mercoledì 30 marzo 2011

Locandina&Percorso della manifestazione No-INC. a Manfredonia



Il 9 aprile a Manfredonia ci sarà una manifestazione per informare i cittadini di quella città, che un inceneritore sta nascendo nel lembo più estremo a sud del loro territorio. Il progetto di questo impianto, ha trovato nell'Amministrazione della città sipontina, un'autostrada di consenso. Tenendo all'oscuro tutti i Comuni distanti pochi chilometri dal sito dell'inceneritore, tranne Cerignola e Foggia. Gli effetti tossici ricadranno in maggior misura sulle popolazioni dei centri abitati di quei Comuni non interpellati. Cerignola, da sempre contraria all'inceneritore, ha già fatto ricorso al Presidente della Repubblica, per impedire che questo impianto vada in esercizio.

Manifesteremo la contrarietà di tutti i cittadini che hanno capito quale scempio si sta perpretando sopra le loro teste.
Chiederemo il blocco dei lavori e il coinvolgimento vincolante di quelle comunità escluse dalle decisioni.
Faremo un appello agli agricoltori che hanno terreni nella zona circostante l'impianto, affinchè possano far valere i loro diritti in sede civile e penale. In quanto perderanno la possibilità di coltivare prodotti di alta qualità.
Solleciteremo il sindaco di Manfredonia, Angelo Riccardi, a riesaminare l'autorizzazione sanitaria concessa dal suo predecessore Paolo Campo. Una più attenta valutazione dei costi in termini di salute, di Ambiente e di depauperamento del territorio, non può che portare ad una negazione di qualsivoglia autorizzazione.
Cercheremo di proteggere le aree a ridosso dell'impianto, ormai siti di nidificazione e stazionamento di tante specie di uccelli, alcune delle quali in via di estinzione.

Per queste ed altre ragioni, partecipiamo in massa a questo evento. Con la consapevolezza di manifestare per il bene di tutti.

PERCORSO DELLA MANIFESTAZIONE:
Partenza prima delle 17 da Piazza Marconi e imbocco del Corso Roma. Proseguimento per il Corso fino alla Villa comunale. Giù per viale Miramare fino alla rotonda e proseguimento per viale Beccarini. A seguire svolta per via S. Giovanni Bosco, breve tratto di via dell'Arcangelo e poi di nuovo Corso Roma. Ingresso in Piazza Duomo e interventi dal palco dei comitati, dei movimenti in difesa dei beni comuni salute, conoscenza e acqua, delle associazioni e dei cittadini.

Scarica la locandina stampabile in alta definizione qui.

Qui i "santini" della manifestazione (stampa & ritaglia ... fatto!):


E' disponibile anche una locandina personalizzata per i Cinque Reali Siti con le indicazioni sull'orario di partenza del pullman gratuito, scaricabile su facebook oppure a richiesta via mail.

martedì 29 marzo 2011

A MANFREDONIA. IN NOME DEL POPOLO INQUINATO. MANIFESTAZIONE.



"IN NOME DEL POPOLO INQUINATO".

Questo 9 aprile ricorre il 14° anniversario della morte di Nicola Lovecchio, il caporeparto che con le sue ricostruzioni autodidatte diede inizio al processo contro i dirigenti del petrolchimico dell'ENI a Manfredonia, la "Seveso del sud".
Nel 1976 in seguito a un'esplosione una nube di arsenico si disperse sulla città, depositandosi sui terreni tutt'intorno - e quest'incidente fu da monito per chi, prim'ancora di Chernobyl, aveva individuato il Tavoliere come terra adatta alla costruzione di centrali nucleari, secondo il Piano Energetico Nazionale del 1975.
Purtroppo, da allora si è continuato a seguire un modello di sviluppo, che contrappone le tutele ambientali e la salute al lavoro (o, semplicemente, alla sua promessa), calpestando così diritti sanciti comprimariamente dalla Costituzione.
In nome della crescita economica le amministrazioni hanno imposto, in seguito alla chiusura dell'Enichem, una reindustrializzazione forzata dell'area del Golfo attraverso nuovi 'impianti insalubri di I classe' come la vetreria Sangalli, insediatasi nella medesima zona che sarebbe stata in realtà da bonificare, ed ancora oggi con la costruzione dell'inceneritore ETA-Marcegaglia.
Un inceneritore da 135.000 tonnellate di rifiuti all'anno, che l'amministrazione di Manfredonia scelse ormai un decennio fa di collocare ai confini estremi del proprio territorio, vicino a Borgo Tressanti, la borgata più popolosa di Cerignola, ripetendo quello che Monte Sant'Angelo aveva fatto col petrolchimico in località Macchia.

Dopo anni di proteste, blocchi e occupazioni da parte della popolazione, l'azione del coordinamento ha spinto nel febbraio 2011 il Comune di Cerignola - coadiuvato dai Cinque Reali Siti, ma non da Foggia e Zapponeta - a inoltrare ricorso speciale al Presidente della Repubblica.
Ma Marcegaglia ha annunciato la propria volontà di conclusione dei lavori entro l'estate, nonostante l'assoluta gravità di alcuni punti del ricorso attualmente all'attenzione del Consiglio di Stato: l'assoluta mancanza di democrazia nelle procedure di valutazione d'impatto ambientale, i rischi di inquinamento della falda acquifera e di desertificazione di una zona vocata all'agricoltura di qualità e, quindi, tutelata dalle normative europee, la minaccia per la biodiversità in un'area circondata da ben cinque aree protette, la mancanza di tutele per la salute dei residenti dimostrata da una controrelazione del dott. Stefano Montanari.
Crediamo che questi motivi dovrebbero indurre qualsiasi amministratore sano dal punto di vista della condotta morale e politica ad adottare provvedimenti immediati di autotutela, e ci rivolgiamo alle autorità che sappiamo essere competenti per questo.
Nei mesi scorsi abbiamo rivolto una lettera al sindaco di Manfredonia, invitandolo a riesaminare l'autorizzazione sanitaria all'impianto, rilasciata dal suo predecessore Paolo Campo, avvalendosi di perizie di esperti imparziali (fra questi, Federico Valerio), e di ritirarla in forza del principio di precauzione. Infatti, la legge attribuisce al sindaco, in quanto massima autorità sanitaria locale, precise responsabilità.
Visto l'inaccetabile silenzio che sta calando sulla situazione descritta, facciamo a tutti i cittadini, alle associazioni di categoria e ambientaliste, alla società civile ed, infine, alle Amministrazioni, un appello a fare uno sforzo organizzativo e a partecipare il 9 aprile alla giornata di mobilitazione:
Questo giorno dovrà servire a lanciare un segnale di speranza, nel senso che può esistere la giustizia ambientale, come dimostrarono le donne sipontine che andarono a Bruxelles nel 1988, e a commerare tutti coloro i quali, in questo pezzo di Italia, sono morti, perché “il prioritario diritto alla salute è stato subordinato al profitto" (Nicola Lovecchio).

Per aderire all'appello, potete contattarci sul gruppi facebook del "Comitato Spontaneo contro l'inceneritore di Borgo Tressanti" o del "Movimento Social-Sipontino" oppure mandare una mail a nonceneritorecerignola@gmail.com con il nome dell'associazione/gruppo (oppure nome e cognome in caso di adesione personale) e città.


COMITATO SPONTANEO CONTRO GLI INCENERITORI - CAPITANATA
MOVIMENTO SOCIAL-SIPONTINO


Associazione "Coscienza Evoluta" - Foggia
Associazione Nazionale Partigiani d'Italia – Anpi "Itinerario Divittoriano" Cerignola (Basso Tavoliere)
Comitato Pro Ambiente Modugno
Medicina Democratica
Associazione "Bianca Lancia" di Manfredonia - Movimento Cittadino Donne


Aderiscono all'appello:
Acqua Bene Comune Comitato Cerignola
Coordinamento "No Rifiuti" del Basso Tavoliere (ATO/FG4)
ISDE/Associazione Internazionale Medici per l'Ambiente - Distaccamento Prov. di Foggia e Apricena
Comitato ATS Ambiente Territorio Salute di Apricena
Comitati Andria Città Sana
Movimento per un Comune Virtuoso - San Ferdinando di Puglia
Legambiente "Nautilus" Manfredonia
Legambiente "Tamerici" San Ferdinando di Puglia
Legambiente "Gaia" Foggia
Legambiente "Andrea Pazienza" San Severo
Comitato "Diritto alla Salute" di Lavello (PZ)
Artemia Salina - Margherita di Puglia
Rete "No Centrale" San Severo
Rete della Conoscenza
"StAzioniamoci" Cerignola
Meet Up "100 Masserie" Taranto
Il Grillo Quaratino
Comitato Pro-IRIIP - Foggia
FIDAS Zapponeta
Verdi Ambiente e Società - Foggia
Comitato "Riprendiamoci il Futuro" Conversano
Collettivo Koiné (Liceo Classico Lanza)- Foggia
Cittadini in Mobilitazione (No ai Rifiuti di Stato) di Taranto e provincia
Salute e Territorio Lucera
Corsisti del Workshop "Comunicazione e Giornalismo Ambientale" c/0 Caffè Tra Le Righe/Spazio Off di San Severo
WWF Canosa
Soccorso Allegria - Cerignola
Albergo Diffuso per Migranti "San Giuseppe" - Borgo Tressanti (Cerignola)
CittadinanzAttiva San Severo
Associazione Gestione Corretta Rifiuti di Parma

Gianni Lannes (giornalista ItaliaTerraNostra)
Fabio Matacchiera (Fondo Antidiossina Taranto)

Ecodem - Foggia
Giovani Comunisti - Foggia
Movimento Per il Bene Comune - Capitanata
Comitato Cittadino "Alleanza Popolare" per Cerignola

UDC Capitanata
Movimento Politico "La Cicogna" - Cerignola
PRC Apricena
(Lista in continuo aggiornamento).

lunedì 28 marzo 2011

La centrale turbogas a San Severo inquina.


Rilevati "sforamenti" rispetto al limite stabilito dalla legge del doppio per PM10 e addirittura del triplo per PM2,5 in entrambe le centraline e contemporaneamente durante i test di accensione della centrale a metano.

Bisogna intensificare il monitoraggio se vogliamo vederci chiaro,
anche con l'installazione di nuove centraline e l'analisi delle acque con pozzi piezometrici!

I dati dell'agenzia regionale per la protezione dell'ambiente (ARPA) sono accessibili qui: http://www.comune.san-severo.fg.it/Default.aspx?Id=2303

La pubblica inutilità dell'elettrodotto Manfredonia-Albania



Il presente articolo è ricavato facendo diversi copiaincolla, quindi si declina ogni responsabilità sull'originalità dei contenuti.



1 miliardo di euro di investimento per un'opera considerata di «rilevante interesse pubblico» dalla Regione Puglia che, probabilmente a inizio aprile, darà il via libera, dopo aver già rilasciato l’attestazione di compatibilità paesaggistica in deroga. Un elettrodotto sotterraneo fra la Puglia e l'Albania. Mille megawatt di energia elettrica saranno veicolati da un cavidotto che da Manfredonia verrà esteso fino a Kallmet (prefettura di Lezhë).

Siamo ormai alle battute finali per il rilascio delle autorizzazioni, in sordina come al solito, solo il Comune di Manfredonia ha cercato di alzare la posta per quanto riguarda le cosiddette "compensazioni". Ma l’atto d'intesa regionale sarà propedeutico all’ok definitivo per l’autorizzazione unica che verrà rilasciata dal ministero dello Sviluppo Economico, di concerto con il ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare.

La società che propone l'investimento è la «Biopower Green Energy SHPK» del gruppo Marseglia, sede a Tirana e origini monopolitane, che ha in progetto la realizzazione di due grandi parchi del vento ed una grande centrale a biomasse da oli liquidi da 140 MWe (destinata certamente a bruciare rifiuti, data la futura scarsità a livello geopolitico di questo tipo di risorse "agroenergetiche" nel mondo): una Acerra albanese.

Sono previste prescrizioni come, ad esempio, agli interventi ricadenti sui tracciati tratturali e quelli relativi alla realizzazione della stazione di conversione e della stazione elettrica di Manfredonia: prima della loro attuazione dovranno acquisire il preventivo parere da parte della competente Soprintendenza Archeologica.

Tra le misure adottate l’intesa regionale vieta le attività lavorative per la realizzazione dell'opera tra il 1° marzo e il 15 di luglio, al fine di non interferire con la stagione riproduttiva di uccelli stanziali e di passo o comunque della fauna caratteristica dell'area. Ma i cavi sboccheranno dal mare e si alzeranno a pochi metri dall'oasi protetta del WWF Lago Salso.

Arrivano gli esprori ...

E' in provincia di Foggia, fra Manfredonia e Zapponeta, che si concentreranno gli interventi a terra per l'allacciamento dell'elettrodotto alla rete elettrica nazionale. Il progetto prevede, infatti, la realizzazione di una stazione elettrica di smistamento a 380 KV (chilo-volt) in località «Macchia Rotonda» nel Comune di Manfredonia. Macchia Rotonda è a poche centinaia di metri da località paglia/Fonterosa dove è in costruzione l'inceneritore Marcegaglia, e dove sono segnalate colonie di specie volatili protette come i falchi grillai.

Inoltre, quattro raccordi aerei a 380 KV sulle linee «Andria-Foggia» e «Foggia-Palo del Colle»; due raccordi in cavo terrestre a 380 KV per il collegamento tra la stazione elettrica di Manfredonia e la stazione di conversione di Manfredonia; due linee a 400-500KV in corrente continua realizzate parte in cavo terrestre e parte in cavo marino; una linea in cavo di media tensione di collegamento all'elettrodotto (lato Italia), per il ritorno della corrente continua nel caso di funzionamento di un solo polo.

Il progetto prevede infine anche una variante alla «Strada Vicinale della Panetteria» sempre nel Comune di Manfredonia.

"Siamo dunque in presenza di un’infrastruttura rilevante anche per l’economia regionale, dalle ricadute significative sull'ecosistema del litorale dauno già sottoposto a norme di salvaguardia ambientale comunitarie" - conclude l'articolo della Gazzetta del Mezzogiorno.

Terna (cui è affidata la progettazione dell’opera finalizzata all'ottenimento delle autorizzazioni ministeriali e regionali) ha già individuato una soluzione tecnica di connessione), che in Italia è responsabile della trasmissione dell'energia elettrica, considera i Balcani “area di sviluppo strategico di maggior interesse” sia per l'apertura del governo agli investimenti privati nel settore, sia per la vicinanza geografica a cui corrisponde la possibilità di interconnessioni via cavo sottomarino che per l'abbondanza elettrica dovuta tanto alle fonti rinnovabili quanto a quelle idroelettriche. Ma la Puglia produce già l'86% di energia elettrica in più.

*http://www.facebook.com/notes/no-al-nucleare-video/esternalizzare-latomo-centrali-nucleari-italiane-in-albania/489936167647
*http://www.albanianews.it/notizie/albania/item/1675-albania-puglia-corrente
*http://www.viadalvento.org/estero/comincia-la-seconda-invasione-italiana-dellalbania/
*http://www.statoquotidiano.it/04/02/2011/cavidotti-biopower-tirana-zapponeta-compatibilita-paesaggistica-in-deroga/41634/

venerdì 18 marzo 2011

Medicina Democratica sulle assoluzioni in appello per le morti del petrolchimico.

San Severo (FG) - 18 marzo 2011
Confermata in appello l’assoluzione di dirigenti dell’Enichem e “esperti”:
A Manfredonia gli operai sono morti non per tumori da Arsenico,ma per…..caso..!
L’operaio Nicola Lovecchio deceduto per tumore aveva e ha ragione: in questo pezzo di Italia
“ il prioritario diritto alla salute è stato subordinato al profitto.”
La verità di Nicola è la verità e la Giustizia che vogliamo continuare ad affermare!!

Dicevamo nel 2007 sulla sentenza di assoluzione di primo grado,diciamo oggi sulla sentenza di assoluzione in appello,che è scandaloso affermare di fatto che i morti da Arsenico del petrolchimico di Manfredonia “ non sussistono”.
Forse che gli abitanti e i lavoratori dell’Enichem di Manfredonia,esposti alla massiva esposizione ad arsenico nel 1976 in un disastro industriale prevedibile e prevenibile,sono stati colpiti all’epoca da allucinazioni,vivendo un film e non la dura,cruda realtà del dispiegarsi della conseguenze della ricerca di profitto sulla pelle dei lavoratori e della popolazione??
Nicola Lovecchio, morto per adenocarcinoma polmonare,che prima di morire con la sua “indagine” e denuncia insieme a Medicina Democratica aprì di fatto il processo alla Enichem di Manfredonia, affermava: ”Questa vicen-da mi ha dato la forza di reagire a tutto quello che ho subito in fabbrica.Il senso della mia vita è quello di continuare a lottare:voglio vivere,non voglio andarmene così.Non posso stare seduto,aspettare .. che questa malattia mi consuma del tutto e senza aver fatto nulla per riacquistare la mia dignità di uomo.Dirò ai miei tre figli: vedete nella mia sfortuna lotto perché ho un debito nei vostri e nei miei confronti.Se sentite di stare nel giusto andate avanti senza alcun timore…Il male un po’ mi ha cambiato,nel senso che mi ha aperto; ora non ho più niente da perdere.Parecchi compagni di lavoro si sono fatti vivi e c’è un movimento che si sta diffondendo: chi è sopravvissuto, si sente leso nella dignità della propria persona perché l’azienda ci ha maltrattati nel vero senso della parola.C’è grande solidarietà e consapevolezza che il PRIORITARIO DIRITTO alla SALUTE non deve essere MAI SUBORDINATO AL PROFITTO.”
L’assoluzione in appello non fermerà la ricerca di verità e fa ancor più campeggiare la nobile figura dell’operaio Lovecchio sulla miseria di chi ha sacrificato vite umane e territori sull’altare del profitto.
Ancora una volta viene lacerato,colpito alle fondamenta il diritto,volendo quasi cancellare dalla memoria le devastazioni,i morti,i malati,i danni ambientali permanenti in un territorio tra i più belli di Italia, ora condannato ancora una volta a piangere non solo i suoi morti ma a assistere al funerale della Giustizia.
Non deve restare nel nulla il lavoro certosino,tecnicamente e umanamente di alto spessore, svolto dal sostituto procuratore Lidia Giorgio della Procura della Repubblica di Foggia, dai consulenti suoi e delle parti civili, da Medicina Democratica, così come dalla Confederazione Unitaria di Base - (C.U.B.), rappresentate e difese dall'Avv. Giuseppe Mattina del Foro di Roma, dell’avvocato Umberto Liguori,a sostegno dei Famigliari delle vittime operaie, che consegna in ogni caso alla storia i particolari di una vicenda industriale tra le più tragiche del nostro paese che Medicina Democratica continuerà a far conoscere.
Questa sentenza di assoluzione in Appello ci fa dire con Giulio Di Luzio (nel libro “ I Fantasmi dell’Enichem”) che la vicenda Enichem : è’ la storia di un territorio scippato delle sue vocazioni naturali, colonizzato dalla chimica di Stato e poi abbandonato”. In verità non è stato abbandonato…; forse se fosse stato abbandonato (dai poteri “forti”)….gli uomini e le donne di Manfredonia avrebbero avuto la capacità e il tempo per riappopriarsene….;invece è diventato territorio di “scorribande”, oggetto,come su un cadavere, di “autopsie”,”prelievi” ulteriori per nuove sperimentazioni politiche ed economiche ,cosa che Nicola voleva che non accadesse più, come con il contratto d’Area ..facendo cadere una pioggia di miliardi di vecchie lire (oltre 1500)…vere e proprie nuove regalie e ciò nel corso degli anni novanta-inizio 2000 e a seguire,ad imprenditori speculatori,cui vengono dati contributi statali (leggasi soldi dei cittadini) per circa 2/3 dei fondi previsti per la realizzazione di nuovi impianti e nuove produzioni di morte..,alcuni abbandonati dopo aver preso soldi, tutto sulla pelle dei cittadini.
Questa sentenza ci dice ancora una volta che occorre che dal territorio di Manfredonia, e non solo, parta un grande movimento di cittadine e cittadini impegnati a restituire memoria e giustizia a Nicola, alle altre vittime e ai disoccupati, ai lavoratori, ai giovani di Manfredonia .
Saremo sempre con te Nicola e con le tante vittime dell’Enichem… per amore della giustizia,perché come dicevi tu,caro Nicola, ”il prioritario diritto alla salute non deve essere mai subordinato al profitto ..
Dr. Tonino d’Angelo-Presidente nazionale di Medicina Democratica

martedì 15 marzo 2011

Rischi dell'incenerimento e rifiuti zero a confronto il 19 marzo a Manfredonia


Incenerimento dei rifiuti e raccolta differenziata in un dibattito aperto al pubblico a Palazzo Celestini.

Si terrà sabato 19 marzo 2011 dalle ore 17,30 nella prestigiosa sede di Palazzo Celestini, a Manfredonia, il dibattito pubblico intitolato "Inceneritore. Soluzione o Problema?" al fine di sensibilizzazione della cittadinanza sull'inceneritore in costruzione in località Paglia/Fonterosa. L'iniziativa, realizzata col sostegno dell'Associazione Internazionale dei Medici per l'Ambiente (ISDE), vedrà come relatori principali Ruggiero Quarto, docente di geofisica ambientale dell'Università di Bari – molto attento alle tematiche ambientali che interessano l'area del golfo -, e Dino Leonetti, medico di base ed oncologo (Ass. "Andria Città Sana").

Durante la conferenza verranno presentati alla cittadinanza alcuni dati di semplice comprensione sui rischi sanitari degli inceneritori e sui vantaggi - invece - in termini economici ed occupazionali di una raccolta differenziata "spinta" col metodo porta a porta (insieme ad una corretta informazione della popolazione). Verranno, inoltre, toccati alcuni punti come la presa di posizione del vescovo della diocesi di Cerignola-Ascoli Satriano sui rischi per l'agricoltura e l'ecosistema della borgata di Tressanti, del ricorso al Consiglio di Stato presentato dal Comune di Cerignola insieme ai Cinque Reali Siti, fino alla recente esclusione dal carnevale del comitato spontaneo, che aveva chiesto di poter sfilare per Manfredonia con un carro a forma di ciminiera. Nei mesi scorsi il coordinamento contro l'inceneritore ha rivolto alla ASL ed, in particolare, a Angelo Riccardi, in qualità di sindaco e "quindi di massima autorità sanitaria locale", di ritirare l'autorizzazione concessa dal suo predecessore Paolo Campo.

Secondo gli organizzatori della manifestazione (Movimento Socialsipontino, Comitato Spontaneo Contro gli Inceneritori, Legambiente Manfredonia), l'inceneritore non è la soluzione alla perdurante crisi dei rifiuti in Capitanata ed in Puglia, ma bisogna cominciare a considerare l'immondizia come una "risorsa" da valorizzare (in modo corretto) per il benessere sociale ed economico di tutti.

Sono stati invitati gli amministratori di Manfredonia e della Provincia di Foggia,
e i dirigenti dell'azienda locale di nettezza urbana.

Con cortese preghiera di diffusione.

Il 26 marzo Agostino Di Ciaula a Apricena. L'aggressione ambientale alla Daunia.



Fonte: DauniaNews




Foggia, inceneritore e cementificio nel mirino
Continua la protesta a Manfredonia e Apricena, pronte altre iniziative

Dal Gargano al Tavoliere: non c'è angolo della Capitanata scevro da polemiche pro o contro inceneritore o impianti similari. Tre le vertenze che tengono banco negli ambienti politici cittadini e non, termometro di una situazione sempre più insostenibile per il territorio. Un elenco che coprende Apricena - dove è stato presentato un progetto per la realizzazione di un cementificio -, Manfredonia - si sta costruendo un inceneritore a Borgo Tressanti, cioè a un tiro di schioppo da Cerignola -, e San Severo - dove sono esplose polemiche per le emissioni prodotte dalla centrale a turbogas durante il periodo di prova -: quanto basta per riaccendere i fari dell'opinione pubblica sull'argomento.E fervono anche le iniziative. Sabato prossimo, a Manfredonia (ore 17.30, Palazzo Celestini), incontro organizzato dall'Associazione medici per l'ambiente sul tema "Inceneritore: soluzione o prtoblema. Per una gestione più sostenibile dei rifiuti dal punto di vista economico e sanitario". Parleranno Dino Leonetti (oncologo, Andria Città Sana) e Ruggiero Quarto (geofisico ambientale, Università degli studi di Bari).
L'Asssociazione medici per l'ambiente propone un altro appuntamento ad Apricena il 26 marzo (ore 17.30, sala "Matteo Salvatore"). Agostino Di Ciaula, medico dell'Isde, parlerà sul tema "L'aggressione ambientale alla Dauniua. La difficile tutela della salute tra centrali, discariche, inceneritori e cementifici".


E' stato invitato il presidente dell'Ordine dei Medici di Foggia Salvatore Onorati.

giovedì 10 marzo 2011

La vice presidente della Regione a Foggia per un workshop di “Aforis”. E se Balanzone chiude la borsa ...



L’ufficio stampa della Regione Puglia annuncia per la giornata di mercoledì 9 marzo l’arrivo a Foggia dell’assessore regionale allo sviluppo e vicepresidente della Giunta Vendola. Loredana Capone parteciperà dalle ore 16.00 alle 19.00 presso il Tribunale della Dogana ad un workshop sulle energie rinnovabili organizzato da Aforis, istituto associato a Confindustria Foggia, che svolge attività di consulenza energetica e ambientale per la Regione (vedi PEAR del 2007). L’evento è importante per ragionare sul futuro del comparto delle energie alternative alla luce degli ultimi provvedimenti restrittivi adottati dal governo, con un occhio di riguardo alle ricadute locali.

Negli ultimi anni le lobbies del mercato energetico hanno fatto incetta di certificati verdi e contributi statali in Capitanata, anche grazie a programmazioni regionali inefficenti, che hanno favorito l’eolico selvaggio e il fotovoltaico sui suoli agricoli.

Adesso ci diranno che Balanzone ha chiuso la borsetta dove tiene i soldi, che dovevano servire (adesso!) alla solarizzazione dei tetti. Tutto ciò mentre, a pochi km di distanza, Emma Marcegaglia sta costruendo un inceneritore di rifiuti, autorizzato nel 2010, che potrà vendere energia elettrica al gestore della rete a prezzi maggiorati, grazie agli incentivi (CIP6) pagati col 7% in bolletta dei cittadini (ora anche con la salute …). Non sarà il caso di prenderli da lì questi “carlini”?

I due comunicati della Regione:
http://www.regione.puglia.it/index.php?page=pressregione&opz=display&id=9972
http://www.regione.puglia.it/index.php?page=pressregione&opz=display&id=9971

Il Comitato Spontaneo contro gli inceneritori in Capitanata
09.03.2011

martedì 1 marzo 2011

La Fenice di Melfi inquina anche te ... digli di smettere!


Riceviamo e pubblichiamo dal comitato Diritto alla Salute di Lavello (PZ) questo importante comunicato sull'inceneritore di rifiuti speciali e sanitari della francese EDF che da anni inquina il corso delle acque dell'Ofanto con la complicità istituzionale.

Sul sito dell'Arpa Basilicata sono finalmente disponibili i dati relativi al monitoraggio ambientale del melfese in corrispondenza dei pozzi piezometrici nei pressi dell'inceneritore Fenice EDF. I dati, confermano quello che il comitato “DIRITTO ALLA SALUTE” denuncia da tempo e cioè che l'inceneritore continua ad inquinare e che, ad oggi, non esiste ancora una concreta soluzione per questo problema. Come è evidente dall'analisi dei dati, l'inquinamento non si è mai arrestato sin dal dicembre 2007 toccando dati allucinanti in alcuni periodi sia per quanto riguarda i metalli pesanti sia per quanto concerne i composti organici volatili (VOC). Un dato su tutti è assolutamente inquietante e riguarda i valori del Nichel che sono costantemente, tranne qualche sparuta eccezione, oltre i limiti di legge in tutti i pozzi con valori anche 20 volte superiori ai limiti di legge! Per quanto riguarda i composti organici volatili è da sottolineare come siano costantemente sopra i limiti i valori del triclorometano, del tetracloroetilene, del tricloroetilene, tutte sostanze altamente dannose per la salute.

È fuori di ogni dubbio che tutti gli interventi posti in essere fino ad oggi dalla stessa EDF per far fronte al grave disastro ambientale causato dall'attività dell'inceneritore Fenice, si siano rivelati assolutamente insufficienti.

Come comitato chiediamo agli amministratori locali dei comuni dell'intero comprensorio del Vulture di prendere una posizione ufficiale chiara e ferma per interrompere tanto scempio, senza ulteriori rinvii o inutili giustificazioni. Chiediamo, inoltre, all’Arpa Basilicata una seria indagine volta ad individuare le cause che determinano il costante superamento dei limiti previsti dalla legge, garantendo, allo stesso tempo, un monitoraggio giornaliero dell’attività dell’inceneritore con dati e risultati sempre accessibili.

Se esistono dei limiti di legge vanno assolutamente rispettati, soprattutto quando si tratta di attività che hanno ricadute pesantissime sull'ambiente e sulla salute umana. Questi limiti, nel caso dell'inceneritore Fenice EDF, non sono stati rispettati, in molti casi, sin dal 2007 e, ad oggi, ancora registriamo il protrarsi di questa situazione, quasi che Fenice EDF sia al di sopra della legge!

Ci chiediamo: Siamo di fronte ad un disastro ambientale autorizzato?

Il comitato “DIRITTO ALLA SALUTE” di Lavello ritiene questa situazione assolutamente non più accettabile e chiede fermamente a tutte le autorità regionali e provinciali preposte alla tutela dell'ambiente e della salute di cittadini, di sospendere l'attività dell'inceneritore Fenice EDF poiché non è ammissibile consentire un tale scempio a danno della salute dei cittadini dell'intera area del Vulture Melfese.