioia, ricorso gerarchico al ministero per i Beni Culturali, chiedendo di riesaminare il parere negativo, reso a gennaio dalla Soprintendenza della Puglia, di compatibilità paesaggistica dell'impianto di produzione di energia da Cdr (Combustibile Derivato dai Rifiuti) della società Ecoenergia del gruppo Marcegaglia.


LA RISPOSTA PER LE RIME DI AGOSTINO DI CIAULA (MEDICO ISDE BARI)
Alla cortese attenzione dell’Avvocato Antonio Pinto

Presidente di Confconsumatori Puglia



E, p.c.,

Alla cortese attenzione della Dott.ssa Mara Colla

Presidente Nazionale Confconsumatori



Modugno, 10 gennaio 2012



Spettabile Avv. Pinto,

da medico, prima che da cittadino pugliese, desidero esprimerLe forti perplessità sulla posizione che la Confconsumatori ha assunto in merito alla questione dell'impianto di incenerimento di rifiuti previsto dalla società Ecoenergia (gruppo Marcegaglia) a Modugno.

In una recente comunicazione apparsa sul “Corriere del Mezzogiorno” Lei chiede, a supporto del ricorso TAR presentato dalla Sua associazione contro il parere negativo espresso dalla Regione Puglia, “ una pronuncia doverosa e rispettosa dei cittadini che consenta di prevenire situazioni come quelle a cui assistiamo in questi giorni nella vicina Campania”.

A questo proposito mi permetto di farLe osservare come l'emergenza rifiuti in Campania, sulle cui cause e strumentalizzazioni non è opportuno dilungarsi in questa sede, non sia stata affatto risolta con la costruzione dell'inceneritore di Acerra, a suo tempo imposto con la forza come soluzione definitiva del problema.

Gli inceneritori non sono macchine magiche che fanno sparire i rifiuti ma semplicemente ne riducono il volume, trasformando ogni tonnellata di rifiuti inerti in circa tre quintali di ceneri tossiche che nessuno vuole (e che è un problema smaltire) e in enormi quantità di inquinanti diffusi in atmosfera, con pesanti ricadute sanitarie e ambientali.

La prego anche di considerare come, proprio a Napoli, la situazione stia cambiando favorevolmente (per ammissione dello stesso Ministro Clini) da quando gli amministratori di quella città hanno deciso di aderire con convinzione ad una strategia che punta sulla riduzione della produzione di rifiuti, sul compostaggio, sulla differenziazione spinta, sul riciclo, sul riuso.

Tali misure, sia secondo la normativa comunitaria che nazionale, devono essere gerarchicamente prioritarie rispetto a discariche e inceneritori e vengono quotidianamente applicate con grande successo in numerose città italiane ed estere, che non hanno così necessità di incenerire i propri rifiuti, rendendoli invece utile risorsa e fonte di benefici economici per le comunità.

Capirà dunque quanto sia inadeguato parlare di chiusura del ciclo dei rifiuti con il loro incenerimento in luoghi, come la Puglia, ancora vergognosamente fermi a illegali quote di raccolta differenziata (in media quasi 50 punti percentuali al di sotto della soglia prevista dalla normativa vigente).

Da una associazione di consumatori “rispettosa dei cittadini” mi sarei aspettato una ferma presa di posizione orientata al raggiungimento della legalità e verso obiettivi in tutela del bene comune, e non volti a privilegiare il profitto privato e le lobby dell’incenerimento.

Mi permetto di farLe anche notare che in ogni città in cui sia stato realizzato un impianto di incenerimento di rifiuti, la sopravvivenza di questo impianto si basa sostanzialmente sull'inibizione delle “buone pratiche”. Ad esempio Brescia, sede di un impianto di incenerimento spesso preso a modello, è la città lombarda che produce più rifiuti, quella con la raccolta differenziata più bassa e con livelli atmosferici di inquinanti in alcuni casi (vedi polveri sottili) più critici anche rispetto a città più grandi della stessa regione (es. Milano). Brescia è anche una delle due città italiane con la maggiore concentrazione di diossine (l'altra è la nostra Taranto) e di metalli pesanti nel suolo.

Da medico ritengo che il rispetto della legalità e l’utilizzo prioritario delle “buone pratiche” sia l'unica possibile soluzione “doverosa e rispettosa dei cittadini”, in considerazione dei numerosi studi scientifici internazionali che hanno ampiamente e chiaramente dimostrato come vi sia un elevato rischio sanitario per i residenti in prossimità di inceneritori di rifiuti, sia in termini di patologie neoplastiche (soprattutto linfomi e sarcomi) che non neoplastiche (principalmente malattie cardiorespiratorie, malformazioni fetali, disturbi cognitivi nei bambini).

Le associazioni di consumatori si sono storicamente e orgogliosamente rese protagoniste di grandi e vittoriose battaglie nell’interesse dei cittadini, anche contro le più potenti lobby economiche. È per questo che capirà sia la mia meraviglia nel leggere le Sue affermazioni per conto dell’associazione che rappresenta, sia la mia richiesta di rivedere la posizione assunta dalla Confconsumatori nei confronti della follia dell’incenerimento di rifiuti.

Qualora questo non avvenisse, non credo che la sua associazione troverà molti cittadini pugliesi disposti a sostenerla.



Cordiali saluti

Dott. Agostino Di Ciaula

Medico ISDE

Video su facebook: qui

La lettera inviata da Agostino Di Ciaula fino ad oggi non ha avuto alcuna risposta.
Ci asssociamo alla sua richiesta di chiedere a tutti quelli che ne hanno possibilità di farsi testimoni presso le locali sedi pugliesi di CONFCONSUMATORI per chiedere ai consociati dell'avvocato Pinto se sono effettivamente schierati sulle posizioni del loro Presidente. Se così non fosse, andrebbe organizzata una raccolta firme di iscritti a quella associazione per chiedere ufficialmente le sue dimissioni. Queste le sedi pugliesi di ConfConsumatori

BARI Via Savona, 85
ANDRIA Via Giuseppe Parini, 24
BARLETTA Via Giuseppe De Nittis, 45
BISCEGLIE Via Vittorio Veneto, 87
BITONTO Via Silvio Pellico, 17
MODUGNO Vico Fortunato, 10
MOLFETTA Via Vito Cesare Boccardi, 1/d
TRANI Corso Italia, 7
VALENZANO Via Bellomo, 10
BRINDISI Via Danimarca, 29
FOGGIA Corso Roma, 19
MANFREDONIA Via Torquato Tasso, 30
TRINITAPOLI Corso Giuseppe Garibaldi, 52
LECCE Via Guglielmo Oberdan, 93
TARANTO Via Lucania, 138
TARANTO Via Tommaso D' Aquino, 80

AGGIORNAMENTO febbraio 2012: Il TAR Lazio ha girato la competenza al TAR Puglia.



Confconsumatori deve rigraziare i comitati pugliesi se non abbiamo già fatto la fine della Campania ...
_______________________________
Vedi anche http://noinceneritoretressanti.blogspot.com/2012/02/salviamo-zona-misciano-modugno.html

sabato 7 gennaio 2012

Burden Sharing e obbiettivi pugliesi


E' stato chiamato "processo di regionalizzazione della produzione energetica FER (fonti rinnovabili)". Il "Decreto Burden Sharing" del Ministero dello Sviluppo Economico recepisce
la direttiva europea 2009/28/CE che assegna all'Italia l'obbligo, al 2020, di utilizzare il 17% di energia da rinnovabili sul totale dell'energia consumata (sia elettricità che trasporti che fabbisogno termico), partendo all'attuale 8,2% della produzione nazionale.

Questo nuovo testo è un vero e proprio strumento di programmazione energetica regionale, visto che il mancato raggiungimento comporterà il commissariamento delle Regioni, in seguito ad un richiamo formale da parte di un osservatorio nazionale. Infatti, le Regioni dovranno recepire entro tre mesi nell'ambito dei loro Piani energetici questi obiettivi.

Il provvedimento, uno degli ultimi atti del governo Berlusconi nel novembre 2011, arrivato in ritardo, ora dovrà passare per la Conferenza Stato-Regioni.

E in Puglia?




Collegamenti:
http://qualenergia.it/articoli/20111115-burden-sharing-rinnovabili-saranno-commissariate-le-regioni-inadempienti

http://qualenergia.it/articoli/20111116-decreto-burden-sharing-distanza-da-obiettivi-elaborazione-grafica-qualenergiait

Contratto d'Area e inceneritore Marcegaglia di Manfredonia

Ai sensi della legge 662/96, articolo2, comma 203, lett.f),e della delibera CIPE del 21 marzo 1997, punto 3.
Visto l'articolo 2, comma 203, lett. f) della legge, 23 dicembre 1996, n.662, che disciplina il Contratto d'Area nell'ambito degli strumenti della programmazione negoziata;
Visto il punto 3 della deliberazione CIPE del 21 marzo 1997 che disciplina il Contratto d'Area;
Preso atto del Protocollo di Intesa sottoscritto il 28 luglio 1994 tra la Presidenza del Consiglio dei Ministri - Comitato per il coordinamento delle iniziative per l'occupazione, il Ministero del Bilancio e della Programmazione Economica, il Ministero dell'Insustria, del Commercio e dell'Artigianato, il Ministero del Lavoro e della Presidenza Sociale, il Ministero dell'Ambiente, la Regione Puglia, Manfredonia Sviluppo S.C.p.A., nell'ambito del quale sono definite la strategia complessiva d'intervento e le misure da attivare con riferimento alla reindustrializzazione ed allo sviluppo dell'area;
Vista la nota prot. n.2215 del 30 luglio 1997 con cui, ai sensi e per gli effetti del punto 3.3 della citata delibera CIPE, la Associazione degli Industriali di Capitanata e le organizzazioni sindacali CGIL-CISL-UIL di Foggia, hanno inoltrato formale richiesta di attivare il Contratto d'Area per l'area di Manfredonia ai fini della realizzazione di un programma d'interventi volto alla definizione di un ambiente economico favorevole all'attivazione di nuove iniziative imprenditoriali ed alla creazione di nuova occupazione nell'area di Manfredonia;
Preso atto che, ai sensi per gli effetti del punto 3.3 della citata delibera CIPE, i soggetti promotori hanno provveduto a dare comunicazione alla Regione Puglia dell'intesa di attivare il Contratto d'Area di Manfredonia, con la citata nota prot. n.2215 del 30 luglio 1997;
Visto il Documento per l'attivazione del Contratto d'Area di Manfredonia del 31 luglio 1997, predisposto ai sensi e per gli effetti del punto 3.7.1 della citata delibera CIPE dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri - Comitato per il coordinamento delle iniziative per l'occupazione, e trasmesso al Ministero del Tesoro, Bilancio e Programmazione Economica con nota prot. 1518-M del 12 settembre 1997;
Vista la nota prot. n.4/5859/97 del 10 dicembre 1997 con cui il Ministero del Tesoro, del Bilancio e della Programmazione Economica ha accertato la sussistenza dei requisiti necessari all'attivazione del Contratto d'Area di cui al punto 3.7.1 della citata deliberazione CIPE;
Considerata l'indifferibile urgenza di procedere all'avvio della reindustrializzazione e dello sviluppo nell'area di Manfredonia;
Considerata la necessità, al fine della massima accelerazione temporale, di procedere in una prima fase alla stipula del Contratto d'Area di Manfredonia relativamente ai progetti già positivamente istruiti da finanziare con risorse pubbliche nazionali e comunitarie già stanziate;
Considerato che i Comuni di Manfredonia e Mattinata sottoscrivono il presente atto perchè interessati all'avvio della fase di reindustrializzazione e di sviluppo dell'area di Manfredonia che potrà trovare ulteriore impulso con un successivo Protocollo aggiuntivo, in quanto le iniziative del presente Contratto d'Area sono tutte da localizzare nel comune di Monte S. Angelo all'interno dello stabilimento Enichem Agricoltura, in aree di sviluppo industriale;
Tanto premesso e considerato, le parti stipulano:
Articolo 1 - Gli obiettivi del Contratto
La situazione sociale ed occupazionale dell'area di Manfredonia, già caratterizzata da un basso livello di sviluppo industriale, si è aggravata a seguito della chiusura delle attività produttive di fertilizzanti e di fibre dello stabilimento Enichem.
Si è definita, pertanto, un'azione rivolta, da un lato, ad assicurare una soddisfacente gestione degli urgenti problemi occupazionali e, dall'altro, a predisporre le condizioni per il riavvio di un permanente sviluppo, mediante un programma di interventi fondato su tre linee: di sostegno al mercato del lavoro, di rafforzamento del comparto infrastrutturale e della fornitura dei necessari servizi di pubblica utilità, di avvio della reindustrializzazione dell'area mediante la promozione di nuove iniziative imprenditoriali.
Per la realizzazione di un ambiente economico favorevole all'attivazione di nuove iniziative imprenditoriali ed alla creazione di nuova occupazione è stato attivato e sottoscritto il presente Contratto d'Area.
Questo Contratto si prefigge la realizzazione di 373 posti di lavoro a regime mediante investimenti che ammontano a 62,4 miliardi di lire.
Articolo 2 - Gli interventi da realizzare
Le iniziative imprenditoriali oggetto di questo Contratto costituiscono un insieme significativo, valido sotto l'aspetto industriale, foriero di positivi futuri sviluppi.
Le iniziative industriali, distinte per settore di attività, entità degli investimenti, entità dei finanziamenti accordati e relativa fonte, tempi di realizzazione degli investimenti ed occupazione prevista sono riportate nella tabella allegato 1- contratto d’area
Articolo3 - Il Responsabile Unico a Manfredonia Sviluppo S.C.p.A.
Il Responsabile Unico è individuato nel Sindaco di Manfredonia ed ha la sede in Palazzo Dogana Nuovo Porto Industriale.
Al Responsabile Unico spettano le attribuzioni di cui al punto 3.5 della delibera CIPE del 21 marzo 1997, nonchè il compito di relazionare con cadenza semestrale il Ministero del Tesoro, del Bilancio e della Programmazione Economica circa l'avanzamento e l'attuazione del Contratto d'Area, evidenziando le azioni di verifica e di monitoraggio svolte.
Al Responsabile Unico competono inoltre i compiti stabiliti al punto 3.10 della citata delibera CIPE quanto alle erogazioni degli importi destinati alle singole iniziative ad esse attribuite a valere sui fondi CIPE.
Tale attività sarà esperita esclusivamente con riferimento ai Protocolli aggiuntivi di questo Contratto le cui risorse pubbliche destinate alle iniziative provengono, invece, da fonti diverse (L.488/92 e Sovvenzione Globale).
Il Responsabile Unico si potrà avvalere di un Ufficio Tecnico composto da unità amministrative e tecniche provenienti dalle Amministrazioni ed enti firmatari dell'Accordo fra le Amministrazioni di cui all'art.4, punto 2.
Tale Ufficio ha la funzione di referente unitario per le imprese, anche in collegamento con Manfredonia Sviluppo S.C.p.A., relativamente agli adempimenti amministrativi e tecnici.
Manfredonia Sviluppo S.C.p.A., soggetto intermediario di cui al punto 3.7.1. primo comma, lettera c) della citata deliberazione CIPE, è soggetto gestore di una Sovvenzione Globale cofinanziata dalla U.E. e dal Ministero del Lavoro e della Previdenza Sociale per il tramite del Fondo per lo Sviluppo ex art.1 ter della L.236/93 ed ha il ruolo di soggetto promotore di nuove iniziative imprenditoriali da realizzare nell'area di Manfredonia, nonchè di soggetto erogatore di servizi di assistenza tecnica e di tutoraggio alle imprese, definito dalla Sovvenzione Globale suddetta.
Manfredonia Sviluppo S.C.p.A. svolgerà i compiti relativi alla preistruttoria prevista all'art.2 dell'Accordo fra le Amministrazioni, di cui al successivo art.4, punto2.
Articolo 4 - Intesa fra le parti sociali, Accordo fra le Amministrazioni, Protocollo di Legalità

Fanno parte integrante del presente Contratto d'Area:
1) L'Intesa fra le parti sociali con la quale si intende creare condizioni contrattuali flessibili al fine di assicurare e migliorare le condizioni di sviluppo dell'economia e dell'apparato produttivo e la realizzazione di un corretto sistema di relazioni sindacali. Tale Intesa, costituita dall'allegato I, è stata sottoscritta il giorno 3 marzo 1998 dalle Segreterie Provinciali CGIL-CISL-UIL di Foggia e dall'Associazione degli Industriali di Capitanata;
2) L'Accordo fra le Amministrazioni che è finalizzato alla riduzione dei tempi per la realizzazione delle iniziative inserite nel Contratto d'Area.
Oggetto dell'Accordo è:
-la definizione degli adempimenti ed atti, da adottare anche in deroga alle norme ordinarie di amministrazione e contabilità;
-l'individuazione dei termini entro i quali tali adempimenti ed atti dovranno essere espletati ed assunti dalle Amministrazioni ed enti pubblici firmatari;
-l'indicazione di rappresentanti delle suddette Amministrazioni ed enti pubblici delegati ad esprimerne la volontà.
In concreto, l'Accordo prefigura un percorso caratterizzato da tempi certi per giungere al rilascio di autorizzazioni, pareri, permessi e nulla osta, per la realizzazione delle iniziative inserite nel Contratto d'Area, suddiviso in tre fasi;
-preistruttoria del progetto, da effettuarsi sotto la responsabilità di Manfredonia Sviluppo S.C.p.A., finalizzata alla messa a punto delle condizioni richieste per l'adozione e l'espletamento degli atti e degli adempimenti previsti. Tale fase deve essere completata entro il termine di 30 giorni dalla data di invio della documentazione alle Amministrazioni interessate;
-rilascio degli atti, pareri, autorizzazioni ecc., da parte delle Amministrazioni competenti, da effettuarsi, sotto la responsabilità del Responsabile Unico del Contratto d'Area ai sensi del punto 3.5 della delibera CIPE del 21 marzo 1997, entro 20 giorni dal termine della fase di preistruttoria;
Conferenza di servizi, da attivarsi immediatamente nel caso in cui il termine indicato al punto precedente non sia stato rispettato e il Responsabile Unico non sia stato in grado di rimuovere le cause del ritardo. Nel termine di 20 giorni la Conferenza di servizi dovrà pervenire alla conclusione dei procedimenti oggetto della convocazione.
L'Accordo fra le Amministrazioni è stato sottoscritto il 4 marzo 1998 ed è allegato al punto 2:
3) il Protocollo di Legalità nel quale sono definiti gli interventi tesi ad assicurare:
-il rafforzamento del controllo del territorio attraverso l'utilizzazione di moderne tecnologie di sorveglianza e il potenziamento degli uomini e dei mezzi delle forze di polizia;
-l'intensificazione dell'attività info-investigativa nel settore degli investimenti e degli appalti e nella istituzione di linee telefoniche dedicate alla pronta segnalazione di atti intimidatori verso cantieri e attività produttive;
-l'impulso dell'attività di controllo doganale, in materia di rispetto delle norme sul lavoro (avviamento, igiene e sicurezza ecc.);
-prevenzione dei fenomeni di usura mediante il ricorso a strumenti di garanzia atti a facilitare l'accesso al credito.
Detto Protocollo, allegato sotto il punto 3, è stato sottoscritto il 10 settembre 1997.

La Regione Puglia;
La Provincia di Foggia;
Il Comune di Manfredonia;
Il Comune di Mattinata;
Il Comune di Monte S. Angelo;
La Prefettura di Foggia;
Il Consorzio ASI di Foggia;
La CGIL Nazionale;
La CISL Nazionale;
La UIL Nazionale;
La CGIL Provinciale;
La CISL Provinciale;
La UIL provinciale;
La Confindustria;
L'Associazione degli Industriali di Capitanata;
La TE.C.IN. S.r.l.;
La Polidaunia S.r.l.;
La Fedma Textil S.r.l.;
La I.B.F. S.p.A.;
La B.M.P. Manfredonia S.p.A.;
La A.C.E.M. S.r.l.;
La M.G.S. S.p.A.;
Il Consorzio "Manfredonia Sviluppo";
La Agricoltura in Liquidazione;
La Sovraintendenza Archeologica della Puglia;
L'Azienda Sanitaria Locale FG/2 Cerignola;
Il Comando Provinciale dei Vigili del Fuoco di Foggia;
L'ENEL S.p.A.;
L'Ente Autonomo Acquedotto Pugliese.

Per approvazione:
Il Ministero del Tesoro, del bilancio e della Programmazione Economica.




http://www.cgilfoggia.it/documenti/dettaglio.asp?id=106&prov=10