martedì 4 dicembre 2012

RIFIUTI ZERO. OPPURE VENDOLA

SCOPRITE LA DIFFERENZA! Campagna elettorale regionale 2005:
Campagna elettorale centrosinistra 2012:
Tutti gli inceneritori autorizzati da Nichi Vendola: 1) Inceneritori Marcegaglia a Manfredonia (2009), Modugno (2007), Massafra (2006 - attualmente raddoppio) 2) Inceneritore AMIU Statte (2006 - decreto commissariale) 3) Inceneritore Ecodì Taranto (2012) 4) Cementeria di Barletta (2012) 5) Cementeria Cementir Taranto (2011 - revamping) 6) Inceneritore Ecocapitanata Cerignola (2010 - rinnovo)
Leggi anche: DIO RICICLA, VENDOLA BRUCIA.

sabato 17 novembre 2012

Inceneritore a Trinitapoli: si va alla Corte Costituzionale

Nel 2010 il Comune di Trinitapoli ha espresso parere negativo sul progetto della ditta "Energie Verdi Srl" per la costruzione di una centrale elettrica a biomasse di 56 MW sulla strada Vecchia Canosa, fra Trinitapoli e San Ferdinando; parere negativo ribadito dall'ARPA in conferenza dei servizi. Successivamente la Regione Puglia notificava il preavviso di rigetto dell’autorizzazione unica, in cui erano menzionati i pareri contrari esp essi dall’Arpa Puglia e dal Comune di Trinitapoli in sede di conferenza di servizi. Il preavviso era fondato sul mancato rispetto “del requisito previsto dall’art. 4 legge Regione Puglia n. 31/2008 che vieta la realizzazione in zona agricola di impianti a biomasse salvo che gli stessi non siano alimentati per almeno il 40% da filiera corta”; parere adotatto dalla stessa Provincia BAT. La Energie Verdi Trinitapoli s.r.1. ha proposto un ricorso alla Corte Costituzionale, controargomentando che la legge regionale pugliese disciplinerebbe solo le biomasse solide, e non le biomasse liquide, come appunto per la centrale proposta a Trinitapoli .... Ricomincia il patibolo! Ricordiamo che a Trinitapoli, la Sorgenia aveva richiesto anni fa al Ministero dell'Ambiente l'autorizzazione per un rigassificatore, proposta poi sospesa. Per leggere il BURP:http://www.regione.puglia.it/index.php?page=burp&opz=getfile&file=o-2.htm&anno=xliii&num=165

Aggionamento 2014 - Com'è andata a finire? LEGGI QUI.

domenica 11 novembre 2012

Centro di documentazione "Nicola Lovecchio"

Nemo profeta in patria ... Nicola Lovecchio dà il nome ad un centro di documentazione nato a Brindisi, ma Manfredonia lo ha dimenticato nonostante quello che sta uscendo dal suo sottosuolo e nessuna indagine epidemiologica sia stata avviata su lavoratori e cittadini: http://www.brindisibenecomune.it/index.php?option=com_content&view=article&id=366&lang=en

venerdì 9 novembre 2012

In vendita i DVD di "Noi Bruciamo gli Elefanti"

Ecco pronti i DVD di Noi bruciamo gli elefanti! Il prezzo é di 10 euro. Grafica e confezione fatta ad arte! A Cerignola, i dvd si possono trovare in vendita nell'edicola Mercadante (di fronte alla piazza) o all'edicola di Piazza della Repubblica (di fronte al comune) e alla Bottega Stesso Sole! Per la consegna a mano a Foggia, scrivere una email a capitanatarifiutizero@gmail.com. Oppure è possibile scrivere direttamente all'autore sulla pagina facebook "Noi bruciamo gli elefanti", chiedendone la spedizione. Grazie a tutti! Cliccare qui per vedere il trailer lungo

sabato 3 novembre 2012

Ex Saibi, Margherita: Il progetto di "bonifica"

Riccardi: “Farei vivere miei cari vicino l’inceneritore”. Infatti, un parente ci lavorerebbe, secondo voci

Finalmente è arrivata la risposta alle 10 domande sull'inceneritore ETA-Gruppo Marcegaglia in esclusiva su Stato Quotidiano: secondo un commento malizioso di un anonimo, Angelo Riccardi ci farebbe lavorare dei parenti all'impianto.
In attesa della pubblicazione delle nostre controrisposte, leggiamo cosa ha scritto il sindaco di Manfredonia: http://www.statoquotidiano.it/02/11/2012/con-tecnologie-adeguate-farei-vivere-miei-cari-vicino-inceneritore/109245/. Chissà che anche la famiglia Riccardi non stiano vivendo lo stesso dramma salute-lavoro degli operai dell'ILVA e dei taratini ...

3/11 FLASHMOB "VENDO-LA CAPITANATA"

Sabato 3 novembre 2012 17,30 Via Duomo, 6 (Altro Cinema, zona piazzetta) - Foggia
Collegamento all'evento su facebook: https://www.facebook.com/events/396828413721099/?ref=ts&fref=ts

lunedì 29 ottobre 2012

Inceneritore allo zuccherificio. Dopo il flashmob, a che punto siamo?

E ora dopo il flash mob organizzato da M5S e Capitanata Rifiuti Zero il 27/10 davanti alla stazione di Rignano Garganico Scalo, all'ex zuccherificio di Borgo Eridania a Foggia? E' andata molto bene! Innanzitutto non sapevamo esistesse già un comitato informale contro la centrale a biomasse al borgo, e abbiamo deciso di coorganizzare a breve una specie di assemblea condominiale congiunta, per discuterne; qui, proporremo ai condomini di incontrare il sindaco Mongelli, per porre una serie di questioni aperte sul borgo: 1) quale è la posizione del Comune sugli inceneritori e se intende aderire alla Strategia Rifiuti Zero?; 2) perché non viene raccolta quasi mai l'immondizia e non ci sono le campane per la differenziata?; 3) perché, nonostante i condomini versano tutte le tasse (TARSU e IMU compresa), sono costretti a pagarsi da soli l'allaccio alla rete dell'ENEL?; 4) l'acqua che gli abitanti della borgata attingono da un pozzo artesiano può essere controllata microbiologicamente dal Comune di Foggia, visto il probabile inquinamento delle falde acquifere? L'altra questione sul tavolo è la seguente. Il progetto ENTERRA è in possesso di un'Autorizzazione Unica (procedura semplificata standard per gli impianti FER) in base al DLgs n. 387/2003 come recepito dalla Puglia con la D.G.R. n. 35/2007. Di conseguenza, come si legge chiaramente all'art. 8 dell'autorizzazione rilasciata all'impianto nel novembre 2011: "Il termine di inizio dei lavori è di mesi sei dal rilascio dell’Autorizzazione, quello per il completamento dell’impianto è di mesi trenta dall’inizio dei lavori, salvo proroghe per casi di forza maggiore da richiedersi almeno quindici giorni prima della scadenza. Il collaudo deve essere effettuato entro sei mesi dal completamento dell’impianto". Quest'autorizzazione è stata rettificata a fine giugno 2012, dunque l'interrogativo da sciogliere e se quest'ultimo provvedimento vale anche come proroga all'autorizzazione originale di un anno fà. Questo quesito nelle prossime ore verrà protocollato alla Regione Puglia e, per conoscenza, al Comune di Foggia. Siamo certi che oltre al cartello d'inizio lavori, ormai già sbiadito e illeggibile, affisso quest'estate davanti ai cancelli dell'ex zuccherificio, non è stata posta ancora nemmeno la prima pietra dell'impianto. E mancano solo trenta giorni dal termine perentorio imposto dall'autorizzazione regionale, mese in cui dobbiamo continuare a vigilare e pretendere una risposta chiara dalle istituzioni, finora assenti e silenti. Nel frattempo, noi restiamo del parere, come detto ai giornalisti, che se si vuole produrre davvero energia elettrica pulita, anche in quantità maggiori rispetto all'inceneritore (15 MW), basta ricoprire di fotovoltaico i capannoni esistenti e parte dei terreni, ormai compromessi a livello di salubrità dall'attività produttiva del vecchio zuccherificio. Quanto invece all'altra centrale ad olio di palma prevista a Borgo La Rocca, essa essendo stata autorizzata nel novembre 2007 potrebbe essere già un brutto ricordo. Anche qui l'autorizzazione prevede all'art. 5 una scadenza: inizio di lavori entro i anni ed espletamnto entro due anni dall'inizio dei lavori, con possibilità di proroga fino a massimo due anni. Ma è meglio accertarsi! Per approfondire, leggere i vecchi post.

domenica 21 ottobre 2012

Cooperare o avvelenare? Politici manfredoniani sdoganano gli inceneritori in Venezuela

Vi ricordate la scenda di Totò che mette in vendita la fontana di Trevi? Ebbene, i politici di Manfredonia, che non sono nemmeno stati buoni a mettere nella lista dei 27 occupati all'impianto di contrada Feudo della Paglia, vicino Borgo Tressanti, i loro "nipoti", ora si vendono al cospetto dei diplomatici venezualeni. Come uomini capaci di esportare tecnologie obsolete e dannese per trattare i rifiuti come gli inceneritori, quando non sanno che nel 2012 una risoluzione dell'Europarlmento ha proposto per la prima volta l'obbiettivo di uscire del tutto dal sistema dello smaltimento via termodistruzione e discarica, considerando valido solo il riciclo totale della materia. Per leggere la notizia: http://www.frontieratv.it/articolo.asp?id=635&fb_source=message

lunedì 15 ottobre 2012

Caro blogger preparati a rettificare

Julian Assange è chiuso nell'ambasciata ecuadoregna a Londra per sfuggire al mandato di estradizione della Svezia (e di Obama) e neanche noi blogger italiani ce la passiamo bene. Se Sallusti sbaglia, pagano i blogger! Che poi per il fatto di non fare giornalismo di professione in Italia, sono gli unici veramente
liberi. http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/10/12/caro-blogger-preparati-a-rettificare/380346/

venerdì 12 ottobre 2012

L'undicesima domanda a Vendola. Gli inceneritori di Emma Marcegaglia

L'Unità ha pubblicato una lista di dieci domande a Nichi Vendola, a cura di Salvatore Maria Righi detto "Aldro". Ovviamente si parla molto di Taranto e della sanità pubblica. Ma manca una domanda altrettanto importante, che riguarda gli accordi sul finanziamento della campagna elettorale di Vendola per diventare "premier". Vendola ha mai autorizzato illegalmente gli inceneritori della Marcegaglia in Puglia (uno dei quali, a Manfredonia, attende di essere acceso)? Al nostro governatore regionale consigliamo uno slogan: "Rifiuti Zero Oppure Vendola". Blog 3 Santi all'inferno

lunedì 1 ottobre 2012

Pazienza, se la Provincia oggi approva un altro inceneritore a Sant'Agata.

Oggi martedì 2 ottobre alla Provincia di Foggia si riunisce il comitato VIA per decidere sull'approvazione del progetto di inceneritore AgriTRE a Sant'Agata di Puglia. Pazienza ... Sarà subito dopo il dirigente del settore ambiente provinciale Giovanni Dattoli a rilasciare il parere favorevole alla VIA (Valutazione d'Impatto Ambientale), una merà formalità. Pazienza ... L'assessore all'ambiente della Provincia di Foggia ha già annunciato che non entrerà nel merito della scelta, del resto le Province non hanno deleghe in materia di politiche energetiche e non potrebbero nemmeno chiedere una moratoria, cioè uno stop alle autorizzazioni rilasciate dalla Regione, se lo volessero. Pazienza ... Stiamo ancora aspettando quel tavolo promesso mesi fa fra cittadinanza attiva, imprese e politica, per discutere di una pianificazione provinciale minima in materia di rifiuti ed energia, cosa che sarebbe comunque utile visto che alcune autorizzazioni (è il caso di Sant'Agata sono provinciali). Ma, Pazienza, in realtà vi è solo 'deregulation'. A che cosa serve un giovane assessore, ricercatore universitario in Environmental Sciences, se poi tutto ciò si riduce all'ennesima interpretazione del ruolo di Ponzio Pilato, che "se ne lava le mani", e che si pone l'obbiettivo di ridurre del 20% le emissioni entro il 2020 col PAES (Piano d'Azione per l'Energia Sostenibile nell'ambito del Patto dei Sindaci) quando negli ultimi anni i gas inquinanti prescritti dal Protocollo di Kyoto sono più che raddoppiati nella Daunia. Pazienza Pasquale è l'assessore provinciale all'ambiente e allo sviluppo economico, ma è un tecnico, pazienza ... Anche l'assessore provinciale all'agricoltura Santarella se n'è lavato le mani con delle argomentazioni incoerenti: http://www.lagazzettadisansevero.it/dblo/articolo.asp?articolo=7868 AGGIORNAMENTO: Martedì 2 ottobre si è riunito il comitato VIA della Provincia ed ha approvato il progetto, adesso mancano solo le pure formalità della redazione della determina da parte del dirigente provinciale del settore ambiente Giovanni Dattoli e l'ok della Regione Puglia per la connessione alla rete elettrica.

La turbogas di San Severo non pubblica i report, ma finanzia monumento a Giovanni Paolo II

Riportiamo uno stralcio da un comunicato delle ore scorse di Bruno Maizzi, presidente del Movimento Consumatori di Capitanata: "L’amministrazione comunale continua ad essere sorda alle richieste dei cittadini, per questo chiederò l’intervento del Prefetto. Da mesi, tutte le richieste dei cittadini restano senza riscontro alcuno ... Abbiamo chiesto un confronto sui benefici relativi alle partite I.V.A. destinati dall’En Plus ai sanseveresi, ma che ancora non partono. Abbiamo chiesto spiegazioni riguardanti la decisione di costruire una statua dedicata a Giovanni Paolo II sempre con i soldi derivanti dall’En Plus, che andrebbero secondo noi destinati ad altri interventi". Ma quali benefici? La Puglia produce già il doppio di energia elettrica rispetto al suo fabbisogno, esportandola nelle altre regioni (eppure molta viene dispersa perché la rete è obsoleta); soltanto la Provincia di Foggia ospita il 20% del potenziale nominale eolico di tutto lo Stivale e c'è già una turbogas attiva da qualche anno a Candela, che dovrebbe bastare. Se è uno è contrario alla costruzione della centrale, lo è fino in fondo, e non elemosina spiccioli per sé e "per la comunità". La turbogas di San Severo produce da sola la stessa quantità di inquinamento (PM10 e PM2,5) di una città della grandezza di Bari, e quest'aria la respirano tutti i cittadini di San Severo e del Tavoliere. Le nanoparticelle non guardano se uno ha partita IVA e hanno effetti micidiali sulla salute, per non parlare della salubrità del territorio. E' quanto meno fuoriluogo dedicare una statua al Papa, quando non c'è ancora nessuna trasparenza sulla pubblicazione dei monitoraggi mensili sulla qualità dell'aria, così com'è fuoriluogo usare la presa sulla gente di un argomento così delicato per farsi campagna elettorale anticipata ...

COMUNICATO STAMPA. UN INCENERITORE NELLA DISCARICA DI CERIGNOLA?

Con pubblicazione sul Bolletino regionale del 5 luglio 2012, la società di Bolzano LADURNER (che gestisce l'inceneritore di Venezia) ha richiesto al Settore Ambiente della Provincia di Foggia l'autorizzazione per un bruciatore con assetto cogeneretivo per produrre energia elettrica dalla combustione dei gas prodotti dalla discarica di Cerignola, in contrada Forcone-Cafiero. Come al solito, la popolazione non è stata informata e l'avviso non è stato fatto circolare sui quotidiani. Questo silenzio è - però - fortemente sospetto. Contemporaneamente, il Consorzio dei Comuni del Basso Tavoliere, con a capo il sindaco di Cerignola, e l'azienda di proprietà pubblica SIA, che gestiscono raccolta differenziata e smaltimento in discarica nel bacino FG4 sta per acquistare, grazie ad un cofinanziamento regionale, un trituratore di rifiuti, cioè un impianto che produce frazione secca combustibile per gli inceneritori. Strana, appunto, sospetta coincidenza! Tuttavia, per amor del vero (e della precisione e della corretta informazione della cittadinanza), va precisato che un impianto a biogas nella discarica di Cerignola è un chiaro obbligo normativo già da tempo, in quanto il gas naturale (metano) e gli altri composti aerei prodotti dal processo di fermentazione dei rifiuti organici vanno bruciati in apposite caldaie con recupero energetico ("cogenerazione", in quanto producono calore ed energia termica), per non essere disperso in modo incontrollato nell'aria o bruciato in torce senza nessuna tutela ambientale. L'impianto proposto dall'azienda di Bolzano sarebbe, dunque, in sé qualcosa di positivo, a meno che non sia adatto anche a bruciare i rifiuti tal quale ... ma ci aspettiamo chiarimenti in merito da parte dell'amministrazione comunale di Cerignola. Ciò che non quadra affatto in questa vicenda è, appunto, il fatto che la discarica di Cerignola avrebbe dovuto già da tempo dotarsi di questo impianto, la cui autorizzazione era già stata richiesta dalla stessa SIA qualche anno fa. L'impianto non è mai stato realizzato per mancanza di liquidità; dunque, è adesso la stessa società già in precedenza incaricata della progettazione della caldaia a biogas a volerlo realizzare e gestire direttamente, pagandolo di tasca propria e ovviamente percependo tutti i lauti incentivi per le fonti rinnovabili che si otterrebbero dalla conduzione di quest'attività in una specie di subappalto. Non c'è che dire: una perdita economica, oltre che ambientale, per l'azienda locale e profitti solo per gli altoatesini. La vendita di ben 2 MW elettrici di corrente avrebbe potuto ripagare in parte i costi ingenti di gestione del percolato, che fuoriesce dalla discarica e che viene smaltito a peso d'oro in impianti nel Molise. Chi ci guadagna? Sarebbe stato più semplice invece realizzare l'impianto a biogas con la metodologia del project financing: in pratica, le banche avrebbero anticipato l'investimento necessario al Consorzio e alla SIA FG4, per poi vedersi restituita la somma con gli interessi dopo i primi anni di funzionamento. Un investimento duraturo (la discarica produrrà gas per almeno altri 30 anni), di sicuro ritorno perché ecoincentivato e - soprattutto - mirato al benessere della collettività, in quanto la proprietà e i guadagni sarebbero rimasti nel territorio ofantino. In conclusione, bisogna dire "basta" all'attuale pratica di destinare i tributi che la metà dei Comuni della Provincia di Foggia pagano per venire a scaricare a Cerignola, e le relative compensazioni ambientali per Cerignola, ad altri capitoli di spesa nel bilancio comunale, per tappare buchi creati in settori diversi dell'amministrazione della cosa pubblica; questi soldi dovrebbero finanziare esclusivamente la raccolta differenziata. Nel 2011 sono state conferire a Cerignola 156 mila tonnellate di rifiuti urbani. Di queste, si contano ben 92 mila tonnellate di rifiuti urbani non differenziati, cioè conferiti "tal quale". Ciò significa: più percolato e gas. Dunque oltre la metà (circa il 60%) del rifiuti finisce in discarica senza ricevere alcun trattamento di biostabilizzazione, come obbligatorio ai sensi della "direttiva discariche" 1999/31/CE. Va detto che questa stessa situazione che affligge anche la discarica di Malagrotta a Roma (la discarica più grande d'Europa) e molte discariche italiane, tant'è che la UE ha aperto una procedura d'infrazione nei confronti dell'Italia che potrebbe concludersi con una maxi-multa ai danni dello Stato italiano. E in Puglia? Secondo la commissione ambiente UE queste violazioni non hanno luogo nella nostra regione, forse non hanno mai sentito parlare di Cerignola e Conversano. Evidentemente, questa situazione è degna di un esposto alla commissione europea ...

martedì 18 settembre 2012

A San Nicandro Garganico un inceneritore di rifiuti sanitari?

Nella Gazzetta del Mezzogiorno del 18 settembre 2012 (sezione: Gazzetta di Capitanata) c'è un piccolo trafiletto in cui s'annuncia un convegno di presentazione di un progetto di impianto di pirolisi per smaltire rifiuti sanitari a San Nicandro sul Gargano, domani (mercoledì). Il segretario del PD locale, Matteo Vocale, è stato il primo a denunciare questo scempio, precisando che - secondo lui - "si sta solo perdendo tempo" cercando alternative all'unico progetto ritenuto "valido" dal Partito Democratico, la discarica (che lui chiama "biostabilizzatore"); inoltre, secondo Matteo Vocale ci sarebbe l'aggravante che il cosiddetto piroscissore proposto dalla maggioranza di governo attuale dell'UDC non è in realtà previsto dal piano regionale dei rifiuti urbani (come del resto, anche il progetto, ora ritirato, della discarica non lo era, appunto).

In realtà, il pirolizzatore non è altro che un inceneritore, e basta fare una ricerca su google per rendersene conto. Pirolizzatore = termovalorizzatore = inceneritore. Chiaro? Gli eufemismi non servono ...

Un piccolo inceneritore di rifiuti speciali ospedalieri, Ecocapitanata Srl., è stato attivo per venti anni nella zona industriale di Cerignola, prima di essere chiuso negli scorsi mesi per "sforamenti" di diossina di 16 volte superiori ai limiti consentiti per legge. Nel 2010 l'attuale sindaco di Cerignola, il medico Antonio Giannatempo, ne aveva autorizzato l'ampliamento. Oggi è spento.

venerdì 17 agosto 2012

La Daunia e i granai del mondo a secco


Certo, manca già l'acqua, con tutte le centrali termiche (inceneritori e turbogas) in progetto e già funzionanti nel "Granaio d'Italia", la Daunia, non ce ne sarà più per nessuno, solo per gli speculatori che attingeranno sempre più a fondo dalla falda acquifera comune.

http://federico-valerio.blogspot.de/2012/08/i-granai-del-mondo-secco.html?spref=fb

mercoledì 15 agosto 2012

Giuseppe Di Vittorio sull'apecar il 17 agosto a Taranto!

Qualche giorno era balzato l'occhio su un comunicato stampa un po' ambiguo dell'associazione Casa Di Vittorio. L'ambiguità è data dal seguente capoverso: "Le istituzioni territoriali e nazionali, con il sostegno delle organizzazioni sindacali e datoriali, hanno
intrapreso un concreto percorso di miglioramento delle condizioni di sicurezza e di sostenibilità della
produzione dell’acciaio a Taranto che ora bisogna condurre a buon fine così da garantire la più efficace
mediazione degli interessi in campo."
; nel comunicato di solidarietà ai lavori si auspica convenzionalmente "il superamento della contrapposizione tra produzione industriale e ambiente", senza mai fare riferito invece al nodo centrale di tutta la vicenda, che sono la necessità improrogabile di bonificare il territorio e la colpa della famiglia Riva e delle istituzioni che hanno autorizzato questo scempio fino a pochi giorni fa. Ad ogni modo, il commento contrapponeva a questo comunicato burocratese dell'associazione Di Vittorio, le parole di Alessandro Marescotti di Peacelink, degne del nome di Giuseppe Di Vittorio, e della storia che rappresenta, il movimento dei lavoratori. "Se la vostra prospettiva e' il futuro, la soluzione delle bonifiche e' a portata di mano e puo' contare sui fondi strutturali europei che - se non usati per le bonifiche - cesseranno il 31 dicembre 2013. Occorre dunque far presto e mettere in campo un progetto che veda i lavoratori dell'Ilva protagonisti del disinquinamento. Occorre fare come nella Ruhr in Germania dove e' stato compiuto un provvidenziale ed efficace recupero civile e paesaggistico delle aree degradate dall'inquinamento. Ora la Ruhr e' rinata ed e' un polo attrattivo. " Tipica di Di Vittorio è, infatti, la ricerca di una visione unitaria, dove si possono superare le contraddizioni sociali in un "futuro", non distante, ma a portata di mano e accessibile a tutti. Oltre al commento, facevo poi una riflessione che mi era sembrata al momento peregrina, ma in realtà nemmeno tanto, paragonando il sidecar rosso con cui Di Vittorio (in quegli anni, segretario della Camera del Lavoro di Minervino) percorreva la Puglia, avendo la possibilità di portare un passeggero e senza esser eccessivamente legato alla ferrovia dell'epoca, con invece l'apecar (seconda la stampa, un furgoncino) con a bordo alcuni lavoratori dell'ILVA (seconda la stampa, pericolosi black block), ad interrompere a Taranto la manifestazione dei sindacati gridando: "Fateci largo, abbiamo il cervello" (su youtube sono disponibili tutti i video). Interrompendo di fatto Landini della FIOM, prima che questi potesse prendere parola dopo la CGIL e la CISL; ma anche nel suo discorso, dopo che gli organizzatori hanno abbandonato la piazza dei lavoratori, spostando altrove il palco, le parole 'bonifica' e 'futuro' non sono emerse, bensì la possibilità di studio da parte dell'UE di un "piano europeo per la siderurugia verde". Mah, sarà ... speriamo!

Oggi è arrivato via mailing list questo messaggio che contiene un comunicato stampa di Alessandro Marescotti, in cui si parla del nostro Peppino Di Vittorio:


Io credo che il grande Giuseppe Di Vittorio venerdì sarebbe alla guida dell'Apecar, se solo fosse vivo.

E che ci guiderebbe contro il profitto assassino.

Ogni mese due persone due persone a Taranto sono uccise dall'inquinamento industriale: i tre ministri che vengono a Taranto dovrebbero ringraziare la GIP Todisco che vive sotto scorta. Invece vengono per fermare il corso della Giustizia.

Il 17 agosto invito tutti i cíttadini, con i loro figli e nipotini, a scendere in strada dietro l'Apecar. Appuntamento alle ore 8.30 in piazza Castello. Per i bambini di Taranto, al fianco dei magistrati.

Creiamo un muro umano per difendere la Vita e la Giustizia.

Il 17 agosto da Taranto parte un movimento per tutte le citta' italiane inquinate. Creeremo un fronte nazionale e non ci fermeranno più. Chi ha governato sulla nostra sofferenza dovra' risponderne di fronte alla Magistratura. Saranno giudicati e per questo temono la legalita'.

Alessandro Marescotti
Presidente di PeaceLink
www.peacelink.it




Quella rete di relazioni con i dirigenti regionali

Per leggere l'articolo, scarica l'immagine.

mercoledì 8 agosto 2012

INCREDIBILE, TUTTE LE INDUSTRIE DI MANFREDONIA SCARICANO A MARE SENZA DEPURATORE



E la chiamano bonifica! Intanto, continuano a scaricare sia i reflui dell'isola 10 sia quelli delle industrie attualmente in funzione, autorizzandoli in blocco anche se non c'entrano niente fra di loro. Intanto, siamo già al secondo rinnovo dell'autorizzazione "provvisoria" a scaricare. Quando sarà autorizzato il depuratore (contando pure il tempo di costruzione)? Probabilmente, mai, perché ormai sarà già stato scaricato tutto a mare e alla fine non servirà nemmeno più.
- http://www.statoquotidiano.it/07/08/2012/manfredonia-scarichi-in-mare-di-reflui-da-isola-10-syndial-autorizzata/92747/
- http://www.statoquotidiano.it/09/08/2012/reflui-da-depurazione-syndial-autorizzata-dal-trattamento-allo-scarico-in-mare-video/93158/

L'autorizzazione all'albo pretorio della Provincia:http://www.provincia.foggia.it/determine_long.php?Rif=81&long=89284185

Un articolo simile di un anno fa:
http://www.statoquotidiano.it/10/08/2011/scarico-acque-meteoriche-sangalli-autorizzata-da-provincia-ma-niente-verdura-cruda-nei-terreni-circostanti/54388/

domenica 5 agosto 2012

Quanto ci costa il commissariamento della gestione rifiuti in Puglia?

Anche se ufficialmente terminata nel 2008 l'emergenza ambienntale, esiste ancora un "ufficio stralcio" del commissario delegato Nichi Vendola con sede in Corso Sonnino (cioè la presidenza stessa della Regione Puglia), da cui continuano ad essere emesse ordinanze che entrano molto spesso nella ordinaria gestione dei rifiuti da parte dei consorzi e dei Comuni. Si può pensare alla strada di una vertenza patrimoniale nei confronti del governatore pugliese?
http://www.linkiesta.it/bassolino-corte-dei-conti#ixzz22f1Sl1VP

venerdì 3 agosto 2012

Nascosto incidente all'ENICHEM. Che credibilità ha il sindaco di Manfredonia Angelo Riccardi?

Che credibilità ha quest'uomo, che il primo responsabile della salute pubblica dei Manfredonia?
C'è stato un incidente, ma non ne sapevamo niente. Ma sapevamo solo che l'ARPA ha eseguito in aprile a più ripetizione rilevamenti della qualità dell'aria, monitorando in particolare l'arsenico. La popolazione, però, non è stata informata dell'incidente, in cui è stata provocata la rottura di un "filtro" contenente oltre all'arsenico, nanopolveri che sono state dispensate nell'aria ...

Come possiamo credere che questo servitore dello Stato possa informare la popolazione tempestivamente dei rischi di incidenti all'inceneritore ETA del Gruppo Marcegaglia? Quest'uomo risulta, infatti, in base all'autorizzazione sanitaria dell'impianto (emanata nel 2010 dall'allora sindaco Paolo Campo) il responsabile degli effetti dell'impianto sulla sull'ambiente, sulle colture agricole pregiate e sulla popolazione non solo di Manfredonia, ma anche Cerignola, Foggia, Zapponeta e Cinque Reali Siti. L'inceneritore è pronto ormai ad essere accesso. Non c'è ancora nessuna traccia dei campionatori di diossina in continua che avrebbero dovuto essere posizionati sulle abitazioni circostanti l'impianto. Possiamo dormire sogni tranquilli quando la nostra salute è in mano SOLTANTO "alla buona fede" del Gruppo Marcegaglia e al loro desiderio di profitto?

Di fronte alle nostre richieste di ritirare l'autorizzazione sanitaria all'impianto Angelo Riccardi ha sempre definito il suo ruolo "marginale", rispetto alle autorizzazioni rilasciate dal comitato tecnico dalla Regione Puglia. Sì, contrario all'inceneritore, a differenza del suo predecessore, ma con le mani legate. Angelo Riccardi è sicuro di poter dormire sogni tranquilli e che non sarà lui a dover pagare eventuali coresponsabilità civili, penali e patrimoniali?




Lo scorso aprile, una manovra azzardata durante l’abbattimento di una torre del vecchio impianto di fertilizzanti chimici chiuso nel 1991 ha disseminato nell’aria arsenico...
http://www.salviamoilpaesaggio.it/blog/2012/08/ancora-incidenti-durante-la-bonifica-dellex-enichem-di-manfredonia/

domenica 22 luglio 2012

Sulla stampa è cominciata la campagna acquisti dell'inceneritore di Borgo Eridania


E' cominciata sui quotidiani locali la campagna acquisti della Enterra, società che ha ottenuto il permesso a costruire un inceneritore di "biomasse" nell'agro di Foggia. Dalle pagine de "L'Attacco", il rotocalco a noi noto perché un anno fa ha pubblicato un'intervista a quattro di Franco Bellizzi, in cui i sindaci Giannatempo (Cerignola) e Riccardi (Manfredonia) elemosinavano gli ultimi spiccioli a Garavaglia, amministratore delegato del Gruppo Marcegaglia.

La turbogas Enplus di San Severo ha insegnato qualcosa: nella convenzione per le cosiddette compensazioni ambientali prevedere una clausola per dare lavoro ai giornali locali, comprando gli spazi pubblicitari per "periodiche inserzioni informative" è una mossa vincente: intanto, il quarto potere non esprimera mai dei seri dubbi sulla centrale termoelettrica e né pubblicherà i comunicati stampa della cittadinanza, anche se di fatto questi spazi per le inserzioni non sono stati mai richiesti. Dovessero farlo - e finché non lo fanno c'è speranza -, sceglieranno sicuramente la testata che si è dimostrata più riverente al potere: questo è il ragionamento di un direttore editoriale. Se poi questa promessa da parte dei gestori della centrale rimane solo sulla carta, allora si pubblica un trafiletto sui "controlli delle emissioni" della centrale, e puntualmente parte la campagna acquisti della stampa locale.
Poi, c'è chi anticipa i tempi, come la TRE (Gruppo Tozzi), per esempio, la cui campagna è cominciata con "Il Mattino di Foggia" subito dopo la presentazione del progetto alla Provincia (il cui Settore Ambiente starebbe approposito per rilasciare l'autorizzazione).
Ma veniamo senz'altro all'inceneritore di Rignano Scalo della ENTERRA (alla fine dell'articolo sono pubblicate le foto del cartello di inizio lavori). Il Comune di Foggia, in particolare la tecnostruttura diretta dall'ing. Francesco P. Affatato (a capo dell'urbanistica, ma con delega all'ambiente e fino a pochi mesi fa anche al SUAP, lo sportello unico per le attività produttive: insomma, un vero Octopus!) si è lasciata sfuggire in un documento del Piano Urbanistico Generale, o in breve "PUG", che l'impianto è previsto a funzione del ciclo integrato dei rifiuti.
Anzi, c'è da aggiungere una recente ordinanza del governatore Nichi Vendola ha già disposto di cominciare a produrre "ecoballe" da stoccare momentaneamente nella discarica di Passo Breccioso, anche se questa prassi è illegale. Faremo la fine della Campania, con un solo inceneritore a Acerra e montagne di ecoballe stoccate all'aperto? Una cosa è certa, speriamo di non fare la fine della Capitanata, sommersi da inceneritori e asfissiati dalle polveri sottile e le nanoparticelle!

La società Enterra, da par suo, dichiara di non aver intenzione di bruciare rifiuti. Ma le caratteristiche tecniche di una caldaia atta a bruciare "biomasse solide" sono le stesse di una da rifiuti o CDR. Inoltre, non basteranno tutti gli sfalci di potature di ulivo della Puglia per alimentare un impianto di queste dimensioni (identiche a quello del Gruppo Marcegaglia tra i borghi Tressanti e Mezzanone). A pensar male si fa peccato, ma spesso ci si azzecca: il dubbio, dunque, è che la fattibilità dell'investimento stia nella combustione illegale dei rifiuti speciali, visto che nessun li vuole e non si sa mai dove farli sparire? A tal proposito, è istruttivo ciò che è successo al Dottor Scotti, titolare di una "centrale a biomasse" (scarti della produzione del riso) a Pavia che è stato beccato a bruciare rifiuti speciali: arrestato e condannato a restituire decine di milioni di euro acquisiti grazie ai "certificati verdi".

Ma nemmeno l'ipotesi che la costruzione dell'ennesimo inceneritore di agromasse in Capitanata sia una sorta di bandierina per marcare un territorio perennemente in crisi rifiuti, dove da un momento all'altro il Governo nazionale può far scattare l'emergenza, imponendo la militarizzazione del territorio ed in particolare dei siti di smaltimento e bruciare rifiuti al posto delle biomasse in deroga alle attuali autorizzazioni. Molti sperano che l'inceneritore Marcegaglia non entri mai in funzione, perché costruito senza una serie di cautele tecniche e legali. Fra questi, purtroppo, ci sono tanti imprenditori senza scrupoli pronti ad accappararsi i rifiuti del foggiano e del resto della Puglia, proponendo in giro per la Daunia diverse centrali: Carapelle Energia, Ecoenergia a Borgo La Rocca e Enterra a Borgo Eridania (Foggia), AgriTRE a Sant'Agata di Puglia, e persino Castelluccio Valmaggiore, San Paolo di Civitate, e così via.
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Per approfondire il caso Enterra: http://noinceneritoretressanti.blogspot.de/2011/12/einterrogazione-parlamentare-di.html

domenica 15 luglio 2012

"Ecoballe" foggiane ...

La Regione Puglia ha autorizzato la discarica di Passo Breccioso a smaltire il CDR (combustibile derivato dai rifiuti o più semplicemente "ecoballe"). Ci chiediamo com'è possibile visto che il CDR è un rifiuto speciale che in quanto tale dovrebbe essere conferito negli inceneritori o al massimo in apposite discariche. Una domanda retorica, visto che questa pratica è certamente non a norma, essendo la discarica di Foggia destinata solo a rifiuti solidi urbani. Qui c'è puzza di bruciato ... L'ARPA non ha espresso nessun parere su questa pratica di stoccaggio illegale. Sembra dunque che sarà questo il destino delle ecoballe prodotte negli impianti di Foggia, Cerignola e Deliceto fin quando l'inceneritore in fase di collaudo a Manfredonia (o gli inceneritori, tre dei quali sono a Foggia città): materiali preziosi ad alto contenuto di metalli, cartone e plastiche che, anche se non vengono fortunatamente bruciati, comunque non verranno mai riciclati. L'ennesimo spreco!
L'ordinanza integrale della Regione Puglia firmata da Nichi Vendola è scaricabile qui: https://www.box.com/s/6d1928b252a59741a5eb.

venerdì 29 giugno 2012

Ancora polemiche, ma nessun monitoraggio della turbogas di San Severo

Si affaccia l'estate e come l'anno scorso luglio e agosto faranno segnare valori quasi d'allarme per la concentrazione di ozono e altri inquinanti nell'aria durante l'accensione della centrale a gas naturale. Riportiamo un comunicato stampa del Movimento Consumatori sulla centrale turbogas di San Severo, che sembra purtroppo una fotocopia di uno inviato sei mesi fa (il problema resta ...):
Il monitoraggio della qualità dell'aria dopo l'entrata in funzione della centrale termoelettrica En Plus resta un’incognita per i sanseveresi. A chiedere lumi all’amministrazione comunale e la pubblicazione dei dati relativi alle emissioni è Bruno Maizzi, presidente provinciale del Movimento Consumatori che da tempo sollecita l’amministrazione a dare seguito alla convenzione stipulata con l’Enplus. L’accordo stipulato a Dicembre 2011 tra Comune e società energetica, prevede tra l’altro la pubblicazione mensile dei dati relativi alle rilevazioni delle due centraline situate nei pressi della centrale di località Ratino e l’attivazione in città di due monitor su cui seguire in tempo reale le concentrazioni dei gas emessi dall’impianto. “Ciò che chiedo all'amministrazione comunale – spiega il presidente Maizzi –, è di rendere pubblici i dati relativi al monitoraggio della centrale termoelettrica in località Ratino. Attualmente sul sito istituzionale del Comune sono solo presenti i report inviati dalla società che gestisce l'impianto, ma non quelli dell'Arpa. Una circostanza alquanto anomala perché la rilevazione dei dati dovrebbe essere affidata ad un soggetto terzo e non ai gestori dell’impianto. Non ci sembra che questi siano gli accordi della convenzione sottoscritta tra Comune ed En Plus”. Dal movimento, che da sempre si fa garante dei diritti dei cittadini ,chiedono all'amministrazione di palazzo Celestini si spiegare i motivi che rallentano l’installazione dei monitor da collocare in piazza Municipio per fa conoscere a tutti i dati del monitoraggio della centrale a turbogas. “A seguito della convenzione – aggiunge il presidente Maizzi -, ci aspettavamo che l’azienda, secondo quanto previsto dal decreto autorizzativo dell’impianto n° 55/2002, rendesse noti, periodicamente alla popolazione i tassi di emissione gassose. Invece gran parte della popolazione ignora quali siano le sostanze gassose che da molti mesi si respirano in città». Secondo il presidente del Movimento Consumatori, inoltre, occorrerebbe anche verificare le prescrizioni a cui l'impianto deve assolvere. “Già in passato abbiamo sollecitato tali interrogativi – conclude il presidente Maizzi –, tuttavia da palazzo Celestini nonostante le solite rassicurazioni non abbiamo avuto nessun riscontro alle nostre richieste. La convenzione è stata annunciata in città come strumento per effettuare maggiore controllo e verificare le prescrizioni a cui l'impianto deve assolvere, una serie di opere pubbliche che ad oggi, lo ripetiamo, sono passati diversi mesi dalla sottoscrizione della convenzione eppure i cittadini non hanno ancora avuto nessun riscontro in termini di mitigazione ambientale e di controllo delle emissioni. Come mai?”

Persino il SEL di Manfredonia è contro l'inceneritore di Vendola

Sel: "Il porta a porta, o l’inceneritore della Marcegaglia, per gestire i rifiuti?"
In ordine all’ormai spinoso problema della raccolta differenziata e dell’inceneritore è ormai giunto il momento di dire qualcosa in merito, considerata la confusione che ormai regna nella città grazie anche ad una serie di dichiarazioni contrastanti tra loro e non sempre fondate su dati certi. Intanto, sarebbe opportuno che il Comune facesse chiarezza sulla linea politica che intende seguire in merito al problema, che è una delle vere questioni da affrontare con coraggio e determinazione. Si vuole gestire i rifiuti utilizzando l’inceneritore della Marcegaglia oppure si vuole attivare un sistema di raccolta porta a porta? Delle due, l’una… . Deciso ciò, si vuole fare una task force e capire come recepire i fondi per attivare il servizio? Scienziati del calibro di Connett - candidato “premio Nobel” nel campo e professionista di fama mondiale - sostengono che gli inceneritori sono dannosi per la salute della popolazione, perché immettono nell’aria nanoparticelle, le quali, se respirate a lungo, si depositano nei polmoni provocando cancri mortali e se si depositano sui terreni li rendono contaminati e pertanto inquinati. Il Comune di Manfredonia intende perseguire questa linea? Lo studio e l’esperienza del prof. Cavallo della Coop. “Erica” di Alba (CN) ed ex assessore di questo comune permettono di comprendere che fare la differenziata significa risparmiare denaro, poiché si riducono le spese per il conferimento in discarica, e questo risparmio viene distribuito, sottoforma di stipendi, agli operatori ecologici che si occupano della raccolta. I rifiuti differenziati, poi, vengono venduti ai consorzi di filiera, generando un ulteriore ‘aumento di cassa’. A sostegno di tutto ciò l’OCSE afferma che la raccolta differenziata genera 3 posti di lavoro per ogni 100 abitanti e Manfredonia ne ricaverebbe circa 200. Al contrario, invece, un inceneritore ne impiegherebbe non più di qualche decina, ma con un tasso di inquinamento decisamente molto alto. Noi del SEL di Manfredonia crediamo che dopo lo scempio dell’Enichem tutto questo, la nostra città, non lo merita. Ma come trovare i fondi necessari per avviare questi progetti? I ntanto - come ha già dichiarato anche il Sindaco Riccardi durante il meeting del “Rotary club” -, la Regione Puglia ha destinato alla città circa 300 mila euro per attivare il ciclo della raccolta differenziata porta a porta; il progetto è stato fortemente promosso dal SEL ed è stato seguito direttamente da qualche suo componente. Forse è il caso che si sappia che circa un anno e mezzo fa un bando regionale relativo a questo è andato perduto, probabilmente per l’inerzia di qualche assessore comunale. Purtroppo abbiamo una giunta assessorile, la cui età media supera abbondantemente i 55 anni. Chissà se qualcuno di loro sa usare almeno il computer… . Il SEL di Manfredonia – fortemente sensibile al problema - è in contatto con l’Università di Bari in ordine ad un brevetto sulle acque reflue e sullo smaltimento dei fanghi biologici. A breve organizzeremo un convegno a Manfredonia dal quale si evinceranno i vantaggi in termini economici ed occupazionali. Non dimentichiamo che ‘raccolta differenziata’ vuol dire anche creare un indotto per l’energia alternativa. “Un pessimista vede la difficoltà in ogni opportunità, un ottimista vede l’opportunità in ogni difficoltà”. Wiston Churchill Il segretario cittadino di ‘Sinistra Ecologia e Libertà’ Avv. Michele La Torre

domenica 24 giugno 2012

A Sannicandro di Bari vogliono fare un bell'inceneritore di rifiuti. Lo sai?

Sapere è un po' potere, ma sapere che vi è un inceneritore in fase di autorizzazione è già metà bloccarlo, se si compiono però i passi del caso (osservazioni entro 60 giorni). Il gassificatore, che altro non è che un inceneritore, viene proposto dalla società "Altra Tensione" e localizzato tra i Comuni di Acquaviva, Sannicandro di Bari e Grumo Appula. http://www.regione.puglia.it/index.php?page=burp&opz=getfile&file=57.htm&anno=xliii&num=89

La propaganda della Regione Puglia sui tumori dei pugliesi

di Agostino Di Ciaula (Medici per l'Ambiente ISDE Puglia) In data 4 aprile 2012 è stato divulgato dalla Regione Puglia un comunicato stampa (http://www.regione.puglia.it/index.php?page=pressregione&id=12704&opz=display) nel quale si informano i pugliesi come secondo i dati ISTAT “la Puglia sia la regione italiana con il tasso di mortalità grezzo più basso del Paese, con un valore di 83,7 per 1000 abitanti rispetto alla media nazionale di 94,6 (dati 2008)”. La Regione ci informa che l’importanza di questi dati sta nel doversi basare su essi per definire le “priorità di intervento delle strategie di prevenzione a livello individuale e collettivo” e che queste informazioni servono “all’elaborazione delle direttrici di una programmazione sanitaria che sia pienamente rispondente ai bisogni di salute della popolazione”. Se effettivamente sono queste le intenzioni della Regione Puglia, è opportuno che aggiorni e completi le informazioni in suo possesso.

Le informazioni divulgate con tanto ottimismo e in tipico stile propagandistico sono infatti solo parziali, come è facilmente intuibile dalla visione della curva di crescita del tasso di mortalità per tumore maligno nei pugliesi di entrambi i sessi, che è in progressivo e costante aumento. Questa informazione è derivata dallo stesso database ISTAT (“Health for All”) dal quale derivano i dati divulgati dalla Regione Puglia, ma non ne è stata fatta menzione. È vero che, come viene riportato nel comunicato “Il tasso di persone che ha riportato di avere un tumore nel periodo 2004-2005 è inferiore al dato italiano”, ma è anche vero che stiamo rapidamente recuperando terreno e che ci sarebbe da chiedersi perché. Ci sarebbe da ricordare, parlando di prevenzione, la lezione di Lorenzo Tomatis: "Quando si parla di prevenzione del cancro, tutti pensano alla cosiddetta diagnosi precoce, ma c'è una prevenzione che si può fare a monte, cercando non di limitare i danni della malattia diagnosticandola al più presto, quanto piuttosto di evitare l'insorgere del cancro, impedendo l'esposizione alle sostanze che lo provocano. La PREVENZIONE PRIMARIA si occupa proprio di questo: fare ricerca sulle sostanze naturali o sintetiche per capire quali sono cancerogene e, una volta individuate, suggerire alle autorità sanitarie delle misure di salute pubblica per toglierle dalla circolazione. Si tratta di una strategia che protegge tutti - il ricco come il povero - ma purtroppo è bistrattata da scienziati, politici e autorità sanitarie" (Lorenzo Tomatis, Settembre 2005).

L’informazione che la Regione Puglia non ha divulgato è scomoda, perché obbliga a farsi delle domande e a darsi delle risposte. Domande e risposte che da tempo si pongono i pugliesi residenti nelle 14 aree definite proprio da ARPA Puglia nel suo PRQA (già nel 2008) “da risanare” e che invece sono continuamente e costantemente oggetto di installazione di nuovi e pericolosi insediamenti inquinanti (ultimo in ordine temporale l’inceneritore di Massafra). La media italiana di insorgenza dei tumori non è una meta da raggiungere. Se è vero che siamo al di sotto di quella soglia, conviene darsi da fare per invertire la tendenza attuale, altrimenti la Puglia primeggerà presto anche in questo.

mercoledì 6 giugno 2012

DIO RICICLA, VENDOLA BRUCIA. L'INCENERITORE DI MANFREDONIA VERRA' ACCESO?

L'inceneritore firmato Marcegaglia entrerà in funzione nonostante le ombre dell'ecomafie?

L'ordinanza del primo aprile 2012, una specie di decreto commissariale emesso dall'ufficio "stralcio" del delegato all'emergenza ambientale in Puglia (nonostante questa sia ufficialmente conclusa dal 2008) riguarda l'allineamento delle discariche di Capitanata (Cerignola, Deliceto e Foggia) alla chiusura del ciclo dei rifiuti attraverso l'incenerimento. "Allineamento", sottolineano dall'associazione Rifiuti Zero, è una metafora bellica molto cara ai nazifascisti. Nell'ordinanza, in cui era stata paventata addirittura la possibilità di accendere l'impianto all'inizio dell'estate per venire incontro al raddoppio di flussi provenienti dal Gargano, si legge della "necessità di avviare una sperimentazione solo per gli impianti complessi di Cerignola e Deliceto che preveda la biostabilizzazione delle frazioni secche", mentre la, già allineata, discarica di Passo Breccioso a Foggia "risulta già in grado di produrre la frazione secca combustibile da trattare presso l'impianto di produzione di CDR di Manfredonia". Capitanata Rifiuti Zero non conosce ancora il parere reso dall'ARPA Puglia con la nota n° 14663 del 14 marzo 2012, ma sta protocollando richiesta di accesso agli atti; mentre l'ASL di Foggia non ha espresso nessun parere, nonostante l'invito, sulla possibilità di effettuare le operazioni prescrizione presso l'impianto gestito dall'Agecos (leggi, Bonassisa) in località Catenacci a Deliceto. I contenuti di quest'ordinanza sono stati illustrati in un vertice a porte chiuse in Prefettura a Foggia il 15 marzo 2012. Essa prevede, in deroga al Dlgs 152/2006 (Testo Unico Ambientale), di produrre in Capitanata, dichiara Capitanata Rifiuti Zero, "un combustibile da rifiuti decisamente fuori specifica, di scarsissima qualità e potenzialmente ancora più dannoso per la salute, l'ambiente e le coltivazioni.
In pratica, delle ecoballe, com'è successo in Campania, delle quali sarà estremamente difficile conoscere il reale contenuto e che a Foggia quel che resta di AMICA starebbe già provvisoriamente iniziando a mettere in discarica, ma illegamente perchè in quanto rifiuto speciale il CDR non può essere smaltito in discariche adibite a rifiuti urbani come quella foggiana". Questa sperimentazione sarebbe destinata a durare, secondo l'ordinanza del Presidente Nichi Vendola, per sei mesi dalla data di avvio dell'impianto di produzione di CDR, adiacente all'inceneritore, laddove il primo è stato collaudato da Giuseppe Corti della Regione Puglia (figura di responsabile del "Sistema pubblico impiantistico per il recupero energetico dei rifiuti urbani della Provincia di Foggia"), mentre invece il secondo DOVREBBE essere stato collaudato dall'ing. Bruno Rinaldi di Manfredonia.

Scarica l'ordinanza della vergogna. L'ordinanza sull'"allineamento" era stata stimolata con un'interrogazione consiliare dell'ex assessore regionale al'ambiente Losappio all'attuale omologo datata 26 ottobre 2011; nell'interrogazione (rintracciabile su google), si fà presente come "il contratto di affidamento (Progetto Ambiente Provincia di Foggia srl.) prevede l’obbligo della società aggiudicataria di “trasferire a propria cura e spese il CDR prodotto ad impianti di produzione di energia già esistenti o da realizzare attenendosi puntualmente all’impegno di non smaltire in discarica il CDR prodotto”; il contratto prevede anche una penale di 3000 euro a carico dell’aggiudicatario “per ogni giorno di ritardo rispetto al termine pattuito per l’avvio dell’esercizio” mediante rivalsa sulla fideiussione; dalla rassegna stampa e dalle immagini televisive relative alle visite-ispezioni effettuate risalenti alla primavera del 2009, emerge che l’impianto sia costruito e pronto per i collaudi e per entrare in funzione in modo da portare il meritato sollievo al servizio di smaltimento degli RSU della Capitanata". Nella sua risposta (anch'essa rintraccabile con google - scansionata di seguito), Nicastro fornisce un cronoprogramma per l'attivazione, poi confluito nell'ordinanza del commissario delegato Vendola. AGGIORNAMENTO 2013: queste problematiche sono state ufficialmente poste durante le osservazioni al PRGRU: http://pugliarifiutizero.wordpress.com/2013/07/14/osservazioni-in-crowdsourcing-al-piano-regionale-per-la-gestione-dei-rifiuti-urbani-prgru-della-regione-puglia/

martedì 5 giugno 2012

Scotti Energia pagherà 16 milioni. Per la lobby foggiana degli inceneritori ...

Questo è un argomento molto convincente contro gli speculatori che hanno chiesto ed ottenuto autorizzazioni per impiantare "centrali a biomasse" e "termovalorizzatori" a Foggia e nella provincia. Il Dottor Scotti, quello che bruciava rifiuti inveve che scarti nel riso del suo inceneritori di agromasse a Pavia, è stato condannato a pagare una multa salatissima (la cifra potrebbe essere stata anche maggiore), come apprendiamo da un articolo della stampa locale del pavese. Leggi anche: http://noinceneritoretressanti.blogspot.it/2012/01/comunicato-stampa-sindaco-mongelli.html

lunedì 21 maggio 2012

Integrazioni all'esposto alla magistratura

E' stato depositato presso le Procure di Foggia e Lucera, un nuovo esposto contro l’inceneritore di proprietà E.T.A. spa (Gruppo Marcegaglia) situato in località Paglia – Manfredonia, sottoscritto da cittadini e associazioni della Capitanata. Nei prossimi giorni verrà depositato anche alla Procura di Bari e alla Commissione Ambiente Europea. Di seguito vengono sinteticamente elencati gli argomenti trattati. Si comincia con un Accordo di Programma, per il cambio di destinazione urbanistica del sito in questione, scritto sulla base di un impianto diverso da quello attuale. La data di stipula risale al 2003, mentre lo Studio di Impatto Ambientale è stato presentato per la prima volta nel 2007. Tra i principali cambiamenti si individua una potenza termica superiore; l’illecita identificazione di impianto “da fonti rinnovabili” in quanto per l’80-100% funzionerà a CDR, ormai riconosciuto rifiuto speciale sin dal 2008; l’impianto, a conclusione dell’Accordo di Programma, non doveva essere sottoposto a Valutazione di Impatto Ambientale, mentre con la presentazione dello Studio di Impatto Ambientale è chiaro che l’inceneritore è assoggettato a VIA, autorizzazione che ottiene nel 2009; E.T.A. chiede il cambio di destinazione urbanistica riguardo a territori non ancora in suo possesso. Nel precedente esposto è stato evidenziato il mancato coinvolgimento nel procedimento autorizzativo di tutti quei Comuni (sei) che sono interessati dagli effetti di questo impianto. Ma si è fatto di peggio. Il Comune di Foggia, territorialmente confinante con il sito in argomento, non è stato chiamato in causa ad esprimere la propria posizione nelle fasi di autorizzazione VIA. Non si è tenuta nella giusta considerazione l’impatto che un progetto simile avrà sull’agricoltura locale, fatta di prodotti di alto pregio e tipicità. Nessuno studio di compatibilità con questi territori agricoli è stato redatto, in spregio delle leggi a tutela dell’agricoltura di qualità (dlgs 387/2003; dlgs 228/2001; legge 57/2001). Nel settembre 2002, all’atto della richiesta del cambio di destinazione urbanistica, trenta (30) aziende agricole dell’area del sito, comprese nella distanza dagli 0,800km ai 5,00km, scrivono una lettera di dissenso al Comune di Manfredonia, che si accingeva a deliberare al riguardo, ed invitano il Sindaco e l’intero Consiglio ad esprimere parere sfavorevole. Non solo, nello stesso giorno l’Ordine dei dottori agronomi e forestali della provincia di Foggia, invia un fax ancora al Comune di Manfredonia, in cui manifesta viva preoccupazione per “il forte inquinamento ambientale” che un impianto del genere (allora si parlava di sole biomasse, a conferma della diversità del progetto) comporterebbe in una zona dalle molteplici caratterizzazioni agricole e dalla scarsità idrica. Allarmi, questi, che saranno completamente ignorati dall’Amministrazione di Manfredonia nella prima e seconda delibera in favore dell’Accordo di Programma. Queste due lettere sono state allegate all’Esposto. Nonostante la carenza di acqua nell’area in oggetto, l’impianto preleva dal sottosuolo 55.100m³/anno. Acqua che si prevede di riutilizzare, ove possibile, nel ciclo della centrale. Ma che in realtà è quasi tutta asportata tramite autobotti in impianti di depurazione esterni all’impianto. Non dimenticando che all’atto della stesura del “Contratto d’Area” per accedere ai finanziamenti europei riguardo a questo impianto, si prescrive che l’approvvigionamento idrico avvenga “attraverso il collegamento alle pubbliche condotte d’acqua”. Anche in questo caso non viene rispettato né quanto si promette e nemmeno quanto prescritto dai regolamenti. Caricando la zona di ulteriore traffico di mezzi di trasporto. Ci sono contrasti anche nella previsione di controlli sul materiale in ingresso alla centrale. Le Migliori Tecniche Disponibili vorrebbero un dispositivo fisso di grandi dimensioni per il controllo della radioattività di tutti i mezzi che conferiscono il CDR all’impianto, mentre la società farà questi controlli a campione e con un rilevatore mobile. È evidente che un controllo sistematico sul materiale in ingresso, è a tutela in primis della salute dei lavoratori dell’impianto, oltre che di tutto il resto. Altro capitolo sono le ceneri. Da valutare la quantità percentuale di produzione rispetto al CDR bruciato, a nostro avviso troppo bassa in riferimento a quanto dichiarato dalla società (meno del 15%). A detta della stessa, parte delle ceneri può essere riutilizzabile da aziende di laterizi e simili. Ma ancora nulla si sa sulla stipula dei contratti, né della collocazione di queste aziende disposte ad accettare le ceneri prodotte. Non potendo così valutare l’ulteriore impatto inquinante del traffico dei mezzi di trasporto. A nostro avviso queste ceneri sono completamente tossiche e andrebbero depositate in discariche speciali, del tutto assenti sul territorio italiano. A tale proposito, si ricorda che fra le accuse del rinvio a giudizio (2 luglio prossimo) nell’ambito dell’inchiesta sull’inceneritore di Modugno, c’è proprio la “errata” valutazione delle ceneri prodotte dalla centrale come rifiuti non pericolosi. http://noinceneritoretressanti.blogspot.it/2011/04/comunicato-stampa-esposto-alla.html

mercoledì 11 aprile 2012

ARPA Puglia ha studiato l'impatto della Fenice sulla Capitanata: "non oltre un km".

In vista della conferenza dei servizi (il 19 aprile 2012 alle ore 10 al palazzo nuovo della Provincia di Foggia, Via Telesforo 25) sul contestato inceneritore del Viticone, in agro di Sant'Agata di Puglia, abbiamo chiesto i dati del laboratorio mobile che verrà installato da ARPA Puglia nel Comune di Candela, sul versante della zona industriale di San Nicola di Melfi, dov'è presente già l'inceneritore La Fenice-EDF. In modo da avere contezza di TUTTE le emissioni industriali presenti nella zona, che si sommano alla centrale turbogas della EDISON a Candela e al possibile impianto a Sant'Agata.
In attesa dell'entrata in funzione di questo laboratorio mobile, l'ARPA Puglia ha prodotto uno studio d'impatto del "termovalorizzatore" ex FIAT-SATA a Melfi, datato febbraio 2012, basato sui dati meteorologici orari acquisiti dal 1° giugno 2010- 16 novembre 2011 dalla centralina, sita a San Nicola di Melfi, gestita da Arpa Basilicata.

Secondo ARPA Puglia: "Tutte le mappe evidenziano il contributo maggiore di deposizione degli inquinanti nelle immediate
vicinanze dell’impianto, entro un raggio massimo di circa 1km non interessando significativamente
i territori pugliesi".

Lo studio si può leggere qui:


http://noinceneritoretressanti.blogspot.it/2011/10/incfenice-provincia-fg-istituisce-un.html

domenica 1 aprile 2012

Prima conferenza pubblica a Sant'Agata - TUTTI I VIDEO

Grazie a Nardino dell'associazione "Santagatesi nel mondo" per i video e la simpatia.

Il resoconto stenografico della conferenza pubblica è scaricabile qui:


Il prof. Monteleone - Le associazioni

Le associazioni

Tonino Soldo (Legambiente Circolo GAIA Foggia)

Domande del pubblico

Era stata promessa una seconda conferenza pubblica a Sant'Agata, per discutere degli impatti sanitari del progetto, invece è stata già annunciata la data non s della prima conferenza dei servizi il 19 aprile alle ore 10 presso il palazzo nuovo della Provincia in Via Telesforo, 25, a Foggia. Non abbiamo ancora potuto visionare la documentazione aggiornata né la Provincia ha controdedotto alle osservazioni di ben cinque associazioni ambientaliste, a parte il piano di approvvigionamento di recente redazione (qui). Scarica la presentazione di Corrado Cancellaro.