giovedì 29 dicembre 2011

Giardinetto. La vicenda processuale

Per quanto riguarda la vicenda pro-
cessuale di Giardinetto, ci eravamo
lasciati la scorsa primavera con il giura-
mento del prof. Salvatore Masi nomina-
to come consulente tecnico del collegio
giudicante presieduto dal dott. Giancarlo
Pecoriello. A lui il compito di ispeziona-
re i luoghi e depositare entro il 10 luglio
2011 la relazione tecnica da cui dovrebbe
risultare l’effettivo stato del sito e della pe-
ricolosità dei rifiuti in esso stoccati.
Scaduti i termini, il prof. Masi ha chie-
sto ed ottenuto dal Tribunale una proroga
di sessanta giorni che ci hanno condotti
all’ultima udienza prevista per il 22 set-
tembre u.s. In tale sede il CTU ha con-
segnato una relazione preliminare chie-
dendo un’ulteriore proroga per svolgere le
indagini ambientali in modo approfondi-
to e sistematico e così rispondere in ma-
niera precisa ai quesiti posti dal collegio
giudicante. Nella sua relazione il prof.
Masi ha precisato che avrebbe effettuato
circa settanta campionamenti per analiz-
zare i rifiuti, i terreni circostanti al sito e
i sedimenti del torrente Sannoro nonché
il prelievo di polvere con una metodica
non ufficiale ma molto efficace in quan-
to la polvere è la sintesi del complesso di
tutte le minutissime particelle presenti ed
è il maggior vettore di dispersione. Per
lo svolgimento di tali attività il perito ha
richiesto di potersi avvalere di una ditta
specializzata, la HYDROLAB di Ferrandi-
na in Provincia di Matera chiedendo set-
tanta giorni, quaranta per lo svolgimento
delle indagini e le analisi di laboratorio e
trenta per la valutazione dei risultati di la-
boratorio e la redazione della perizia.
Nonostante il costo elevato preventivato
dal perito (75.000 euro più IVA), il Tribu-
nale ha autorizzato il prof. Masi a svolgere
tutte le attività da lui sinteticamente illu-
strate e a prendere visione, dietro espressa
richiesta degli avvocati delle parti civili,
degli atti del PM relativi agli accertamenti
già svolti da parte della Guardia di Finan-
za per conto della Procura.
Il processo è stato rinviato al 16 febbra-
io 2012 mentre il CTU dovrà consegnare
agli atti la sua perizia entro il 31 gennaio
in maniera tale da poter essere visionata,
con un congruo periodo di tempo, dalle
parti processuali.

La vicenda Giardinetto, come tutti sap-
piamo, parte nell’ormai lontano 1997,
anno in cui la IAO ottiene l’inserimento
nel registro delle imprese autorizzate al
recupero dei rifiuti, grazie all’ok dato dalla
Provincia di Foggia, settore Ambiente. E’
la stessa Provincia però, che solo dopo po-
chi mesi di attività, diffida la stessa IAO:
ci si rende conto che l’impresa non ha as-
solutamente i macchinari e una struttura
adeguati per il recupero dei rifiuti. Parte
dunque una vicenda giudiziaria che por-
terà, nel 2007, ad una sentenza di colpe-
volezza per gli imputati, compreso il De
Munari (titolare della IAO), che purtrop-
po però, non pagheranno di fatto nulla,
né in termini di reclusione né in termini
economici, perché i reati sono ormai ca-
duti in prescrizione. Nella sentenza vie-
ne però data un’indicazione ben precisa
riguardante il futuro dell’ex-fornace: va
fatta la bonifica del sito in quanto si è lar-
gamente dimostrato essere di fatto una
discarica abusiva di rifiuti tossico-nocivi.
Nel 2007 la popolazione, compresi noi,
grazie ad un’inchiesta giornalistica, viene
a conoscenza della vicenda e comincia un
tira e molla tra garantisti del “è tutto falso”
e popolo mistificatore che vuole sapere.
Negli anni che vanno dal 2007 al 2009 si
è tentato di ottenere almeno la messa in
sicurezza del sito ma a due giorni dall’ap-
provazione del piano di caratterizzazione
richiesto alla ditta dalla Regione, soprag-
giunge un nuovo sequestro della Guardia
di Finanza. Nel febbraio 2010 comincia
un nuovo processo questa volta per pre-
sunto disastro ambientale a cui si aggiun-
ge il reato per l’impiego di grosse quantità
di amianto utilizzato per la copertura dei
capannoni. Il Tribunale di Lucera accetta
ben 17 costituzioni di parti civili: Associa-
zione Salute e Territorio, UDICO, Legam-
biente, Centro Studi Naturalistici, Codici,
Comune di Troia, Comune di Castelluc-
cio dei Sauri, 10 cittadini di Giardinetto e
non. E’ una grande vittoria perché denota
un interesse notevole e comunque mag-
giore rispetto al precedente processo del
2000 svoltosi nell’assoluto silenzio. Il di-
sastro ambientale è stato ipotizzato dopo
un attento riesame del sito: la Guardia di
Finanza ha commis-
sionato al laboratorio
Lachimer (lo stesso
incaricato dal nostro
Comune nel 2007 di
fare delle indagini
sul sito e che parlò di
“mancanza di prove
oggettive che ci fosse
una contaminazio-
ne”) una massiccia
operazione di analisi
che ha portato alla
scoperta che i rifiuti lì
abbandonati indiscri-
minatamente a cielo aperto sono solo una
minima parte di quelli realmente presenti
nel sito, interrati e ricoperti con terreno
o mescolati a colate di cemento nel piaz-
zale tra i capannoni. Partendo da questo
dato, che non viene messo in discussione,
il Tribunale decide da subito di affidare al
professor Masi, docente dell’Università di
Potenza e ingegnere ambientale, il compi-
to di riesaminare il sito per verificare se
esistano gli estremi per il disastro ambien-
tale. Nei giorni che vanno dal 20 al 28 ot-
tobre c. a., ricominciano le operazioni di
scavo e prelievo di campioni, sia nel sito
che all’esterno, al fine di dimostrare se il
disastro ambientale ci sia stato o meno.

Inutile dire che siamo in una fase cruciale
della vicenda perché da queste operazio-
ni peritali dipenderà l’esito del processo e
del destino stesso di quel sito. Immaginate
la delusione, l’amarezza e il senso di im-
potenza nel constatare che le operazioni
sono state interamente condotte alla pre-
senza di un unico tecnico di parte (occa-
sionalmente due). 17 costituzioni di parti
civili con 8 nomine per tecnici di parte ai
quali va aggiunto il tecnico nominato dal
Pubblico Ministero ma uno solo a vigila-
re che il tutto fosse svolto regolarmente.
Dov’erano gli altri tecnici di parte? Cosa
ha significato la costituzione di parte
civile per i Comuni e le Associazioni?
Pura operazione di rappresentanza? E
dov’era il tecnico del PM che più di tutti
sarebbe dovuto essere presente essendo
rappresentante della pubblica accusa?
90.000 euro pagati da noi cittadini per
queste operazioni (cui vanno aggiunti
i soldi per l’intero processo) e poi nella
fase più rilevante non si presenta nessu-
no? Era importante essere presenti, non
tanto per una questione di sfiducia nell’o-
perato dell’Ing. Masi quanto piuttosto per
un necessario mettere insieme quante più
professionalità ed esperienze possibili,
nonché una sana pressione che inducesse
tutti a porre la giusta
attenzione ad una vi-
cenda che sa dell’in-
credibile!

Ci chiediamo, di
fronte alla perizia
che verrà depositata
dal tecnico Masi, che
cosa potranno mai
obiettare i tecnici di
parte che non hanno
neppure assistito alle
operazioni peritali!
Probabilmente molti
sono stati nominati
contando su conoscenze o scegliendo fra
i tecnici già dipendenti dei Comuni, per
evitare costi aggiuntivi. Ma se anche fosse
così, sarebbe tanto assurdo pensare che a
volte la coscienza, l’etica e l’interesse per il
proprio territorio possa prevaricare gli in-
teressi personali e i guadagni? Non ci resta
che aspettare la perizia e sperare che possa
in qualche modo portare ad una risoluzio-
ne definitiva della questione Giardinetto.
Di certo questa vicenda risulta sempre
più ingarbugliata e fitta di punti di do-
manda e lati oscuri che sono davvero dif-
ficilmente comprensibili!


N
egli ultimi mesi stiamo seguendo
con particolare apprensione la vi-
cenda Giardinetto. L’inizio del nuovo pro-
cesso ha acceso la speranza di riuscire ad
avere una verità giudiziaria ma soprattut-
to una verità sull’eventuale pericolo per la
salute degli abitanti delle campagne circo-
stanti lo stabilimento dell’ex fornace, degli
abitanti del Borgo ma anche di quelli dei
Comuni del comprensorio.
Siamo stati entusiasti per il considerevo-
le numero di parti civili: singoli cittadini,
associazione e Comuni che si sono inseriti
nel processo penale non tanto per ottene-
re un risarcimento economico dei danni,
ma per ottenere giustizia e soprattutto
la bonifica del sito. Il coinvolgimento di
tutti questi soggetti è stato inoltre un se-
gnale positivo che ci lasciava sperare in
una maggiore coscienza sociale, maggio-
re partecipazione, maggiore impegno da
parte della popolazione, della cittadinanza
attiva e delle Istituzioni.
A partire da febbraio, mese in cui si è
svolta la prima udienza dibattimentale,
siamo stati presenti in Tribunale, ai vari
sopralluoghi del perito, abbiamo incon-
trato il pubblico ministero, il Procuratore
della Repubblica di Lucera, abbiamo par-
lato con esperti e consulenti e man mano
è cresciuto un senso di inquietudine: tante
le stranezze in questa vicenda che fan-
no temere che anche questa volta, come
dieci anni fa, il tutto finisca con un nulla
di fatto. Timore alimentato da ritardi e da
una serie di percezioni: da più parti ab-
biamo sentito parlare di probabile nuova
prescrizione dei reati, in più occasioni si è
parlato del sito della I.A.O. srl come luogo
ideale per stoccare rifiuti tossico-nocivi
dato le sue caratteristiche geomorfologi-
che, spesso abbiamo ascoltato preavvisi
circa l’impossibilità di una eventuale con-
taminazione esterna data l’azione di im-
permeabilizzazione dell’argilla.
Intendiamoci, non vogliamo essere a
tutti i costi catastrofisti, sarebbe infatti un
sollievo per tutti sapere che Giardinetto
non rappresenta un rischio per il nostro
ambiente e per la nostra salute. Tuttavia,
nel vedere la quantità di rifiuti e nel senti-
re il fetore proveniente dai fanghi interra-
ti, qualche dubbio ci assale.
In questi mesi avremmo voluto vedere
una magistratura meno “ingessata” e più
rapida nei tempi (ricordiamo che ai fini
della prescrizione dei reati l’inizio del ter-
mine decorre dal sequestro avvenuto nel
febbraio 2009). Avremmo desiderato esse-
re tranquillizzati da un lavoro di indagine
che seppur svolto con indubbia professio-
nalità dal CTU, risultasse più completo
e sistematico, frutto magari, di un pool
di tecnici che oltre ad un ingegnere am-
bientale, prevedesse anche la presenza di
un geologo, di un chimico e di un medi-
co. Avremmo auspicato la partecipazione
più attiva, attenta e costante dei tecnici di
parte che avrebbero dovuto affiancare il
consulente tecnico nominato dal giudice
nell’esecuzione del suo incarico esprimen-
do le proprie osservazioni a supporto o a
critica delle attività e successivamente del
risultato al quale il perito giungerà.
Avremmo immaginato, davanti ad una
violenza così grave inferta alla nostra
madre terra, un risveglio della coscienza
civica dei cittadini. Al di là di quelli che
saranno i risultati della perizia, il nostro
territorio è stato seriamente alterato, vio-
lentato, snaturato e modificato da qualcu-
no che in maniera illecita (possiamo dirlo
con certezza visto la sentenza in primo
grado già emessa dal Tribunale di Lucera)
ha trasportato tonnellate e tonnellate di
rifiuti speciali. E questo deve rappresenta-
re un monito per tutti noi, un richiamo al
bene comune contro la logica dello sfrut-
tamento.

Giardinetto approda
in Parlamento

Audizione in Commissione Parla-
mentare di inchiesta sulle attività il-
lecite connesse al ciclo dei rifiuti del
Pubblico Ministero della Procura di
Lucera
A
bbiamo scoperto che si è tornato a
parlare di Giardinetto lo scorso 14
luglio 2010 in Commissione Parlamentare
di inchiesta sulle attività illecite connesse
al ciclo dei rifiuti. Ascoltato il dott. Pa-
squale De Luca, il pubblico ministero che
ha svolto le indagini che hanno condotto
al nuovo processo in corso. Il dott. De
Luca si riferisce alla vicenda definendola
la “Gomorra” di Lucera e di Troia ed evi-
denzia la pericolosità del sito nonché la
complessità dei relativi aspetti giuridici.
Dal resoconto della seduta, oltre alla
ricostruzione storica del sito, emergono
alcune considerazioni molto importan-
ti. Innanzitutto il PM De Luca esprime,
ricordando il precedente processo, una
forte amarezza per i tempi della giustizia:
le garanzie difensive, giuste e doverose,
a volte sono eccessive e quindi, nel caso
specifico, condussero nel 2007 all’annul-
lamento della condanna per un vizio di
forma e all’estinzione di tutti i reati per
intervenuta prescrizione.
Il dott. De Luca, inoltre, sottolinea la
gravità di quanto accertato. Riportiamo
quanto riferisce in Commissione parla-
mentare: “Circa un anno fa si scopre quello
che non avremmo voluto accadesse mai: a
seguito di numerosissimi carotaggi e di nu-
merosissimi prelievi del sottosuolo, si accer-
ta effettivamente che la località Giardinetto
in agro di Troia è stata saccheggiata negli
anni dal 1998 al 2001 con un cumulo di
fanghi, di amianto, di cadmio, di berillio, di
varie sostanze tossiche e nocive.
Quel che è peggio è che la realtà supe-
ra ogni fantasia proprio come nel libro
e nel film Gomorra: la quantità di rifiuti
depositati nel sottosuolo è stata stimata dal
nostro consulente tecnico complessivamen-
te in 178 mila metri cubi, corrispondenti
a circa 250 mila tonnellate. Il nostro con-
sulente ha detto che ogni camion traspor-
ta due o tre tonnellate al massimo, quindi
bisogna fare i calcoli di quante migliaia di
camion sono passati e hanno trasportato
questi rifiuti pericolosissimi, che sono, ri-
peto, fanghi, materiali misti a cemento, a
benzene, a cromo esavalente, ad amianto, a
vanadio, a idrocarburi e a metalli pesanti,
tutti cancerogeni.
Quel che è peggio e drammatico è il no-
tevole e concreto pericolo di diffusione e di
contaminazione da parte di questi rifiuti
nascosti nel sottosuolo attraverso l’aria e
anche l’acqua per la presenza, proprio sul
sito, di un canale acquifero superficiale che
confluisce nel torrente Sannoro che poi va
sfociare nel ben più grande e importante
torrente Cervaro”.
Altra osservazione interessante messa in
luce dal Procuratore di Lucera è che, ac-
canto a problematiche ambientali, il caso
Giardinetto presenta una serie di proble-
matiche giuridiche notevoli e interessan-
ti su cui si è riservato di relazionare alla
Commissione parlamentare d’inchiesta
durante lo svolgimento del processo.
Infine il dott. De Luca, con amarezza,
lamenta la leggerezza della pena per reati
così gravi chiedendo aiuto alla politica e al
Parlamento.


Il tribunale chiede, Masi dovrà rispondere

Di seguito riportiamo i quesiti a cui
deve rispondere il consulente tecnico nominato dal
collegio giudicante per valutare l’effettivo stato dei luoghi,
i rifiuti presenti e il pericolo di contaminazione all’esterno.
Ciascuna parte civile, compresa l’Associazione Salute e Territorio,
ha depositato le proprie proposte circa tali quesiti sulla base
dei quali il CTU dovrà redigere la propria perizia.

ALLEGATO AL VERBALE DI UDIENZA DEL 31.03.2011
Il perito accerti la presenza e la consistenza
quantitativa di materiali e rifiuti nell’area
dello stabilimento oggetto di indagine. Per i
materiali e rifiuti rinvenuti getto dell’indagine
e nelle aree limitrofe. Si accerti inoltre, nei
limiti possibili in ragione dello stato fisico e
delle miscelazioni operate, l’origine, la natura e
la tipologia di pericolosità (inerte, non pericoloso,
pericoloso) in rapporto ai rischi sanitari ed
ambientali nell’area circostante.
Il perito accerti lo stato di contamina
zione delle matrici ambientali, aria, acqua,
suolo e sottosuolo, nell’area esterna
all’impianto oggetto di indagine e lungo
la via di probabile dispersione degli inquinanti
costituita dal corso d’acqua limitrofo
all’insediamento fino alla confluenza con
il torrente Cervaro.

l perito anche sulla scorta di indagini
supplementari da eseguirsi sulle matrici
ambientali e con l’ausilio di tecniche e
modelli numerici, definisca il livello di rischio
sanitario ed ambientale nell’area oggetto dell'
indagine e nelle aree limitrofe.

Il perito sulla base delle attività di indagine
svolte a vario titolo sul sito e degli
ulteriori rilievi disposti, indichi le linee
guida per la messa in sicurezza del sito og-
getto di indagine, fornendo, ove possibile,
una valutazione dei costi operativi.

In merito alle operazioni relative alla rimozione
dei materiali contenenti amianto e messa in
sicurezza del sito, già effettuata nell’area di
indagine, il perito accerti le
attività svolte e se le stesse sono idonee e
rispondenti alla documentazione tecnica
ed alle certificazioni prodotte e trasmesse
alle autorità competenti.

Il perito, nei limiti delle possibilità deri-
vanti dall’attuale condizione dei materiali
e dei luoghi di interesse dell’indagine, for-
nisca le risposte ai quesiti posti dalle parti
e depositate agli atti del procedimento.




www.saluteterritorio.it
(Volantino di dicembre 2011)

La raccolta porta a porta costa di più? Vero ... anzi no, falso!

Tanto più la raccolta porta a porta è seguita con modello 'spinto', cioè
orientate verso materiali ridotti in partenza, e cioè solo biodegradabili e recuperabili (no plastiche e imballaggi non riciclabili), tanto più diminuisce il costo unitario di gestione.

Qui è possibile scaricare parte di uno studio della Regione Lombardia, che dimostra dettagliatamente la "convenienza" della raccolta porta a porta rispetto al modello di raccolta stradale e grazie anche alla riduzione della necessità dello smaltimenti in discarica. Si ringrazia Enzo Favoino per la gentile concessione.

Esistono anche studi più approfonditi (forse, il migliore è quello del 2006 per la Regione Toscana, con un "benchmarking" operativo ed economico dei diversi sistemi di RD), realizzata del Centro di Ricerca Rifiuti Zero di Capannori.

All'ARPA Puglia c'è ancora chi rompe i maroni. "Tagliare i fondi"

Le agenzie regionali da tagliare sono altre! Non si possono mettere sullo stesso le fabbriche della "Puglia Migliore" di Nichi e agenzie fondamentali come l'ARPA.

Al bilancio della Regione Puglia verranno tolte centinaia di migliaia di euro destinate all'ARPA. Con queste riduzioni della spesa, il centrosinistra tira il carro avanti ai buoi, mentre il centrodestra arriva a pretendere l'eliminazione di tutte le agenzie e gli enti regionali (InnovaPuglia, Apulia Film Commissione, etc.), con il pretesto della "crisi".

Si tratta di una enormità, se si considerano le condizioni di assoluta precarietà in cui già oggi svolgono le proprie attività quei ricercatori e professionisti degni che pur vi lavorano. Infatti, va da sé che, grazie a questi fondi mancanti, i primi ad essere "tagliati" saranno proprio questi pochi.

Questa situazione, di fatto, però interessa poco la sede dell'ARPA DAP Foggia ...

Nel 2007, in seguito alla redazione del Piano Regionale per la Qualità dell'Aria (diventato regolamento regionale nel 2008) - imposta alle regionale dalla UE -, si prevedevano, insieme alle misure di risanamento e di bonifica dell'aria, specifiche misure economiche rivolte al rifinanziamento dell'ARPA e manutenzione o potenziamento della rete di monitoraggio e rilevamento degli inquinanti gassosi. Ebbene, la Regione Puglia si è sempre dimenticata di richiedere questi fondi, che non sono ormai più accessibili.

Eppure, c'è chi non desiste, come dimostra questo articolo sul "pollice verso" dell'ARPA Puglia sui due progetti Tempa Rossa e Enipower a Taranto:
http://www.inchiostroverde.it/news/tempa-rossa-e-nuova-centrale-enipower-il-pollice-verso-di-arpa-puglia.html.

Ma questi sono semplici funzionari (molto probabilmente verranno "sforbiciati" nel 2012), i quali difficilmente parteciperanno mai alle conferenze stampa farsa di fine anno, in cui si espongono presunti risultati positivi raggiunti sul fronte del contenimento nei livelli di legge della diossina prodotta dall'ILVA e dalla zona industriale di Taranto, quando in realtà dal 2008 non è mai stato ottemperato quell'obbligo di campionare la diossina in continuo (pensate che per il ben più piccolo inceneritore di Borgo Tressanti sono stati previsti, al contrario, ben 5 dispositivi campionatori h24!). La verità è, invece, che senza questi continui tagli all'ARPA oggi l'inquinamento dell'ILVA sarebbe un fatto acclarato, dati ambientali alla mano, mentre il governatore Nichi Vendola parla di trend positivi, di ambientalizzazione e di un futuro di conciliazione sviluppo, lavoro e salute per i prossimi decenni Taranto (l'ereditiera signorina Emme sorride ...).

E pensare che, qualche settimana fa, il direttore generale Giorgio Assenato, in qualità di portavoce di Assoarpa, esultava per il ritiro dal Decreto Sviluppo del 12 novembre dell’articolo 12, che modificava in peggio la normativa sulle misure dei campi elettromagnetici, dopo una nota assai critica scritta anche a nome ISPRA.
Perché, da portavoce dell'associazione nazionale delle ARPA italiane, Giorgio Assennato non condanna gli odierni tagli del Consiglio Regionale della Puglia, che contribuiscono ad alimentare l'immagine dell' agenzia regionale come nient'altro che un carrozzone con nominati dai partiti?
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Comunicato stampa ARPA Puglia (27.12.11): Risultati dei monitoraggi 2011 presso ILVA Taranto e cronologia emissioni 1994-2011: http://www.arpa.puglia.it/web/guest/comunicati

martedì 27 dicembre 2011

Sangalli autorizzata a sversare nei terreni acque di dilavamento

Manfredonia – AUTORIZZAZIONE alla Sangalli Vetro Spa “allo scarico sul suolo delle acque meteoriche trattate rivenienti dal dilavamento delle superfici esterne dello stabilimento per la lavorazione del vetro”, sito in agro di Monte Sant’Angelo nella zona industriale ex Enichem. E’ quanto stabilito dalla Provincia di Foggia – responsabile del servizio ambiente, dirigente Giovanni Dattoli, con un recente provvedimento.

Come risaputo, la Sangalli Vetro Spa (società del primo protocollo aggiuntivo del CdA, per 98.644 in migliaia di euro di investimenti ammessi a contributo, 70.048 di contributi pubblici assegnati Cipe, 199 originari occupati, 189 a tempo indeterminato, in attività – Focus: le recenti indagini della Guardia di Finanza del Comando provinciale di Treviso, fonte: CorSera e La Tribuna di Treviso) è titolare di uno stabilimento per la lavorazione del vetro, nell’area ex Enichem in agro di Monte Sant’Angelo, “in produzione dal 2002″. La superficie impermeabilizzata di raccolta del piazzale in oggetto è superiore ai 2000 mq., rientrando pertanto nel punto b) dell’art. 4 del Decreto del Commissario Delegato n.282/2003.

Con istanza del 30/05/2011, acquisita il 17/06/2011, il sig. Sangalli Francesco, in qualità di rappresentante legale dell’omonima ditta, ha chiesto l’autorizzazione allo scarico sul suolo delle acque meteoriche trattate rivenienti dal dilavamento delle superfici esterne dello stabilimento di proprietà della ditta in questione; alla suddetta istanza il sig. Sangalli ha allegato la dichiarazione sostitutiva dell’atto di notorietà attestante che “nell’impianto in oggetto non avviene la movimentazione di sostanze pericolose” (di cui alle Tabb.3/A e 5 dell’Allegato 5 alla parte terza del D.Lvo 152/06).

Dalle relazione tecnica la Provincia ha evidenziato come “le acque meteoriche provenienti dalla copertura del capannone saranno convogliate, tramite condotta separata, allo smaltimento finale senza alcun trattamento preventivo”; mentre “un sistema di caditoie convoglieranno le acque meteoriche di dilavamento nell’impianto di trattamento che garantirà il processo di dissabbiatura e disoleazione”. L’acqua così trattata “verrà convogliata in una vasca che alimenterà il sistema di sub-irrigazione del suolo destinato a verde annesso allo stabilimento stesso”.


Dalla relazione idrogeologica a firma del Dott. Geol. Isidoro Sorbello, allegata alla richiesta di autorizzazione, si evince come i terreni interessati (nell’area) presentino una “permeabilità discreta” e che, pertanto, “esiste un esteso franco di sicurezza”:

Da qui l’autorizzazione per la Sangalli Vetro Spa allo scarico sul suolo mediante sub-irrigazione delle acque meteoriche trattate rivenienti dalle superfici esterne dello stabilimento per la lavorazione del vetro di proprietà della ditta ma con le prescrizioni che: le acque meteoriche grigliate e dissabbiate dovranno essere scaricate in subirrigazione nell’area a verde posta all’interno del terreno di proprietà; i fanghi derivanti dal processo di sedimentazione dovranno essere trattati come rifiuti ai sensi e con le modalità stabilite dalla parte quarta del D.L.vo n.152/06, dovranno essere conferiti a ditte autorizzate per la raccolta, il trasporto e lo smaltimento; il terreno circostante la condotta disperdente, per una fascia di larghezza di m.20 complessivi a cavallo della condotta, non potrà essere utilizzato da produzioni agricole ad uso umano da consumarsi crude; lungo l’asse della condotta disperdente devono essere messe a dimora piante sempre verdi ad elevato apparato fogliare che consentono il rapido smaltimento del liquido chiarificato mediante evapotraspirazione; e infine: le trincee con condotte disperdente dovranno essere poste a distanze non inferiore a m. 5 dai muri perimetrali di fondazione dei fabbricati, a 30 m. da pozzi, condotte o serbatoi destinati a servizio potabile.

La Provincia “si riserva la facoltà di effettuare controlli e verifiche ogni qual volta lo riterrà necessario” e di “notificare, inoltre, tempestivamente qualsiasi incidente o mal funzionamento dell’impianto che porti ad un sensibile peggioramento delle caratteristiche dell’effluente”.

10.08.2011
g.defilippo@statoquotidiano.it
http://www.statoquotidiano.it/10/08/2011/scarico-acque-meteoriche-sangalli-autorizzata-da-provincia-ma-niente-verdura-cruda-nei-terreni-circostanti/54388/

domenica 25 dicembre 2011

Compensazioni ambientali

Lista di petizione europee sulla normativa rifiuti


Petitions received (2004-2010) alleging breach of EU waste legislation

Number


Title


Country


1885/2008


by Viniczay Tibor (Hungarian), on behalf of the Szentgotthard municipal authorities, concerning the siting of a waste incineration plant in Lafnitztal, Austria


AT


0431/2009


by Dimitar Platikanov (Bulgarian), on behalf of the "Initiative Committee for the village of Stozher", bearing 1180 signatures, concerning the establishment of a rubbish dump in the village of Stozher in north-eastern Bulgaria


BG


1296/2010


by R.B. (Bulgarian), on illegal incineration of waste at Lovech in northern Bulgaria


BG


1322/2008


by E.S. (German) on dioxin pollution in the town of Yakimovo-Montana in north-west Bulgaria


BG


1405/2007


by Ivaylo Asenov Krastev (Bulgarian), on behalf of Protection of the Health and Lifeof the Population and the Environment, on an unlawful operation of a solid residential waste disposal site


BG


1586/2009


by Kolio Kotev (Bulgarian), on behalf of the environmental movement ‘Za Chista Priroda’, bearing 2700 other signatures, on a refuse tip in the vicinity of the villages of Trudovets and Skravena


BG


1640/2008


by Georgi Gospodinov (Bulgarian) on the establishment of a waste disposal site in Dimitrovgrad in southern Bulgaria


BG


1923/2009


by Panayot Panayotov (Bulgarian), on behalf of the 'Campaign Committee of the Residents of the Villages of Kazashko and Topoli' on pollution from an incineration plant in the immediate vicinity of built-up areas


BG


0103/2007


by Volkhart Binner (German) on behalf of the 'Naturschutzbund Deutschland', German wildlife association and 10 co-signatories concerning sustainable EU waste disposal policy


DE


1024/2010


by Erich Pudewell (German), on the incidence of cancer among local residents near the Kamp-Lintfort waste disposal site (Germany)


DE


1277/2009


by Jochen Bremer (German), on behalf of the 'Sophienhütte am Harz' Citizens' Action Group, on a plant for the processing of solid, non-hazardous waste with a capacity of three tonnes per hour


DE


0166/2009


by José Manuel Dolon García (Spanish), on behalf of 'Grupo Municipal Los Verdes (Municipal Ecology Group), on a solid waste processing plant belonging to the Acciona company in Torrevieja, Alicante, Spain


ES


0232/2010


by Manuel de la Calle Albero (Spanish), on behalf of 'Esquerra Unida de Elda', on an illegal solid urban waste disposal site near Cañadas de Elda, Alicante


ES


0612/2006


by Mr Angels Balanza Arrufat (Spanish), on behalf of 'Plataforma no a la incineration de Vall d'Alba', on local authorities' project to build a landfill of waste in Vall d'Alba


ES


0874/2008


by Mr. Miguel Angel Pedrosa Ruiz (Spanish), on the planned extension of the urban residual waste landfill in Colmenar Viejo (Madrid)


ES


1141/2010


by M.M.A. (Spanish), on the waste incinerator at Valdemingomez, Madrid


ES


1233/2007


by Ms Maria Carmen Castro Urzaiz (Spanish), on behalf of the Asociación de Vecinos Independiente de Butarque (AVIB), on public health risks related to the project of a waste recycling plant in Villaverde (Madrid)


ES


1266/2009


by H. H. Rogers (British) concerning the El Campello waste incinerator in Alicante.


ES


1334/2010


by Samuel Martin-Sosa (Spanish), on behalf of the environmental movement ‘Ecologistas en Acción’, on the creation of a waste disposal site near the Spanish city of Toledo and its associated risks for local populations of rare and protected eagles


ES


1392/2007


by Iago Patiño (Spanish), on behalf of Izquierda Unida (United Left), on the incomplete closure of the landfill site at Chan dos Montes, Galicia


ES


1634/2008


by Domingo Trujillo Guedes (Spanish), on a landfill in San Bartolomé de Tirajana (Canaries, Spain) which is said to breach European legislation on solid waste.


ES


1769/2009


by Mario Silvan De Blas (Spanish), on the recycling of solid urban waste in the municipality of Valpielago, León.


ES


0091/2008


by Mrs Juliet Duff (Irish), on behalf of the Irish Doctors Environment Association (IDEA), on the reclassification of incineration in the Waste Framework Directive


EU


0023/2007


by Gerard Casanova (French), on behalf of the Port Saint Louis du Rhone Anti-incineration Collective, bearing 52 signatures, against the continued operation of a waste incinerator


FR


0074/2006


by Ms. Djamila Saidi Rebbadj (French), on a project of the local administration of Marseille (France) to build a plant for the incineration of domestic garbage in Fos sur Mer


FR


0148/2009


by Mrs J.S. (British) on chemical pollution resulting from the activity of Adisseo plant and its detrimental impact on the health of residents of a French town


FR


0252/2009


by Mr François Espuche (French), on behalf of Association Gratte Papiers, bearing 14 signatures, on alleged breaches of the European environmental legislation in connection with a planned landfill to be built at Lassac (Sallèles Cabardès, Aude)


FR


0415/2004


by Marc Baert (presumed French), on behalf of ‘Association Transparence’, on planning permission for a plant for the treatment of organic waste


FR


0474/2008


by C. Muet (French), on the projected extension of the CESSIEU landfill site


FR


0520/2007


by Philippe Carrier (French) against a landfill project


FR


0784/2007


by Yves Pinsard (French), on behalf of ‘Friends of the Bucy Forest’ association, bearing 2 036 signatures, on soil and water pollution from a waste discharge


FR


0818/2006


by Serge Jung (French), with 310 signatures, on the continued operation of the Fontvieille incinerator in the Principality of Monaco


FR


1102/2009


by Gerard Cussinet (French), on behalf of the Association de Défense pour le Droit au Logement et à la Consommation, on pollution caused by the improper use of the Cusset waste disposal site (Vichy Val d’Allier, France)


FR


1367/2007


by Eliane Audonet (French), with 16 signatories, against two plans for 'mega-dumps'


FR


1595/2009


by Alex Lesbros (French), on behalf of the Vendeuil municipal authorities, on the processing of hazardous waste and contaminated minerals near the river Oise within a conservation area in Vendeuil


FR


0034/2009


by Theodoros Tzioumis (Greek), on behalf of the Parish Council in Pallantio Tripoleos, on plans for a waste bundling plant in the vicinity of an archaeological site at Pallantio Tripoleos


GR


0039/2008


by Ch.L. (Greek), on inadequate treatment of hospital waste in Greece


GR


0078/2007


by Mavroudis Voridis (Greek), on construction of a refuse tip in part of eastern Attica


GR


0212/2008


by Ioannis Papadopoulos (Belgian), on the creation of landfill sites


GR


0734/2008


by Ioannis Hatziioannou (Greek), on the unlawful processing and incineration of waste in the town of Rhodos in Greece


GR


0742/2007


by Andreas Varnakiotis (Greek), on the siting of a refuse tip in Achaia (Greece)


GR


0799/2008


by Dimitrios Kiriakopoulos (Greek) and one co-signatory on failure to comply with the provisions of Council Directive 1919/31/EC on the landfill of waste in connection with a landfill site in the Thessaloniki district of Greece


GR


0920/2005


by Evangelos Alexos (Greek), on behalf of the Domokos Citizens' Action Group, and 3 co-signatories concerning an illegal waste discharge in Domokos Ftiotidas in Greece


GR


0971/2006


by Panagiotis Stathas (Greek), on behalf of the Association of Stonemasons, Tilers and Related Professions (O Ermis), with one-signature, on legal discharges


GR


0978/2008


by Panagiotis Bouras (Greek), on behalf of the Megalopoli municipal council, on non-compliance by the Greek authorities with EU waste disposal criteria and procedures in connection with the projected landfill site near Megalopoli in the Peloponnese region of Greece


GR


1144/2009


by U.K.P. (German) on the waste situation in the town of Gythio in the Southern Peloponnese and the local authorities’ failure to enforce EU regulations on waste management


GR


1152/2010


by Georgios Toussas (Greek), on behalf of the Greek Communist Party (KKE), on environmentally damaging activities in the Ermioni municipality of the north-eastern Peloponnese


GR


1467/2007


by Odisseas Nikou (French), on an illegal dump at Dafnousio Ftiotidas in Greece


GR


0455/2006


by Péter Fehér (Hungarian), on behalf of Szélkiáltó Nature Conservation Association, concerning the regional waste dump [being] constructed in Kiskunhalas with EU support


HU


0010/2006


by Patrick Culhane (presumably Irish), on behalf of Cappagh Farmers Support Group, on Aughinish Alumina Plant in Ireland


IR


0206/2007


by David Rogers (Irish), on foul odours and impairment of the environment in the vicinity of Whiteriver Landfill Site, Collon (Ireland)


IR


0295/2005


by James Lunney (presumably Irish), on behalf of the Nevitt Lusk Action Group against a Superdump, on a proposed landfill facility


IR


0495/2006


by Chris Andrews (Irish), on a planned waste incinerator on Poolbeg Peninsula in Dublin Bay


IR


0650/2008


by Mr. Billy Leonard (Irish), on public concern over the detrimental cumulative effect of four landfill sites situated in the Ringsend area (County Derry, Northern Ireland)


IR


0766/2004


by Martina Finn(Irish) on a planned landfill in the County of Galway


IR


0870/2008


by Mr. John Keogan (Irish), on behalf of North East Against Incineration, bearing approximately 7000 signatures, on opposition to the planned construction of a biomass heat and power plant at College Nobber (Meath County, Ireland)


IR


0994/2005


by Denis Leonard (Irish), on behalf of "Killucan Kinnegad Environment Group", on a breach of several European Union's environmental Directives by the Irish Environmental Protection Agency


IR


1024/2008


by Mr. T.B. (Irish), on behalf of The Friends of the Aquifer ltd, on alleged irregularities in the process of granting a licence for building an incinerator at Carranstown (Meath County, Ireland)


IR


1037/2010


by Amy Cullen (British), on behalf of Cork Harbour Health Group, on the Haulbowline toxic landfill and its impact on the health of the residents of Cobh and Cork Harbour (Ireland)


IR


1296/2008


by Ms. Josephine Mary Mackey (Irish), on the health risk posed by the presence of a hazardous waste landfill in the vicinity of a residential area (Cork, Ireland)


IR


0012/2008


by Francesco Miglino (Italian), on behalf of Partito Internettiano, on the situation regarding the storage and processing of domestic waste in Naples and the Campania region in Italy


IT


0016/2008


by F.C. (Italian), on the domestic waste crisis in Campania (Italy)


IT


0026/2007


by Monica Sepe (Italian), on behalf of the 'Serre per la vita' committee, against a solid urban waste tip


IT


0031/2006


by Giampiero Angeli (Italian), bearing 21 signatures, concerning major health hazards caused by dioxins from waste disposal


IT


0052/2009


by Francesco Zurlo (Italian), on behalf of 'Verdi Crotone - Comitato Vertenza Ambientale Provincia di Crotone' (Crotone Environmental Committee), on contamination from waste in Crotone, insufficient access to information and the 'polluter pays' principle


IT


0179/2006


by Giuseppe De Simone (Italian), on behalf of the Mosaico committee, bearing 13 signatures, concerning alleged infringement of Community legislation regarding public tendering procedures in the waste management sector


IT


0209/2008


by Sebastiano Perrone (Italian), on the waste disposal crisis and the democratic rights of residents of Marigliano near Naples


IT


0273/2010


by Mariagrazia Canuti (Italian), on the Malagrotta waste disposal site near Rome


IT


0276/2008


by Roberto Giurastante (Italian), on behalf of Greenaction Transnational, concerning pollution from a toxic waste disposal site in the Trieste resort of Barcola (Italy)


IT


0347/2008


by Tommaso Esposito and Virginia Petrellese (Italian), on behalf of the Anti-Incinerator Citizens' Action Group, on a waste incineration plant in Accerra (near Naples) in Italy


IT


0410/2009


by Santangelo Carmelo (Italian), on behalf of Comitato Cittadino "Mare Protetto", on illegal dumping of waste in a protected sea area


IT


0413/2010


by Anna Margherita Ranieri (Italian), on behalf of Rete dei comitati e dei movimenti vesuviani, bearing 2406 signatures, on 15 years of waste emergency in Campania


IT


0424/2008


by Ugo Berti en Luciana Venturini (Italian), and 7 co-signatories, on failure to carry out an environmental impact survey in respect of a waste processing plant in Albiano Magra (Italy)


IT


0547/2009


by Alfio Fabio Micalizzi (Italian), on pollution of the Area Marina Protetta Isole Ciclopi nature reserve (Italy)


IT


0587/2007


by Marina Salvadore (Italian), concerning the serious health problem in Campania and the responsibility of the regional and local authorities


IT


0683/2005


by Vincenzo Marmora (Italian), on behalf of the 'Campagna nostra' citizens' action group, opposing the opening of a waste disposal site


IT


0694/2010


by R.I. (Italian), on behalf of Valori Democtratici Uniti, on cleaning up illegal landfills for toxic waste in the municipality of Quarto (NA)


IT


0732/2010


by Roberto Giurastante (Italian), on behalf of Greenaction Transnational, on an illegal landfill site in Porto San Rocco (Muggia, Italy)


IT


0756/2007


by Giovanni Roviello (Italian) objecting to a waste discharge endangering public health and groundwater resources


IT


0787/2010


by Carmela Alberico (Italian), on behalf of Co.Re.Ri, on the failure by the region of Campania to fulfil the terms of Regional Operational Programme for Structural Funds and violation of Directives 2006/12/EC and 1999/31/EC by the location of the Ferandelle and Maruzzella landfills in Caserta province


IT


0788/2007


by Werner Pichler (Italian), objecting to a toxic urban waste discharge


IT


0789/2007


by Gigliola Izzo (Italian) objecting to ecological waste fuel pellet storage near farmland and residential areas


IT


0861/2008


by N.T. (Italian) on the problem of waste in Naples and Campania in Italy


IT


0864/2008


by T.G. (Italian), on behalf of Demograssic, on the problem of waste in Naples and Campania in Italy


IT


0910/2007


by Francesco Di Pasquale (Italian), concerning the environmental emergency in Campania.


IT


0955/2008


by Ferdinando Kaiser (Italian), on the location of a waste disposal site in Chiaiano (Italy)


IT


0991/2007


by Vincenzo Gala (Italian) seeking a system of separate waste collection in the Campania region


IT


1011/2008


by A.S. (Italian) on a waste disposal site in Chiaiano, near Naples, Italy


IT


1036/2009


by Antonio Lupo (Italian), on behalf of Comitato Vigiliamo per la Discarica, bearing 2 signatures, on solid waste management in the province of Taranto


IT


1071/2007


by Angelo Storari (Italian), on behalf of ‘Grilli estensi’, objecting to a waste incineration plant


IT


1082/2008


by Raffaele Pacilio (Italian) on the illegal burning of car tyres and other refuse in the Naples area (Italy)


IT


1166/2010


by Marana Avvisati (Italian), on the landfill sites at Terzigno, Campania


IT


1182/2008


by M.E. (Italian), on behalf of 'La rosa dei venti di Chiaiano’, on his objection to a waste disposal site in Chiaiano (Naples)


IT


1274/2010


by Luigi Gallo (Italian), on behalf of Movimento Cinque Stelle Campania, on a protest against the establishment of a purification plant for toxic waste in Campania


IT


1277/2010


by Francesco di Pasquale (Italian), on resolving the waste management crisis in Campania, once and for all


IT


1347/2007


by Gerda Glebe Visconti (Italian), on the refuse disposal situation in the Piedmont region of Northern Italy


IT


1292/2009


by Mr. Juozas Imbrasas (Lithuanian), on alleged breaches of EC environmental legislation in connection with the planned waste incineration plant in Vilnius


LT


0954/2006


by Mario Calleja (Maltese), on behalf of the Committee against the Sant' Antnin Recycling Plant, bearing 8000 signatures, on the EU funded project to build a recycling plant at Sain Antnin in Marsaskala (Malta)


MT


0198/2008


by Marcin Szymanski (Polish), bearing 2187 signatures, on the Polish authorities’ alleged failure to enforce the provisions of European Parliament and Council Directive No. 2006/12/EC on waste


PL


1060/2010


by Konrad Janson (Polish), on behalf of Wolin town council, and 1 co-signatory, on pollution of the Polish island of Wolin and related failure to comply with the EU provisions on the treatment of waste


PL


1086/2008


by Stanislaw Zgrizywa (Polish), bearing approximately 1200 signatures, on the dumping of asbestos waste at Tuczepy and Stasow in the province of Swietokrzyskie in southern Poland


PL


1525/2008


by Henryka Solak (Polish), on failure by the Polish authorities to enforce Council Directive 99/31/EC on the landfill of waste


PL


0977/2004


by Antero Oliveira Resende(Portuguese), on behalf of the 'Coligação Democrática Unitária-PCP/PEV', on toxic waste disposal and the resulting danger to the environment and public health in Lourosa-Santa Maria da Feira


PT


0584/2007


by Mr Nucu Istrate Moldovan (Romanian), bearing 253 signatures, concerning environmental protection in connection with the location of an ecological landfill site in Bistriţa (Romania)


RO


0600/2010


by ML (Romanian), on behalf of the residents of Lupac, concerning a dispute regarding an ecological landfill site near Lupac (county of Caraș - Severin, Romania)


RO


0688/2008


by Petre Deaconescu (Romanian) on closing the incinerator at the hospital in Sibiu (Romania)


RO


0735/2010


by Attila Csegzi (Romanian), bearing 518 signatures, on the failure of the local authorities in Cristesti (Mures, Romania) to consult the residents before deciding on the construction of a compound for the transfer, selection and composting of waste


RO


1709/2008


by Zuzana Čaputová and Jaroslav Pavlovič (Slovakian), supported by 8 010 other signatories, on the siting of a waste dump in Pezinok (Slovakia)


SK


0055/2007


by Lynda Pasquire (British), on enforcement of the environmental legislation and the recycling of waste ash


UK


0103/2004


by Doretta Cocks (British) on the frequency of household waste collections


UK


0249/2007


by Ms Pauline Smout (British) on breaches of EC legislation in connection with the granting of a landfill permit at Hafod Quarry, Wrexham (Wales, UK)


UK


0727/2005


by Valerie Gardner (British), on behalf of Residents against Rubbish, on a Landfill Project at Path Head Quarry, Blaydon, Tyne and Wear


UK


0944/2004


by Sheila Ellis (British), on behalf of 'Residents Against Toxic Site’, bearing 7 signatures, on alleged failure of the UK to implement the EU-Directive on the landfill of waste


UK


1390/2009


by Margret and Alan Bereton (British), on problems related to the operation of Cold Meece Landfill Site (Staffordshire)


UK

Proposta di riconversione alternativa all'inceneritore di Manfredonia


Premesso che non esiste altra alternativa al problema dei rifiuti, che la loro valorizzazione attraverso le stessa "dita" con cui li produciamo, dunque con la raccolta differenziata porta a porta spinta e con la "prevenzione" di tutti quei materiali che non sono riciclabili ...
dunque, diffidiamo soluzioni che promettono miracoli come l'arrow bio (prodotto israeliano, che spreca quantità infinite di acqua ...) partendo dal sacchetto indifferenziato.


La raccolta porta a porta costa di più? Vero ... anzi, no. Falso!


Ecco il nostro progetto di riconversione dell'impianto di Manfredonia, concessoci gentilmente da Enzo Favoino (Scuola del Parco Agrario di Monza) del Centro di Ricerca di Capannori:
http://www.box.com/s/mf973sr14j8dyy7ihcla




Per approfondire il tema del trattamento meccanico-biologico, leggi qui

venerdì 23 dicembre 2011

Interrogazione parlamentare di Zamparutti sull'inceneritore a Borgo Eridania

Una lettera arrivata al nostro comitato nel mese di marzo, senza firma del mittente.




Riportiamo nella seconda parte dell'articolo il testo dell'interrogazione parlamentare del 22.12.2011.
Ciò che afferma Zamparutti è verissimo, la realizzazione delle opere accessorie a questo inceneritore (di dimensione uguale a quello della Marcegaglia vicino a Borgo Mezzanone e Borgo Tressanti) stravolgerà il paesaggio ed un sito di archeologia industriale importantissimo come lo scalo di Rignano tra Foggia e San Severo. Il ministero non ha mai risposto.

Ma l'impianto è stato autorizzato col trucchetto della centrale a biomasse e con una potenza di 49,5 MW (appena inferiore ai 50), quanto basta per non farsi assoggettare alla Valutazione d'Impatto Ambientale; come se non bastasse, la legge regionale sulla gestione dei rifiuti urbani parla della possibilità di bruciare il cdr (combustibile derivato dai rifiuti) non solo negli inceneritori, ma anche nei cementifici e nei sansifici.


Per gli stessi motivi, abbiamo scritto una lettera alla Soprintendenza e all'Ufficio Tratturi della Regione Puglia. Il responsabile Michele Pesante ha ritenuto di non doverci rispondere.

Nel giugno 2012 è stata rilasciata un'integrazione all'autorizzazione unica: http://www.regione.puglia.it/index.php?page=burp&opz=getfile&file=16.htm&anno=xliii&num=93 Inoltre, l'area risulta parzialmente da bonificare (una bonifica relativa alle sole particelle catastali su cui sorgerà l'opificio della centrale termolettrica, realizzata nel 2010 dalla CORBAT, ma nulla si dice sulla bonifica di alcune aree specifiche del sito dell'ex zuccherificio, come le vasche di decantazione, che sono soggetti ad un inquinamento che negli anni potrebbe avere interessato anche l'acquifero. Il Comune di Foggia (ufficio SUAP e Servizio Ambiente) ha affermato di non essere a conoscenza dei progetti esecutivi di bonifica, né di eventuali piani di caratterizzazione, nonostante in un alcuni piani comunali, come per es. il Dosap, l'ex zuccherificio è descritta come "critica" per quanto riguarda le attività di bonifica.

ENTERRA Spa è un'iniziativa imprenditoriale formata da SE di San Severo e dal Gruppo Percassi (del patron dell'Atalanta). Enterra forma anche, insieme alla municipalizzata foggiana AMGAS, la società figlia "AMGAS WIND", per lo sviluppo di parchi eolici. Nel luglio 2013 la belga-francese BelEnergia ha rilevato il 70% delle quote societarie, come riportato da un articolo pubblicato l'11 dicembra da Il Sole24Ore a firma di Vincenzo Rutigliano.
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C.4/14364 [Autorizzazione della soprintendenza per i beni archeologici della Puglia ad interventi in aree vincolate]



ZAMPARUTTI, BELTRANDI, BERNARDINI, FARINA COSCIONI, MECACCI e MAURIZIO TURCO. - Al Ministro per i beni e le attività culturali, al Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare. - Per sapere - premesso che:
il 24 novembre 2011 (Bur Puglia numero 184), la regione Puglia ha concesso l'autorizzazione unica alla società immobiliare Enterra di Orio al Serio in provincia di Bergamo, per realizzare un inceneritore a Rignano Garganico Scalo, a metà strada tra San Severo, e Foggia;
da quanto riferisce il sito http://sulatestagiannilannes.blogspot.com/2011/12/vendola-autorizza-un-altro- inceneritore .html l'impianto da 15 megawatt elettrici sorgerà ad appena 30 metri dalle case abitate del limitrofo Borgo agricolo senza che i cittadini ne siano stati informati nonostante la Convenzione di Aarhuus recepita dalla normativa italiana, preveda che i cittadini hanno il diritto ad una partecipazione attiva in simili procedimenti;
l'area agricola interessata è quella su cui insiste già la mega centrale termoelettrica di San Severo;
la realizzazione dell'impianto inoltre andrebbe ad incidere su alcuni luoghi storici della transumanza, vincolati e tutelati come il Tratturo n. 49 Motta-Villanova e il Tratturo n. 1 Foggia-L'Aquila e sembra, dalla medesima fonte di stampa, che la soprintendenza per i beni archeologici della Puglia, con nota del 18 maggio 2011 abbia concesso il lasciapassare per mettere mano al Tratturello n. 49 Motta-Villanova e al Tratturo n. 1 Foggia-L'Aquila;
il «Principio di precauzione» sancito dal trattato di Maastricht è stato tradotto nella normativa italiana con l'approvazione del «codice dell'ambiente» (decreto legislativo n. 152 del 2006) e precisamente attraverso l'articolo 301 che recita: «In applicazione del principio di precauzione del Trattato CE, in caso di pericoli, anche solo potenziali, per la salute umana e per l'ambiente, deve essere assicurato un alto livello di protezione». Tale concetto è stato ulteriormente precisato con l'articolo 3-ter del decreto legislativo n. 4 del 2008 (integrativo del decreto legislativo n. 152 del 2006): «La tutela dell'ambiente e degli ecosistemi naturali e del patrimonio culturale deve essere garantita da tutti gli enti pubblici e privati e dalle persone fisiche e giuridiche pubbliche o private, mediante una adeguata azione che sia informata ai princìpi della precauzione, dell'azione preventiva...» -:
se quanto riferito in premessa sia vero e in particolare se la soprintendenza per i beni archeologici della Puglia abbia autorizzato interventi in aree vincolate e quali iniziative si intendano promuovere in merito alla vicenda riferita in premessa, con particolare riferimento alla tutela delle aree indicate.
(4-14364)
http://banchedati.camera.it/sindacatoispettivo_16/showXhtml.Asp?idAtto=47218&stile=6&highLight=1&paroleContenute=%27INTERROGAZIONE+A+RISPOSTA+SCRITTA%27
Scarica alcuna della documentazione (stiamo ancora caricandola tutta, alcuni atti vengono negati al pubblico)
Qui potete leggere la risposta dell'ARPA ai nostri dubbi sulle due centrali a "biomassa" a Foggia:

Visita la pagina sull'altra centrale a olio di palma a Foggia
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PER APPROFONDIRE
NORMATIVA REGIONALE IN MATERIA DI ENERGIA (@ ENEA)
La vicenda "Oil Salento Srl" (Sansificio di Veglie)

Foggia fra i 52 "siti idonei" ad accettare le scorie radioattive

http://www.ilsole24ore.com/art/tecnologie/2010-09-23/alta-tensione-nucleare-ecco-223631.shtml?grafici&uuid=AYrtMxSC

domenica 18 dicembre 2011

cip6: Rinnovabili: quanto tempo ancora dovremo aspettare?

cip6: Rinnovabili: quanto tempo ancora dovremo aspettare?

L'interrogazione di Sonia Alfano sui CIP6 e la risposta della commissione UE

La Commissione UE sta valutando se i CIP6 agli inceneritori autorizzati entro il 2009 come quello di Manfredonia sono aiuti di Stato.
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"1. Considerando che oggi in Italia esistono impianti che ricevono incentivi per bruciare indifferentemente i rifiuti organici e non, secondo il principio per cui più bruciano più guadagnano, a tutto discapito di una gestione sostenibile del ciclo dei rifiuti, ritiene la Commissione di dover aprire un’indagine riguardo al regime attualmente vigente in Italia per gli incentivi alla produzione di energia derivante dall’incenerimento di rifiuti, alla luce della situazione sopra descritta e dell’esistenza di decine di impianti che ricevono contributi in palese violazione della normativa europea?

2. Sono conformi alla normativa europea le ordinanze governative n. 3656 del 06/02/2008 e 3657 del 20/02/2008, sulle quali la Commissione aveva espresso giudizio sospeso con risposta all’interrogazione P-1826/2008?
"




E' il caso dell'inceneritore ETA-Gruppo Marcegaglia di Borgo Tressanti, in territorio di Manfredonia? Pare di no!, dato che questo è stato autorizzato con VIA del Servizio Ecologia della Regione Puglia nel marzo del 2009. Infatti, l’articolo 9 della legge n. 210/2008 (Finanziaria del 2009) modifica la legge n. 244/2007 (Finanziaria del 2008) ponendo un’ulteriore deroga per l’incentivo alla produzione di energia derivante dall’incenerimento della frazione organica e inorganica dei rifiuti per gli impianti costruiti entro la fine del 2008.

Ebbene, la risposta all'interrogazione parlamentare di Sonia Alfano (qui il collegamento originale: http://www.europarl.europa.eu/sides/getDoc.do?pubRef=-//EP//TEXT+WQ+E-2011-006489+0+DOC+XML+V0//EN&language=EN) è arrivata il 28 settembre 2011; la prima questione riguarda gli impianti già attivi, la seconda quelli nuovi autorizzati nel 2008 e nel 2009:

Interrogazioni parlamentari
28 settembre 2011
E-006489/2011
Risposta data da Günther Oettinger a nome della Commissione

Negli ultimi anni la Commissione ha archiviato una serie di casi d’infrazione riguardanti possibili conflitti tra la legislazione italiana che offre incentivi agli impianti di incenerimento di rifiuti non biodegradabili e le finalità della direttiva 2001/77/CE sulla promozione dell’energia elettrica prodotta da fonti energetiche rinnovabili nel mercato interno dell’elettricità(1). Questi casi sono stati archiviati perché le autorità italiane hanno chiarito che, a norma dell’articolo 17 del decreto legislativo italiano n. 387, i rifiuti non biodegradabili sono semplicemente ammessi a beneficiare del regime di sostegno riservato alle fonti energetiche rinnovabili, senza essere considerati fonte rinnovabile. Questa estensione non costituisce una violazione della direttiva 2001/77/CE. La Commissione sta attualmente monitorando il recepimento della direttiva 2009/28/CE sull’energia da fonti rinnovabili(2), e non mancherà di intervenire se necessario.

Quanto al sostegno concesso dall’Italia sotto forma di prezzi dell’energia elettrica sovvenzionati per l’energia prodotta da inceneritori di rifiuti in base alle ordinanze governative n. 3656/2008 e n. 3657/2008, tutti i progetti di aiuti di Stato dovrebbero essere notificati alla Commissione a norma dell’articolo 108, paragrafo 3, del TFEU. Poiché l’Italia non ha notificato le misure menzionate dall’onorevole parlamentare, la Commissione sta esaminando le informazioni in suo possesso alla luce delle norme in materia di aiuti di Stato.

(1) GU L 283 del 27.10.2001.
(2) GU L 140 del 5.6.2009.



http://www.soniaalfano.it/parlamento/2011/08/21/cip6-e-incentivi-allincenerimento-dei-rifiuti-in-italia-2-2/

Aggiornamento gennaio 2012: nuova interrogazione depositata!

venerdì 16 dicembre 2011

Il no della Regione Puglia all'inceneritore Marcegaglia a Modugno

http://www.regione.puglia.it/index.php?page=burp&opz=getfile&file=15.htm&anno=xlii&num=194
DETERMINAZIONE DEL DIRIGENTE SERVIZIO ECOLOGIA 21 novembre 2011, n. 272


L.R. N. 11/2001 e ss.mm.ii. - Procedimento integrativo alla Valutazione Impatto Ambientale - Impianto di produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili ubicato in Via Fiordalisi - Zona Industriale - Comune di Modugno (Ba) - Proponente: Ecoenergia S.r.l.



L’anno 2011 addì 21 del mese di Novembre in Modugno (Ba), presso il Servizio Ecologia,
IL DIRIGENTE DEL
SERVIZIO ECOLOGIA

Ing. Antonello Antonicelli, sulla scorta dell’istruttoria amministrativo-istituzionale espletata dall’Ufficio Programmazione V.I.A. e Politiche Energetiche, confermata dal Dirigente ad interim dell’ Ufficio VIA/VAS ing. Caterina Dibitonto, e dell’istruttoria tecnica svolta dal Comitato Reg.le per la V.I.A. (ex R.R. N. 10/2011, art.1, art. 4, comma 6 e art. 11, comma 4), ha adottato il seguente provvedimento:

PREMESSO CHE:
• In data 14.02.2002 la società EcoEnergia richiedeva al Consorzio per l’Area di Sviluppo Industriale di Bari (di seguito Consorzio) l’assegnazione di un area nell’agglomerato industriale di Bari-Modugno per la realizzazione di una centrale per la produzione di energia elettrica alimentata a combustibile da rifiuti (di seguito cdr) e biomasse da 10 MW.
Con deliberazione n. 147/02 del 04.04.2002 il Consorzio si impegnava ad assegnare, a condizione che fossero positivamente definite le procedure di acquisizione di alcuni terreni, una superficie di suolo e
modo sulla collocazione delle stesse.
La stessa Regione Puglia, come già evidenziato nel precedente parere da ARPA Puglia, con l’adozione del proprio Piano regionale di Qualità dell’Aria, ha previsto la ricollocazione di questa cabina (insieme alle altre che non rispondono ai requisiti di legge) in un nuovo sito.

MISURE DI COMPENSAZIONE
E CONSIDERAZIONI FINALI
Come già evidenziato da ARPA Puglia nel precedente parere, la proposta progettuale avanzata non prevede misure dì compensazione delle emissioni inquinanti generate. Questa carenza appare particolarmente grave, poiché l’opera proposta si inserisce in un contesto ambientale già degradato, peraltro prossimo all’area urbana di Modugno. Poiché il funzionamento dell’impianto proposto produrrebbe un indubbio incremento delle emissioni inquinanti in atmosfera (come detto, non bilanciate da alcun intervento compensativo) e, quindi, un peggioramento della qualità dell’aria, la scrivente Agenzia ritiene che ciò si configurerebbe come una situazione di mancato rispetto tanto della normativa nazionale, quanto del documento di riferimento regionale in materia di qualità dell’aria, ovvero il Piano Regionale dì Qualità dell’Aria, nel quale la zona di Modugno è classificata quale meritevole di azioni di risanamento volte, in pa
sovraordinato “Piano di Area di Sviluppo Industriale” rispetto alla pianificazione comunale.

3.4.1 PUTT/P
“Territori costruiti”
Il punto 5 dell’articolo 1.03 delle NTA, definisce i “territori costruiti” ovvero quei contesti territoriali (prevalentemente urbani) in cui non trovano applicazione gli indirizzi di tutela di cui al titolo II, le direttive di tutela e le prescrizioni di base di cui al titolo III.
Nei territori costruiti sono incluse:
- le zone omogenee “A” e “B” dei piani urbanistici generali,
- le aree tipizzate dagli strumenti urbanistici vigenti come zone omogenee “C” oppure come aree turistiche, artigianali, industriali se alla data del 6 giugno 1990 erano incluse in strumento urbanistico esecutivo regolarmente presentato ed inoltre le aree incluse, anche se in percentuale in Programmi Pluriennali di Attuazione (PPA) approvati alla stessa data
- Proprio al punto 6 dell’articolo 1.03 delle NTA si precisa infatti che “le norme contenute nel piano non trovano applicazione all’interno dei territori disciplinati dai Piani delle Aree di Sviluppo Industriale”.
In particolare occorre evidenziare che la “Lama Misciano” è un affluente della “Lama Balice” (classificata come “acqua pubblica” ai sensi del Regio Decreto 1775 del 1933) e non risulta inclusa negli elenchi di cui all’art. 3.06.2 delle NTA del PUTT/P relativo alle “Individuazioni” delle “Emergenze” inerenti le Componenti Geo-morfo-idrologiche (Capo II) e come tale risulta non soggetta alle norme di tutela di cui al successivo art. 3.07.
In ogni caso ed alla luce delle su esposte considerazioni la “Lama Misciano” potrebbe costituire, in quanto emergenza idrologica, un ATD (Ambito Territoriale Distinto) del PUTT/P; come tale, rientrando in un ambito oggetto di Piano ASI quindi in un territorio costruito, insistere in un contesto in cui non trovano applicazione gli indirizzi di tutela di cui al titolo II, le direttive di tutela e le prescrizioni di base di cui al titolo III.
Si ribadisce infine che nei “territori costruiti” non esplicano efficacia ai fini paesaggistici (indirizzi, direttive e prescrizioni di base) i vincoli ed i beni, ferma restando la necessità dei dovuti nulla osta nel caso di vincoli imposti da leggi dello Stato: il vincolo diretto ex lege 1497/39; i vincoli ex lege 431/85 (salvo esclusioni previste); i vincoli idrogeologici; i vincoli naturalistici (aree protette ex LR 19/97, SIC e ZPS).
Occorre aggiungere che l’intervento proposto ricade in area sottoposta a vincolo paesaggistico con DM 1/8/85 “Dichiarazione di notevole interesse pubblico del territorio delle lame ad Ovest ed a Sud-Est di Bari”

3.4.2 PAI
Il Piano di Assetto Idrogeologico (PAI) è uno stralcio del Piano di Bacino previsto dalla legge 183/89 ed è finalizzato al miglioramento delle condizioni di assetto del regime idraulico e della stabilità geomorfologia: per quanto attiene al sito oggetto dell’intervento, mancando specificazioni areali nelle tavole tematiche del PAI (Figura 3.5a), valgono i contenuti di cui all’art. 6 che si riferiscono all’alveo fluviale in modellamento attivo e aree golenali.
Ai sensi dell’art. 36 delle richiamate norme, si intende per “alveo in modellamento attivo: porzioni dell’alveo interessato dal deflusso concentrato delle acque ancorché non continuativo, legato a fenomeni di piena, ancorché stagionale”; e per “area golenale: una porzione di territorio contermine all’alveo in modellamento attivo, interessata dal deflusso concentrato delle acque, ancorché non continuativo, per fenomeni di piena con frequenza pluriennale. Il limite è determinabile in quanto coincidente con il piede esterno dell’argine maestro o con il ciglio del versante”.
Nel caso in esame, stante la mancata cartografazione nel PAI dell’area in oggetto si deve tenere presente il corso e l’alveo della “Lama Misciano”.
Usualmente l’Autorità di Bacino ha utilizzato per la definizione di tali aree la cartografia IGM in scala 1:25.000 del 1950, ove sono riportati con apposita simbologia (aste di colore azzurro) i corsi d’acqua, ancorché stagionali presenti sul territorio. Come si evince dalla Figura 3.5b dello SIA, l’asta del corso relativo alla Lama Misciano inizia all’altezza del vecchio tratturo, per cui calcolando, come impone la disciplina del PAI, la fascia di rispetto di 75 m per lato, l’area oggetto di intervento risulta del tutto estranea.
Considerato che risulta di tutta evidenza la non pericolosità idraulica del contesto (un piccolo bacino di raccolta delle sole acque meteoriche), si ribadisce che le modifiche introdotte sono da considerarsi migliorative delle condizioni di assetto rispetto alle problematiche della pericolosità idraulica.
A conferma di ciò si evidenzia che con nota del 4/11/09 l’Autorità di Bacino della Puglia esprimeva parere favorevole con condizioni all’impianto proposto.

4. AGGIORNAMENTO DEL QUADRO DI RIFERIMENTO AMBIENTALE DELLO STUDIO DI IMPATTO AMBIENTALE
In questa parte dello studio è stato molto approfondito e rivisto il capitolo relativo alla qualità dell’aria e quindi dei dati metereologici, di ventosità che costituiscono i dati di input degli inquinanti da inserire nei modelli di diffusione per caratterizzare il livello di inquinamento indotto dall’attività sia della centrale a CDR che dalla centrale a turbogas di proprietà SORGENIA.
E’ stato anche parzialmente rivisto il quadro ambientale relativo al rumore eseguendo anche nuovi rilievi fonometrici.
Tale aggiornamento dei dati meteo si riferisce all’anno 2007.

4.1 METEOROLOGIA E QUALITÀ DELL’ARIA
4.1.1 Meteorologia
Per quanto riguarda la direzione dei venti non si rileva una direzione netta prevalente di provenienza del vento: si hanno venti provenienti da Nord con intensità maggiore e venti provenienti dai quadranti Ovest e Sud-Ovest, con velocità minori, inoltre si ha una minima parte di frequenza del vento con direzione da Nord- Est.
Per quanto riguarda le classi di stabilità le condizioni meteorologiche dell’area analizzata sono caratterizzate dalla preponderanza della classe D (45,4%) che determina situazioni principalmente di neutralità, seguite da condizioni di stabilità, classe F+G (18,9%). Le velocità del vento prevalenti risultano per il 40,1% comprese tra 1 e 3 m/s e per circa il 35% tra 3 e 5 m/s: la zona si presenta quindi come caratterizzata da venti sostanzialmente deboli, con calme minori di 1%.

4.1.2 STATO ATTUALE DI QUALITÀ DELL’ARIA
Come è noto il D.M. 60 del 2 Aprile 2002 che ha recepito rispettivamente la Direttiva 1999/30/CE che stabilisce i valori limite di qualità dell’aria ambiente per il biossido di zolfo, il biossido di azoto, il particolato, il piombo oltre al benzene ed al monossido di carbonio.
Il citato DM fornisce anche i criteri per l’ubicazione ottimale dei punti di campionamento in siti fissi oltre ad altri parametri quali la raccolta minima dei dati ed il dato di incertezza della misura effettuata.
Il D. Lgs 183 del 21/05/2004 ha recepito la Direttiva 2002/3/CE relativa all’ozono nell’aria; con tale Decreto vengono abrogate tutte le precedenti disposizioni concernenti l’ozono e vengono fissati i nuovi limiti.

Caratterizzazione della Qualità dell’Aria
La caratterizzazione della qualità dell’area del contesto di studio è stata effettuata analizzando i dati registrati nel triennio 2006-2007-2008 dalle centraline appartenenti alla Rete di Monitoraggio della Qualità dell’Aria (RRQA) della Regione Puglia gestite da ARPA Puglia e dalla Rete delle centraline facenti capo alla Sorgenia per gli anni 2007-2008, con riferimento ai risultati riportati nelle relazioni mensili sulla qualità dell’aria redatte da ARPA Puglia relativamente allo stesso triennio.
Nello specifico sono state considerate le stazioni ubicate nelle vicinanze della Centrale in progetto.
Nella tabella che segue si riportano, solo per il parametro PM10 e per ciascuna stazione di monitoraggio, i dati relativi al triennio citato. Oltre ai dati sul PM10 nello studio sono anche inseriti quelli analitici degli altri inquinanti che tuttavia sono stati in questa relazione omessi in quanto rientrano quasi sempre, ad eccezione dell’O3, nei limiti previsti dalla norma.
Tra le centraline RRQA è stata presa in considerazione anche la stazione di Bari - Caldarola, ubicata in una zona urbana oltre alle centraline CIAPI ed ENAIP ubicate nella zona industriale. In particolare la Centralina ENAIP risulta localizzata presso l’Assessorato all’Ecologia subito adiacente alla cancellata dello stabile ENAIP. Nella tabella viene anche indicata l’efficienza intesa come raccolta minima dei dati che nella fattispecie deve essere per le PM10 almeno pari al 90% come previsto dal D.Lgs 60/02.
Esaminando gli indicatori statistici riportati nella Tabella precedente si nota che l’efficienza, che altro non è il rendimento strumentale delle due centraline, è stata quasi sempre inferiore a quello richiesta dal D.M. 60/2002 ossia il 90%, fatta eccezione per la centralina Caldarola nel 2007 e nel 2008.
Inoltre emerge che, nel periodo considerato, il limite dei 35 superamenti della media giornaliera di 50 ?g/m3 per la stazione di Bitonto - EN 01 per entrambi gli anni e per quella di Modugno per l’anno 2008 risulta rispettato.
Il limite della media annuale per la protezione della salute umana, pari a 40 ?g/m3, non risulta rispettato per la stazione di Bitonto, mentre lo è stato per quella di Modugno per tutto il periodo considerato.
Passando alle simulazioni effettuate mediante sistema modellistico Calpuff relative alle ricadute degli inquinanti emessi dal camino dell’impianto, lo studio conclude che l’esercizio delle due centrali è assolutamente compatibile con lo stato esistente di qualità dell’aria ed in particolare:
- i contributi riferibili alla centrale a CDR e Biomasse di Modugno sono molto contenuti e pari al massimo a 0,73 ?g/m3 per gli ossidi di azoto;
- per le PM10 tale contributo è pari a 0,06 ?g/m3;
- nel centro abitato di Modugno tali valori sono ancora più ridotti, pari a 0,1 ?g/m3 per gli ossidi di azoto e a 0,01 ?g/m3 per le polveri (PM10).
- Infine presso l’ospedale San Paolo, localizzato a circa 4 km dal sito le concentrazioni indotte dal funzionamento della centrale di Modugno sono pari a 0,1 ?g/m3 per gli ossidi di azoto e a 0,01 ?g/m3 per le polveri (PM10).

4.1.3 RUMORE
Il presente paragrafo ha l’obiettivo di integrare ed aggiornare la caratterizzazione della componente rumore effettuata nello Studio di Impatto Ambientale presentato in precedenza da Ecoenergia per l’impianto di Modugno.
L’area di studio appartiene ai territori comunali di Modugno, Bari e Bitonto. Ad oggi nessuno dei Comuni interessati ha provveduto a dotare il proprio territorio di un piano di zonizzazione acustica ai sensi della Legge 447/95.
Pertanto, nell’area di influenza dell’impianto valgono i limiti di immissione previsti dal DPCM del 1/03/1991.
Con riferimento alla classificazione acustica del territorio ipotizzata, si osserva che i valori medi diurni e notturni registrati presso le quattro postazioni microfoniche rispettano tutti il limite di 60 dB(A) e di 50 dB(A) rispettivamente per il periodo diurno e notturno valido per le Classi III, “Aree di tipo misto” (soltanto il valore medio notturno registrato in P1 supera il valore di 0,5 dB(A), limite di classe III).
Per quanto sopra detto è possibile concludere che i livelli sonori monitorati durante la campagna di misura effettuata nel maggio 2009 risultano ampiamente inferiori ai limiti validi per tutto il territorio nazionale previsti dal DPCM 1/03/1991.

5. PARERI DELL’ARPA DEL 26/10/2009 E DEL 23/2/2010
L’ARPA ha condotto diverse campagne di monitoraggio della qualità dell’aria nell’area industriale di Bari-Modugno e nella città di Bari, concludendo, per quanto riguarda il parametro PM10, per la non sostenibilità della realizzazione dell’impianto.
Nelle note citate sono state prese in considerazione le seguenti centraline che fanno parte della Rete Regionale della Qualità dell’Aria ossia la RRQA:
a. Bari-CIAPI
b. Modugno-ENAIP
c. Bari- San Nicola

Sono anche state considerate le seguenti che costituiscono la rete Sorgenia:
d. EN 01 (AQP Bitonto)
e. EN 02 (c/o Ass.Ecologia)
f. EN03 (Modugno)
g. EN 04 San Paolo
h. EN 05 Palo del Colle

Nella tabella che segue viene sintetizzata la situazione analitica globale relativa all’intero anno 2009 in riferimento alle polveri PM10 per le centraline citate.
Il DM 60/02 pone i seguenti limiti:
a. Valori limite di 24 ore per la protezione della salute umana= 50µg/Nmc da non superare più di 35 volte per anno civile
b. Valore limite annuale per la protezione della salute umana=40µg/Nmc

Si pongono all’attenzione le seguenti osservazioni:
- l’unica centralina che supera il limite dei superamenti annuali (115 rispetto ai 35 della norma) e della media annua è l’EN02 situata all’interno dell’assessorato all’ecologia;
- tutte le altre centraline forniscono dati nei limiti previsti dalla normativa (D. Lgs 60/02) ivi compresa la centralina ENAIP, che pur essendo collocata a circa 100-150 m da EN02 fornisce i valori più bassi del parametro polveri sia come media annuale (23µg/Nmc) che come numero di superamenti annuali(4);
- l’unico superamento della media annuale di 40µg/Nmc si ha nella centralina EN02;
- tutte le altre centraline della zona industriale di Bari ossia EN04 San Paolo, EN01Bitonto, EN05 Palo del Colle e Bari CIAPI, hanno un numero di superamenti rispettivamente pari 12, 24, 18, 16 quindi a livello ampiamente rispettoso dei limiti massimi previsti dalla norma (35 superamenti). Alla luce dei risultati della precedente tabella appare inconfutabile che la stazione EN02 risulta out of rule per motivi tecnici dovuti probabilmente a mancata taratura della stessa;
- al riguardo l’ARPA ha effettuato una campagna analitica su tutti i parametri, ivi compresi le PM10 e PM2.5, con laboratorio mobile posizionato all’interno della sede ENAIP, quasi a metà strada tra la postazione delle centraline EN02 ed ENAIP. La campagna analitica si è svolta dal 5 Agosto al 20 Settembre 2010. Sono stati in ogni caso, nel citato periodo, registrati dati di PM10 costantemente inferiori a quelli misurati dalla stazione EN02. I dati di PM2.5 sono risultati sempre inferiori ai limiti della normativa di riferimento. Tali dati sono stati confermati con il campionamento ad alto volume e successiva analisi gravimetrica. Conclude l’ARPA che il monitor di PM10 della cabina EN02 fornisce dati non accurati ed affetti da una sovrastima, verosimilmente a causa di una anomalia strumentale con conseguente revisione e annullamento (stralcio) dei problemi posti dalla stessa ARPA nell’ambito del proprio parere in merito ai parametri PM10 e PM2.5.

Sotto diverso profilo l’ARPA Puglia, per quanto riguarda il ciclo delle acque, evidenzia sia il fatto che l’azienda non abbia fatto alcun riferimento al DM 185/2003 in tema di riutilizzo di acque reflue ivi comprese le acque di prima e seconda pioggia, sia la scelta del sistema di approvvigionamento di acqua di falda in caso di emergenza pari a circa 1l/s. Le valutazioni sulla qualità delle acque apportate nello studio si basano sulla conoscenza dei dati di pochi pozzi risultati attualmente in uso, mentre non è noto il reale numero dei pozzi esistenti e delle relative portate emunte nonché il reale stato della falda.
Infine, l’ARPA sottolinea la mancanza dello studio di impatto elettromagnetico richiesto.

6. Osservazioni del Pubblico interessato
Le principali osservazioni del pubblico interessato riguardano essenzialmente i seguenti argomenti:
a. titolo di proprietà dell’area
b. assenza del nulla Osta ENAC
c. efficienza energetica dell’impianto
d. mancata previsione del monitoraggio in continuo diossine ed il monitoraggio dovrà essere effettuato secondo quanto previsto dal D.Lgs. 133/05
f. elevata tossicità delle ceneri
g. necessità di conseguire specifica AIA per l’esercizio dell’impianto
h. mancanza del nulla osta dell’Autorità di Bacino.
i. mancanza di correlazione tra la presenza della Centrale ed alcuni strumenti pianificatori generali quali il PEAR ed il PRQA oltre al Piano di gestione dei rifiuti della Regione Puglia e quello della Provincia di Bari.

Le citate osservazioni sono puntualmente riscontrate nella narrativa e nelle conclusioni del presente parere.
Quanto al problema del monitoraggio si fa rilevare che il comitato ritiene opportuno prescrivere l’adozione di tecniche di campionamento in continuo delle diossine da concordare con ARPA Puglia, secondo quanto prescritto dalla l.r. 44/08 per impianti analoghi, nonché il monitoraggio previsto dal D. Lgs. 133/05.

CONCLUSIONI
Si ritiene, per quanto esposto in narrativa, che la proposta progettuale in questione, successivamente al parere espresso dal Comitato regionale VIA nella seduta del 05.09.07, sia stata integrata ed aggiornata con soluzioni impiantistiche significative in sintonia con le BAT, migliorando sensibilmente e mitigando gli impatti negativi riguardo le principali componenti ambientali.

In particolare:
- Per quanto riguarda il comparto atmosferico i dati analitici rivenienti dalle centraline della zona industriale e riguardanti i parametro PM10 e PM2.5 rientrano nei limiti della norma fatta eccezione la centralina EN02, i cui dati sono poi risultati sovrastimati a seguito di verifica analitica effettuata dall’ARPA. Tutti gli altri parametri risultavano già nei limiti previsti dalla normativa.
- Al riguardo del comparto idrico l’approvvigionamento di acqua di falda è limitato solo al periodo di fuori uso dell’acquedotto ASI per cui verosimilmente i quantitativi di acqua emungibile non possono essere previsti ma potrebbero non essere di rilevante quantità.
- La centrale a CDR risulta coerente con quanto previsto dai principali strumenti pianificatori regionali quali il il PEAR, il Piano di gestione dei rifiuti Regionale. Aggiungasi a quanto sopra la nota quanto evidenziato dal Servizio Rifiuti nel corso del procedimento. L’impianto di Modugno gode delle agevolazioni (CIP6/92) che rendono conveniente l’impiego energetico di tale combustibile con conseguente riduzione del costo del combustibile CDR.
- Le tecnologie adottate nella centrale in oggetto possono ritenersi le migliori disponibili attualmente: vedasi il forno a letto fluido, il filtro di abbattimento delle polveri, il filtro SNCR di abbattimento degli NOx integrato, nella versione ultima, con un ulteriore filtro catalitico SCR.
- L’utilizzo del CDR come combustibile va ritenuto, coerentemente con quanto previsto dal trattato di Kyoto sulla diminuzione dei gas climalteranti e da quanto previsto dal PEAR, una sostanziale misura di compensazione in quanto consente la mancata emissione di una notevole quantità di CO2 in atmosfera a causa del mancato utilizzo come combustibile dei combustibili tradizionali quali metano o gasolio. Il CDR infatti, anche se non utilizzato come combustibile, avrebbe prodotto, se smaltito in discarica, lo stesso quantitativo di CO2 prodotto con la combustione anche se con una cinetica differente. Tuttavia, trattandosi di nuovo impianto, si rende necessario prevedere uno specifico piano di compensazione delle emissioni con ricadute a favore del territorio comunale interessato.

In caso di realizzazione e messa in esercizio dell’impianto, sarebbero necessarie le seguenti prescrizioni:
- per quanto riguarda le emissioni elettromagnetiche venga eseguita una campagna di monitoraggio delle emissioni elettromagnetiche all’entrata a regime dell’impianto;
- venga annualmente presentato lo stato di emissioni dei microinquinanti quali PCDD/F,PCB ed IPA;
- dopo il primo anno di gestione l’azienda invii alla Regione il consumo di acqua di falda si da avere contezza dell’entità del consumo di acqua di falda prelevata in caso di emergenza ossia di mancato approvvigionamento da parte del consorzio ASI;
- per quanto riguarda il ciclo delle acque l’azienda non ha fatto alcun riferimento al DM 185/2003 in tema di riutilizzo di acque reflue ivi comprese le acque di prima e seconda pioggia. Orbene l’azienda presenti durante il 1° anno di esercizio un progetto che consideri il recupero delle acque di prima e seconda pioggia, opportunamente trattate;
- venga definito un piano di campionamento in continuo delle diossine, soggetto all’approvazione da parte di ARPA Puglia, e di monitoraggio secondo quanto previsto dalla vigente normativa;
- l’impianto venga prioritariamente destinato al CDR prodotto in ambito regionale.

Al riguardo del vincolo paesaggistico richiamato dal DM 1/8/85, nel rimarcare l’autonomia di questo procedimento rispetto alla VIA in quanto riferito all’attuazione dell’articolo 44 del D. Lgs. 42/04, la Soprintendenza per i Beni Architettonici e Paesaggistici in data 5/1/2011 ha inviato il seguente parere: “…Considerato che tali modificazioni, qualora realizzate, si tradurrebbero in una totale perdita di qualità dell’attuale sistema paesaggistico oggetto di tutela che residua nell’ambito fortemente antropizzato del territorio circostante, in quanto di carattere totalmente distruttivo e non reversibile nel tempo, si ritiene la localizzazione dell’intervento non compatibile con il contesto paesaggistico tutelato.”.
Il Comitato Reg.le di V.I.A. pur rilevando che:
- le questioni sopra esposte e gli aggiornamenti tecnologici effettuati hanno consentito un ulteriore incremento delle tutele ambientali;
- i valori di emissione registrati da ARPA di PM10 e PM2.5 risultano entro i limiti della vigente normativa, contrariamente a quanto precedentemente riportato e posto alla base di tutte le osservazioni delle associazioni ambientaliste, comitati cittadini e soggetti a vario titolo portatori di interesse, nonché del Comune di Modugno;

prende atto del su citato parere della Soprintendenza per i Beni Architettonici e Paesaggistici del 05.01.11, ostativo alla realizzazione dell’impianto, e, pertanto, esprime parere contrario alla realizzazione dello stesso.

Vista la L.R. 4 febbraio 1997 n. 7;

Vista la deliberazione della Giunta Regionale n. 3261 del 28/7/98 con la quale sono state emanate direttive per la separazione delle attività di direzione politica da quelle di gestione amministrativa;

Viste le direttive impartite dal Presidente della Giunta Regionale con nota n. 01/007689/1-5 del 31/7/98;

Vista la L.R. n. 11/2001 e ss.mm.ii.;

Visto il D. Lgs. 152/2006 e s.m.i.;

VISTA la D.G.R. n. 1099 del 16.05.2011 con la quale è stato approvato il Regolamento Regionale n. 10, pubblicato sul BURP n. 79 del 20 maggio 2011, recante le modalità e la disciplina del funzionamento del Comitato Regionale per la VIA, ai sensi dell’art. 28 della L.R. 11/2001 e ss.mm.ii.;

Verifica ai sensi del D. Lgs. 196/03

Garanzie della riservatezza.
La pubblicazione dell’atto all’Albo salve le garanzie previste dalla L 241/90 in tema di accesso ai documenti amministrativi, avviene nel rispetto della tutela alla riservatezza dei cittadini tenuto conto di quanto disposto dal D. Lgs. 196/03 in materia di protezione dei dati personali, nonché dal vigente regolamento regionale n. 5/2006 per il trattamento dei dati sensibili e giudiziari.
Ai fini della pubblicità legale, l’atto destinato alla pubblicazione è redatto in modo da evitare la diffusione di dati personali identificativi non necessari ovvero il riferimento a dati sensibili; qualora tali dati fossero indispensabili per l’adozione dell’atto, essi sono trasferiti in documenti separati, esplicitamente richiamati.

COPERTURA FINANZIARIA AI SENSI DELLA L.R. N. 28/2001 e s.m.i.
La presente determinazione non comporta implicazioni di natura finanziaria sia di entrata che di spesa e dalla stessa non deriva alcun onere a carico del Bilancio Regionale

Tutto quanto sopra premesso, sulla base del parere espresso dal Comitato Reg.le di V.I.A., così come previsto dall’art. 2, comma 2 (ultimo capoverso) del precitato Regolamento Regionale


DETERMINA

• di esprimere, nell’ambito del procedimento integrativo di V.I.A., per tutte le motivazioni espresse in narrativa che qui si intendono integralmente riportate ed in conformità a quanto disposto dal Comitato Regionale per la V.I.A. nella seduta del 17.01.2011, parere sfavorevole all’impianto di produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili ubicato in Via Fiordalisi - Zona Industriale - Comune di Modugno (Ba), proposto da EcoEnergia S.r.l., con sede in Massafra (Ta), c.da Forcellara San Sergio -;

- di notificare il presente provvedimento al proponente ed agli enti interessati, a cura del Servizio Ecologia;

- di far pubblicare, a cura del proponente, un estratto del presente provvedimento sul BURP, a cura del Servizio Ecologia;

- di far pubblicare, a cura del Servizio Ecologia, il presente provvedimento sul sito web della Regione Puglia;
- di dichiarare il presente provvedimento esecutivo;

- copia del presente atto sarà trasmesso al Settore Segreteria della Giunta Regionale.

I sottoscritti attestano che il procedimento istruttorio affidatogli è stato espletato nel rispetto della normativa nazionale, regionale e comunitaria e che il presente schema di provvedimento, predisposto ai fini dell’adozione dell’atto finale da parte del Dirigente del Settore Ecologia, è conforme alle risultanze istruttorie.
Avverso la presente determinazione l’interessato, ai sensi dell’art. 3 comma 4° della L. 241/90 e ss. mm., può proporre ricorso giurisdizionale amministrativo al competente Tribunale Amministrativo Regionale per la Puglia entro il termine di 60 giorni dalla piena conoscenza dell’atto, o, in alternativa ricorso straordinario al presidente della Repubblica (ex D.P.R. 1199/1971) entro il termine di 120 giorni dalla sua conoscenza.

Il Dirigente a.i. Il Dirigente del
dell’Ufficio VIA/VAS Servizio Ecologia
Ing. C. Dibitonto Ing. A. Antonicelli

Il Funzionario amministrativo P.O. VIA
Sig.ra C. Mafrica

_________________________
Questa invece la VIA originale rilasciata dalla Regione Puglia, prima del sequestro:
_________________________

DETERMINAZIONE DEL DIRIGENTE SETTORE ECOLOGIA 25 settembre 2007, n. 450


L.R. n. 11/01 - Procedura di Valutazione Impatto Ambientale – Impianto di produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili ubicato in Via Fiordalisi – Zona Industriale – Comune di Modugno (Ba) – Proponente: EcoEnergia S.r.l.


IL DIRIGENTE

Dott. Luca LIMONGELLI, sulla scorta dell'istruttoria espletata dall'Ufficio V.I.A., ha adottato il seguente provvedimento:

- con nota acquisita al prol. n. 5914 del 10.04.2007, indirizzata oltre che al Settore Ecologia anche al comune di Modugno ed alla provincia di Bari, la EcoEnergia S.r.l. - Via Giuseppe Bozzi, 8 - Bari - depositava lo Studio di Impatto Ambientale relativo all' impianto in esercizio di produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili (CDR e biomasse), ubicato in Via Fiordalisi, Zona Industriale del comune di Modugno (Ba), così come richiesto dall'Assessorato-all'Ecologia della Regione Puglia con nota prot. n. 1955 del 06.02.2007, al fine di ottemperare agli obblighi conseguenti la decisione della Corte di Giustizia Europea - causa C-486/04 - che imponeva al predetto impianto di Modugno l'avvio di un formale procedimento di valutazione degli impatti ambientali derivanti dal funzionamento dello stesso;

- con nota acquisita al prot. n. 6428 del 17.04.2007 venivano trasmesse le copie delle pubblicazioni di rito previste dall'art. 11, comma 2, L.R. n. 11/01, effettuate sul quotidiano nazionale "QN" del 03.04.2007 (pag. 25). sul quotidiano regionale "Puglia" dell'03 07 e sul BURP 51 del 05.04.2007 (pagg. 5714 e 5715);

- con nota prot. n. 6522 del 20.04.2007 il Settore Ecologia richiedeva alle amministrazioni interessate dall'opera in argomento (amministrazione provinciale di Bari e amministrazione comunale di Modugno) il parere di cui all'art. 11, comma 4 della L.R. N. 11/01;

- con nota acquisita al prot. n. 6570 del 23.04.2007 la società istante trasmetteva copie delle note di avvenuto deposito dello Studio di Impatto Ambientale presso la Provincia di Bari - Servizio Ambientale - ed il comune di Modugno;

- con nota prot. DSA-2007-00l 3947 del 16.05.2007 il Ministero dell'Ambiente - Direzione Generale per la Salvaguardia Ambientale - trasmetteva l'atto di diffida con il quale il comune di Modugno, per mezzo del sindaco pro tempore, diffidava, tra gli altri, anche lo stesso Ministero a porre in essere ogni attività atta ad eliminare la situazione di fatto riportata.nel medesimo atto di diffida;

- con nota acquisita al prot. n. 8863 dell'01.06.2007 il Sindaco del comune di Modugno depositava il parere di competenza richiesto;

- con nota prot. n. 9224 del 06.06.2007 il Settore Ecologia in riscontro alla nota del Ministero dell'Ambiente ed in considerazione delle motivazioni nella stessa evidenziate, precisava che la EcoEnergia S.r.l. aveva presentato istanza per la Valutazione di Impatto ambientale, con nota acquisita al prot. n. 5914/07. Comunicava inoltre che la stessa società aveva provveduto al deposito degli elaborati presso le amministrazioni interessate, nonché alle pubblicazioni di rito. A seguito ditali adempimenti, e sulla scorta dei pareri di competenza delle amministrazioni coinvolte, lo stesso Settore avrebbe provveduto a sottoporre il progetto all'esame dell'apposito Comitato Reg.le di V.I.A. per le valutazioni di competenza;

- con nota prot, n. 11587 del 16.07.2007 il Settore Ecologia, a seguito delle determinazioni assunte in seno al Comitato Reg.le di V.I.A. nella seduta del 12.07.2007, richiedeva alla società proponente documentazione integrativa;

- con nota acquisita al prot. n. 12257 del 25.07.2007 la società proponente trasmetteva quanto richiesto;

- con nota acquisita al prot. n. 13430 del 04.09.2007 il Sindaco del comune di Modugno inviava ulteriore copia dei parere richiesto e relativi allegati tecnici;

- il Comitato Regionale per la V.I.A., nella seduta del 12.07.2007, ha rilevato quanto segue:

La centrale produrrà energia elettrica bruciando principalmente CDR considerato fonte di energia rinnovabile. Il flusso di combustibili all'ingresso è pari a 90.000 t/a di CDR oltre alle biomasse per una potenza elettrica di circa 10MWe. Il combustibile di cui è previsto l'utilizzo è costituito principalmente da CDR prodotto da impianti pugliesi previsti dalla pianificazione regionale sui rifiuti in accordo con il Decreto Commissariale 296/02. Quanto sopra va nella direzione di quanto previsto dal PEAR Puglia recentemente approvato con DGR n. 827/07 e del Protocollo di Kyoto ratificato dall'Italia con Legge n. 120 del 1/6/02 ed entrato in vigore il 16/2/05. Tale protocollo impone a tutti i paesi firmatari la riduzione del gas serra ottenuto tramite la diminuzione dell'utilizzo delle fonti combustibili fossili e la promozione tra l'altro anche di fonti di energia rinnovabile.

A.1 Antecedenti

1. La società EcoEnergia in data 14/2/02 ha chiesto concessione edilizia all'ASI di Bari ed al comune di Modugno per la realizzazione di una CTE da 10 MWe alimentata a CDR . Il consorzio ASI ha- fornito parere favorevole ed il Comune di Modugno ha rilasciato il permesso di costruire n. 47 del 6/10/07.

2. La soprintendenza per i Beni Archeologici della Puglia con nota del 30/4/04 n. 8376 ha rilasciato il nulla osta alla realizzazione dei lavori.

3. In data 16/5/07 il Ministero dell'Ambiente informava l'Assessore all'Ecologia della Regione ed il Presidente della Provincia di Bari che era pervenuto al ministero stesso un atto di diffida alla costruzione della CTE da parte del comune di Modugno, pur avendo il comune stesso fornito autorizzazione alla costruzione con atto n.47/03. Tale fatto nuovo scaturiva dall'evidenza che, con sentenza datata 23/11/06 la Corte di Giustizia Europea ha condannato l'italia per non avere sottoposto a procedura di V.I.A. l'impianto per la produzione di energia mediante incenerimento di rifiuti di Massafra in quanto, detto impianto generando energia elettrica mediante la combustione di biomasse e CDR cori una capacità superiore alle 100 t/d risultando compreso nell'allegato I punto 10 della Direttiva 85/337. doveva essere assoggettato a procedura V.I.A. In conclusione non risultava applicabile la procedura autorizzativa semplificata prevista anche dalla LR 11/01.

4. Per tali ragioni l'azienda ha presentato lo studio che si va ad analizzare in dettaglio.

B. Quadro di Riferimento Programmatico .

Il sito ricade nell'area ASI di Bari-Modugno e pertanto usufruisce di tutte le infrastrutture di servizio esistenti nell'area. Risulta inoltre ottimamente collegato dal punto di vista viario con i più importanti nodi stradali quali A14 BO-TA, SS 16 "Adriatica", e strada statale 100 per Taranto indi con l'aeroporto di Bari-Palese. Nelle immediate vicinanze sono inoltre presenti un elettrodotto da 150kV dell'ENEL ed una sottostazione di trasferimento. Nelle vicinanze del sito oltre la fascia di rispetto regolarnentare è presente una costruzione di interesse storico-archeologico per la cui tutela il Consorzio ASI ha istituito una area di oltre 10 ha destinata alla valorizzazione di tale manufatto. Sempre in prossimità del sito è stato istituito nel 1992 un Parco Naturale Regionale di circa 125 ha per proteggere e valorizzare l'ecosistema della Lama Balice dal degrado. Per la presenza di un area di interesse archeologico e con la necessità di discriminare in modo preciso i riempimenti, i vuoti e le cave eventualmente esistenti come disposto dalla Soprintendenza per i Beni Archeologici della Puglia in fase di concessione Edilizia, sono state eseguite varie tomografie elettriche della zona da cui è emerso che lungo gli allineamenti investigati non sono presenti resti di interesse archeologico.

Passiamo ora in rassegna la congruità dell'opera con gli strumenti pianificatori esistenti:

a. PEAR L'impianto utilizzando fonti energetiche rinnovabili ed essendo localizzato in zona AS risulta pienamente compatibile con gli indirizzi del PEAR. Il PEAR prevede anche che l'utilizzazione prevalente del CDR sarà affidata ad impianti privati di energia.

b. PUTT/P. Il sito ricade in zona industriale e quindi stralciata dagli ambiti di pianificazione del PUTT/P.

c. Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti e di Bonifica delle Aree Inquinate. Tale piano emesso con Decreto del Commissario all'Emergenza Rifiuti n. 41 del 6/3/01 indica gli obiettivi cui bisogna tendere nel campo dei rifiuti che consistono:

- nella contrazione dei consumi, ossia ci si riferisce ad interventi modificativi dei cicli industriali di produzione;

- nella modifica dei cicli produttivi

- nella sottrazione di quote sempre maggiori di rifiuti dal circolo dello smaltimento attraverso il riciclo e riutilizzo.

Indica inoltre in particolare che questa tipologia di impianto deve essere ubicata in zona industriale laddove sussistono servizi ed infrastrutture in grado di venire incontro alle esigenze dell'impianto. Il Decreto Commissariale 41/01 è stato in seguito integrato con il Decreto 296/02 teso anche a completare il sistema impiantistico integrato per il recupero, riutilizzo e smaltimento. In particolare con la destinazione della frazione secca combustibile alla produzione di CDR, il piano prevede di limitare lo smaltimento in discarica ad una frazione residuale stimabile intorno al 35%. Infine Il Decreto 187/2005 fornisce indicazioni circa la potenzialità del sistema impiantistico da realizzarsi in ciascun bacino della Regione tramite anche l'integrazione delle esigenze impiantistiche. Da questo si evidenzia complessiva di CDR a regime pari a 432.000 t/a che risulterebbe assorbibile da:

- inceneritori

- sansifici

- cementifici

- CTE

- recupero energetico da CDR.

Infine il Decreto 246/06 piano di gestione rifiuti speciali e pericolosi integra la programmazione regionale in materia di rifiuti

Il Piano fissa i criteri di localizzazione degli impianti industriali che utilizzano il CDR o le biomasse sottoponendoli al rispetto dei seguenti vincoli:

- localizzazione in aree industriali;

- tutela delle fonti di approvvigionamento idrico;

- distanza dai corpi idrici;

- distanza da aree residenziali;

- aree protette;

- rischi di frana ed erosione.

d. Piano Regionale Integrato dei Trasporti (PRIT). Non si hanno particolari correlazioni tra l'impianto ed il sistema di trasporti delineato dal PRIT.

e. PAI Il PAI individua le aree soggette a rischio idrogeologico nel territorio. In particolare in direzione N-NW rispetto all'area ASI il PAI individua una fascia di rispetto ad elevato rischio idrogeologico coincidente con la Lama Balice. Il sito si trova a circa 750 m dalla Lama Balice.

f. PRG del Comune di Modugno e Piano Regolatore Territoriale del consorzio ASI di Sviluppo Industriale

La centrale in questione si colloca in un'area per insediamenti produttivi identificata con il termine di "opificio in programma "Il sito non ricade in alcuna delle aree soggette a progettazione particolareggiata previste dal Piano Regolatore del Consorzio ASI.. In conclusione, la localizzazione effettuata, è stata resa possibile dall'ottimizzazione dei seguenti vincoli di natura sia tecnica che ambientale:

- localizzazione in aree appartenenti al consorzio ASI Bari-Modugno

- presenza di attività industriali e commerciali all'intorno;

- vicinanza all'elettrodotto ENEL;

- buoni collegamenti viari.

C. Quadro di Riferimento Progettuale

La centrale è ubicata nella zona industriale di Modugno in via dei Fiordalisi su un'area di 35000 mq in località Misciano del Comune di Modugno (BA). Quindi il sito si trova in piena zona ASI, a circa 3 km in direzione O-SO da Bari San Paolo, a circa 4 km dal Comune di Modugno in direzione NO, a circa 5 km in direzione Sud da Bari-Palese e circa 9 km in direzione Ovest dal centro di Bari e circa 6 km dal comune di Bitonto.

C.1 Descrizione del Progetto

In breve il CDR, alimentato con nastri trasportatori giunge nella caldaia di un combustore a letto fluido ove bruciando produce la quantità di calore necessaria alla vaporizzazione dell'acqua demineralizzata ad una ben determinata T e P, indi il vapore giunge ad una turbina dove si espande producendo energia meccanica che viene trasformata in energia elettrica dall'alternatore. I fumi dopo avere ceduto il loro contenuto entalpico all'acqua che evapora, passano a dei filtri di abbattimento delle emissioni prima di essere espulsi nell'atmosfera. L'area dell'impianto è suddivisa nelle seguenti sezioni:

- zona di ingresso: portineria e pesa:

- deposito ed officina:

- area di preparazione e stoccaggio del CDR ove tramite mezzi meccanici dalla zona di stoccaggio il materiale viene inviato alla zona di preparazione del CDR,

- isola produttiva che comprende la sezione termica, la linea di depurazione dei fumi, la turbina. il condensatore di vapore di scarico della turbina, la sottostazione elettrica per l'interconnessione con la rete nazionale, il sistema di produzione dell'acqua demineralizzata, il camino con altezza di 45 m.

Le seguenti scelte tecnologicamente apprezzabili sono state adottate nel progetto in oggetto:
- per il sistema di combustione è stato scelto il forno a letto fluido che produce minori emissioni;

- elevata efficienza di combustione (oltre ii 99%) dovuto ai maggiori tempi di contatto;

- temperature di combustione relativamente basse

- riduzione degli SOx per la presenza di CaCO3. Per i sistema di trattamento fumi sono state anche scelte le seguenti tecnologie up to date:

- SNCR per il trattamento degli NOx N02 ridotti ad N2 . Con tale sistema si ha una riduzione di oltre il SO% nell'eventuale riformazione di diossine;

- sistema a secco per la rimozione degli acidi con NaHCO3;

- sistemi di adsorbimento a CA per i microinquinanti organici;

- filtri a manica per la depolverazione;

- biofiltro per la deodorizzazione delle emissioni rivenienti dallo stoccaggio di CDR;

- sistema di monitoraggio continuo delle emissioni come previsto dal D.Lgs 133/05 per i seguenti parametri:

- Polveri, COT, HCI, HF, SOx, NOx,CO.02,Umidità, T°C, Portata.

La condensazione del vapore avviene con sistemi ad aria si da evitare l'uso di enormi masse d'acqua. Le tecnologie adottate (sistema di combustione e di abbattimento) sono considerate tra le migliori tecniche disponibili dalle Linee Guida per l'individuazione e l'utilizzazione delle migliori tecniche disponibili per gli impianti di incenerimento dei rifiuti redatte dalla Commissione Nazionale istituita ai sensi dell'articolo 3 del D.Lgs 372/99. Tutta l'area dell'impianto è limitata da una recinzione . Esiste inoltre una rete interna per la raccolta dei seguenti reflui liquidi:

- rete di raccolta delle acque meteoriche e/o di lavaggio rivenienti da strade, piazzali, coperture;

- rete di raccolta delle acque di processo e dell'impianto di demineralizzazione;

- rete di raccolta dei reflui civili;

- rete di raccolta del percolato e delle acque di lavaggio rivenienti dalle aree di produzione e stoccaggio del CDR.

L'impianto di trattamento dei reflui permetterà di convogliare e trattare i reflui provenienti dalle varie aree dell'impianto in due linee di trattamento, in cui la prima linea riceve l'acqua dai piazzali e dalle strade (acqua di prima pioggia), mentre la seconda linea di trattamento dovrà trattare le altre acque ossia le acque di processo e principalmente il concentrato dell'osmosi inversa e gli spurghi di caldaia. Le acque della prima e seconda linea servono ad umidificare le ceneri prodotte dalla combustione. I fanghi dai trattamenti vengono smaltiti da ditte esterne.

C.2 CDR

Un discorso a parte merita il CDR che può avere una composizione molto variabile, tuttavia esso dovrà avere le caratteristiche minime di conformità a quelle indicate nell'allegato 2, sub allegato 1 del DM 5/2/98. In aggiunta a quanto sopra la norma UNI EN ISO 9903 stabilisce le caratteristiche del CDR in base alle % dei suoi costituenti ed alle sue caratteristiche fisiche.

In particolare vengono individuate le seguenti tre tipologie di CDR:
Il CDR rilento a campioni prodotti in alcuni centri della Puglia è superiore in qualità al CDR normale avvicinandosi come proprietà all'elevata qualità e talvolta superandolo almeno per quanto riguarda i metalli presenti in tabella. I fabbisogni idrici dell'impianto, pur non elevati, saranno soddisfatti dalla rete di distribuzione consortile dell'ASI. Tutte le altre aree non occupate dall'impianto saranno destinate a verde. Sono inoltre previsti scavi per la realizzazione dell'opera per un volume di 10.000 mc che saranno riutilizzati nel cantiere secondo il regolamento regionale.

Il traffico indotto dovuto alla costruzione della CTE sarà organizzato in, modo tale da evitare l'attraversamento di centri abitati ed aree residenziali. Nella fase di costruzione vengono prese le misure opportune per la mitigazione degli impatti soprattutto nei comparti atmosferico (polveri) e dei rumori.

C.3 Parametri significativi dell'impianto
C.4 Uso di risorse

C.4.1 Combustibili

Il consumo previsto di CDR, combustibile principale, sarà di 90.000 t/a (12 t/h) oltre alle biomasse.

C.4.2 Acqua

Il fabbisogno di acqua si aggira intorno ai 51/s (19,5 mc/h)

C.4.3 Materie prime

Per il sistema di trattamento dei fumi si ha il seguente consumo di reagenti considerando un esercizio di 8000 h/a:

- CaCO3 230kg/h

- NH3 138 kg/h

- NaHCO3 200 kg/h

- carboni attivi 9.5 kg/h

D. Quadro di Riferimento Ambientale

Lo studio estende l'analisi delle varie componenti ambientali ad un'area vasta avente un raggio di 5km intorno al sito. Quindi l'area vasta interessa oltre il comune di Modugno,parte del territorio comunale di Bari e Bitonto. L'utilizzo energetico delle biomasse si inquadra nell'ambito delle azioni che l'Italia deve favorire per ottenere gli obiettivi fissati dal protocollo di Kyoto ossia la diminuzione per l'anno 2012 del 12% delle emissioni della C02 prodotta nel 1990. Le componenti ambientali interessate dall'impianto sono:

a. Atmosfera

Le caratterisliche climatiche dell'area sono quelle tipiche della Puglia, con bassa piovosità che risulta abbondante in autunno ed inverno. Come risulta dalla stazione metereologica di Bari -Palese si ha una elevata variabilità anemologica con una leggera prevalenza di vento di libeccio e ponente che soffiano rispettivamente da Sud Ovest e da Ovest. Esiste una ampia trattazione delle altre condizioni climatiche della zona in esame

Qualità dell'aria

La rete di monitoraggio della qualità dell'aria della Provincia di Bari è costituita da 5 stazioni, di cui 2, attivate nel 2004, sono localizzate nel comune di Modugno presso l'ENAIP ed il CIAPI. In riferimento al 2005 non si sono verificati superamenti dei limiti di legge per i parametri monitorati: S02,N02, CO. L'applicazione di un modello diffusionale del tipo ISC3 per il calcolo delle concentrazioni di inquinanti in seguito all'esercizio della centrale, ha mostrato che i valori medi annuali sono piuttosto modesti per tutti gli inquinanti esaminati ed i picchi di concentrazione sono localizzati a circa 1000 metri dalla sorgente. In tabella si notano i risultati dello studio espresso come concentrazioni medie annuali
Nella tabella che segue viene evidenziato il riepilogo delle concentrazione calcolate espresse come concentrazioni orarie:

Infine nella tabella che segue vengono indicate le concentrazioni massime al suolo S02, N02, PTS ed i livelli attuali di qualità dell'aria, ricavati dalle registrazioni delle centraline monitoraggio presenti nell'area
Nella concentrazione massima calcolata cumulativa è stato evidenziato anche il contributo di altre aziende ed impianti e soprattutto della prevista centrale a turbogas da 750 MWe.

b. Ambiente idrico

Non esiste rete idrica superficiale a causa della natura prevalentemente fessurata dei calcari costituenti il sottosuolo. Le uniche manifestazioni superficiali esistenti sono le Lame che sono solchi visibili nel terreno, tracce di antichi corsi d'acqua ampi ma poco profondi. Attualmente le Lame servono solo da compluvio per la raccolta delle acque piovane.

In tutto il territorio esiste inoltre una ricca falda idrica sotterranea contenuta nelle rocce calcareo-dolomitiche permeabili per fessurazione e carsismo. Si trovano anche livelli cospicui di calcari poco fratturati praticamente impermeabili che determinano una circolazione in pressione della falda. L'area vasta intercetta parzialmente Lama Balice, per la cui protezione è stato istituito un Parco Naturale Regionale. Questa lama ha origine sulla Murgia di Ruvo di Puglia a quota 410 mslm e sbocca nel Mare Adriatico a Pesca dopo un percorso di 37,2 km.


c. Suolo e sottosuolo

L'area in studio è posta ad una quota media di circa 40 mslm ed ha una conformazione stratigrafico-strutturale tale da non presentare emergenze morfologiche particolari. La Lama Misciano risulta adiacente all'area in studio. Non sussistono emergenze geomorgologiche in quanto l'area si colloca su una superficie sub pianeggiante.

Aspetti geologici e litologici

L'area ricade in un ampio contesto geologico all'interno della struttura geologico-sedimentaria denominata "Piattaforma Apula"

Vincoli e dissesti

Il PAT individua le aree soggette a rischio idrogeologico nel territorio. In particolare in direzione N-NW rispetto all'area ASI il PAT individua una fascia di rispetto ad elevato rischio idrogeologico coincidente con la Lama Balice. Il sito si trova a circa 750 m dalla Lama Balice.
Uso del suolo Si trovano intorno al sito estese aree agricole con presenza di ulivi e viti.

d. Vegetazione, Flora, Fauna ed Ecosistemi.

Nell'area di studio hanno il sopravvento tre tipologie vegetazionali: -vegetazione forestale - vegetazione arbustiva - vegetazione erbacea

Per quanto riguarda la fauna l'eccessiva antropizzazione insieme al degrado dell'area con formazione di aree simil desertiche ha prodotto la scomparsa della fauna presistente. Le aree protette più vicine al sito sono il Parco Regionale Lama Balice a 2km di distanza e l'area SIC Posidonieto San Vito-Barletta a circa 8 km dall'impianto.

e. Rumore

Nei territori dell'area di studio ossia I comuni di Modugno. Bari e Bitonto non esiste un piano di zonizzazione acustica ai sensi della Legge 447/95, onde risultano validi i valori del DPCM 1/3/91. Dalle misure effettuate sia all'interno che all'esterno del sito è risultato che le misure acustiche sono ovviamente influenzate dalle emissioni rivenienti dagli altri impianti industriali pur rispettando i limiti previsti dal citato DPCMI/3/91. Per quanto riguarda le misure mitigative adottate si teng presente che il turbogruppo è alloggiato in una cabina tamponata con pannelli prefabbricati con buone capacità fono- assorbenti. La piantumazione di alberi lungo il perimetro dell'impianto contribuisce a mitigare le conseguenze del rumore. Inoltre tutte le macchine principali saranno caratterizzate dal minimo livello di potenza sonora tecnicamente ottenibile sul mercato.

g. Radiazioni ionizzanti, . Non vengono emesse dall'impianto.

Considerato quanto sopra evidenziato il Comitato V.I.A. ha espresso la necessità di richiedere all'azienda le seguenti integrazioni allo studio presentato:

1. contestualizzazione delle emissioni su ortofoto con precisa indicazione dei centri abitati e regime dei venti e le relative concentrazioni al suolo;

2. ulteriore indagine in aggiunta oltre le 24 tomografie elettriche realizzate volte a evidenziare sulla base dei risultati di resistività la presenza nel sottosuolo di eventuali strutture archeologiche sepolte.

Il Comitato Reg.le di V.I.A. nella seduta del 05.09.2007 ha riscontrato che:

Relativamente alle integrazioni di cui al punto 1

- 4 tavole in cui sono evidenziate su ortofoto le emissioni con indicazione dei centri abitati e del regime dei venti,

- altre 4 tavole in cui si evidenziano le concentrazioni al suolo degli inquinanti.

Nella tabella che segue si evidenziano i risultati salienti delle indagini effettuate:

Come si può ulteriormente notare il contributo della centrale a CDR e biomasse all'inquinamento del suolo per le polveri totali e pari ad una concentrazione di 0,0091 (µg/Nmc) che corrisponde ad un contributo dello 0,02% all'inquinamento totale, ad una concentrazione di 0,1 78(µg/Nmc) per l'N02 che corrisponde ad un contributo dello 0,45% all'inquinamento totale ed infine una concentrazione di 0,045 (µg/Nmc) di S02 che corrisponde ad un contributo dello - all' inquinamento globale nell'area investigata.

Per l'N02 sono stati calcolati anche gli impatti cumulativi considerando anche la centrale turbogas da 800 MWe che ha fornito un valore di concentrazione di 0393 (µg/Nmc rispetto il valore di 0,178 della centrale a biomasse e CDR.

Per quanto riguarda il punto 2 succitato relativamente alle ulteriori indagini da effettuare, l'azienda così replica testualmente : "Si precisa .. che la Soprintendenza ha rilasciato un primo nulla-osta (a seguito di indagini indirette eseguite) in data 30 Aprile 2004 prot. 8376 (all. 1) con il quale tra l'altro veniva prescritta l'assistenza tecnica (per il controllo dei lavori) con archeologi convenzionati, e successivamente con nota del 12 Agosto 2005 prot. 13650 (allegato 2), in relazione all'esito dei saggi di scavo, eseguiti in sito da una squadra di addetti sotto la supervisione dell'archeologo dott. Sicolo. Pertanto si ritengono superflue, ulteriori indagini di natura indiretta in relazione alla circostanza che i lavori di costruzione eseguiti, e da realizzare, proseguiranno con l'assistenza archeologica dello stesso tecnico incaricato". Il comune di Modugno con lettera del 25/05/07 sulla base di un parere espresso da propri consulenti (ed accluso agli atti del Comitato V.I.A.) fornisce parere negativo alla compatibilità ambientale dell'impianto e chiede che altrettanto venga fatto in sede. di comitato V.I.A.

Si forniscono di seguito alcune osservazioni alla relazione dei consulenti del Comune di Modugno.

Tale relazione dal titolo: "Osservazioni sullo studio di impatto ambientale della centrale di produzione di energia elettrica alimentata a CDR e biomasse di Modugno" è pervenuta all'Ufficio V.I.A. nel Maggio 2007 e quindi messa a disposizione del Comitato.
Gli autori Prof A. Paglionico, Dr. D. Ferri, Ing. M. Guido e Dr. V. Totire giungono alle seguenti conclusioni: -

1. "il progetto della nuova centrale non contribuisce né in termini di energia rinnovabile né in termine di gestione di rifiuti"

Affermano infatti gli autori che essendo la motivazione del progetto imperniata sul fatto che l'impianto contribuisce allo sviluppo delle fonti energetiche rinnovabili e pertanto contribuisce alla riduzione delle emissioni di gas serra .... Al fine di avvalorare queste affermazioni si afferma nello studio V.I.A. che l'impiego di CDR ... beneficia dei certificati verdi... In realtà i certificati verdi escludono proprio il CDR da questi benefici.
Infatti la lettera h del comma 1120 della finanziaria 2007 dispone che i rifiuti e la frazione non biodegradabile non sono inclusi tra le fonti energetiche ammesse a beneficiare del regime riservato alle fonti rinnovabili"

Faccio notare agli estensori della nota citata che il fatto che il CDR venga escluso dal beneficio del regime riservato alle fonti rinnovabili ossia all'utilizzo dei certificati verdi ai sensi del comma 1120 della Legge 27/12/06 n. 96, non sta a significare che non si tratta di fonti rinnovabili di energia (FER). Infatti il succitato comma 1120 oltre ad abrogare i commi 1, 3 e 4 all'articolo 17 del D.Lgs 387/03 che stabiliscono che i rifiuti non sono soggetti al regime di incentivazione delle fonti energetiche rinnovabili, abroga anche il comma 6 dell'articolo 229 del D.Lgs 152/06 e non il comma 5 che cita testualmente: "il CDR-Q è fonte rinnovabile ai sensi dell'articolo 2 comma 1 lettera a del D.Lgs 387/03 in misura proporzionale alla frazione bioderadabile in esso contenuta.

In quanto tale ed in proporzione al tasso di biodegradabilità il CDR contribuirà ovviamente alla diminuzione di emissione di C02 per effetto della combustione. Il CDR ovviamente contiene sostanza organica biodegradabile fino ad un massimo del 50%: si pensi al contenuto di legno, materiale da agro- silvicoltura quali foglie secche, carta, cartoni, ecc.
2. L'ulteriore obiezione sollevata dai citati autori risiede nella seguente affermazione: " la seconda motivazione della realizzazione dell'impianto di CDR è secondo il SIA l'importanza che il Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti da all'utilizzazione della filiera del CDR per la corretta gestione dei rifiuti". Proseguono gli autori affermando che il vigente piano di gestione di rifiuti della Regione Puglia invece ritiene imprudente realizzare una potenzialità elevata di CDR in quanto le esperienze italiane non sono confortanti circa la produzione di grandi quantità di CDR di qualità tale da essere un sostituto di combustibili fossili e pertanto ritiene ragionevole prevedere il fabbisogno di impianti di produzione di CDR che tenda negli anni a ridursi progressivamente.

Giova fare alcune poche considerazioni al riguardo: non risulta ben chiaro agli estensori dello studio commissionato dal sindaco di Modugno che la produzione del CDR nella attuale situazione non è un optional che si può o non si può fare, bensì risulta essere un must ossia deve essere fatto, in quanto il D.Lgs 152/06 (e prima ancora il D.Lgs 22/97)prevede all'articolo 205 comma 1 il raggiungimento delle seguenti percentuali di raccolta differenziata dai rifiuti prodotti:

- 35%a131/12/06

- 45% al 31/12/08

- 65%al 31/12/2012

Quanto sopra significa che la frazione secca organica (circa il 30% del totale dei RSU) che rappresenta insieme alla frazione organica umida circa il 60% del totale del RSU, devono essere sempre avviate la prima alla combustione e la seconda al composlaggio se si vogliono raggiungere le succitate percentuali di raccolta differenziata. Non esistono altre alternative se non il recupero, in caso contrario difficilmente potranno essere rispettati i succitati indici di raccolta differenziata. Infatti il Piano Regionale prevede la possibilità di smaltimento dei RSU oltre che nelle centrali a biomasse anche nei cementifici, nei santifici ecc. Per quanto riguarda infine la qualità del CDR prodotto in alcuni centri della Puglia esso risulta superiore in qualità al CDR normale prodotto secondo la Norma UNI EN ISO 9903 avvicinandosi come proprietà al CDR ad elevata qualità e talvolta superandolo almeno per quanto riguarda alcuni metalli presenti.

- Alla luce di quanto rilevato, il Comitato Reg.le di V.I.A. ritiene di poter esprimere parere favorevole allo studio presentato con le seguenti prescrizioni:

- Il collegamento dalla sottostazione alla linea a 150kV venga interamente interrato;
- venga effettuata una campagna analitica annuale per determinare la attuale concentrazione delle TCDD e TCDF nei pressi della CTE.

- Vista la L.R. 4 febbraio 1997 n. 7;

- Vista la deliberazione della Giunta Regionale n. 3261 del 28/7/98 con la quale sono state emanate direttive per la separazione delle attività di direzione politica da quelle di gestione amministrativa;

- Viste le direttive impartite dal Presidente della Giunta Regionale con nota n. 01/007689/1-5 del 31/7/98;

- Vista la L.R. n. 11/2001;

Adempimenti contabili di cui alla LR. N. 28/2001 e s. m. ed i.

Dal presente provvedimento non deriva alcun onere a carico del bilancio regionale

DETERMINA

- di esprimere, per tutte le motivazioni e con tutte le prescrizioni espresse in narrativa e che qui si intendono integralmente riportate, ed in conformità a quanto disposto dal Comitato Regionale per la V.I.A. nella seduta del 05.09.2007, parere favorevole alla compatibilità ambientale per l'impianto in esercizio di produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili (CDR e biomasse), ubicato in Via Fiordalisi, Zona Industriale del comune di Modugno (Ba), proposto dalla EcoEnergia S.r.l. - Via Giuseppe Bozzi, 8 - Bari -;

- Il presente parere non sostituisce né esonera il soggetto proponente dall'acquisizione di ogni altro parere e/o autorizzazione previste per

- Di notificare il presente provvedimento agli interessati a cura del Settore

- Di far pubblicare, a cura del proponente, un estratto del presente provvedimento su un quotidiano nazionale e su un quotidiano locale diffuso nel territorio interessato, ai sensi dell'art. 13, comma 3, L.R. n. 11/2001;

- Di far pubblicare il presente provvedimento sul B.U.R.P.;

- Di dichiarare il presente provvedimento esecutivo;

- Di trasmettere, in originale, il presente provvedimento alla Segreteria della GR.

IL DIRIGENTE DEL SETTORE ECOLOGIA
Dr. Luca Limongelli