giovedì 29 settembre 2011

Nella discarica di Cerignola i camion della «lista Zagaria»

Sequestrati i cassoni delle ditte Gruppo Fontana srl e Over line
Sono tra le cento ditte nel mirino
25 gennaio 2011 - Rosaria Capacchione
Fonte: Il Mattino

Il laboratorio di analisi che addomesticava gli accertamenti merceologici sui rifiuti da portare a discarica. L’impianto di smaltimento delle scorie industriali, a Cerignola. E poi cinquantotto tra motrici e semirimorchi, l’intero parco mezzi delle quattro ditte che trasportavano gli scarti di produzione de «La Doria» dallo stabilimento campano alla cava dismessa, in Puglia. Due di queste società compaiono nella lista nera stilata dalla Dda di Napoli, l’elenco delle cento imprese che a vario titolo hanno avuto rapporti con il Commissariato straordinario di governo per l’emergenza rifiuti, i consorzi di bacino del Casertano, il Consorzio unico e le società provinciali. Ditte tra cui ci sarebbero quelle attraverso le quali il latitante Michele Zagaria avrebbe ottenuto la sua fetta di guadagno, contropartita alla pax sociale garantita nelle aree dove dovevano sorgere gli odiatissimi impianti di smaltimento dei rifiuti. I sequestri riguardano, oltre alla Ecologia Euroambiente e alla Ruotolo Andrea snc, la Gruppo Fontana srl e la Over Line, strettamente collegata all’altra, proprietarie della maggior parte (quarantasette) dei mezzi sequestrati ieri dal Noe per ordine del gip distrettuale di Napoli (i giudici Bruno D’Urso, Francesco Chiaromonte e Luigi Giordano), che ha accolto la richiesta della Procura. Le due società fanno parte del gruppo ristretto, che, secondo i pm napoletani, è riconducibile al clan dei Casalesi. Anzi, alla famiglia Zagaria. Una informativa della questura di Caserta del 2010 documenta, infatti, rapporti sistematici e strutturali tra i componenti della famiglia Fontana e i fratelli Michele, Pasquale e Antonio Zagaria. La «Fontana srl», con sede a Casapesenna, è la società sulla quale si sono più volte concentrate le attenzioni degli investigatori. Negli anni passati, per esempio, aveva anche perduto il nulla osta antimafia, neo che non le aveva impedito, però, di continuare a lavorare sia nel movimento terra, sia nel trasporto dei rifiuti. Nel 2008 entra nel Consorzio Universal 2, che opera con la Missione tecnico-operativa di Guido Bertolaso. In piena emergenza, il Consorzio e le società aderenti (ma soprattutto quella dei fratelli Paolo e Raffaele Fontana) si occupano della raccolta dei rifiuti in strada e del loro trasporto nelle discariche e nei siti di stoccaggio. I rapporti iniziano a febbraio. Il contratto tra Universal 2 e il Commissario straordinario di governo viene formalizzato otto mesi dopo. E solo in quella data, per l’esattezza il 13 ottobre 2008, il Consorzio comunica formalmente alla struttura di Bertolaso i nomi delle aziende consorziate: la Adiletta Logistica di Nocera Inferiore e il Gruppo Fontana srl di Casapesenna. E la certificazione antimafia? Lo staff del sottosegretario lo richiede contestualmente alla stipula del contratto, lo sollecita due mesi dopo. Dopo altri tre mesi, a marzo del 2009 (e quindi dopo tredici mesi di attività) la Prefettura di Napoli comunica l’esistenza di una interdittiva antimafia a carico dei fratelli Fontana datata 2006 e impugnata dinanzi al Tar, senza che però sia mai arrivato l’esito del ricorso. Il 5 aprile del 2009 la società esce di scena. Ma è solo apparenza. Ricompare sotto mentite spoglie, quelle della Over Line srl che i Fontana avevano gestito fino all’8 aprile, cedendola in quella data a tale Antonietta Orefice, napoletana. La Over Line negli anni precedenti aveva lavorato con il Ccte, un consorzio beneventano fornitore dei consorzi di bacino Ce2 e Ce4 e, direttamente, con il Consorzio unico Napoli-Caserta. L’azienda ha la stessa sede della Gruppo Fontana srl. Nell’inchiesta della Procura di Salerno compare anche un’altra ditta impegnata nell’affare dei rifiuti nel distretto Napoli-Caserta. È la Veca sud di Maddaloni, il cui titolare Luciano Ventrone risulta indagato. La stessa ditta cura il trasporto a Brescia delle ceneri prodotte dal termovalorizzatore di Acerra. Nel luglio scorso era stata oggetto del sequestro preventivo degli automezzi, nei cui cassoni veniva trasportato anche mangime destinato agli allevamenti emiliani e veneti.

martedì 27 settembre 2011

No alla legge bavaglio per i blog


Così ammazzo il blog

Intercettazioni: un comma-bavaglio per l'informazione online.


Ritorna il contestatissimo disegno di legge sulle intercettazioni. Il governo ha fretta, e sta pensando di stringere i tempi per l'approvazione ponendo la questione di fiducia su quella che, secondo le opposizioni e non solo, è una vera e propria “legge bavaglio”. Se così fosse, non sarebbe possibile modificarne il testo.
E dunque nemmeno il comma 29 dell'articolo 1. Una norma che estende la disciplina della stampa a tutti i «siti informatici». E che prevede, in particolare, l'estensione dell'obbligo di rettifica anche a blog e siti amatoriali. Rettifica entro 48 ore oppure fino a 12 mila euro di multa.

lunedì 26 settembre 2011

Demoliamo La Fenice di Melfi



La dott. D'Orsogna - scienziata abruzzese protagonista della lotta NO TRIV - commentando i dati d'inquinamento dei pozzi circostante la Fenice a San Nicola di Melfi ci dice che in California il valorehttp://www.blogger.com/img/blank.gif
limite del Nichel è 0,1 ug/l, in Italia 200 volte di più; il valore limite del
Manganese 0,5 ug/l, in Italia 100 volte di più; il valore limite dell'Arsenico,
in California, 0.01 ug/l, in italia 1000 volte in più. Qui il post della dott. D'Orsogna:

E' lecito chiedersi se i cittadini italiani sono supereroi? E' troppa
malizia chiedersi come mai in Regione Basilicata, con meno di 600000 ab., dal
2006 il Registro Tumori non è aggiornato?
Fenice deve essere spenta
immediatamente, indipendentemente dalle Commissioni che il Partito-Regione (PD)
e l'opposizione (PDL) vorranno mettere in piedi, per la trasparenza (mah?) o per
lasciare che EDF-Fenice srl continui a intascare i CIP6 qualche altro mese.

Questo è il blog aggiornato da Maria Rita D'Orsogna: http://dorsogna.blogspot.com/2011/09/affondiamo-la-spectrum-da-rimini-lecce.html

Di seguito il Comunicato Stampa del Comitato di Lavello(PZ) "Diritto alla
Salute"

"VI SUPPLICHIAMO"

Sabato scorso, a seguito della nostra manifestazione cui hanno
aderito oltre 40 tra associazioni, organizzazioni e comitati,
l'ARPAB ha finalmente deciso di pubblicare i dati mancanti relativi al
monitoraggio dei pozzi FENICE-EDF tra il 2002 ed il 2007.
Confermano quanto già sospettavamo da tempo, ossia che l'inceneritore
inquina l'ambiente da dieci anni. A questo punto è ragionevole pensare
che l'inceneritore abbia “mal-funzionato†fin dall'inizio della sua
attività.
E' gravissimo che molti, pur a conoscenza dello stato di inquinamento del
sito, abbiamo finora omesso ed occultato una situazione estremamente
allarmante come quella che in queste ore si è platealmente
delineata.
Nelle dichiarazioni degli ultimi giorni, che si stanno facendo frenetiche sul
sito ufficiale Basilicatanet, il Presidente della Provincia LACORAZZA, il
Vicepresidente MACCHIA, il presidente della Regione DE FILIPPO e il direttore
dell'ARPAB ing. VITA, manifestano finalmente una presa di coscienza su
quanto sia grave la situazione.
Ma a differenza di quanto dichiara
l'assessore Agatino MANCUSI, riteniamo che la lettura dei dati ufficiali
pubblicati da un organo funzionale della Regione stessa, siano
leggibili ed interpretabili in maniera inequivocabile.
La popolazione riesce benissimo a comprendere che 7032 ug/l di nickel
presente nel pozzo 9 a luglio 2006 è molto maggiore di 20 ug/l,
limite massimo consentito dalla Legge. Per quanto attiene gli effetti
di questi sforamenti sulla salute dei cittadini della zona Nord Basilicata,
rimandiamo l'Assessore MANCUSI ad una attenta lettura di quanto contenuto
nella letteratura scientifica internazionale che lui, in
qualità di medico, dovrebbe ben conoscere.
Le nostre preoccupazioni erano e sono fondate.
Ci
auguriamo che le forze politiche di Lavello, nel prossimo consiglio comunale
aperto che si terrà il giorno 22, confermino la posizione condivisa espressa in
questi giorni.
Infine supplichiamo Regione, Provincia e
Magistratura, preso atto della grave situazione, di intervenire
affinché questo scempio venga interrotto anche se con un imperdonabile
ritardo. Bisogna bloccare immediatamente l'attività di FENICE-EDF
attraverso la revoca della
autorizzazione temporanea della Provincia e l'annullamento della
procedura autorizzativa AIA del Dipartimento Ambiente Regione Basilicata.

Lavello, 19 settembre 2011 - http://www.comitatosalute.it/

Consegnato Dossier al sottosegretario Mantovano | Cerignola

NOTA STAMPA SUL VERTICE DELLA LEGALITA' A CERIGNOLA (26/09/2011)

In mattinata durante il vertice nazionale sulla legalità organizzato dalla consulta delle scuole a Cerignola, abbiamo consegnato al Sottosegretario agli Interni, Alfredo Mantovano, un dossier sulla Gomorra di Capitanata. Il cosiddetto turismo dei rifiuti è protagonista ormai da decenni in provincia di Foggia, come risulta agli atti dell' inchiesta sulla morte della giornalista Ilaria Alpi. La consegna di una serie di articoli sulle centrali termoelettriche e le discariche nel Tavoliere e sul Gargano è un atto dovuto, visto che Mantovano aveva da tempo segnalato il rischio dell'inceneritore Ecocapitanata (oggi spento) e considerando l'imminente entrata in funzione di un nuovo impianto. Si auspica con forza un coinvolgimento della nuova sede della direzione distrettuale antimafia di Manfredonia nelle indagini sui traffici di rifiuti sanitari e speciali e il prosieguo di alcuni processi attualmente in corso.

Comitato spontaneo contro gli inceneritori in Capitanata

Che cos'è il CSS (combustibile solido secondario)?

Le modifiche operate con il Dlgs 205/10 nel DLgs 152/06 (art. 183) hanno eliminato il CDR e il CDRQ ovvero hanno abrogato l'art. 229 del medesimo Dlgs (anche se una norma transitoria del Dlgs 205/10 art. 39 c. 8 mantiene
in essere tutte le autorizzazioni fondate sul CDR).
Il CSS è l'erede del CDR anche se non è un suo sinonimo sotto il profilo tecnico (concentrazioni di contaminanti permesse e caratteristiche (chimico/fisiche) in quanto si fa riferimento alle norme UNI CEN/TS 15359 e non piu' alla norma UNI 9903/1 (e per logica a quanto contenuto nel DM 5.02 1998). Le norme tecniche europee suddette sono incomplete e ancora in fase di definizione, le norme della serie TS sono inoltre, per definizione, "sperimentali" il cui recepimento non e' vincolante per gli Stati europei e non comporta automaticamente il superamento di norme nazionali. Occorrerà pertanto attendere che tali norme TS diventino norme EN per essere
vincolanti anche sotto il profilo normativo per l'Italia e gli altri paesi.

La norma specifica che il CSS è un rifiuto speciale. Pertanto il suo utilizzo energetico va gestito all'interno delle norme e delle autorizzazioni previste per gli impianti di smaltimento e recupero rifiuti, incenerimento e coincenerimento compresi. Nel caso di impianti di incerimento la norma per utilizzarli permane quella
relativa alla autorizzazione integrata ambientale (se l'impianto ha una capacita' superiore alle 3 t/h di rifiuti inceneriti), in precedenza rappresentata dal Dlgs 59/05 ora dal titolo III bis del DLgs 152/06. Pertanto il codice CER corrispondente (191210) dovrà essere compreso nell'elenco dei rifiuti autorizzati alla combustione nella autorizzazione.

Al CSS può essere applicato l'art. 184-ter sulla "cessazione della qualifica di rifiuto" (End of Waste), in passato definito materia prima secondaria (se tutte le condizioni ivi indicate sono, nel caso specifico, rispettate). Rimane in vigore (in parziale contraddizione con l'inserimento del CSS) ancora il DM 5 02.1998 che parla di CDR e di recupero energetico dello stesso in procedura semplicata.

Nel complesso le norme italiane attuali aprono tutta una serie di questioni che, nel caso del CSS, ne limitano (fortunamente) la applicabilità. Per quanto riguarda il collegamento con la direttiva 2008/09, il punto
nodale del CSS sta nella definizione di recupero. Si dice «recupero» qualsiasi operazione il cui principale risultato sia di permettere ai rifiuti di svolgere un ruolo utile, sostituendo altri materiali che sarebbero stati altrimenti utilizzati per assolvere una particolare funzione, o di prepararli ad assolvere tale funzione, all’interno dell’impianto o nell’economia in generale. L’allegato II riporta un elenco non esaustivo di operazioni di recupero; per quanto interessa il CSS spunta, anche se non nominato, nella voce R1 dell'allegato II R1 Utilizzazione principalmente come combustibile o come altro mezzo per produrre energia(*). Questa voce (su cui già in precedenza si era innestata la normativa italiana sulle procedure semplificate per la parte relativa al "recupero energetico") è oggi collegata alla formula di calcolo dell'efficienza energetica, se questa supera il valore di 0,65 l'impianto è da classificare come impianto di recupero con gli (eventuali) effetti normativi in relazione al singolo Stato. Il valore suddetto, in sintesi, è raggiungibile (nonostante il trattamento più che favorevole indicato nella formula alla produzione di energia elettrica) solo in presenza di impianti di incenerimento in configurazione cogenerativa ovvero in cui una parte consistente dell'energia termica viene assorbita da una rete di teleriscaldamento o similari (es. Brescia).

In tal senso non esiste, nelle direttive europee sui rifiuti, il CSS o secundary solid fuels, ma lo stesso emerge dai passi sopra citati e dalle normative tecniche indicate.


Marco Caldiroli (Medicina Democratica)

sabato 24 settembre 2011

I video dell'incontro sull'inceneritore di Sant'Agata

Invitiamon tutti gli utenti di facebook e non a impostare questa icona come immagine di profilo sul social network oppure a stamparla e a diffonderla, fin quando la provincia di Foggia non si esprimerà sulla compatibilità ambientale dell'ecomostro del Viticone.


Comunicato Stampa sul cementificio di Apricena

Lunedì 19 settembre si è tenuta la conferenza dei servizi avente ad oggetto la realizzazione di un cementificio proposto dalla società Apricena Leganti SRL.
Alla conferenza hanno partecipato, per la parte istituzionale: la Regione Puglia (settore urbanistica), La Provincia di Foggia (settore urbanistica), commissione provinciale per la valutazione di impatto ambientale, ARPA PUGLIA, Consorzio di Bonifica, Terna e Società Gas.
Sono inoltre intervenuti i comitati ATS e TASP nonché l'Associazione ISDE sezione territoriale di Apricena e numerosi altri cittadini che hanno presentato ampia documentazione e qualificati interventi.

La conferenza è stata egregiamente gestita dal responsabile dell'ufficio tecnico comunale di Apricena Arch. Giovanni Papalillo.

Sono stati acquisiti agli atti, le documentazioni e i pareri presentati dai vari enti. Determinanti sono stati i pareri negativi rilasciati dalla Regione Puglia settore urbanistica e dall'ente Provincia di Foggia – settore urbanistica, oltre quello del Consorzio di Bonifica di Capitanata e dei Comuni limitrofi.

La Provincia e la Regione hanno sottolineato il contrasto del progetto con la destinazione agricola di qualità e le attività agrituristiche rispetto ad un progetto altamente impattante nonché inquinante come quello del CEMENTIFICIO.

La vicenda del cementificio proposto dalla Apricena Leganti srl denota, con il suo esito negativo, la consapevolezza raggiunta dalla popolazione di Apricena sulle tematiche della salute e dell'ambiente.
L'opera di sensibilizzazione partita dai comitati ATS e TASP, oltre a coinvolgere vaste fasce della popolazione, ha trovato riscontro nei pareri degli organi istituzionali preposti.

I Comitati ringraziano tutti coloro che hanno contribuito al raggiungimento dell'obiettivo che ha permesso di evitare la realizzazione di un opera che avrebbe avuto effetti negativi sull'intero territorio.
Tuttavia l'iter si potrà ritenere definitivamente concluso solo dopo il pronunciamento negativo del Consiglio Comunale.
I Comitati cittadini ATS e TASP continueranno a vigilare fino a quanto la questione “CEMENTIFICIO” non sarà completamente chiusa, continuando comunque a tenere alta l'attenzione sulle tematiche ambientali del nostro territorio.

Un particolare ringraziamento lo rivolgono alla cittadinanza per il lodevole contributo, il sostegno morale e l'attiva partecipazione agli eventi organizzati in tutti questi mesi per contrastare la realizzazione del
cementificio.

Comitato ATS
Ambiente Territorio Salute

Comitato TASP
Tutela Ambiente e Salute Pubblica

Mercoledì 30 novembre 2011 alle ore 19:15 finalmente il Consiglio Comunale ha deliberato, facendo proprio, il parere non favorevole alla realizzazione del CEMENTIFICIO in Contrada Morrica. Tale decisione arriva ad un anno di distanza dalla nascita del Comitato Apricenese ATS che ha duramente lavorato per informare la cittadinanza sui gravi aspetti negativi che il CEMENTIFICIO comportava per l’ambiente, il territorio, la salute.

Questo processo di sensibilizzazione delle coscienze dei cittadini si è manifestato in più occasioni: raccolta di circa 5000 firme, conferenze tecnico-scientifiche, manifestazione popolare del 29 dicembre 2010, eventi culturali, Consigli Comunali aperti monotematici.

Quest’esperienza deve insegnare, soprattutto agli amministratori, che le iniziative di forte impatto che coinvolgono l’ambiente e la salute dei cittadini, devono essere preventivamente portate a conoscenza e condivise dalla cittadinanza tutta. L’opposizione dei comitati ATS e TASP e di tutta la cittadinanza al progetto, ha trovato qualificato e decisivo sostegno nei competenti organi istituzionali provinciali e regionali tanto da indurre l’Amministrazione ad adottare questa delibera di chiusura del percorso amministrativo. Il Comitato ATS continuerà a seguire la vicenda

CEMENTIFICIO anche per contrastare i ricorsi della ditta proponente (Grigolin-Passalacqua) e, nello stesso tempo a vigilare affinché in futuro iniziative imprenditoriali scellerate non eco-sostenibili, non vengano accettate dalle amministrazioni locali. L’ATS ringrazia il Comitato TASP, tutti i cittadini di Apricena e coloro che hanno consentito il raggiungimento di tale decisione.

Auguriamo a tutti un SERENO NATALE e BUONE FESTE
E-mail: comitatoatsapricena@gmail.com
Facebook: COMITATO APRICENESE ATS
Youtube: COMITATOATS
Comunicato Stampa COMITATO APRICENESE ATS Ambiente Territorio e Salute

venerdì 23 settembre 2011

Esito dell'assemblea pubblica a Cerignola


Cerignola: ‘no’ inceneritori, ‘si’ differenziata porta a porta di Rosaria Albanese (FONTE: http://foggia.ilquotidianoitaliano.it/notizie/2011/09/news/cerignola-no-inceneritori-si-differenziata-porta-a-porta-1139.html/)

CERIGNOLA – Continua la battaglia del Coordinamento cittadino contro gli inceneritori, tanta ieri la gente interessata all’incontro con le istituzioni per discutere dell’emergenza ambientale. Inquinano gli inceneritori eppure giocano contro i dati statistici che non registrano sul territorio alcun danno alla salute o all’ambiente. La richiesta resta però la stessa: smettere di bruciare i rifiuti e attivare il servizio di raccolta differenziata ‘porta a porta’.

Il Coordinamento cittadino contro gli inceneritori ha invitato ieri sera nell’aula consiliare le istituzioni comunali per discutere e trovare una soluzione definitiva al problema ‘inceneritori’, presenti l’assessore Palladino, Moccia e Laguardia consiglieri del Pdl, Ratclif consigliere de La Cicogna accompagnato da alcuni rappresentanti del partito.

Circondata Cerignola tra i fumi del Marcegaglia, vicino a borgo Tressanti, e del termovalorizzatore Ecocapitanata, nella zona industriale chiuso dopo un controllo dell’Arpa che rilevò un’immissione di diossina 16 volte superiore ai livelli consentiti. Danni previsti: inquinamento dei terreni vicini e danno alla salute dei cittadini.

“È stato dimostrato che nelle città con un termovalorizzatore in un raggio di 5 km vi è un aumento dei casi di sarcoma, di linfoma di Hodgkin, carcinoma al colon e alla mammella e il 2-3% di aumento dei casi di leucemia” ha affermato il dottor Giuseppe Mancino intervenuto all’incontro per dare una valutazione medica di quanto possa influire la presenza di un inceneritore in una città.

Uno dei problemi più sentiti dalla cittadinanza, dopo l’intervento dell’Arpa, è la stretta vicinanza dell’azienda di ristorazione Ladisa, incaricata di servire le mense scolastiche locali, con l’inceneritore Ecocapitanata, entrambi alla zona industriale. La Ladisa aveva già provveduto a far analizzare campioni del proprio terreno garantendo la mancanza di contaminazioni ma per il dottor Mancino “La Ladisa ha voluto salvarsi il sedere, da medico vi assicuro che quel terreno e contaminato”.

Per l’assessore comunale all’Ambiente, Stefano Palladino, i dati parlano chiaro e dimostrano che non vi è sul territorio né contaminazione né peggioramento dello stato di salute dei cittadini. Tra i dati riportati dall’assessore anche un anticipo su quelli raccolti dall’Osservatorio sulla Salute istituito qualche mese fa a Cerignola, pare che i dati forniti dalla Regione, incrociati con quelli raccolti da Libera, fino al 2005, non segnalino alcun aumento dei casi di tumore nel paese, anzi registrino ancora una buona media rispetto ai dati nazionali.

“Ciò non toglie che provvederemo ad effettuare dei nostri controlli per assicurare che il terreno della Ladisa e gli altri vicini agli inceneritori non siano contaminati. Come uomo sono decisamente contrario agli inceneritori ma come istituzione devo muovermi attraverso le leggi. Su nostra insistenza l’Arpa ha effettuato i controlli all’Ecocapitanata, chiusa per le missioni di diossina.

La Regione ha però comunicato che un aumento di diossina non aumenta il pericolo per i cittadini. Ora Ecocapitanata dovrà mettere per iscritto ciò che intende fare perché le immissioni dell’inceneritore non sforino più dai limiti consentiti. Allora l’Arpa rifarà i suoi controlli e, se approverà le modifiche proposte, la Regione riaprirà l’inceneritore” ha concluso Palladino.

Ma incalza ancora Mancino ricordando che dagli inceneritori oltre alla diossina fuoriescono molte altre sostanze dannose per l’uomo come l’arsenico, il piombo e il cardio e chiede quindi che venga fatto un censimento sul territorio che indaghi sui cambi di stato di salute dei cittadini tra il 1990 e il 2011, ricordando che gli inceneritori sono in funzione dal 1994. “Vi garantisco che dal 2000 in su ritroverete aumento di malattie in queste zone e un aumento dei casi di morte” ha detto Mancino.

Il dibattito si poi politico con l’intervento di Antonio Lionetti de La Cicogna che ricorda che un mese prima dei controlli Arpa fu proprio l’amministrazione comunale a dare il benestare all’accensione del termovalorizzatore, tentano una risposta le rappresentanze del Pdl e gli animi si scaldano.

Non interessa ai cittadini la diatriba, il discorso non è più ridotto al semplice “inceneritore si, inceneritore no” tante le domande che sorgono: come operare la bonifica dei terreni circostanti, come garantire che questi non siano contaminati e, soprattutto, che fine fanno adesso i rifiuti speciali finora destinati all’inceneritore? Domande a cui ancora non si hanno precise risposte, e c’è allora chi pensa che la prossima mossa debba essere una più drastica occupazione dei siti.

20/09/2011


























mercoledì 21 settembre 2011

Riunione del comitato spontaneo del 23 settembre 2011

AVVISO: La prossima riunione del comitato spontaneo è fissata per venerdì 23 settembre 2011 a Foggia in viale Giuseppe Di Vittorio, n.64 (c/o sede associazione Coscienza Evoluta), ore 21. E' gradita conferma della partecipazione per esigenze di spazio. Segue ordine degli argomenti da discutere.

1. apertura

a) lettura delle regole fondamentali di discussione, scelta del moderatore e del segretario della adunanza
b)lettura del verbale o resoconto della riunione precendente
c) approvazione dell ordine del giorno (eventuali proposte)

2. aggiornamenti sulle attività del comitato (bilancio della festa Rete della Conoscenza del 03/09/2011 a Foggia, ecocapitanata, proposta video su responsabilità legali dei sindaci, esito assemblea pubblica del 20/09/2011 a Cerignola, ecc.)

3. scelta degli organi sociali* (punto rimandato durante l'ultima riunione)

4. proposta di Coscienza Evoluta su progetto di raccolta differenziata Green Island

5. Bonifica delle discariche di Orta Nova. Chi paga?

6. Adesione appello comitato tutela del mare del Gargano contro off-shore Mattinata-Margherita

7. manifestazione indignata-democrazia reale ora del 15 ottobre 2011 a Roma e nelle altre capitali

8. esito nostra richiesta accesso agli atti in Regione

9. eventualità consegna dossier su inceneritori, centrali e rifiuti a Mantovano durante vertice legalità a Cerignola il 26 settembre

10. varie ed eventuali